domenica 24 settembre 2017

Foggia da salvare: evento domani sera a Parcocittà

Valorizzare memoria intesa non come album dei ricordi, ma come risorsa (fondamentale) del futuro è uno dei leit motiv di Lettere Meridiane. Se ne parlerà domani a Parco San Felice, a partire dai casi che in questi mesi stanno maggiormente appassionando l'opinione pubblica foggiana: San Lorenzo in Carmignano, Masseria Pantano, Masseria Giardino, ferite aperte e sanguinanti nel cuore di una città che nel corso dei secoli ha pagato un prezzo molto caro alla memoria, e alla propria identità.
Questi ed altri beni culturali della città di Foggia saranno protagonisti dell’evento Foggia da salvare, in cui verranno proiettati alcuni video realizzati dal giovane videoblogger foggiano, Fabrizio De Lillo, che stanno riscuotendo un notevole successo sul social network.
Saranno presentati anche alcuni video inediti di De Lillo, come sempre caratterizzati dall’uso del drone che però non è più, soltanto, uno “sguardo dall’alto” ma anche un punto di vista sulla città “ad altezza d’occhi”, come diceva Wim Wenders, in grado di rivelare aspetti insoliti ma profondi della vita cittadina.
Promossa da Parcocittà e dal blog Lettere Meridiane, la serata si svolgerà lunedì 25 settembre, con inizio alle ore 20.00, a Parco San Felice.
Il tema di Foggia da salvare non si riferisce soltanto alla critica situazione in cui versano i beni culturali che scandiscono l’identità foggiana, ma anche ai giovani, che sono le maggiori vittime della crisi d’identità che colpisce la città. Si parlerà di giovani, verranno mostrati giovani e ragazzi, la loro rabbia, la loro speranza.
È prevista anche la presentazione, dell’ultimo, intenso video clip del rapper foggiano Nenot realizzato con One Dep, e le cui riprese sono state curato da De Lillo.
La serata sarà condotta da Geppe Inserra, giornalista, fondatore e coordinatore di Lettere Meridiane. Non mancate!

sabato 23 settembre 2017

Leotta e Di Marzio esaltano i tifosi rossoneri

I tifosi foggiani al Rigamonti
Il Foggia sta facendo parlare di sé non soltanto per la forza della squadra, che dopo il poco esaltante avvio di campionato sembra essersi ripresa alla grande, ma anche per il calore e la passione dei suoi tifosi che conquistano la copertina della trasmissione dedicata al torneo cadetto, curata, su Sky, da Diletta Leotta e Gianluca Di Marzio. È stata la conduttrice ad esaltare lo spettacolo che i tifosi rossoneri hanno offerto sugli spalti dello stadio Rigamonti, dove i satanelli sono stati seguiti da più di mille tifosi, che hanno incessantemente sostenuto i loro beniamini, nella difficile trasferta.
“Una festa di popolo” ha sottolineato Gianluca Di Marzio, commentando assieme a mister Stroppa l’entusiasmo che si è scatenato dopo il gol del provvisorio vantaggio rossonero firmato da Chiricò.
Stroppa si è detto soddisfatto della prova della sua squadra, sottolineando, tuttavia, che il Foggia non ha ripetuto la prova straordinaria offerta a Carpi, e che il Brescia troppo spesso è arrivato prima sul pallone, non permettendo ai rossoneri di fare il loro solito gioco.
Il gol di Chiricò
Ma proprio per questo il punto ottenuto a Brescia è preziosissimo: il Foggia lo ha strappato ad una delle formazioni più forti tra quelle incontrate fino ad oggi, che sembra destinata alle zone alte della classifica.
Che il Foggia abbia dovuto lottare con i denti per conquistare il punto (comunque meritato) è confermato anche dall’analisi statistica del match. Il possesso palla è stato a vantaggio dei padroni di casa (30’1” contro i 23’14” dei rossoneri), così come il bilancio dei tiri (9 di cui 5 in porta per i bresciani, 5 di cui 3 in porta per i foggiani), gli assist (4-1), le palle perse (21 contro 23) e quelle recuperate (14 contro 11).
Numeri che confermano che il Foggia ha dovuto lottare a denti stretti per allungare la striscia positiva, che dopo il pari interno con il Palermo e il successo di Carpi, è adesso di 3 turni.
Il pareggio di Brescia è anche il primo ottenuto fuori casa dagli uomini di Stroppa, che finora lontano dallo Zaccheria, avevano ottenuto una vittoria e due sconfitte.
Domenica prossima si torna a Foggia, con il Novara, e i tifosi sperano nella prima vittoria casalinga in un campionato che dopo le paure iniziali, comincia, finalmente, a sorridere ai satanelli.

