venerdì 30 agosto 2013

M5S all'attacco sulla puzza: il Prefetto insedi un'unità di crisi

La puzza continua ad appassionare (si far per dire), a dividere e soprattutto a turbare le notti dei foggiani. Il M5S ha incassato un risultato positivo, suonando la sveglia sul problema che - pur percepito e sofferta da gran parte della cittadinanza, e non sa oggi, era stato del tutto ignorato dai partiti convenzionali.
Non sono un iscritto al M5S e credo non lo sarò mai: però è un dato di fatto che se non ci fossero stati i banchetti organizzati dal movimento e la petizione dei cittadini le acque non si sarebbero mosse. Ed è una storia che dovrebbe far riflettere il mondo della politica tradizionale: si dice sempre che "bisogna andare incontro ai problemi della gente", salvo poi a dimenticarsene, finanche se si tratta di affrontare un problema terra terra quale l'olezzo insopportabile che ha infestato le nottate di quest'amara estate foggiana.
Secondo l'Arpa (agenzia regionale per l'ambiente) l'origine del cattivo odore potrebbe provenire dallo stabilimento della Bio Ecoagrim che presenta "elementi di criticità che permettono di identificare il sito come una sorgente di emissioni odorigene. Inoltre si paventa l'elevata probabilità di sviluppo incontrollato in tali masse di fenomeni fermentativi anossici anaerobici, sicuramente alla base di emissioni odorigene attribuibili a composti dello zolfo, ammoniaca, ammine, acidi grassi volatili, alcoli, aldeidi e chetoni. In approssimazione, per difetto, si può calcolare che la massa in fase bioattiva esposta sia in totale pari 24.000 m3". Che è un volume parecchio consistente, tale da giustificare le dimensioni collettive del fenomeno.

giovedì 29 agosto 2013

D'Araprì e Cacc'e Mitte rilanciano il terroir

Le cantine d'Araprì a San Severo
Vini e spumanti rappresentano le più sfavillanti eccellenze agro-alimentari della Capitanata, tanto da aver ribaltato, nel volgere di solo pochi decenni, l’immagine di una terra che produceva vini da taglio (e dunque dal basso valore aggiunto) destinati a non godere d’una propria etichetta o imbottigliatura, ma solo ad irrobustire il basso tenore alcolico di rinomati vini settentrionali e perfino stranieri.
Tanto è stato fatto, tanto resta da fare. In questo blog, mi sono occupato spesso del mancato decollo del Nero di Troia, che poteva (al di là del fatto che la Troia di cui si parla sia la cittadina del Rosone o quella cantata da Omero) rappresentare un traino per i produttori vinicoli del territorio interessato.
Il vino è anche cultura, e come tale non s’improvvisa né si costruisce a tavolino il suo rapporto con il terroir, termine di sfuggente significato spesso usato dagli esperti del vino, che indica non soltanto il territorio, cioé l’area di produzione, ma l’assieme delle caratteristiche ambientali, climatiche, culturali, di qualità che lo rendono univoco, irripetibile.

mercoledì 28 agosto 2013

De Tullio: quando l'informazione locale non è corretta

Caro Geppe,
le cose da te sottolineate in tema di social network e informazione, e poi commentate ottimamente dai colleghi Lapenda e Ciccarelli e delicatamente espresse in breve da Ninì Russo, non lasciavano margine a un 'duro e puro' come me (non si tratta di un'autocitazione, piuttosto di un auto rimprovero...).
Il nostro vecchio e sempre attuale www.ilvademecum.it sta ancora lì, fedele testimone di un'epoca triste ma fiero strumento che voleva tendere al miglioramento e non all'annullamento delle professionalità e delle imprese locali, come erroneamente da molti considerato.
Era nato, prima settimanale e poi mensile, semplicemente per "fare informazione su chi fa informazione". Ricevetti querele e indebite pressioni politiche (tu sai bene da chi e da allora ho smesso di iscrivermi a quel partito, pur sostenendolo alle elezioni, ma turandomi quasi sempre il naso. Per la cronaca non era la DC...).
Ma, al di là di ciò, avrei voluto aggiungere anch'io qualcosa. Gli interventi dei tre citati colleghi, invece, mi hanno frenato: avrei aggiunto pochissime cose intelligenti, forse nessuna.
Ho allora preferito entrare a gamba tesa, ma sul pallone non sull'avversario, e per essere risoluto e chiaro e non per far del male (il mio antico motto è sempre: "A prescindere").

Donatacci: le ragioni storiche della frammentazione dell'identità foggiana

Ho letto con grande interesse le riflessioni di Giuseppe Donatacci sulle celebrazioni del settantesimo anniversario dei bombardamenti, pubblicato in un post nel gruppo facebook Capitanata Mia e, con il consenso dell'autore, mi piace offrirle agli amici di Lettere Meridiane che già in altre occasioni hanno manifestato particolare attenzione al tema della memoria e dell'identità.
Giuseppe Donatacci è uno dei ricercatori di storia e tradizione locale che maggiormente apprezzo: per la sua serietà, ma anche per una certa creatività che pervade i suoi lavori. È tra gli animatori e docenti dell'Università Crocese, benemerita istituzione cittadina che meriterebbe un monumento perché da anni porta avanti la sua missione, senza particolari sostegni da parte degli enti pubblici se non credo, per la sede, messa a disposizione dalla Prima Circoscrizione. (E si tratta di un raro ma splendido esempio di come il decentramento amministrativo possa anche diventare agente culturale nelle periferie urbane).
È autore di diversi saggi che riguardano la cultura immateriale della città. Tra quelli pubblicati on line, vi segnalo questo delizioso vocabolario crocese, reperibile nel sito curato da Tonio Sereno.
Il rigore scientifico e la capacità intuitiva di Donatacci si ritrovano tutte nell'articolo che segue: l'autore trae le mosse da alcune considerazioni svolte da Enrico Ciccarelli su questo blog per ipotizzare che taluni problemi che riguardano sia la memoria storica della città, sia la sua identità come città siano state ostacolate dalla particolare conformazione dell'abitato, suddiviso in borgate, già prima della guerra. I bombardamenti hanno fatto il resto, distruggendo tanta memoria collettiva, e nello stesso tempo importanti, con la forte immigrazione del dopoguerra, tanta nuova memoria. È una tesi originale ed intrigante, che volentieri pongo all'attenzione degli amici di Lettere Meridiane, nella speranza che anche su questo possa aprirsi un confronto.
* * *
RIFLESSIONI SULLE CELEBRAZIONI DEL 70° ANNIVERSARIO DEI BOMBARDAMENTI A FOGGIA
di Giuseppe Donatacci

martedì 27 agosto 2013

La strana polemica tra Capitanata Mia e Voce di Foggia sul Parco dell'Iconavetere

