martedì 23 maggio 2017

L'omaggio di Madetu al neo-sposo sottosegretario Scalfarotto

Madetu ritorna agli amici e lettori di Lettere Meridiane, dopo le fatiche dell'allestimento della mostra-bis di "Riso alla foggiana", visitabile nell'Area Mostre della Biblioteca Provinciale, fino al 30 maggio prossimo.
Due le vignette odierne, Quella d'apertura è un omaggio al fresco sposino Ivan Scalfarotto, sottosegretario foggiano allo Sviluppo Economico, che De Tullio conosce bene, essendo stato iscritto alla FGCI di Capitanata tra il 1984 e 1987, quando a dirigere l'organizzazione giovanile del Pci era proprio il nostro disegnatore satirico) ma riguarda più in generale il tema della (difficile) riunione della sinistra.
L'altra è fondata sul classico gioco di parole, che tanto piace a Madetu: il coltello del Sikh (inteso come cultura pakistana) e quello "ciutt" del delinquente foggiano. Il primo fermato, i nostri che se la spassano portandoselo al seguito senza timore!


Cinemadessai | Still life, la tenerezza della vita e della morte

Programmato per il 2 maggio scorso, non andò più in onda a causa della improvvisa scomparsa di Jonathan Demme, che indussi Rai5 a trasmettere in ricordo del grande regista americano il bel documentario su  Enzo Avitabile.
Stasera sarà dunque la volta buona per vedere Still Life di Uberto Pasolini, regista che rappresenta un caso unico nel cinema italiano.
Nipote di Luchino Visconti, è più noto all'estero che non nel bel Paese. Ha iniziato a lavorare nel mondo del cinema come runner (una sorta di factotum che si occupa di risolvere i problemi pratici sul set e che perciò va sempre... di corsa) per diventare  un produttore indipendente in Inghilterra. L'exploit internazionale è giunto con il celebre Full Monty - Squattrinati organizzati, prodotto da Pasolini, e riconosciuto come Miglior film del 1997 dall'European Film Awards. La pellicola fu campione d'incasso in tutto il mondo e rappresenta ancora oggi un indiscutibile esempio di come anche il cinema indipendente, se originale e ben fatto, può dire la sua al botteghino.
Nel 2008, esordì dietro la macchina da presa con Machan - La vera storia di una falsa squadra, aggiudicandosi il Premio Label Europa Cinemas alle Giornate degli Autori della Mostra d'arte cinematografica di Venezia.
Nel 2013, il suo secondo lungometraggio, che Rai5 manda in onda stasera alle 21.15, Still Life, che è stato presentato al Festival di Venezia 2013, dove si è aggiudicato il Premio per la migliore regia nella sezione Orizzonti.
La pellicola racconta, con un approccio tenue, se non proprio minimalista, una storia densa di poesia e di originalità.  John May (stupendamente interpretato da Eddie Marsan) è uno scrupoloso funzionario comunale che si occupa di rintracciare  il parente più prossimo delle persone decedute in totale solitudine. Quando deve affrontare il caso di Billy Stoke, un alcolizzato morto in solitudine a pochi passi da casa sua, la sua vita cambia di colpo, proprio mentre il suo ufficio viene soppresso, nell'ambito dei tagli alla spesa pubblica. Il finale è surreale, ma pieno di poesia e di tenerezza.
Un film insolito, importante, che consiglio e suggerisco vivamente.
DOMANI
Frantic è uno dei film più discussi di Roman Polanski, e sarà per questo che è anche uno dei miei preferiti. Interpretato da un Harrison Ford in splendida forma e da Betty Buckley, Emmanuelle Seigner e John Mahoney, è difficile etichettarlo: sta a metà tra il giallo in puto stile hitchcockiano e l’action-movie all’americana, ma alla fine, non è né l'uno né l'altro. In realtà è un film sullo spaesamento in cui si incorre quando, trovandosi in un paese straniero (la Francia, nella fattispecie), e non parlando neppure una parola della lingua locale, ci si trova alla prese con un serio problema da risolvere.

