sabato 21 ottobre 2017

Il Foggia fa impazzire il telecronista di Sky

Mazzeo festeggia il suo gol sotto la curva rossonera,
dopo una corsa di cento metri
"È stata una delle partite più belle che ho visto in questo campionato", Massimo Tecca esulta dopo aver raccontato e commentato per Sky, Cesena-Foggia. Giornalista di punta della redazione sportiva dell'emittente satellitare, parlando dei 4.100 tifosi foggiani (poco più di 3.000 quelli partiti da Foggia, il resto residente in Emilia Romagna) assiepati sulle tribune dello stadio Manuzzi, aeva parlato di "una partita da serie A", sottolineando come entrambe le tifoserie meritino la ribalta della massima divisione.
Purtroppo il Foggia ha buttato al vento la più ghiotta delle possibilità di vincere e di rilanciarsi in una classifica che continua a restare problematica e sicuramente inferiore rispetto alle potenzialità tecniche, tattiche ed agonistiche fatte vedere dalla squadra rossonera.
Due gol di vantaggio (propiziati dal micidiale 1-2 messo a segno da Coletti e Beretta al 48' e al 52', e quindi dalla splendida rete di Mazzeo che al 70' aveva fissato il risultato sull'1-3) non sono bastati a portare a casa l'intera posta.
Ancora una volta la fase difensiva è stata tutt'altro che irreprensibile. Il risultato finale sta stretto, strettissimo al Foggia che dalla sua parte ha anche un palo colpito dallo scatenato Mazzeo e l'incredibile errore, sulla successiva ribattuta, di Beretta, che ha mandato sopra la traversa il tiro a porta vuota, e a botta sicura.
E avrebbero meritato senz'altro di più i generosissimi tifosi rossoneri, che si sono spesi come sempre dal primo al novantesimo, senza lesinare energie, passione, tifo sincero e colorato.
Peccato, veramente.

venerdì 20 ottobre 2017

Trenitalia smantella Foggia: via l'Impianto Equipaggi

Sembra volgere al peggio la delicata trattativa che sta impegnando i sindacati con i vertici di Trenitalia, a proposito dell’Impianto Equipaggi di Foggia che era una volta uno dei più importanti del Mezzogiorno.
Sarà chiuso, e le sue competenze trasferite a Bari. La conferma è giunta nel corso dell’audizione dell’assessore regionale ai trasporti, Antonio Nunziante, nella II commissione consiliare regionale.
Qualche settimana fa, le organizzazioni sindacali avevano gettato acqua sul fuoco delle polemiche precisando che la “delicata trattativa è appena iniziata e non conclusa, né con un accordo né con una dichiarazione di chiusura dell’impianto. “
Intervenendo ai lavori della commissione consiliare regionale, l’assessore Nunziante ha però confermato i timori circa la chiusura dell’impianto. Il progetto riorganizzativo di Trenitalia sull’esercizio dei treni Frecciabianca e Intercity a lunga percorrenza prevederebbe il mantenimento di quello di Ancona, e la soppressione di quello foggiano.
“È l’ennesimo schiaffo e depauperamento per la Puglia e per il Mezzogiorno d’Italia, che avrebbe una pesante incidenza in termini occupazionali nel presente e soprattutto nell’immediato futuro”, ha tuonato il presidente del gruppo Alternativa Popolare, Giannicola De Leonardis, che per primo aveva sollevato la questione.
“Una scelta e una decisione presa – come ormai consuetudine – dal management aziendale in splendida solitudine, senza alcun confronto, senza alcun dialogo e comunicazione diretta con le istituzioni e le parti sociali interessate. Prima che dall’informalità si passi all’ufficialità, la politica ha quindi il dovere di intervenire a ogni livello, senza limitarsi al ruolo di semplice spettatrice e facendo sentire tutto il proprio sostegno e peso specifico ai lavoratori in questa nuova, delicata vertenza: per questo auspico l’intervento diretto dei parlamentari di ogni schieramento e dell’esecutivo regionale, in primis del Governatore Michele Emiliano e degli assessori al Lavoro e ai Trasporti, Leo e Nunziante, per scongiurare un epilogo disastroso, anche se annunciato”, conclude De Leonardis.
Nel corso della riunione della commissione consiliare, l’assessore Nunziante ha fatto tuttavia presente che la Regione non ha competenze dirette in materia, e che potrà tutt’al più svolgere un’azione di sostegno a fianco delle organizzazioni sindacali.
È l’ennesimo brutto capitolo della storia infinita della smantellamento del nodo ferroviario di Foggia.