Non conosco personalmente, al di là della recente amicizia su facebook e della lettura di taluni post, il consigliere circoscrizionale, Angelo Laquaglia, così come il presidente dell'associazione Capitanata Mia, Antonio Bianco, e spero dunque che questa mia nota venga accolta come una riflessione superpartes.
La polemica esplosa tra i due è però sintomatica di una mentalità purtroppo radicata in città, che spesso anziché avvicinare la soluzione dei problemi della comunità, l'allontana.
L'antefatto. L'associazione Capitanata Mia (che ha su facebook anche un interessante e combattivo gruppo), così come l'associazione Voce di Foggia, vicina a Laquaglia, da tempo si battono per il recupero del Parco dell'Iconavetere, che rappresenta uno dei siti più rappresentativi della città.
Si trova in via Ciano, dove sorgeva una volta la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, presso la quale venne trasferito venne trasferito il tavolo della Madonna protettrice di Foggia, all'indomani del drammatico terremoto del 1731, che distrusse quasi interamente l'abitato. Secondo la tradizione, proprio qui il 22 marzo, la Madonna apparve dalla piccola finestra ogivale del Tavolo, ai fedeli riuniti in preghiera. [Per saperne di più, vi segnalo questa pagina, veramente molto bella ed esauriente, di Lucia Lopriore. ]

Dello Iacovo: perchè i Poin sono tardivamente decollati

Caro Geppe,
ti leggo sempre e molto spesso sono tentato di raccogliere gli stimoli, spesso provocatori, delle tue riflessioni. Altrettanto di frequente rifuggo dalla tentazione per l'idiosincrasia a ripetermi (tocchi temi atavici) e, soprattutto, perché respinto dal livello di alcuni commenti.
Sai meglio di noi tutti che la piaggeria è il sistema più sicuro per alimentare dibattiti finti, nel senso che non fecondano alcuna idea nuova.
Mi spiace doverlo osservare ma questo è il caso.
Come sai, ho responsabilità del processo di concertazione istituzionale e socio-economico che ha accompagnato il Piano strategico di area vasta "Capitanata 2020 - Innovare e Connettere", visto come fumo negli occhi da tutti i dirigenti di settore dei Comuni, della Provincia e della Regione. I quali, quando passammo loro la palla di ciò che 32 pubbliche amministrazioni associate avevano elaborato e scelto di progettare, fecero spallucce spesso perché non riuscivano a intravedere il solito circuito di riferimento che sono abituati a padroneggiare quando si tratta di gestire la "manna" dei finanziamenti comunitari.

lunedì 26 agosto 2013

Come vincere la sindrome da foglio bianco

Non mi aspettavo che lo scambio epistolare tra me e Massimo Lapenda producesse una riflessione così sentita e partecipata, su un argomento - il senso della professione del giornalista nell'era del social network - tutto sommato piuttosto specialistico. Se questo accade, è il segno che c'è un'attenzione diversa che forse, a sua volta, tradisce un diverso bisogno di comunicazione. Se vogliamo, la riscoperta della dimensione circolare della comunicazione come scambio e come reciproco arricchimento, propiziata dall'avvento del social network, pur in tutti i limiti del nuovo medium.
Nella mia attività, mi sono sempre posto il problema di come il mestiere di informare possa trasformarsi in mestiere di comunicare. Non ho la ricetta bell'e pronta in tasca, ma più volte l'ho cercata. Una delle esperienze più importanti, anche dal punto di vista emotivo, è stata senz'altro quella che ho condotto all'Università della Terza Età di Foggia, quando non era ancora stata istituzionalizzata e non era passata ancora alla Provincia.

domenica 25 agosto 2013

La voce nel deserto di Pro Capitanata, l'assenza di un dibattito sullo sviluppo

Caro Geppe,
in questi giorni di vacanze i post del tuo blog, molto interessanti, sono sempre più frequenti ed interessanti. Spaziano su tutte le questioni che interessano i territori della Capitanata. Li leggo tutti e a mia volta cerco di fare qualche commento, per quanto riesco non essendo un giornalista ed uno esperto della comunicazione.
Sai mi interesso ad un progetto, che faccio molta fatica a far partire proprio per la mia incapacità comunicativa. Sono un tecnico e mi riesce difficile cogliere quelle giuste sfumature o opportunità che i social media offrono con i loro post o commenti.
Non mi sfuggono, tuttavia, quei commenti di natura politica e culturale, quelli che riguardano lo sviluppo e l'economia sostenibile dei nostri territori, quelli riguardanti il patrimonio delle infrastrutture e dei servizi. Ci sono molti che tramite i social media riferiscono e spronano affinché i territori della Capitanata escano dai bassi fondi delle classifiche per qualità della vita.
Mi sono permesso, tramite Pro Capitanata il social media delle piazze virtuali (da te ritenute oramai reali) dei territori della Capitanata, di mettere due commenti ad un post di Marialuisa del Fai e a uno di un utente facebook a proposito dei finanziamenti POIN per il recupero del patrimonio culturale di Monte Sant'Angelo e di Lucera.

sabato 24 agosto 2013

Social network, informazione, politica: come far tornare i conti

Pochi ma buoni, i commenti a Il medium non è il messaggio. Comincerei da quello - suggestivo perché viene da un non addetto ai lavori, e coinvolgente per le riflessioni che suscita - di Lea Ricci, che scrive sulla bacheca di un collega, Massimo Mazza, ormai decano del giornalismo foggiano, così come lo fu il padre, Maurizio: "Se i giornalisti la pensassero come Voi , non ci sarebbe tutto quel bailamme di pettegolezzi insulsi, ma solo costruttività tramite l'informazione reale , meglio precisare: quella vera".
Lea ha ragione, e credo non ci voglia poi tanto ad esser giornalisti nel modo che intende lei. Per raccontare la realtà, la vita, bisogna saperle leggerle. Per dare un senso alla propria comunicazione bisogna mettersi in tensione verso gli altri (che sono poi altrettanti tasselli della realtà composita). Non si può comunicare autenticamente se, prima, non si impara ad ascoltare. Ed anche solo sentire non basta: occorre lasciarsi affascinare dall'ascolto, dall'altro, dagli altri, mettersi in gioco, essere disposti a cambiare.

