lunedì 15 gennaio 2018

Foggia miglior città meridionale per qualità dell'ecosistema e prezzi delle case

Le classifiche che mettono in fila città e province, sulla base di certi parametri di benessere o di malessere, così come i forum in cui si discute delle realtà urbane e si chiede di dar loro un voto, ricordano molto la metafora del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.
Questione di punti di vista, ma anche di parametri e di criteri. Così, può succedere che - come abbiamo pubblicato qualche giorno fa - Foggia venga bollata dagli iscritti alla piattaforma social Reddit come la città più brutta d’Italia, ma che venga collocata da un’altra classifica tra le dieci migliori città italiane in cui acquistare casa e vivere, per la qualità del suo ecosistema.
Devo la segnalazione al sempre attento amico Sergio Cascio, che l'ha presa a sua volta da Rec24.It, il bel sito di informazione locale che ospita intelligenti e stimolanti reportage sul capoluogo dauno: grazie all’uno e all’altro per la preziosa notizia.
La classifica è stata stilata da Homify, prestigioso sito che si occupa in genere di case, progettazione di interni, arredamento. Per individuare “le 10 città italiane migliori per acquistare casa e vivere, per vivibilità ed ecosostenibilità, per qualità della vita e prezzi contenuti per le case”, la redazione ha incrociato i dati di una recente classifica che riguardava le città che offrono i prezzi migliori in fatto di acquisto di abitazioni con quelli del Rapporto Legambiente in tema di aria, acqua, smaltimento dei rifiuti e mobilità urbana, intesi, come scrive Giuseppe Salinas presentando i risultati della indagine svolta da Homify, “fattori che contribuiscono a determinare la vivibilità, l'accessibilità e l'efficienza delle città, la loro capacità di cambiare per rendere la qualità della vita dei propri cittadini migliore.”
Foggia si piazza al sesto posto di questa speciale classifica, ed al primo posto tra le città meridionali. È anzi la sola città meridionale compresa nella classifica,
In cima alla graduatoria delle top ten c’è Gorizia, seguita da Oristano, Macerata, Belluno e Pordenone. Quindi il capoluogo dauno e, alle sue spalle, Ascoli Piceno, Parma, Cuneo e Ravenna.
Il commento di Salinas a proposito di Foggia: “Una delle poche città del Sud ad essere presenti in questa classifica delle migliori città italiane per acquistare casa e vivere è rappresentata da Foggia, città pugliese di circa 151 mila abitanti. Foggia è parte del Tavoliere delle Puglie, alla cui bonifica deve il suo sviluppo come importante centro agricolo e commerciale. A Foggia il costo medio delle case è di 1.329 euro a metro quadro.”
Per la cronaca, sembra essere proprio il costo delle abitazioni il parametro che fa la differenza. Comprar casa costa appena 975 euro a metro quadrato a Gorizia, 1.220 ad Oristano, 1.245 a Macerata, 1.257 a Belluno e 1.303 a Pordenone.
Particolare intrigante: l’articolo di Homify, che potete leggere integralmente cliccando qui, è accompagnato da splendide fotografie. Quella che illustra il capoluogo dauno mostra l’interno di una casa progettato e realizzato da Corfone + Partner, qualificato studio di architettura e innovativo laboratorio culturale, tutto foggiano, che realizza progetti e ricerche in tutto il mondo. Dall’interessantissimo sito di Corfone + Partner (visitatelo, ne vale la pena) è tratta anche la fascinosa immagine che illustra il post, e che mostra una città che ancora non c’è, ma che potrebbe essere…
Come a dire, in risposta al forum di Reddit,  che c’è del bello anche a Foggia…

Come, perché e per chi si vota il 4 marzo

Domenica 4 marzo prossimo siamo chiamati alle urne per il rinnovo della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. Si va al voto con un nuovo (e molto discusso) sistema elettorale, circostanza che certamente non contribuisce né alla chiarezza, né alla partecipazione, in una competizione che potrebbe essere segnata dall’astensionismo.
Cerchiamo dunque di chiarire come si dovrà votare, e per eleggere chi.
La riforma prevede un sistema elettorale misto: un terzo dei deputati e dei senatori verrà eletto nei collegi uninominali, con un sistema maggioritario (vince e viene eletto il candidato che prende più voti), i restanti due terzi saranno eletti con il sistema proporzionale, all’interno di collegi plurinominali, più grandi di quelli uninominali.
È una parziale riedizione del cosiddetto Mattarellum, con cui l’Italia andò a votare nell’ormai lontano 1994.
In Puglia dovranno essere eletti 42 deputati (di cui 16 negli altrettanti collegi uninominali in cui è stato suddiviso il territorio regionale, e i restanti 26 nei quattro collegi plurinominali) e 20 senatori (8 con il sistema maggioritario e 12 nei due collegi plurinominali previsti per il Senato).
Dovendo la composizione dei collegi uninominali osservare il criterio della popolosità (nessun collegio può avere un numero di abitanti che si discosti di più del 20% dalla media degli abitanti dei collegi di quella circoscrizione/regione), i confini di alcuni collegi non rispecchiano esattamente quelli della provincia. Così, nella composizione dei collegi per la Camera, alcuni comuni della Bat sono stati aggregati a collegi della provincia di Foggia e del Barese.