Arriva l'Arcivescovo, e San Lorenzo in Carmignano si rifà il look

Quella di domani, sabato 21 ottobre 2017, sarà una data storica per San Lorenzo in Carmignano. L’Arcivescovo di Foggia, mons. Vincenzo Pelvi, si recherà nell’area archeologica, per un sopralluogo rivolto a definire le modalità di organizzazione e di celebrazione di una Santa Messa, vicino all’omonima chiesa.
Il presule ha infatti accolto l’invito che gli era stato rivolto dal Comitato “Salice Nuovo” che opera per la riqualificazione dell’area di Carmignano e del vicino quartiere Salice.
La notizia è stata comunicata al presidente del comitato, Dario Iacovangelo dallo stesso Arcivescovo, che lo ha ricevuto nella sede arcivescovile, manifestandogli apprezzamento per le iniziative promosse dal Comitato e vicinanza ai gravi problemi che angustiano la periferia foggiana.
Nell’occasione, mons. Pelvi ha accolto l’invito a celebrare la Messa nell’area della chiesa di San Lorenzo in Carmignano, che in passato è stata un centro cristiano di grande importanza. Essa stessa sede vescovile, ospitò uno scriptorium nel quale potrebbero essere stati realizzati i preziosissimi Exultet custoditi nel Museo del Tesoro della Cattedrale di Troia.
Da anni abbandonata e ridotta addirittura a stalla per il bestiame, la Chiesa è stata recentemente oggetto di lavori di restauro che sono stati interrotti per l’intervento della Soprintendenza, che li ha giudicati non conformi alle norme. Bloccato il cantiere, hanno ripreso a crescere le erbacce ed il sito è nuovamente precipitato nel degrado e nell'abbandono.
Nonostante la critica situazione, il Comitato “Salice Nuovo” ha continuato ad impegnarsi e a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di recuperare un bene così importante per la storia e per l’identità di Foggia. E i risultati finalmente cominciano ad arrivare.
La disponibilità manifestata dall’Arcivescovo Pelvi è stata accolta con entusiasmo dai componenti il comitato e dagli abitanti del Salice Nuovo.
“Adesso ci sentiamo meno soli - ha commentato il presidente, Dario Iacovangelo. - Sono sicuro che troveremo nell’archidiocesi e nella chiesa foggiana un aiuto fondamentale per coronare il sogno del restauro e della riqualificazione di San Lorenzo in Carmignano.”
Il sopralluogo fissato per domani è atteso con impazienza e affetto da Iacovangelo e dagli altri membri del Comitato che non sono rimasti con le mani in mano, si sono mobilitati per accogliere l’arcivescovo nel migliore dei modi, e hanno pulito, per quanto era possibile, l’ara adiacente alla Chiesa.
“Non ci andava di far trovare a Mons. Pelvi la Chiesa nello stato di abbandono di questi mesi, peggiorato dalle crescita di erba ed altri infestanti e così abbiamo provveduto ad una ripulitura,” commenta Iacovangelo.
L’operazione, testimoniata dalla sequenza di diapositive che potete vedere sotto, ha restituito un minimo di decoro e di dignità a San Lorenzo in Carmignano, dimostrando che se la chiesa e la società civile si danno la mano, possono andare veramente lontano.

La vecchia Foggia, simbolo di tutti i Sud del mondo, nella poesia di Bruno Caravella