Le cose belle ritornano: Danilo Sacco ad Accadia canta la vita e la speranza

Non è vero che le cose belle finiscono. A volte ritornano.
Sono andato a sentire l'altra sera il concerto di Danilo Sacco ad Accadia, così come a settembre a Pisa ero andato a sentire i Nomadi nell'ultima tappa della tournée di Terzo Tempo. Col cuore in gola. Per scoprire, a Pisa, che effetto fanno i Nomadi senza Danilo (Cristiano Turato ha altre sonorità, ma è bravissimo. Per la serie: non è sempre vero che le cose belle finiscono. A volte, semplicemente, durano). Per scoprire, ad Accadia, l'effetto che fa Danilo senza i Nomadi, dopo la malattia, dopo le traversie che l'hanno colpito.
La prima risposta arriva dalla piazza. Sono bastati l'evento pubblicato da Danilo su Facebook e pochi sparuti manifesti per attirare ad Accadia migliaia di persone. Il popolo nomade ha risposto all'appello, compatto ed entusiasta. Siamo venuti da tutte le parti. Tra i diversi cartelli sventola uno da Venosa: cento chilometri per una serata che ripaga del tutto il sacrificio.

giovedì 22 agosto 2013

Dove volano i gabbiani? (Una ipotesi per il giallo della puzza)

È successo un paio di volte, sempre all'imbrunire. Alzando lo sguardo, ho visto transitare sui tetti della zona 167 di rione Biccari un nutrito stormo di gabbiani in volo.
Lo spettacolo è piuttosto sorprendente, visto che il gabbiano è un uccello che vive solitamente in prossimità del mare e della costa.
La presenza di tali volatili in città non è comunque un fatto nuovo, come ben sa chi è qualche volta capitato nei pressi dell'impianto di depurazione: questi uccelli, che non a caso vengono anche definiti spazzini del mare, sono soliti albergare in prossimità di discariche o collettori di liquami.
A rendere ancora più inconsueto il passaggio dei gabbiani c'è soprattutto la direzione. In entrambe le sere in cui ho notato il fenomeno, non si dirigevano verso la costa, ma nella direzione opposta, verso l'entroterra, grosso modo nell'area tra Troia e Lucera.
Mi sono chiesto: vuoi vedere che questo strano passaggio ha a che fare in qualche modo con il fenomeno della puzza che ha infestato le serate estive dei foggiani e che i gabbiani si dirigono verso il luogo, ancora ignoto, che dà origine all'insopportabile fetore (che sembra essersi comunque attenuato, negli ultimi giorni)?
Da una rapida ricerca in rete, qualche precedente esiste, come dimostrano i casi di  Cerignola o di Alessandria, quest'ultimo piuttosto simile a quello di Foggia.
Da parte delle autorità competenti ancora nessuna certezza è giunta fino ad oggi, circa l'esatta origine del fenomeno del cattivo odore. Non sarà il caso di seguire il volo dei gabbiani?

Il medium non è il messaggio



Caro Massimo,
ho letto tutto d’un fiato il tuo bel commento all’articolo in cui mi ponevo questioni circa  il senso, la portata, l’efficacia comunicativa del social network. [Agli amici di Lettere Meridiane: qui trovate l’uno e l’altro.]
Leggendo quel che hai scritto è stato dolce e fatale  tornare indietro nel tempo: a quel laboratorio di comunicazione che tenni presso il Quotidiano di Foggia e che rappresentò per te il primo approccio e il trampolino di lancio verso la professione. Ne rilevo le tracce in quanto dici a proposito del fine della comunicazione che dovrebbe essere sempre quello di propiziare il cambiamento, riscoprendo la dimensione del comunicare in cui ogni scambio (efficace) di messaggi ci trasforma, facendoci scoprire diversi, più ricchi.
In quel laboratorio, così come in tutte le occasioni in cui ho avuto modo di formare giovani e non all’esercizio del mestiere più bello del mondo, sostenevo che il giornalismo è più una tecnica che non una professione. Un ingegnere costruisce ponti, strade e palazzi, un medico cura malanni e in questo loro fare svolgono una funzione specifica, specialistica all’interno della società. Il giornalista no, perché compie un esercizio tipicamente e meravigliosamente umano che è quello del comunicare, così come comunicano tutte le creature. Per farlo, è ovvio, ha bisogno di acquisire saperi, abilità che lo porteranno a maneggiare i ferri del mestiere più o meno efficacemente: ma questo riguarda, appunto, la tecnica.

mercoledì 21 agosto 2013

Il photojournalism di De Seneen e Brescia racconta la storia della fabbrica foggiana di bici

Raffaele De Seneen e Romeo Brescia si stanno specializzanfo in un genere, il photojournalism, molto praticato oltreoceano ma ancora scarsamente diffuso dalle nostra parti. Si tratta di raccontare storie attraverso lo scorrere di fotografie (o anche immagini in movimento). La narrazione fotografica è particolarmente accattivante e intrigante quando, ad esempio, si tratta di mettere assieme  immagini d'archivio e foto che si riferiscono al presente: dove l'immagine in movimento, la tradizionale ripresa con la videocamera, può a volte appiattire la narrazione, il ricorso all'immagine fissa può dare alla storia una insospettabile profondità.
Ed è quanto avviene spesso nelle opere di De Seneen e Brescia, che utilizzano questa tecnica per recuperare pezzi importanti di memoria e di passato alla storia della città, restituendoli così all'identità foggiana.

La politica e l'antipolitica ai tempi del social network

Dove conducono le discussioni sul social network? Sono utili? Riusciranno a produrre quel reale cambiamento vagheggiato un po' in tutti gli interventi, e a migliorare la politica, così come tutti speriamo? Nessuno ha la risposta bell'e pronta in tasca. Ma per cercare di fare in modo che sia affermativa, non c'è che un metodo: non nascondere la testa sotto la sabbia come fanno gli struzzi; continuare a riflettere, a discutere, a confrontarsi. E soprattutto non cadere nella trappola dell'antipolitica, non indulgere al pregiudizio e alla diffidenza verso la politica.
Dei partiti, di molti degli attori politici degli ultimi anni si può dire tutto il male possibile, e spesso a giusta ragione, ma non per questo si può rinunciare alla politica che è costruzione della polis. Farlo significa abdicare alla costruzione del futuro.
Ragionare di politica (di come costruire, insieme, la polis) è anche un modo per estirpare il qualunquismo e produrre opinione pubblica, cultura civile.
Il deficit di opinione pubblica (ovvero la scarsa capacità della società civile di pensare con la propria testa e di maturare un giudizio, un pensiero sullo status quo) viene indicata come una delle cause più importanti del ritardo del Mezzogiorno. Onestamente, non condivido la demonizzazione della politica che spesso affiora anche i gruppi del social network molto attenti alla dimensione civica. Di conseguenza, ben venga tutto ciò che contrasta questa tendenza, e che serve a produrre e a far circolare idee.

martedì 20 agosto 2013

La celiachia da problema per pochi a risorsa per la comunità

Una proposta originale per affrontare il crescente fenomeno della celiachia (l’intolleranza al glutine e suoi derivati) arriva da Ascoli Satriano. L’idea – che potrebbe diventare una buona prassi da diffondere nell’intero territorio nazionale – è di non considerare la celiachia un problema che riguarda soltanto quanti  ne sono affetti, ma di incastonarla all’interno delle più complessive strategie di promozione del territorio, e dei suoi prodotti.
La celiachia potrebbe così diventare – da disturbo che affligge una fetta (comunque in crescita) della popolazione - addirittura una risorsa per l’intera comunità, attraverso la diversificazione dei prodotti agro-alimentari, la diffusione di una cultura della tolleranza alimentare all’interno di ristoranti, alberghi, esercizi che vendono prodotti alimentari.
Non è un caso che l’incontro svoltosi nella cittadina dei Grifoni sia stato pubblicizzato perfino dai forni ascolani. Il convegno (dal tema quanto mai eloquente  "La celiachia non è una moda! Dalla diagnosi all'alimentazione fuori casa" ha messo a confronto le varie esperienze e competenze per condividere questa sempre più diffusa malattia alimentare.