Licinio: il mio rapporto con Troia (quando la storia locale diventa memoria collettiva)

Raffaele Licinio e gli amici di Aria di Troia mi hanno fatto una bella sorpresa: i primi riprendendo il post di Lettere Meridiane, Chapeau, caro professor Licinio, ed arricchendolo con un video "d'epoca" del quale ignoravo l'esistenza e in cui mi sono rivisto com'ero vent'anni fa, il prof. gratificandomi di stimolanti ricordi e riflessioni sulla esperienza troiana della Scuola Laboratorio di Medievistica, che ci vide compagni di  strada.
Bella storia, bei ricordi.
Ringrazio molto Raffaele Licinio e la redazione del periodico. Qui sotto le riflessioni del professore, al termine il video. Guardatelo, è un salutare tuffo nel passato (g.i.)
* * *
A questo articolo di Geppe Inserra uscito nel periodico "Aria di Troia e del Preappennino", articolo che richiama alla memoria l'esperienza della Scuola Laboratorio di Medievistica che a Troia Geppe, all'epoca assessore, e l'allora sindaco Mimmo La Bella vollero realizzare, tengo davvero molto.
Per il significato che quell'esperienza ha avuto nella mia formazione politica, sociale e di studioso. E perché contiene un video datato 26 luglio 1997, sinora poco noto, che comprende anche la manifestazione in costumi (realizzati da sarte e casalinghe di Troia, giovani e meno giovani, sulla scorta del celebre Exultet dell'XI secolo conservato nell'archivio della stupenda Cattedrale troiana), e la cena medievale (anche in questo caso, piatti preparati da famiglie troiane sulla base delle ricette contenute nel volume "Il medioevo a tavola", edito da Laterza in quegli anni).
Manifestazione e cena, ma non solo. C'è in quel video l'esperienza, il significato del lavoro di quattro anni della Scuola Laboratorio, ben sintetizzati negli interventi che potrete vedere.
Ho anch'io alle spalle, dunque, cortei e pranzi "medievali" (e almeno per la cena fummo i primi assoluti in Puglia). Ma ciò che conta ricordare ora è che riuscimmo davvero a coinvolgere profondamente - grazie ad una amministrazione lungimirante e attenta al ruolo della cultura - l'intera popolazione sui temi di una storia locale diventata memoria, patrimonio e vita di un'intera cittadina.
Raffaele Licinio

Pascoli: Sindaco, se ci sei, batti un colpo (di Raffaele De Seneen)

La scuola Pascoli, vista dal satellite di Google
Continuano i disagi per i piccoli alunni della scuola elementare Pascoli, costretti al doppio turno presso la vicina scuola Santa Chiara, data l'inagibilità del loro istituto. L'incontro promesso dall'assessore comunale ai lavori pubblici con le diverse componenti interessate e previsto per oggi è stato rinviato (pare a giovedì).
Il Comune aveva individuato una soluzione per ovviare almeno in parte alle prescrizioni formulate da Asl e Vigili del Fuoco che hanno comportato la chiusura dello stabile: l'installazione di una scala antincendio. Ma, se le cose stanno così, e se una soluzione è stata individuata, non si comprende il tira o molla di incontri che vengono convocati e poi sistematicamente rinviati, esasperando ancora di più gli animi dei genitori. Sulla vicenda torna Raffaele De Seneen. Di seguito la sua nota.
* * *
Questa storia (Pascoli-Santa Chiara, doppi turni) sta andando avanti da circa tre mesi, aggravata dalla perdita dei fondi (450mila euro) da parte del Comune per ristrutturare la Pascoli, opera che avrebbe sicuramente ridotto i disagi.
L'Amministrazione comunale dovrebbe vergognarsi o dichiarare sette giorni di lutto cittadino, ma non si fanno né caldi e né freddi. Così vanno a scadere i giorni promessi, prima 4, poi 7, infine 15 per sistemare le cose... e le cose si rimandano ancora, come gli appuntamenti fissati ed immancabilmente saltati.... lunedì, poi mercoledì e poi ancora giovedì. Ma quale, di quale settimana e di quale anno!?
Si riempiono la bocca dicendo che vogliono incontrare le parti, tutte le parti, ma quante e quali sono? Ma non è un tavolo di concertazione dove le parti si incontrano partendo da punti diversi e trovandone uno comune a mezza strada! Qui, chi ha il potere decisionale e quindi la facoltà di agire è uno solo: il Comune, e per esso il Sindaco che lo rappresenta come massima espressione. Continua invece il gioco di fissare in giornata una marcia, una dimostrazione e poi in serata di revocarla.
Domani, finalmente, potremo fare sciopero e dimostrare, le mamme, i nonni: rappresentanti di classe hanno chiesto le opportune autorizzazioni.
I bambini muniti di fischietto faranno il controcanto ai "fiaschi" del Comune, e le trombe da stadio ai tanti "tromboni".
Il casello autostradale Incoronata deve essere aperto, ci vuole anche la nuova linea ferroviaria Foggia-Roma, e finalmente anche il Gino Lisa spiccherà il volo. Restano i problemi spiccioli di centinaia di famiglie e bambini.
Raffaele De Seneen