sabato 13 gennaio 2018

Foggia, la bellezza perduta: le fontane della Villa Comunale

Diversi amici e lettori di Lettere Meridiane mi hanno chiesto dove si trovasse la fontana che illustrava il post di ieri, dedicato, appunto, alle fontane cittadine. Soddisfiamo la loro curiosità: era all'interno della Villa Comunale, che ospitava diverse fontane pubbliche, purtroppo non sopravvissute alla furia devastatrice dei bombardamenti e dei mitragliamenti che nella estate del 1943, ebbero come bersaglio proprio la Villa.
La fontana mostrata ieri si trovava all'ingresso del giardino pubblico foggiano, subito dopo il pronao progettato da Oberty, ed era denominata Fontana delle Palme, per le piante che la circondavano.
La più bella era però la Fontana di Mercurio, che potete vedere, qui sotto, in una incisione d'epoca, risalente alla fine dell'Ottocento, e successivamente riprodotta dal giornalista e disegnatore Mario Menduni.
Della Fontana del Mercurio offriamo ad amici e lettori anche una versione colorizzata ed acquerellata (è quella che illustra il post, se volete scaricarla ad alta risoluzione, cliccate sulla immagine con il tasto destro del mouse, e procedere al download): se vi piace, fatemelo sapere, perché l'esperimento potrebbe continuare.


Perché Foggia è brutta, e come può e deve tornar bella (di Vincenzo Concilio)

Si può essere d'accordo o meno con Vincenzo Concilio, e con le sue tesi a proposito del neo-colonialismo regionale e baricentrista che danneggia Foggia e la Capitanata, e della necessità di cercare altri e nuovi confini regionali, ma una cosa è innegabile: Concilio supporta sempre le sue argomentazioni con una logica, una lucidità ed una razionalità che le rendono sempre meritevoli di ponderate riflessioni.
Come quelle che sicuramente susciterà questa lettera meridiana, in cui Concilio esprime le sue idee a proposito di un tema che in questi giorni sta appassionando, e dividendo, amici e lettori del blog: la presunta "bruttezza" della città di Foggia, e le ragioni che determinano tanti giudizi negativi a proposito della città.
Ringrazio molto Concilio per aver voluto affidare a Lettere Meridiane questo prezioso contributo. Ad amici e lettori suggerisco una lettura approfondita, sollecitandone commenti, opinioni, reazioni.
Buona lettura.
* * *
BRUTTEZZA E BELLEZZA NON SONO SOLO FATTORI ESTERIORI MA FINISCONO PER ENTRARCI DENTRO CONDIZIONANDO NEGATIVAMENTE O POSITIVAMENTE LA NOSTRA ESISTENZA 
Foggia è brutta? Sì, in molte sue parti ma, cos'è bello e cos'è brutto?
A Foggia per vedere il bello devi contenere l'angolo di visuale rinunciando all'angolo giro; devi voltarti intorno utilizzando un teleobiettivo per isolare il brutto ma, negli anni il teleobiettivo è sempre di focale maggiore e l'angolo sempre più acuto.
Tuttavia, come scriveva Voltaire: "Interrogate il diavolo. Vi dirà che il bello è un paio di corna, quattro zampe a grinfia e una coda”.
Il termine brutto spesso evoca una gamma estesa di associazioni: dalla disarmonia al manifesto disgusto...
Umberto Eco legava la bruttezza alla percezione di una disarmonia e di un’alterazione rispetto alla norma.

venerdì 12 gennaio 2018

Fuggi da Foggia? No, se bevi l'acqua di Pozzo Rotondo

Fuggi da Foggia, raccomanda l'antico proverbio che suona ai foggiani come un marchio d'infamia. Ma se da Foggia non vuoi fuggire, e ci vuoi restare, l'antidoto c'è: "Bevi l'acqua di Pozzo Rotondo", come suggeriva un altro adagio, purtroppo non noto quanto il primo.
Secondo tradizione chi si dissetava con l'acqua di quel pozzo, restava poi stregato dalla città.
Di questo e di altro vi parlo oggi, riproponendovi un mio vecchio articolo.
Ancorché particolarmente “datato”, perché la situazione che allora raccontavo è sensibilmente mutata, a volte in meglio, altre in peggio,  l’articolo che scrissi per la Gazzetta del Mezzogiorno sulla critica situazione in cui versavano le fontane cittadine, resta a suo modo attuale. Venne pubblicato dal quotidiano regionale nell’ambito della rubrica Foggia da salvare, sabato 19 Dicembre 1981.
E già allora era ben vivo nella opinione pubblica cittadina il tema della bellezza, o più precisamente e impietosamente, della bruttezza della città, le cui fontane costituivano una parte non trascurabile, ma parecchio trascurata, dell’arredo urbano.
Vi propongo oggi quell’articolo, che potete scaricare nella sua versione originale, in pdf, cliccando qui.
Ricordo agli amici e ai lettori di Lettere Meridiane che sto pubblicando a puntate gli articolo che scrissi per la rubrica Foggia da Salvare sulla Gazzetta.
Alla fine dell’articolo potete trovare i collegamenti alle puntate precedenti.
* * *
FOGGIA DA SALVARE / Le fontane della città
Annunciarono l’acqua, adesso
...sono un monumento alla siccità e all’incuria
FOGGIA — Non sono famose come la fontana di Trevi, non attirano i turisti. Non hanno pregi architettonici o artistici particolari (anzi ammettiamolo sommessamente, sono un po’ bruttine). Ma le fontane ornamentali possono vantare un loro ruolo nella storia foggiana: simbolo di passati fasti e di nuove speranze (alcune furono erette in coincidenza con l'attesissimo arrivo dell acqua), non meritano comunque il degrado nel quale si trovano.