venerdì 22 settembre 2017

Bari e Foggia, tifoserie top della Serie B

Nonostante l’avvio di campionato non proprio esaltante, il pubblico dello Zaccheria si dimostra veramente da serie superiore. Se nella prima rilevazione pubblicata da Lettere Meridiane i tifosi rossoneri si classificavano nella terza piazza per numero medio di spettatori (alle spalle del Bari e del Pescara), i dati del sito specializzato Transfermarkt.it, dopo le prime giornate di campionato, collocano i tifosi del Foggia.
In cima ci sono sempre i supporter del Bari, con 32.252 spettatori nei primi due turni di campionato e una media di 16.126, ma i fans dei satanelli inseguono, con 23,151 spettatori totali (media partita 11,576).
Al terzo posto c’è il pubblico del Cesena (22.974 paganti nei primi due turni del torneo, media 11.487), tallonato dai tifosi del Parma. Al Tardini ci sono andati in 22.928, facendo segnare una media di 11.464.
Naturalmente, i dati tengono conto anche dei tifosi delle squadra avversarie che partecipano alle trasferte per sostenere i loro beniamini. E non è un caso che il Pescara, che nella prima rilevazione era come abbiamo detto addirittura al secondo posto, scivoli adesso al quinto con 22.167 spettatori totali, e una media di 11.084. Lo stadio abruzzese aveva ospitato nella prima giornata il Foggia, totalizzando 12.672, che si sono ridotti a quasi 10.000 nella seconda.
Allo stadio Delfino sono mancati, nel secondo turno, i tifosi del Foggia che avevano affollato gli spalti dello stadio Adriatico.
Positiva è anche la performance che lo Zaccheria fa registrare per quanto riguarda la percentuale di riempimento delle tribune. Il 46,2% secondo  Transfermarkt.it, che però calcola il dato su una capacità puramente teorica, di 25.085 spettatori. Come ha fatto notare l’amico Mario Guadagno commentando il post precedente “c’è un errore, perché l’attuale capacità dello Zaccheria è di 14.350 spettatori.” Quindi il tasso di riempimento è dell'81% circa, che collocherebbe il Foggia anche in questo caso al secondo posto della graduatoria, alle spalle della Cremonese, che ha una percentuale di utilizzazione dello stadio dell’86,4%.
Peccato che il numero di spettatori faccia sorridere i cassieri dei diversi sodalizi cadetti, ma è ininfluente sulla classifica. Anzi in qualche caso inversamente proporzionale. Sapete quel è la squadra che ha meno pubblico? La capolista Frosinone, con appena 2.644 paganti nelle due partita finora disputate nello stadio “Matusa”, e una media di soli 1.322 spettatori a partita.