lunedì 22 maggio 2017

Giuseppe Messina e i suoi "Papaveri rossi" in corsa al Festival del Libro possibile

Giuseppe Messina è in corsa al Festival del Libro possibile. Ma in ballo c’è molto di più della eventuale vittoria del raffinato e profondo scrittore foggiano alla prestigiosa manifestazione culturale che si svolge a Polignano a Mare. Perché, se Messina dovesse affermarsi, vincerebbe non soltanto lui, ma tutta Foggia. Quella Foggia intensa, struggente e dimenticata che è la protagonista grande e inaspettata del libro con cui Messina è candidato alla vittoria nella sezione “autori possibili”.
“Papaveri rossi - Il soffio caldo del favonio” mette assieme pezzi di memoria, ricordi e storie del passato, ma più che un’autobiografia o un libro su Foggia è il libro di Foggia. La grande capacità affabulatoria di Messina racconta e fa emergere il cuore profondo della città, come mai nessun scrittore è riuscito a fare. Personaggi del passato, eventi drammatici come la guerra, le vicende della ricostruzione sono raccontate sul filo del ricordo, nell’accezione più autentica della parola “ricordare”, che deriva dal latino re (indietro) - cor (cuore): ricordare è richiamare al cuore.
Ecco perché se a Polignano dovesse vincere Giuseppe Messina, tutta la città vincerebbe con lui: quella Foggia che non c’è più, ma che può essere richiamata (e tornare a vivere) con il cuore. E tutta la città può e deve fare il tifo per Giuseppe Messina e “Papaveri rossi”, assecondandoli nella loro impresa.
Vi parlerò ancora di questo libro straordinario che prende l’anima e conquista la mente. Per il momento, amici e lettori carissimi di Lettere Meridiane, votiamo e facciamo votare il libro.
La strada che porta alla vittoria è impervia, perché la concorrenza è tanta e qualificata. Ma se ci impegniamo tutti, possiamo farcela. Per dare la propria preferenza andare a questo link su facebook, e quindi cliccare sul pulsante "votare". Non è necessaria alcuna iscrizione. Oppure fare clic sul post qui sotto.