Niente fuochi per la Madonna: a Foggia vacilla l'identità

Lettere Meridiane ha rilanciato, qualche giorno fa, l’ebook sulla Madonna dei Sette Veli: un piccolo quanto raro gioiello di storia locale, messo a disposizione pubblicamente da quel tesoro di conoscenza e di memoria che è Google Libri.
[Il post in cui recensivo il volume è disponibile a questo collegamento, mentre in quest’altro post ho raccontato la storia della edizione di Google]
Nico Baratta ha depositato un commento interessante, in cui riflette sul senso politico della memoria.
“La digressione storica dell'iconografia della nostra amatissima Madonna dei Sette Veli o dell'Iconavetere trascritta dal buon e sempre attento Geppe  - scrive Baratta - , è un diamante incastonato nella memoria di una città che ha bisogno di ricordare per ritornare a tempi migliori. Uno sprone per tutti i foggiani che dovrebbero ricordare nel momento opportuno a chi affidare le proprie volontà e future scelte a chi merita e a chi, senza indiscussi fini ad personam, potrebbe cambiare malcostumi locali. Ora, senza proseguire nella discussione di pura opinione politica, secondo il mio modesto parere la pubblicazione di Geppe è l'ennesimo buon tentativo di ridare alla storia foggiana la sua importanza storica e culturale che abbiamo l'obbligo di tramandare ai nostri figli e non solo attraverso l'educazione e la formazione tra le mura domestiche, bensì tra quelle scolastiche, semmai dedicando un po' del prezioso, ma oramai ridotto, tempo di professionisti del settore.”

Ralph De Palma e la memoria collettiva | I lettori discutono

Le manifestazioni in corso per ricordare il leggendario campione automobilistico Ralph De Palma, alla vigilia del centenario della sua mitica vittoria ad Indianapolis, si stanno rivelando anche un utile esercizio di riflessione sulla memoria collettiva. Che per quanto riguarda il pilota, originario di Biccari, ha balbettato per alcuni anni e soltanto oggi si sta dando finalmente una dimensione pubblica.
Il campio è stato sottratto all'oblio ed è tornato a far parte dell'identità pugliese e foggiana, grazie agli sforzi di Maurizio De Tullio, il giornalista che col suo libro Ralph De Palma. Storia dell’uomo più veloce che veniva da Foggia (nella foto, la copertina) ha ricordato all'Italia questa bella storia di sport e di emigrazione di successo, e al sindaco di Biccari, Gianfilippo Mignogna che ha raccolto l'appello lanciato da De Tullio.
A Biccari è in corso una mostra dedicata al campione, ed è stato realizzato un monumento, di cui Lettere Meridiane si è occupata in un post precedente.
La pagina che il sito dell'Associazione Pugliesi nel Mondo dedica agli sportivi che hanno portato in alto il blasone della Puglia continua ad ignorare De Palma (mentre invece cita Felipe Massa. che pugliese non ha, ma ha i nonni di Cerignola). E altrettanto dicasi per la pagina di Wikipedia sui nativi di successo della Puglia.
La memoria collettiva non s'improvvisa, appunto. È anzi qualcosa che va costruita, giorno per giorno. E con il contributo di tutti.
Proprio per questo, riteniamo utile pubblicare i diversi commenti giunti sul post in cui riferivamo del monumento, nonché la lettera di precisazione che De Tullio ci ha fatto giungere, in merito ad alcune considerazioni (che potete leggere più avanti) del giornalista free lance Nico Baratta.

lunedì 19 agosto 2013

Censurato sul social Imposimato, il magistrato che lotta da sempre contro il conflitto d'interessi

L'account FB di Ferdinando Imposimato potrebbe essere stato bloccato o forse addirittura censurato. È stato lo stesso magistrato a darne notizia, in un post su Google+. Imposimato in questi giorni sta conducendo una battaglia in difesa di Antonio Esposito, il magistrato della Corte di Cassazione che ha comminato la condanna a Berlusconi, finito nel mirino del Consiglio Superiore della Magistratura per un'intervista rilasciato al Mattino.
"Inorridisco - ha scritto in proposito il magistrato campano, che in passato si è occupato delle più importante inchiesta su mafia, camorra e terrorismo - all'idea che il presidente Esposito sia sottoposto ai primi di settembre a una specie di processo davanti al CSM, come accadde a Falcone e Borsellino, perseguitati per causa della giustizia. No alla delegittimazione di Esposito con procedura per incompatibilità ambientale. Il CSM differisca la seduta a dopo la motivazione, e legga la intervista al Mattino. Non contiene alcun cenno al merito del processo."
Qualche ora dopo il blocco della pagina che Imposimato cura su Facebook e che annovera circa 24.000 mi piace.

sabato 17 agosto 2013

Quando c'è l'opinione pubblica, ritorna la buona politica

Ringrazio di cuore tutti gli amici che sono intervenuti nel dibattito sollevato dal sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi e da Enrico Ciccarelli sul problematico rapporto tra la provincia di Foggia e la Regione Puglia, con l'impegno di pubblicare nei prossimi giorni tutti gli interessanti interventi.
Uno dei limiti della discussione sui social network è che ci si confronta su bacheche diverse, e non sempre è facile ricucire e rendere organico tutto il materiale che viene postato.
L'intensità degli interventi, la passione civile e la tensione intellettuale che li sorregge testimoniano, tuttavia, che una parte sempre più consistente dell'opinione pubblica cittadina e provinciale non vuole più stare alla finestra. Vuole confrontarsi seriamente.
Occorrerebbe che la stessa passione e la stessa partecipazione animassero il confronto "a bocce ferme", ovvero prima che maturino le decisioni che poi determinano (o non determinano) il futuro della comunità.
Al di là delle opinioni divergenti, quando non contrapposte, venite fuori dal dibattito mi sembra di poter rintracciare un dato comune, che è appunto il desiderio di non stare più alla finestra, di impegnarsi in prima persona.
Come? L'interrogativo non è di poco conto, se pensiamo che è ormai scattato il conto alle rovescia per le elezioni che nella prossima primavera interesseranno i maggiori consessi amministrativi. Come trasformare questo desiderio di contare, di partecipare in scelte che pesano, che determinano un futuro diverso, migliore?
Migliorando la politica, producendo della buona politica, ciascuno all'interno del proprio partito, o movimento, o associazione.
La vivace e corale partecipazione al dibattito dice che forse il tempo dell'antipolitica è già finito. E, d'altra parte, essere contro e basta non produce futuro. Il futuro si può costruirlo soltanto "essendo per" qualcosa, qualcuno, con responsabilità e coraggio.

