giovedì 24 maggio 2018

Ricordi rossoneri | Alberto Mangano, barbiere di serie A

Un paio di settimane fa mi ha chiamato l'amico Alberto Mangano, giornalista sportivo, presidente dell'Archeoclub, ma anche uomo di cultura e cultore del passato e della storia di Foggia.
- Riordinando le carte di mio padre, ho trovato un tuo articolo, comparso su Daunia Sport, nel 1980. Mio padre lo ha conservato perché parla di mio nonno, e mio omonimo, che faceva il barbiere ed aveva un rapporto speciale con il presidente del Foggia, Antonio Fesce. Te lo fotografo e te lo mando...
Lì per lì, sono stato colto di sorpresa. Il "figaro" Alberto Mangano lo ricordo bene, primo perché era un'autentica istituzione a Foggia, e poi perché, amico di mio padre, era il barbiere di famiglia.
Alberto ha mantenuto la parola, e quando ho riletto l'articolo, ho ricordato. Daunia Sport fu un coraggioso tentativo, inventato da quel grande editore e giornalista che è Matteo Tatarella, di dotare il panorama dell'informazione locale di un settimanale sportivo del martedì.
L'idea era quella di occuparci non soltanto del Foggia, ma anche del calcio minore e delle discipline che non trovavano grande spazio sui quotidiani, raccontando nello stesso tempo storie e personaggi come Alberto Mangano, tifosi del Foggia ma anche sinceramente tifosi di Foggia.
Prima della telefonata di suo nipote non sapevo che questo figaro d'altri tempi, abile conversatore ma soprattutto persona elegante ed equilibrata, fosse il nonno di Alberto Mangano. Adesso che lo, non me ne stupisco. Uomini di stile, affezionati alla loro terra, entrambi hanno dato molto alla identità di questa città, contribuendo a renderla un po' più gentile.
Ed eccovi l'articolo comparso su Daunia Sport. Era il 1980, il Foggia era appena risalito dalla serie C, in cui era precipitata dopo una doppia retrocessione, accompagnata da una pesante crisi finanziaria. Fesce era tornato alla guida della società, richiamato a furor di popolo, dopo un periodo in cui si era defilato.
Era davvero una Foggia d'altri tempi...
* * *
Quante generazioni calcistiche sono passate sotto il rasoio o il pettine di Alberto Mangano?
Beh, almeno due ci stanno tutte.
Dagli eroici tempi di Pugliese e Rosa Rosa a quelli attuali di Fesce: nel salone dei fratelli Mangano (ormai chiuso da qualche anno) è scorsa tutta un’epopea calcistica: gli anni migliori della squadra rossonera, la serie A, il declino, la delicata ricostruzione. E di tutti i protagonisti di questa storia affascinante, il cavaliere Alberto Mangano, figaro d’arte, nobile pettinature di due generazioni di foggiani, ha raccolto gioie, amarezze, speranze. Al punto tale che, quando l'età e gli eventi hanno costretto i due fratelli a chiudere il salone, Alberto ha voluto continuare, anche se solo per pochi eletti. Quelli con cui la consuetudine aveva instaurato un rapporto che va oltre e al di sopra di forbici e rasoi. Amicizia? Forse anche qualcosa di più. Davanti allo specchio del “figaro“ ci si sente riflettere la propria anima. E questo ancora di più, se l’artista in parola e Alberto Mangano: discreto raccoglitore di segrete confessioni, avrebbe potuto far mancare il suo conforto spirituale, lui, supertifoso dei colori rossoneri, al presidente Fesce?

Foggia una giungla? Ma no...

Foggia una giungla? Ma no. Almeno gli animali riescono a stabilire tra di loro una convivenza serena e pacifica, come dimostra la foto, scattata questa mattina in via Nero Nadi, a fianco alla Chiesa dello Spirito Santo. L’immagine mostra alcuni volatili che razzolano tranquillamente, in un’aiuola che rappresenta una sorta di oasi per gli animali. La mano pietosa degli abitanti del rione vi porta infatti acqua e cibo per gatti.
E i volatili ne approfittano. Nella vulgata comune, gazze e piccioni non si amano particolarmente. Dove ci sono le gazze non ci sono i piccioni, e viceversa, in una sorta di più o meno tacita spartizione del territorio.
Nell’aiuola di via Nadi, però, la gazza condivide volentieri con i colombi, senza recare loro disturbo, l’acqua per dissetarsi e la ricerca di cibo.
Una bella scena, a pochi metri da piazza della legalità, e dalla stele che ricorda il sacrificio di Francesco Marcone.
Sarebbe bello se anche gli “umani” condividessero questo spirito di tolleranza e di pacifica convivenza.