Cinemadessai | L'amore buio di Antonio Capuano

Antonio Capuano è tra i registi italiani più bravi nel raccontare storie di periferia, che hanno per protagonista l’infanzia e per ambientazione l’area metropolitana di Napoli. Ne L’amore buio la tematica di fondo è la stessa, ma forse per la prima volta nella sua lunga carriera, Capuano si immerge non soltanto nei modi d’essere del proletariato urbano, ma anche in quelli della borghesia, mettendo a confronto due mondi, e perfino due concezioni della vita.
Ne esce una storia intensa, e niente affatto banale: siamo a Napoli, dove, alla fine di una domenica di sole, mare, tuffi e pizza, quattro ragazzini, stuprano Irene, anche lei adolescente. Uno di loro, Ciro, la mattina dopo va a denunciare sé e gli altri. Sono condannati a due anni di reclusione. I due mondi, così opposti e diversi, si attrarranno e addirittura, forse, si incontreranno e fonderanno. Con Irene de Angelis, Gabriele Agrio, Valeria Golino, Corso Salani, Luisa Ranieri e Fabrizio Gifuni.
Ha scritto FilmTv della pellicola di Capuano: “Il nuovo, splendido volo di Capuano si discosta nervosamente e scorbuticamente dalla normalità delle immagini e dei suoni ricorrenti. Le inquadrature sono gocce che perforano lo schermo, rumori che bucano i muri e oltrepassano le finestre bloccate dal ferro dei dolori e delle pene, sono parole scritte col pennarello su improvvisati brogliacci d’amore.”
Da non perdere, nonostante l’ora problematica. Stanotte, su Rai2, all’1.10.

Pascoli-Santa Chiara, il coraggio della mamme (di Raffaele De Seneen)

Dopo il Tavolo Tecnico dello scorso 11 maggio, l’Assessore comunale Bove diede pubblica notizia che nell’arco di alcuni giorni i problemi della Scuola Pascoli si sarebbero risolti, e con essi la questione dei doppi turni alla S.ta Chiara, sventando peraltro una prima ipotesi messa in campo per il prossimo anno scolastica: un servizio di trasporto "navetta", assicurato dall'ATAF di alcune classi presso l’Altamura in Via Petrucci.
Nella stessa giornata dell’11 maggio, la preannunciata manifestazione da parte dei genitori veniva revocata al fine di permettere un clima sereno e proficuo al Tavolo Tecnico.
Fra un po’ di eccitata confusione, mancanza di impegni scritti e di ogni sorta di comunicazione che tenesse aggiornati sull’eventuale stato dell’opera e avanzamento dei lavori sono trascorsi i quattro giorni stabiliti dall’Assessore, (come mi riferisce una mamma: “Se vuole, le faccio sentire la registrazione!”), ne sono trascorsi sette come aveva capito qualcun altro, ed anche i quindici (ultima ipotesi) sono ormai agli sgoccioli.
Nella giornata festiva di ieri, con le difficoltà di comunicare e mettere in relazione centinaia di famiglie, si è riusciti ad organizzare la manifestazione spontanea di questa mattina.
Un nutrito gruppo di mamme, del Santa Chiara e della Pascoli, figli con zaino a spalla, qualche papà che non lavorava, nonni e nonne, hanno manifestato prima nella piazzetta antistante la scuola Santa Chiara, poi sono saliti portando i figli in aula, mentre loro, genitori e nonni, stazionavano nei corridoi nell’attesa vana di qualche chiarimento o informazione.
Tutti poi si sono spostati nella piazzetta del Municipio, e continuando a manifestare anche nel cortile ed al primo piano dove le porte chiuse erano e chiuse sono rimaste.
Un risultato però si è ottenuto, di portata non indifferente,: nello scorrere della manifestazione mattutina anche le diverse visioni sul che fare e come fare si sono uniformate trovando univoca soluzione e condivisione.
Un piccolo esercito di mamme coraggiose è riuscito a mettere da parte l’appartenenza a due diverse scuole, gli interessi propri che dipendono dalle condizioni di famiglia e di lavoro. Anche un popolo socialmente variegato che da uno striscione sostenuto dai bambini chiedeva: “VOGLIAMO RISPOSTE”.
Da anni non si vedeva a Foggia una manifestazione del genere per un interesse collettivo.
BRAVE LE MAMME!
Domani, si ricomincia, con la speranza di avere risposte certe ed atti consequenziali.
                                                                       Raffaele de Seneen
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