Con Elvio Marchionni e Danilo Sacco, Accadia capitale culturale dell'Appennino

Accadia diventa capitale culturale dell'Appennino, in una settimana da ricordare. Si apre oggi, con  l'inaugurazione della mostra "Accadia e Spello, insieme nel segno dell'Arte" che rappresenta la prima iniziativa del patto di amicizia siglato in questi giorni tra i due Comuni, ma nello stesso tempo, costituisce il coronamento di un lungo percorso che da alcuni anni va avanti, grazie soprattutto al rapporto che si è stabilito tra Elvio Marchionni, grande artista di Spello, e la comunità di Accadia.
Un altro momento clou è in programma giovedì 2 agosto prossimo, con un appuntamento musicalee d'eccezione. In piazza, alle 22.00 si esibirà Danilo Sacco, per tantissimi anni voce dei Nomadi dopo la prematura scomparsa di Augusto Daolio, incoronato da qualche settimane da Francesco Guccini come suo erede artistico. Non sono tantissimi i concerti di Sacco, per cui l'appuntamento di giovedì sera è veramente di quelli da non perdere.
Il binomio tra arte e musica (va ricordato che Accadia ospita annualmente anche uno dei migliori festival blues pugliesi) costituisce una dimensione culturale che proprio nella magia del borgo medievale della cittadina dei Monti Dauni  trova il suo habitat più naturale.

Il senso profondo dell'Appennino nel gemellaggio artistico tra Accadia e Spello

Accadia e Spello distano tra di loro poco più di 400 chilometri: comune pugliese il primo, umbro il secondo. La Puglia è una regione del Sud, l'Umbria una regione del Centro. Sembrerebbero realtà diverse, e lontane. Sono però unite da un comune dato geografico: stanno nell'Appennino.
Vi suggerisco un esercizio: prendete la carta geografica italiana, e fatela ruotare di 180°: vi accorgerete che è come se la distanza s'attenuasse. È il prodigio dell'Appennino.
Non c'è nulla di più italiano, di più avvolgente e di più comprensivo dell'Appennino. Ciò che a prima vista appare lontano ed altro, ad una più attenta osservazione diventa invece somigliante e perfino simile. Non c'è nulla che unisca più profondamente l'Italia e faccia giustizia delle convenzionali (e banali) distinzioni tra Nord, Centro e Sud dell'Appennino.
Se l'italianità profonda e primigenia dell'Appennino è qualcosa che sfugge alla coscienza nazionale, lo si deve purtroppo allo sviluppo economico che ha scelto altre strade: privilegiando la costa e le pianure, a danno della collina e della montagna.

giovedì 15 agosto 2013

Regione Puglia matrigna: botta e risposta tra Enrico Ciccarelli e Angelo Riccardi

Confesso che è proprio in occasione come queste che mi sento fiero di Lettere Meridiane, di questo quotidiano impegno volontario, in totale autonomia ed indipendenza, nato con il fine di contribuire alla formazione di un’opinione pubblica matura e consapevole capace di guardare le cose ad altezza d’occhio e non solo dall’alto, come dicono gli angeli di Wim Wenders ne Il cielo sopra Berlino.
Il botta e risposta che di seguito pubblico, tra Enrico Ciccarelli e il sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, è un esempio, un modello di come nella nostra terra si dovrebbe ragionare di futuro: accalorandosi, confrontandosi anche aspramente, ma avendo il coraggio di  esprimere posizioni, opinioni. Di prender parte, in una sola parola. Troppo spesso al prender parte guardando ad altezza d’occhio, si preferisce il restare alla finestra, guardando dall’alto. Pur esprimendo posizioni divergenti, Ciccarelli  e Riccardi danno un bell’esempio di passione civile e di tensione politica e culturale.
Al centro della discussione c’è ancora la conferenza stampa We love Foggia convocata dal governatore regionale pugliese, Nichi Vendola, e contestata dal sindaco della città sipontina, che accusa senza mezzi termini la Regione di aver penalizzato la Capitanata.
Di seguito i due interventi pubblicati quali commenti al post in cui sottolineano l’opportunità del report sollecitato da Riccardi, in modo che il confronto possa aver luogo sulla base di dati e cifre certi. Ciccarelli allarga opportunamente il discorso anche ad altri temi, Riccardi risponde a sua volta, insistendo sulla necessità di un confronto pubblico.

mercoledì 14 agosto 2013

Il nostos di Ralph De Palma. Biccari dedica un busto e una mostra al suo leggendario campione



Torna in Capitanata Ralph De Palma, il leggendario pilota automobilistico che più di tutti ha vinto nello sport a quattro ruote, e che nacque a Biccari. Il Comune di Biccari gli ha infatti dedicato un artistico busto, opera dello scultore e docente Fabio Casiero, che ritrae il grande campione automobilistico e realizzato in terracotta, ferro e ottone.
Casiero ha dato il meglio di se stesso, facendo dell’opera una sorta di summa del suo modo di intendere d’arte: se da un lato la manualità incontra la plasticità e la duttilità dell'argilla al fine di rendere umano e carico di espressività e delicatezza il volto del grande corridore, d'altro la forza del ferro e dell'ottone - con i quali sono stati realizzati il casco e gli occhiali da corsa – ne enfatizza quell’energia e quella tenacia che gli permisero di diventare l’uomo più veloce del mondo e di raggiungere un palmares di vittorie che rappresenta un record inavvicinabile.    

Ci ami o non ci ami? Vendola faccia parlare i numeri



Personalmente, sono convinto che le doglianze di molti foggiani verso la Regione Puglia siano storicamente giustificate ma che i governi regionali di centrosinistra guidati da Vendola si stiano sinceramente sforzando di invertire questa tendenza, che soprattutto nell’era di Fitto ha colpito la Capitanata con la durezza di un maglio.
Basti pensare alle politiche culturali. Alla provincia di Foggia, il governo di centrodestra elargiva pochi spiccioli. Oggi la Capitanata ha pari dignità con gli altri territori pugliesi. O alle politiche del lavoro che vedono la Capitanata protagonista nella spesa regionale, per esempio per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali.
Questa inversione di tendenza si deve da un lato alla sensibilità del presidente Vendola, dall’altro al lavoro svolto da assessori e consiglieri, come la veterana Elena Gentile e lo stesso Angelo Riccardi, protagonista di una feroce polemica con Vendola, proprio sul tema delle presunte discriminazioni operate dal governo regionale in carica verso la provincia di Foggia.

martedì 13 agosto 2013

We love Foggia, il sindaco di Manfredonia durissimo con Vendola: "Siamo al ridicolo"

Altro che ritorno di fiamma tra Vendola e la Puglia settentrionale. Altro che “We love Foggia”. La dichiarazione d’amore pubblicamente professata dal governatore regionale pugliese verso la Capitanata, durante la conferenza stampa nel corso della quale è stata data notizia di importanti provvedimenti a favore della provincia di Foggia fa litigare il Pd. E di brutto.
Angelo Riccardi, sindaco di Manfredonia e come tale esponente di primissimo piano di quel gruppo dirigente sipontino che nel corso degli ultimi anni ha governato prima la Quercia ed oggi il Pd in Capitanata, affida a Lettere Meridiane la sua durissima replica a Vendola. È una dichiarazione al vetriolo, che se da un lato conferma la spaccatura ormai esistente in quel gruppo dirigente, dall’altro lascia capire che l’ormai imminente campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale sarà durissima, in seno al Pd, che è anche il maggior azionista della maggioranza che sostiene Nichi Vendola.