Musicista, cantautore, poeta, fotografo, Bruno Caravella è prima di tutto un intellettuale, un artista impegnato sul fronte civile, sociale e culturale. Che componga versi o scriva canzoni o scatti fotografie, il suo obiettivo è raccontare le cose come sono, ma anche indicare come potrebbero essere.
Tra le cose più belle che Bruno ha mai scritto c’è la poesia dialettale Na jurnate de sole cui Lettere Meridiane e il Laboratorio di linguaggio multimediale “L’immagine militante” dell’Auser dedicano la video-poesia che potete vedere qui sotto.
Caravella è bravissimo nell’esorcizzare il rischio e superare il limite in cui sovente incorre la poesia dialettale, ovvero la rappresentazione oleografica del posto in cui quel dialetto viene parlato. E lo dimostra cimentandosi con un tema della cultura meridionale - il sole, la solarità - tanto classico quanto rischioso.
Proprio partendo dal sole, possibile stereotipo, Bruno svela una immagine profondamente vera e profondamente amara del Mezzogiorno e delle periferie meridionali.
Solitamente la "giornata di sole" evoca immagini luminose, mediterranee. Qui invece no. C'è una consapevolezza amara del presente, c'è una inquietudine di futuro che rispecchia profondamente l'essere meridionale oggi.
La città vecchia di Foggia diventa in questa poesia ombelico di tutte le città vecchie e di tutte le periferie, di tutti i Sud del mondo.
La video-poesia è accompagnata dalle fotografie dello stesso Caravella e da una particolarissima, struggente versione de “La Carpinese”, eseguita dall’Australian Brandenburg Orchestra, con il canto del soprano Mina Kanaridis.
Leggetela, guardatela, amatela, condividetela.

giovedì 19 ottobre 2017

Con la regionalizzazione, verso il rilancio il polo bibliotecario-museale

La Costituzione italiana riconosce e promuove le autonomie locali. Lo si legge nell’articolo 5, e il ricorso alla parola “riconoscere” sta a dire che le autonomie locali sono qualcosa che preesiste alla costituzione stessa, e ci mancherebbe altro, visto che siamo in Italia, la patria dei Comuni.
La riforma delle Province - rimasta a metà dopo che gli italiani hanno detto no al referendum costituzionale - ha seguito il cammino inverso a quello previsto dalla Carta. I servizi culturali che gestiva una volta - la Biblioteca Provinciale, i Musei - anziché finire ai comuni così come sarebbe stato logico, sono stati assorbiti dalla Regione.
Va detto che nel caso delle Biblioteca si sarebbe trattato di un ritorno, in quanto la prestigiosa istituzione è nata proprio dal patrimonio dell’antica biblioteca comunale di Foggia.
Ma cosa fatta capo ha. L’amministrazione di Palazzo Dogana è stata la prima tra quelle pugliesi a sottoscrivere la convenzione con la Regione Puglia che prevede il trasferimento delle funzioni all’ente regionale, e va bene così.
L’intesa non riguarda soltanto la Biblioteca la Magna Capitana ma anche i tre musei facenti parte del polo museale provinciale una volta gestiti dalla società Diomede, ente strumentale voluto dalla provincia per la gestione del proprio patrimonio culturale. Si tratta del Museo interattivo e delle scienze, del Museo del territorio, del Museo di Scienze Naturali cui va aggiungersi anche la Galleria Moderna e Contemporanea di Palazzo Dogana, che la Provincia gestiva direttamente.
Si dovrà lavorare seriamente per rilanciare un patrimonio culturale che fatalmente risente di anni di precarietà e di abbandono, e in tal senso si è espressa l’assessore regionale alla cultura, Loredana Capone.
Basti pensare che la Biblioteca da tempo non ha più risorse per aggiornare il patrimonio librario e l’emeroteca, che una volta raccoglieva le più importanti riviste e giornali pubblicati in Italia. Se una Biblioteca non compra libri, riviste e giornali, che servizi offrirà ai propri fruitori?
La convenzione prevede che la Regione si faccia carico, oltre che della manutenzione delle strutture (che la Provincia cede a titolo di comodato gratuito, restandone quindi proprietaria), della gestione dei servizi, il che vuol dire non soltanto le spese del personale, ma anche quelle relative al funzionamento, tra cui l’aggiornamento del patrimonio. Libri, opere d'arte, reperti museali restano invece di proprietà provinciale.