mercoledì 23 maggio 2018

Ricordi rossoneri | Quel giorno che il Foggia perse il derby con l'Incedit

Con l’Italia fuori dal Mondiale e il Foggia che ha bellamente completato il campionato, si preannuncia una stagione estiva avara di impegni e di notizie per i tifosi foggiani. Ma niente paura. Ci penserà Lettere Meridiane a riempire il vuoto, con la rubrica Ricordi Rossoneri che esordisce oggi. Racconteremo le storie piccole e grandi che hanno segnato il calcio foggiano e con esse la storia della città. Non solo i fatti agonistici in senso stretto, ma anche le vicende e i personaggi che hanno punteggiato il pianeta calcio. Perché, come sapete Foggia e il Foggia sono unite tra di loro da un legame speciale.
Cominciamo da una storia poco nota: il primo derby stracittadino giocato in serie C, che risale alla stagione 1947-48.
Il Foggia veniva dallo sfortunato torneo di serie B della stagione precedente, dov’era stato ammesso per meriti sportivi, e che aveva concluso all’ultimo posto del girone meridionale (26 punti, con dieci vittorie, 6 pareggi e 16 sconfitte), venendo retrocesso assieme a Taranto, Catanzaro, e Albatrastevere.
L’Incedit era la squadra di calcio del gruppo sportivo della Cartiera (Incedit è, infatti, un acronimo che sta per Industria Cellulosa d'Italia, e che è poi il nome della società che realizzò lo stabilimento). La compagine l'anno prima si era guadagnata la salvezza nel girone B della Lega Interregionale Meridionale di Serie C, in cui aveva giocato, venendo però retrocesso, anche il Lucera.
Così le due compagini foggiane si trovarono per la prima volta l’una di fronte all’altra nel campo sportivo del Rione Diaz, il 28 dicembre del 1947. Era un bell’impianto, quello fatto costruire dai dirigenti della Cartiera, circondato da un velodromo caduto purtroppo in rovina, assieme al campo di calcio.
I foggiani che il giorno di Pasquetta non potevano permettersi di comprare il biglietto per andare a Siponto in treno, erano soliti andare a piedi nel bel prato del campo di Rione Diaz, per la tradizionale gita fuori porta.

martedì 22 maggio 2018

Umorista umorale, Madetù cambia passo

Ricevo e pubblico molto volentieri a Maurizio De Tullio, in arte Madetù. Il nostro disegnatore satirico in versione "solo testo" decide di cambiare passo. La striscia di battute e calembour cambierà frequenza: non più quotidiana, ma settimanale. Una sola considerazione, circa il "favore del pubblico", che è sempre un po' un'araba fenice nel mondo virtuale del social. Giustamente Maurizio si attende reazioni "verbali" e non like, faccine, o semplicemente numeri. Ma stando alla nuda logica dei numeri e della statistiche, posso dirvi che Madetù il suo pubblico di affezionati lettori ce l'ha, eccome.
Ecco il testo della mail che Maurizio mi ha inviato. (g.i.)
* * *
Caro Geppe,
dopo quasi tre mesi (28 febbraio-21 maggio 2018), corrispondenti in dettaglio a 65 giorni di pubblicazioni effettive della rubrìca e a ben 503 tra battute, freddure, calembour e una barzelletta (quella su Grillo all'Inferno), la striscia quotidiana di Madetù si congeda dai lettori di "Lettere Meridiane".
Nessuno stupore: è fisiologico che accada qualcosa, che faccia riflettere, che induca a un cambio di passo.
Dirò allora innanzitutto "Grazie!" a Geppe Inserra per la consueta ospitalità, pazienza e professionale collaborazione (le copertine della rubrìca 'Riso alla Foggiana Text' sono tutte sue), così come è doveroso dirlo ai lettori, distribuiti tra amici, colleghi, alcuni conoscenti e qualche parente. Un centinaio di destinatari giornalieri del link serale di 'Riso alla Foggiana Text' al Blog "Lettere Meridiane".