Province o Regioni? Il dibattito continua (e s'infiamma)

Abolire le Province? Abolire le Regioni? Fondere in qualche modo le une con le altre, così come ha proposto la Società Geografica Italiana. L’argomento suscita interesse e fa discutere gli amici di Lettere Meridiane.
Enrico Ciccarelli manifesta il suo scetticismo verso la proposta (che porterebbe ad uno smembramento della Puglia ed alla erezione della Capitanata a regione autonoma, con l’ingresso della provincia di Campobasso). "Con tutto il rispetto - scrive -, mi sembra la tipica ipotesi estiva di nessuna valenza pratica. Sia perché Province e Regioni non sono affatto la stessa cosa (le prime sono organi meramente amministrativi, le seconde hanno potestà legislativa), sia perché la cartina d'Italia (disegnata "provvisoriamente" da Cesare Correnti e dalla Società Geografica nelle immediate vicinanze dell'Unità) non è frutto di un trattato scientifico, ma della storia. Che fa sì, ad esempio, che la Vallée sia una Regione autonoma malgrado sia più piccola della sola Andria. Non ci farei molto affidamento, anche se sotto l'ombrellone può essere un divertissement gradevole."

lunedì 12 agosto 2013

Questione di naso: i grillini disegnano la mappa della puzza che infesta Foggia

Fanno sul serio, i tre meetup del M5S  che hanno dichiarato guerra alla puzza terribile che sta sconvolgendo le notti (e l’olfatto) dei cittadini foggiani.
Dopo aver sollevato la questione con una petizione popolare, sottoscritta da centinaia di cittadini che chiedono prima di conoscere  e rimuovere quel che in un comunicato stampa congiunto viene definito “Lo strano caso della puzza che nessuno vuole svelare!” i grillini si sono spinti ancora più avanti: hanno disegnato – affidandosi ai nasi di cittadini, attivisti e simpatizzanti -  la mappa della puzza, mettendola a disposizione delle “autorità preposte” nella speranza che riescano a cavare il ragno dal buco.

Ecco come la Capitanata potrebbe diventare una Regione

Meglio abolire le Province, o le Regioni? Sembrava uno scherzo, una boutade, un argomento di discussione sollevato da alcuni amici di Lettere Meridiane. E invece potrebbe diventare una serie ipotesi di lavoro, dopo che l’ha sdoganata qualche giorno fa, sul Corriere della Sera, Sergio Rizzo, uno degli opinionisti più critici verso l’Ente intermedio e tra i tenaci fautori della sua soppressione.
Rizzo ha sposato una proposta formulata nello scorso mese di marzo dalla Società Geografica Italiana, che risponde all’interrogativo di cui sopra in un modo senza dubbio innovativo: il dilemma se sia meglio sopprimere l’uno o l’altro ente territoriale viene superato nel senso di riformare (rivedendone i confini territoriale) sia le Province, che le Regioni in modo da farle coincidere. Il riaccorpamento del sistema delle autonomie locali porterebbe alla nascita di 36 Dipartimenti, che assommerebbero tanto le competenze attualmente in capo alle Regioni, quanto quelle delle Province.

sabato 10 agosto 2013

La svolta di don Tonino Intiso: dall'oratorio al pensatoio, sempre dalla parte degli ultimi

Non è la prima volta che durante la sua vita sacerdotale, don Tonino Intiso si trova davanti a un bivio. Si è sempre lasciato guidare dalla Provvidenza, dalla consapevolezza che - come recita la copertina del suo ultimo libro - "la nostra vita è la storia di Dio", il disvelarsi quotidiano e concreto del rapporto tra l'uomo e il suo Creatore.
A metà settembre lascerà la guida della parrocchia-oratorio San Filippo Neri, che per dieci anni ha diretto con l'entusiasmo di un prete abituato a stare dalla parte degli ultimi. Veniva da altre periferie: quella dei disagiati mentali assistiti alla Casa della Divina Provvidenza di via Lucera e quella dell'Opera Nomadi. Periferie cui aveva ispirato, per tre anni, la sua attività quale Vicario per la Pastorale.
San Filippo Neri sorge a poche centinaia di metri in linea d'aria, all'estrema periferia orientale della città, alla fine della zona 167 di rione Biccari. Per dieci anni le funzioni religiose si sono svolte in un garage. Tra qualche settimana verrà inaugurata almeno in parte la nuova Chiesa: il nuovo parroco, mons. Antonio Sacco, potrà organizzare l'attività pastorale in un contesto logistico più adeguato e funzionale alle necessità di una comunità comunque popolosa.

We love Foggia, l'analisi di Ciccarelli, la necessità di imparare a "pensare pugliese"

Manrico Trovatore, alias Enrico Ciccarelli, l'ha scritto su Lettere Meridiane in tempi non sospetti, quasi anticipando la svolta della conferenza stampa "We love Foggia", propiziata dal governatore pugliese Nichi Vendola. Da eccellente osservatore del panorama amministrativo regionale aveva colto i segni nuovi che andavano profilandosi all'orizzonte nei rapporti tra la Regione Puglia e la Capitanata.
La conferenza stampa si è svolta il 6 agosto scorso. Due giorni prima, Ciccarelli aveva depositato nella bacheca dei commenti di Lettere Meridiane interessanti riflessioni sul foggianesimo e, più in generale, sul non sempre facile rapporto tra la Capitanata e la Regione Puglia. Il commento si riferisce al post in cui aveva positivamente sottolineato - additandola ad esempio di buona prassi nei rapporti con la Regione - l'esperienza molto positiva che da un paio di anni Ciccarelli sta facendo quale componente del cda dell'Apulia Film Commission.