giovedì 21 settembre 2017

Aeroporto Lisa, la Commissione Europea chiarisce e gela gli entusiasmi

Non è proprio un’altra tegola che si abbatte sul Gino Lisa, ma una correzione di rotta, una puntualizzazione necessaria per evitare equivoci, e per scongiurare che nuovi intoppi sorgano nella corsa ad ostacoli che sta caratterizzando l’iter dell’allungamento della pista. Il contributo pubblico per la realizzazione dell’opera non è del 95% come si sperava (e che la Regione Puglia si era impegnata a coprire), ma del 75%. I privati che vorranno sostenere il progetto dovranno sobbarcarsi il 25% dei costi (14 milioni di euro la spesa complessiva prevista), e non il 5%, come si pensava e come si sperava.
Lo chiarisce in modo purtroppo inequivocabile, la risposta all’interrogazione (che potete leggere qui) presentata sull’argomento dalla deputata europea Elena Gentile, fornita verso la fine di agosto, a nome della Commissione, da Margrethe Vestager, danese, e commissaria europea alla concorrenza.
“Ho presentato l’interrogazione - chiarisce l’eurodeputata pugliese - per chiarire la situazione e per scongiurare che interpretazioni non corrette possano nuovamente rallentare l’iter dell’opera, che ritengo necessaria ed urgente per la Capitanata e per il Gargano, la cui economia turistica ha assoluta necessità della infrastruttura aeroportuale pienamente agibile e funzionale”.
Il nuovo regolamento approvato dalla Commissione Europea ha modificato il regime generale di esenzione per categoria per favorire alcune tipologie di investimenti pubblici, in particolare quelli in favore di porti e aeroporti, esonerandoli dall'obbligo di notifica ex articolo 108 TFUE.
Ciò significa che sono ammessi i contributi pubblici a favore degli aeroporti: fino al 75 % dei costi per gli aeroporti con una determinata media annuale di traffico passeggeri, e fino al 95% per gli “aeroporti situati in regioni remote”.
Il busillis sta, appunto, nella definizione di “regione remota”.
“Tale riforma - scrive l’on.Gentile nella sua interrogazione - permetterebbe di finanziare senza obbligo di notifica e con un contributo pubblico pari al 95 % dei costi, progetti come quello relativo all'allungamento dell'aeroporto italiano Gino Lisa di Foggia, facendo perno sulle caratteristiche di aree interne della provincia di Foggia come i Monti Dauni, il Gargano e le Isole Tremiti.”
L’europarlamentare chiedeva dunque alla Commissione “quali siano i criteri giuridici atti a definire un determinato territorio come area remota, in riferimento agli aspetti demografici, sociali, territoriali e della rete di trasporti esistente” e “se l’area della provincia di Foggia in Puglia può considerarsi come area remota ai fini della normativa sugli aiuti di Stato e quindi godere della maggiorazione del finanziamento previsto per le aree svantaggiate.”
La risposta della commissaria alla concorrenza, non è stata purtroppo quella sperata.  “Per regioni remote - scrive Margrethe Vestager a nome della Commissione - si intendono le regioni ultraperiferiche, Malta, Cipro, Ceuta e Melilla, le isole facenti parti del territorio di uno Stato membro e le zone scarsamente popolate.
Le «regioni ultraperiferiche» - aggiunge - sono definite all'articolo 2, paragrafo 12, del medesimo regolamento. Gli orientamenti sugli aiuti di Stato agli aeroporti e alle compagnie aeree del 2014 definiscono le zone scarsamente popolate al punto 25, paragrafo 28, come «le regioni NUTS 2 con meno di 8 abitanti per km2, o le regioni NUTS 3 con meno di 12,5 abitanti per km2 (dati Eurostat sulla densità di popolazione)». La regione di Foggia è considerata come una regione NUTS 3. Tuttavia, in base ai statistiche sulla densità demografica di Eurostat, nel 2015 Foggia aveva una densità di 90,2 abitanti per km2 e, pertanto, non può essere considerata una «zona scarsamente popolata» ai sensi del punto 25, paragrafo 28, degli orientamenti sugli aiuti di Stato agli aeroporti e alle compagnie aeree del 2014. Da ciò consegue che la provincia di Foggia non può essere considerata una regione remota ai sensi dell'articolo 56 bis, paragrafo 14, del regolamento 2017/1084.”
“Non è certamente la risposta che speravamo - commenta Elena Gentile - ma credo sia meglio averlo saputo adesso, e non trovarsi di fronte all’ennesimo intoppo, a procedura avviata”. La deputata europea non nasconde la sua irritazione verso chi ha parlato di ridefinizione di paletti provocata dall’interrogazione o di boomerang: “Era stata disinvolta l’interpretazione di chi, non so quanto in buona fede, aveva pensato che la provincia di Foggia ricadesse nel novero delle aree remote facendo credere che si potesse spuntare il tetto massimo del contributo pubblico. Adesso bisogna lavorare, con coerenza e serietà, per trovare sul territorio le risorse necessarie a garantire la realizzazione del progetto di allungamento della pista.”