lunedì 21 maggio 2018

Galleria chiusa a Monte Saraceno: il tunnel senza fine

Madetù in forma scintillante, all'inizio della settimana. E galvanizzato dalla svolta nelle trattative per la formazione del nuovo governo, che sembrano avere ormai imboccato la dirittura d'arrivo. Battute divertite e divertenti su Di Maio, e sul possibile premier, Giuseppe Conte.
Ma la copertina di oggi spetta alla particolare interpretazione che il nostro disegnatore satirico in formato solo testo dà alla notizia della contestatissima chiusura della galleria di Monte Saraceno, a Mattinata.
Leggete. Sorridete.
* * *
DI MAIO
Di Maio sbatte i piedi con la Francia.
"La TAV non la voio. Preferisco i trenini ciuf-ciuf che piacciono tanto a noi pampini!".
IL CONTE DEL GRILLO
Di Maio, imponendo Giuseppe Conte alla guida del Governo, fa la voce grossa con la Lega:
"Io so io e voi non siete un cazzo!".
Il CONTE del GRILLO.
CANNES
Due film italiani trionfano a Cannes. Francesi entusiasti. Dieci minuti di applausi.
Di Maio apprezza ma ribadisce ai francesi: "La TAV comunque non la vogliamo!"
GALLERIA CHIUSA
- La galleria di Monte Saraceno, vicino Mattinata, chiuderà ad agosto.
- Continueremo a non vedere la luce in fondo al tunnel.
RADIOLOGO FURBETTO
- A Bari un radiologo timbrava il cartellino e poi andava al supermercato.
- Però era scrupoloso: passava tutti i prodotti ai 'raggi X'.
L'ILVA E LANDELLA
- All'ILVA di Taranto si muore e danno dell' "assassino" al Sindaco Melucci.
- E allora a Foggia? Per colpa delle strade e dei marciapiedi, dovrebbero chiamare Landella "serial killer"!
PARCOMETRI
Caso Parcometri. Il Comune di Foggia avanza 650.000 euro dalla società che li  gestisce.
Il Sindaco Landella è stato chiaro su questo punto: "Recupereremo il denaro".
Sfondando i Parcometri, però, non sarà molto facile!
FESTA DEL PRONTO SOCCORSO
San Severo. Ennesimo incidente alla "Festa del Soccorso". Un petardo ha ferito in modo grave una donna, che rischia di perdere un braccio.
Ormai è diventata la Festa del "Pronto Soccorso".


Un dauno verso Palazzo Chigi: chi è Giuseppe Conte

Luigi Di Maio e Giuseppe Conte
Un dauno verso Palazzo Chigi. Giuseppe Conte è nato 54 anni fa nel cuore dei Monti Dauni, a Volturara Appula.
Il suo curriculum è di tutto rispetto: più tecnico che politico, c’è da dire. Dopo essersi laureato in legge alla Sapienza, si è specializzato studiando in posti di assoluto prestigio come la Sorbona, Yale, Vienna. 
È titolare della cattedra di Diritto Privato all’Università di Firenze, dov’è approdato dopo aver insegnato a Sassari, a Roma Tre e alla Luiss.
La sua indicazione quale possibile premier non stupisce più di tanto, perché Conte era già stato inserito nella possibile squadra di governo pentastellata da Luigi Di Maio, che lo aveva indicato come titolare del Ministero della Pubblica amministrazione, de-burocratizzazione e meritocrazia.
Ha ricoperto incarichi pubblici di notevole importanza: ha fatto parte del Consiglio di amministrazione dell’Agenzia spaziale italiana (ASi), nel 2012 è stato nominato dalla Banca d’Italia componente dell’Arbitro Bancario Finanziario. È stato membro di varie commissioni ministeriali di riforma.
Come vicepresidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa, ha guidato Commissione disciplinare coordinando in tale veste l'istruttoria che ha portato alla destituzione del consigliere di Stato Bellomo, per i suoi comportamenti inappropriati con le allieve dei corsi di preparazione alla magistratura.

Quando i segnali stradali si contraddicono

Bizzarrie foggiane. L’amico Giorgio Mangione mi segnala questo strampalato caso di segnaletica stradale, in via Sabotino, a due passi dalla stazione ferroviaria.
Qualche giorno fa, è stata realizzata una nuova zona blu, che prevede il parcheggio a pagamento sul lato destro della strada, opportunamente segnalata con le classiche strisce colorate. In blu, appunto.
La novità è anche indicata dal cartello verticale che indica le fasce orarie ed i giorni in cui l’automobilista è tenuto al pagamento del pedaggio.
Fin qui, nulla di strano. Il problema è che nessuno ha pensato di rimuovere il segnale che, fino a qualche giorno fa, non soltanto vietava la sosta, ma indicava anche che si trattava di una "zona rimozione", per cui chi parcheggiava lì correva il rischio di vedersi l’auto portata via dal carro attrezzi.
Come  fa opportunamente notare Mangione, la stridente contraddizione tra i due cartelli pone all’automobilista che volesse parcheggiare là la propria auto un dilemma quasi esistenziale: se ci mette il grattino, viene comunque multato. E se non paga il pedaggio, corre il rischio di essere multato due volte. Un autentico rebus.
Oppure, come fa notare qualcuno intervenuto nella discussione he si è accesa dopo che Giorgio aveva postato immagine e commento sulla mia bacheca… materia da TSO (trattamento sanitario obbligatorio).
C'è da aggiungere che si tratta di un incrocio nevralgico nella viabilità cittadina. L'area rimozione aveva un senso: "è importante che in quella zona - conclude Mangione - non ci sia alcuna macchina parcheggiata: è zona di manovra per tutti i pullman provenienti da via Monte Grappa che devono svoltare per recarsi verso il nodo intermodale."
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