Il giallo della puzza e la proposta di un lettore: Affidiamoci ai cani

La butta sul sarcastico l'anonimo lettore che ha depositato un commento salace al post in cui denunciavo l'assenza di strategie efficaci per comprendere da dove viene il pestilenziale effluvio che da un mesetto turba le nottate e i sonni dei foggiani. Ma la sua idea non è niente affatto peregrina: "Visto che esperti di tutte le razze non ne sono venuti a capo - scrive l'anonimo lettore - per sapere la provenienza della puzza, avrei un idea: ci sono cani da valanga, cani da droga, cani poliziotti, cani da caccia. Ingaggiamo qualche cane da puzza e vediamo dove ci porta. Fosse la volta buona!..."
Sottoscrivo.

venerdì 9 agosto 2013

Di Gioia-Mundi: la "strana coppia" fa discutere

Fa discutere, la "strana coppia" composta da Leonardo Di Gioia e da Ciro Mundi e inventata dal governatore regionale pugliese, Nichi Vendola. Tanto per dire quanto sia pesante la mossa di Vendola, i due sono stati tra i candidati foggiani più suffragati rispettivamente nel centrodestra (Pdl) e nel centrosinistra (Ds).
Vendola ha chiamato Di Gioia (che nel frattempo aveva lasciato il centrodestra per approdare nella formazione di Monti) a far parte della sua squadra di governo qualche mese fa, affidandogli l'assessorato chiave al bilancio. Qualche giorno fa, il governatore ha invece recuperato all'area di centrosinistra l'altro pezzo da novanta, Ciro Mundi, che aveva lasciato la politica attiva all'indomani della sua uscita dalla giunta di Ciliberti, in cui era stato vicesindaco, con la nevralgica delega all'urbanistica (in questa veste ha avviato la redazione del nuovo Pug). Il primario del reparto di neurologia dei Riuniti di Foggia è stato designato quale commissario dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale.
Due gesti a sorpresa, a distanza di pochi mesi l'uno dell'altro, che sembrano destinati a scompaginare non poco gli equilibri politici provinciali.

Puzza: si brancola nel buio. Anzi nei miasmi.

Se non ci fosse da turarsi il naso (esercizio che notoriamente inibisce l'esplosione di fragorose risate) ci sarebbe veramente di che ridere sulla vicenda della puzza pestilenziale che da qualche sera ammorba l'aria foggiana.
Le istituzioni preposte brancolano nel buio, anzi nell'effluvio. La politica tace, evidentemente avvezza a turarsi il naso. Con la sola lodevole eccezione del Movimento Cinque Stelle, cui si deve l'avvio della raccolta di firme che ha se non altro smosso dal torpore l'Arpa (l'agenzia regionale che si occupa della protezione ambientale) e l'Asl,  e di qualche sparuto amministratore, come il sindaco Mongelli, il consigliere regionale Giannicola De Leonardis e il consigliere comunale e presidente dell'Associazione Qualità della Vita, Luigi Miranda.
Quel fa sorridere è l'ingenuità di certi titoli reboanti che annunciano - come se si trattasse di una caccia all'evaso o al serial killer di turno - che "la puzza ha le ore contate", perché "c'è stata una svolta nelle indagini" anzi - sentite sentite - un autentico blitz dell'Arpa.

giovedì 8 agosto 2013

We love Foggia: tra Vendola e la Capitanata ritorna l'amore

"We love Foggia". Una dichiarazione d'amore che non ha precedenti quella ostentata addirittura come titolo della conferenza stampa monotematica con cui il presidente del governo regionale pugliese, Nichi Vendola, e diversi altri esponenti della giunta regionale hanno illustrato ai giornalisti i principali interventi a favore della Capitanata che Bari sta cantierizzando.
Abbiamo discusso in un altro post lo spessore politico del gesto del governatore, che ha probabilmente decretato la fine della polemica sul foggianesimo e nello stesso tempo fatto tornare serenità nei rapporti tra la Regione e i cittadini che abitano nella sua parte più settentrionale.
Di seguito, vediamo gli interventi annunciati dall'amministrazione regionale, durante l'incontro con i giornalisti, cui hanno preso parte, oltre al presidente Vendola, la vicepresidente e assessore all’Assetto del Territorio Angela Barbanente, gli assessori Leo di Gioia (Demanio) e Elena Gentile (Sanità), con i dirigenti di Autorità di Bacino (Ing. Antonio Di Santo), del Genio Civile e del settore Demanio e Patrimonio (Giovanni Vitofrancesco), oltre ai sindaci di Foggia, Gianni Mongelli e di Lesina, Pasquale Tucci.
Il dissesto di Marina di Lesina, gli interventi per l’Università di Foggia e per le periferie del capoluogo sono stati al centro della discussione.

Di Gioia-Mundi: ecco la strana coppia che potrebbe far saltare il banco del centrosinistra

Avete presente quando due fidanzati, alla fine di un certo periodo di reciproche incomprensioni, scoprono d'improvviso di non aver mai smesso di amarsi, e tornano più innamorati di prima, al punto che uno dei due cede un suo bene prezioso all'altro?
Non è la trama di una telenovela o di una delle stucchevoli fiction di RaiUno, e nemmeno il lieto fine di un polpettone hollywoodiano.
Ma una vicenda politica e istituzionale in piena regola. L'amore in questione, mai del tutto apertamente dichiarato, e anzi spesso contrastato da malumori, sospetti e reciproche accuse, è quello tra la Regione Puglia e la provincia di Foggia.
Per far capire ai concittadini residenti nella Puglia Settentrionale che non è vero che la Regione non tenga a cuore i loro problemi, il governatore Nichi Vendola è ricorso ad un'autentica dichiarazione d'amore, intitolando (e credo sia la prima volta che una cosa del genere sia accaduta, in Puglia) "We love Foggia", la conferenza stampa dedicata ai recenti provvedimenti adottati dal Governo regionale per l’area del Foggiano e della città capoluogo.
La Puglia e la Capitanata fanno pace, dopo che lo stesso governatore, senza peli sulla lingua, aveva accusato la classe dirigente dauna di "foggianesimo", ovvero di lamentarsi sempre, talvolta a sproposito.

mercoledì 7 agosto 2013

Giampiero Protano lancia il sasso: "Primarie a trecentosessanta gradi"


Un carissimo amico - Giampiero Protano, esponente di primo piano del Pd e della sua ala renziana - commentando quanto ho scritto ieri a proposito delle primarie mi esprime il suo assenso all'idea di una designazione "dal basso" dei candidati alle prossime elezioni amministrative, non ristretta alla sola lista del Partito Democratico ma allargata a tutta la coalizione.
Va del resto ricordato che una proposta del genere venne formulata per la prima volta proprio in una iniziativa pubblica che vide tra gli organizzatori lo stesso Protano (assieme a Michele Salatto). A formularla fu - a mo' di sasso gettato nell'acqua stagnante e paludosa della vecchia politica di sempre - l'assessora regionale alla sanità, Elena Gentile, da sempre coscienza critica del  centrosinistra:  della Quercia prima, e del Pd oggi. E il sasso venne raccolto anche dagli altri due interlocutori politici (l'on. Ivan Scalfarotto e il sindaco di Bari, Michele Emiliano) presenti all'evento "Ultimi, ma non ci arrendiamo" svoltosi il 10 giugno scorso all'Altrocinema.
Che la parte del Pd che maggiormente invoca una buona (e profondamente rinnovata) politica creda fermamente nelle primarie è del tutto naturale.

martedì 6 agosto 2013

Primarie aperte e diffuse, per rilanciare la buona politica


Dal ripescaggio del Foggia al ripristino del verde pubblico, la città si normalizza. Ma adesso deve tornare l'ora della politica.