mercoledì 20 settembre 2017

Il luogo che accolse per primo l'Iconavetere è un ricettacolo di rifiuti

Secondo la tradizione, gli umili pastori che rinvennero il quadro dell'Iconavetere, guidati da tre fiammelle che luccicavano sull'acqua, lo trasportarono nella poco distante Taverna del Gufo, che rapidamente diventò meta di pellegrinaggi e venne trasformato in una Chiesa. Si tratta dell'attuale chiesa di San Tommaso, che sorge all'incrocio tra via Ricciardi e via Arpi, ed è di conseguenza la più antica chiesa parrocchiale foggiana.
È da tempo chiusa al culto, per problemi di sicurezza che l'hanno resa impraticabile. Il progetto di lavori di restauro aveva ottenuto un finanziamento pubblico, che però non è stato utilizzato.
Da un po' di tempo l'edificio è stato circondato da transenne, proprio per garantire la sicurezza dei passanti. Il problema è che le transenne sono diventate, come documenta la sequenza di foto che potete vedere più sotto, un autentico ricettacolo di rifiuti, brutto a vedersi ma anche potenzialmente rischioso per l'igiene pubblica.
Uno spettacolo che è poco definire inverecondo, in considerazione dell'importanza storica della chiesa, ma anche del fatto che sorge in una strada centralissima, attraversata quotidianamente da centinaia di persone, data anche la vicinanza all'Università.
Anni fa qualcuno sognava via Arpi come la strada dell'arte e della cultura. Sta invece diventando il peggior biglietto da visita di una città che prende a calci la memoria e la bellezza.

La Dea Eupalla esiste, ed è più forte della Dea Bendata

L'esultanza di Martinelli dopo la rete che ha
avviato la grande rimonta rossonera
Chissà cosa avrà pensato la dea Eupalla iera sera quando, al nono minuto del primo tempo della partita tra Carpi e Foggia, ha visto il difensore pugliese Camporese avvitarsi malamente e goffamente nel tentativo di fermare Mbagoku, che si è invece involato verso l’area rossonera, infilando il portiere e portando in vantaggio i padroni di casa.
Secondo quell’indimenticabile maestro di giornalismo e di buon senso che è stato Gianni Brera, Eupalla è “la divinità benevola che, assistendo pazientemente alle goffe scarponerie dei bipedi, presiede alle vicende del calcio, ma soprattutto del bel gioco.”
Alzi la mano chi, tra i tifosi rossoneri, di fronte all’ennesimo strafalcione della retroguardia dei satanelli non ha pensato: stasera le prendiamo di nuovo, e di brutto. D’altra parte, si sfidavano nello stadio emiliano le due difese “estreme” del torneo cadetto: da una parte la più impenetrabile (solo un gol al passivo prima di ieri), dall’altra la più perforata.
Il gol di Mbagoku era stato il tredicesimo subito dal Foggia, e tutto lasciava presagire un’altra grandinata di palloni nella rete dell’incolpevole Guarna.
Personalmente, lo strafalcione di Camporese, neoacquisto prelevato dal Benevento (con cui lo scorso anno ha conquistato la promozione in A) mi ha ricordato quello di Martinelli, l’altro centrale rossonero, nella gara casalinga con l’Entella: su una palla facile facile nel cuore dell’area, liscio impressionante e quindi rovinoso fallo sull’attaccante. Rigore e pareggio.
Ma la dea Eupalla ha lo sguardo lungo e il cuore grande, e ha compiuto il miracolo, verosimilmente invocata da mister Stroppa, che ieri sera ha gridato tanto e così forte da costringere i tecnici di Sky ad abbassare il volume dei microfoni piazzati nei pressi delle panchine.
Il gol di Martinelli
Sta di fatto che il Foggia dopo quella rete non ha perso morale, né mordente, ma ha cominciato anzi a macinare gioco al cospetto della capolista, mentre in difesa hanno cominciato a ribattere colpo su colpo, e tutta la squadra ha ripreso a giocare con quelle geometrie che l’anno scorso hanno incantato tutti i tifosi degli stadi di Lega Pro.
E così, al quarto della ripresa, forse anche per fare un dispetto alla Dea Bendata, la buona Eupalla ha deciso che no, il Foggia non poteva essere punito ancora una volta e che a dare il là alla rimonta rossonera dovevano essere proprio gli autori delle scarponerie prima ricordate.
Rubin conquista un calcio d’angolo. Lo batte sulla sinistra Floriano con un cross forte e teso che finisce nel cuore dell’area. Si avventa sul pallone Camporese, che tira quasi a botta sicura, ma la sfera finisce sulla traversa. Eupalla, si sa, ama la suspence: così il difensore riprende e tira di nuovo, ma anche questa volta la rete sembra stregata, perché un difensore emiliano salva sulla linea. In agguato c’è però Martinelli che con un tiro malizioso che passa tra una selva di gambe, finalmente insacca.
Martinelli e Camporese, proprio loro. I difensori che erano stati al centro delle polemiche avviano il riscatto rossonero. Quella rete ha sbloccato il Foggia che è letteralmente salito in cattedra, travolgendo il Carpi. La difesa che fino a ieri aveva preso soltanto un gol, alla fine dovrà annotarne tre al passivo, perché alla rete del difensore, si aggiungeranno quelle di Chiricò e di Beretta.
Si, aveva ragione Brera, la dea Eupalla esiste. Ed è più forte della Dea Bendata.