L'omaggio di Luigi Paglia a Mario Luzi, ovvero arte e poesia tra artigianato e social

I librini d’artista di Luigi Paglia erano una chicca per collezionisti e appassionati di poesia e di arte, fino a quando non è arrivato il social.
L’idea di partenza è quanto mai intrigante: una tiratura limitatissima, una selezione di poesie attorno ad un tema, o ad un autore, accompagnate da una o due opere d’arte.
Un omaggio più o meno dichiarato a Walter Benjamin e a quanto il filosofo tedesco scrisse nel suo saggio più noto, L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica: arte e poesia che si incontrano, al di qua degli strumenti di comunicazione di massa, e in particolare di quella tecnica - la stampa - che Benjamin indicava come spartiacque tra la riproduzione manuale ed artigianale dell’arte e quella meccanica, industriale, e di massa.
E questi sono, nella loro forma concreta ed analogica, i librini d’artista editi da Luigi Paglia: un ritorno alla editoria come artigianato, ovvero all’ars recta ratio factibilium, cara a Tommaso d’Aquino.
L’informatica e la rete rendono però possibile un’altra sfida: dematerializzare il librino d’artista, digitalizzando le poesia e le opere d’arte, trasformandole in puri bit, ed offrendoli alla fruizione universale.
Luigi Paglia affida a Lettere Meridiane questo ultimo atto, e gliene sono infinitamente grato, tanto più che il librino d’artista che Paglia regala ad amici e lettori del blog mi è particolarmente caro: Poesie della prima luce che parlano e riflettono sull’ora del giorno più critica, quella tra la fine della notte e l’inizio dell’alba, in cui s’addensano timori, speranze…e dolori.
Realizzato in soli 33 esemplari con le Edizioni dell'Angelo di Palermo, Poesie della prima luce contiene due acqueforti di Vincenzo Piazza, una nota di Luigi Paglia, poesie di Mario Luzi, di Wislawa Szymborska, premio Nobel per la Letteratura, e di Luigi Paglia.
Sottotitolo del prezioso volumetto è “omaggio a Luzi”, un omaggio che, come spiega Paglia nella sua nota, “è centrato sul tema della luce (in lotta con la notte), privilegiata fonte di ispirazione del poeta, dispiegato nella sequenza di Alba, della mia interpretazione della poesia della Szymborska, premio Nobel 1996, e della mia composizione, entrambe aperte al senso del mistero e all’epifania della luce (e del mondo) in continuità tematica, appunto, con la poesia di Luzi.”
Leggetelo nella sua versione digitale, che potete scaricare cliccando qui.


mercoledì 18 ottobre 2017

Pio e Amedeo verso la Rai?

Dopo aver sfondato su Mediaset, Pio e Amedeo potrebbero approdare alla Rai. Per il momento si tratta solo di voci, ma sono molti gli indizi che fanno pensare che potrebbe andare a finire proprio così. Il rumor giunge dal sito Fanpage.It, solitamente bene informato sulle cose che riguardano il mondo dello spettacolo.
I due comici foggiani potrebbero essere  i nuovi conduttori maschili di Made in Sud, la popolare trasmissione di Rai Due, che la televisione di Stato ha deciso di confermare nel palinsesto della prossima primavera, nonostante gli indici d’ascolto non esaltanti totalizzati dall’ultima edizione, conclusasi nello scorso mese di luglio, quando la conduzione maschile era stata affidata a Gigi D’Alessio.
I vertici di Rai Due intendono rilanciare la trasmissione, riportandola ai fasti di una volta ma anche in qualche modo rompendo i soliti schemi. Quale scelta migliore di far affiancare le conduttrici femminili Fatima Trotta e Elisabetta Gregoraci dallo scatenato duo foggiano?
Pio e Amedeo sono attualmente impegnati nelle registrazioni della terza edizione di Emigratis che andrà in onda nella primavera 2018 e che però, per loro espressa dichiarazione, sarà l’ultima. E si tratta di una scelta intelligente. La trasmissione sarà messa in onda in prima serata e presumibilmente supererà gli ascolti record fatti registrare da Emigratis 2. Ma poi?
Pio e Amedeo si sono rivelati abilissimi, addirittura geniali, nel tenere le fila di un format affidato ad un pretesto narrativo quale lo scrocco, intrigante ma esile, che a lungo andare può stancare il pubblico.
Quella di Made in Sud potrebbe rappresentare per i due foggiani una interessante opportunità, una sfida.
Fanpage.It riferisce che un cauto sondaggio da parte della Rai sarebbe già stato effettuato e che i due attori foggiani vengono ritenuti, in viale Mazzini, la prima scelta. Staremo a vedere.
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