giovedì 11 gennaio 2018

I Grifoni di Ascoli Satriano approdano su Google Arts & Culture

La fortunata missione milanese dei Grifoni Policromi di Ascoli Satriano, esposti con straordinario successo all’Expo 2015, ha procurato allo splendido gruppo marmoreo custodito nel Polo Museale di Ascoli Satriano un record, bello e significativo.
I Grifoni sono il primo reperto archeologico della provincia di Foggia a finire nella straordinaria bacheca  Arts & Culture del Google Cultural Institute, dov’è possibile ammirarli in altissima definizione, fino ai più piccoli dettagli.
È come se si avesse modo di guardare lo straordinario trapezophoros con una lente di ingrandimento, cogliendo ogni sfumatura, ogni venatura, ogni colore del marmo (il reperto, risalente al terzo secolo prima di Cristo,  è straordinario perché sono pochissimi i  marmi policromi giunti fino a noi).
Nella collezione Arts & Culture di Google figurano due distinte schede e due distinte immagini della scultura, che è in realtà un sostegno di mensa che raffigura due grifi che sbranano una cerva.
La prima immagine, realizzata da Photoviews - Mourad Balti può essere vista cliccando su questo collegamento: per ingrandirla in modo da gustarne tutti i particolari utilizzare la lente di ingrandimento azzurra, in basso a destra sulla foto.
La seconda scheda ospita una interessante presentazione del Soprintendente per i beni archeologici della Puglia, Luigi La Rocca, che ricostruisce la storia del reperto ricordando come  i Grifoni e gli altri marmi policromi che si trovano ad Ascoli Satriano fossero stati rinvenuti alla metà degli anni ’70 del secolo scorso da scavatori di frodo nel territorio di Ascoli Satriano per essere incautamente  acquistati dal J.P. Getty Museum di Malibu che, in seguito ad una complessa e articolata indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, ha dovuto restituirli allo Stato Italiano.
“La straordinaria scultura, alta 95 cm e lunga 148 cm, - scrive il Soprintendente - è costituita da una coppia di grifi, animali fantastici con il corpo di leone e la testa di drago rappresentati con fine realismo mentre azzannano un cerbiatto ormai disteso al suolo. Del tutto peculiare è lo stato di conservazione della policromia che documenta l’uso di diverse tipologie di pigmenti per tratteggiare i particolari, dal rosa utilizzato per definire le linee incise dell’attacco del piumaggio al corpo e l’interno delle narici, al giallo, nella variante giallo/beige per distinguere il corpo dei grifi a quella molto accesa del corpo del cerbiatto e, ancora, il rosso utilizzato per le creste dei grifi e per il sangue della preda che cola dalle loro fauci, l’azzurro delle ali, il bianco, usato anche per sottolineare la scanalatura profonda della ripartizione delle piume, fino al verde impiegato per definire la base rocciosa.”
Anche nella seconda scheda è presente una riproduzione fotografica (dai colori più accentuati rispetto alla prima) probabilmente realizzata dai tecnici del Mibact. Potete ammirarla cliccando su questo collegamento.

Rosso, grigio, nero: il tricolore del nostro Sud (di Alfonso Foschi)

Quando mi figuro, simbolicamente, il mio Sud a colori, lo vedo tricolore: abbastanza nero, molto grigio, poco rosso. Mi spiego con due fatti di cronaca di cui, in un caso indirettamente nell'altro direttamente, sono stato testimone.
Primo - Due coniugi calabresi, persone oneste e civili, salgono a Genova dalla Calabria in visita a parenti e, quando ritornano a casa, la trovano letteralmente nuda: via non solo denaro e gioielli, normalmente i più appetiti, ma anche mobili elettrodomestici arredi abbigliamento ...insomma un completo repulisti.
La cosa diventa di dominio pubblico e, non si sa come e da chi, ai due coniugi viene consigliato di prolungare la vacanza ancora di qualche giorno, magari anche nelle vicinanze. I coniugi accettano di buon grado il consiglio e quando, dopo il supplemento di vacanza, ritornano a casa, miracolo! la trovano perfettamente in ordine così come l’avevano lasciata per il loro viaggio a Genova.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...