martedì 19 settembre 2017

Foggia e la Capitanata si specchiano nel film di Luciano Emmer

Che bella serata ieri a Parcocittà. All'insegna della bellezza e della nostalgia. In una sala attenta e gremita, abbiamo rivisto ventun'anni dopo la sua prima proiezione, Foggia non dirle mai addio, il travelogue che Luciano Emmer girò nel 1996 per conto della Provincia di Foggia, allora guidata da Antonio Pellegrino.
Ho presentato decine di volte il docufilm di Emmer, maestro del cinema italiano e protagonista non secondario della grande stagione neorealista, ma ogni volta ne rimango conquistato, e scopro nuove suggestioni, trovo nuove emozioni.
Prima della proiezione di ieri sera, che ho avuto il piacere di presentare, ho chiesto agli spettatori presenti quanti non avessero mai visto il film. Con mia sorpresa, erano la stragrande maggioranza.
Ventun'anni sono tanti. E sono tantissimi i giovani che non hanno (ancora) potuto vederlo.
Questo piccolo capolavoro andrebbe riscoperto, fatto girare nelle scuole, riproposto alle giovani generazioni come provocazione, come lancinante invito a scoprire una Capitanata diversa dagli stereotipi. Una terra che potrebbe trovare proprio nella bellezza - svelata da Emmer nel suo viaggio che non è spaziale o geografico, ma piuttosto un viaggio sentimentale, dell'anima - la chiave di volta del suo futuro.
Partendo dalle note e dalle liriche della canzone Foggia di Eugenio Bennato (Foggia è chella che è passata, e che ancora ha da venire), Emmer indica nel rapporto tra Foggia e la Capitanata, e tra la Capitanata a Foggia, la vera, profonda identità della nostra terra, di cui indica i simboli solo in apparenza lontani tra di loro: Federico II e i terrazzani di Borgo Croci.
La bellezza che diventa scommessa di futuro viene raccontata attraverso le diverse fasi della produzione dei fiori secchi di Sannicandro Garganico, autentici capolavori di artigiano che traggono la loro origine da un prodotto povero della terra garganica, i fiori spontanei, per trasformarli in un tripudio di colori e di forme, di rara bellezza.
La fine della Provincia istituzione rende molto più difficile mantenere l'equilibrio, già tradizionalmente e storicamente precario, tra Foggia e il resto del territorio dauno, e tra questo e il capoluogo.
Ventun'anni dopo, con la stessa intensità, Luciano Emmer ci invita a ripartire da qui.
Geppe Inserra
P.S.: Lettere Meridiane è disponibile a ripetere la proiezione in altri contesti, a Foggia e in provincia. Per proposte, idee, richieste, suggerimenti scrivete in mail.


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...