Il Foggia è stato  ripescato nella Lega Pro; in alcune aree verdi cittadine sono finalmente stati ripristinati gli impianti di irrigazione; hanno fatto la loro ricomparsa le squadre addette alla segnaletica stradale, qualche buca è stata tappata; il servizio di raccolta dei rifiuti, pur accusando qualche ritardo circa il decollo della differenziata, funziona finalmente su standard di buona qualità. Foggia si sta riprendendo.
Una delle regole fondamentali del giornalismo è che il cane che morde l'uomo non fa notizia, ma se accade il contrario sì. Per come si erano messe le cose, a Foggia, la notizia che la spazzatura viene regolarmente ritirata dai cassonetti, e che si dà acqua agli asfittici prati del verde pubblico e che si riempie qualche voragine stradale, equivale a quella dell'uomo che morde il cane.
La città sta tornando lentamente alla normalità. Forse è ancora presto per dire che il peggio è passato, ma se non altro non si respira più quell'atmosfera di costante emergenza che caratterizzò le feste natalizie, con l'immondizia che straripava dai cassonetti e la tensione sociale che aveva raggiunto livelli di guardia.
Pur in assenza di dati certificati, la sensazione è che anche i conti comunali siano migliorati. Il traguardo del pareggio è lontanissimo, e l'adesione alle norme del decreto salva città dissanguerà ancora per un bel po' le casse municipali. Ma la notizia è che finalmente s'intravedere l'uscita del tunnel.
Manca meno di un anno dal rinnovo dell'amministrazione comunale, ed è ormai maturo il tempo che la politica si riprenda le sue responsabilità, fino in fondo. Nei gruppi del social network monta un'antipolitica sovente irragionevole, perché piaccia o meno, e stante queste regole democratiche la città verrà governata da amministratori liberamente eletti dai cittadini. Sputare per partito preso su quanti parlano di politica, o fanno politica o vogliono farla, demonizzandola serve agli eterni gattopardi, che tutto vogliono cambiare, affinché niente cambi sul serio.

lunedì 5 agosto 2013

In distribuzione il settimo numero di Lettere Meridiane

È uscito il settimo numero della newsletter di Lettere Meridiane. Quanti volessero leggerla sul web, possono trovarla cliccando qui.
La newsletter viene normalmente inviata agli amici e alle cerchie di Geppe Inserra su facebook e su google. Può comunque succedere che l'invio non sia regolare (per esempio, perché non si è provveduto ad aggiornate il proprio indirizzo email).
È possibile iscriversi alla lista di distribuzione cliccando qui.

I bombardamenti diventano poema: La mia città martoriata di Gianni Ruggiero


Non sono stati molti, i commenti al post in cui sottolineavo l'opportunità di avviare, a partire dalle celebrazioni del settantesimo anniversario della tragica estate del 1943, una public history foggiana, fondata proprio sull'evento - i bombardamenti - che ha maggiormente contribuito a cancellare memoria e identità del capoluogo dauno.
Mi hanno colpito in modo particolare quelli di Nico Baratta, giornalista free lance che affida a facebook e al web le sue battaglie civili, e di Tommaso Palermo, autore di un recente libro e promotore di una mostra di cimeli sui bombardamenti.
Riprendendo un passaggio della mia nota su Lettere Meridiane, Nico Baratta scrive:  «I bombardamenti non distrussero soltanto vite umane e palazzi. Uccisero la memoria, e con essa, annichilirono pezzi consistenti di identità.» Parole che sono contemporanee, che dovrebbero far riflettere chi da anni ci ha condannati al ritorno di quei tristi anni. Ricostruire Foggia non sarà semplice, ma lo si può fare unendo le forze con le giuste persone. I foggiani dovrebbero comprenderlo se vogliono consegnare la nostra cara amata città di Foggia ai loro, e nostri, figli.

domenica 4 agosto 2013

Ciccarelli: altrovismo e benaltrismo mali sottili della nostra terra



Enrico Ciccarelli è uno dei non molti giornalisti foggiani su cui sarei disposto a scommettere che, se avessero scelto di andarsene, sarebbero oggi grandi firme di qualche importante testata nazionale. Ha scelto di restare, e dobbiamo essergliene grati perché ha una bella testa pensante, che aiuta la comunità a pensare, e sorregge quel processo di formazione della opinione pubblica che è critico dappertutto, ma dalle nostre parti di più.
Di noi che per mestiere abbiamo scelto di raccontare la vita che si dipana attorno a noi, e che abbiamo scelto di restare, Enrico è anche il meno provinciale, nel senso che è il più attento a non cadere nel rischio del localismo e del populismo. Ma non per questo si può dire di lui che non ami questa terra. Come componente del consiglio di amministrazione dell’Apulia Film Commission ha dato eccellenti prove di sapere – come dire – difendere gli interessi del territorio, senza cadere nella trappola delle rivendicazioni fini a se stesse. Se il terzo cineporto pugliese riuscirà a vedere la luce, a Foggia, gran parte del merito sarà suo e della buona rete di relazioni che è riuscito a tessere attorno al progetto.

sabato 3 agosto 2013

Centrali e parchi eolici hanno bruciato lo sviluppo possibile

Sempre attenti e riflessivi, gli amici di Lettere Meridiane, quando si ragiona di sviluppo, o più precisamente dello sviluppo mancato della nostra terra. È mancata una cabina di regia che orientasse le scelte di futuro verso investimenti strategici: abbiamo subito la crescita, senza esserne protagonisti. La conseguenza è che oggi la provincia di Foggia si trascina in una crisi senza fine, con il doloroso paradosso che mentre la recessione bruciava produzione e posti di lavoro, il territorio veniva letteralmente aggredito dalle aziende produttrici di energia. Che si stanno prendendo tutto, lasciando ben poco in cambio.
Un lettore che si firma soltanto con il nome di battesimo, Luca, ha lasciato un commento che riassume con rara sintesi ed efficacia le ragioni dello sviluppo mancato della Capitanata.
Ecco quanto  scrive Luca.
Credo che se si chiedesse a bruciapelo ai politici di Capitanata quale possa essere la via di sviluppo della nostra terra molti di essi avrebbero serie difficoltà a bofonchiare un discorso con soggetto, predicato e complemento. L’impressione che se ne ricava e che si faccia qualcosa tanto per fare, tanto per vedere l’ effetto che fa. Senza serie valutazioni costi/benefici condotte ex ante.
 

Ricordando la tragica estate del 1943, lo struggente omaggio a Foggia di Sir Joman


Una delle più belle commemorazioni della tragica estate del 1943 a Foggia è quella pubblicata dalla rivista della biblioteca provinciale di Foggia, “La Capitanata”. Scritto in stile di elzeviro, l’articolo - di rara pregnanza letteraria - compare nella prima parte del volume datato 1963, dunque in occasione del ventesimo anniversario dei bombardamenti: quando le ferite lasciate dalla guerra non si erano ancora del tutto rimarginate, e restava vivido il ricordo, nei sopravvissuti, degli orrori della guerra.
Il pezzo è firmato con uno pseudonimo – Sir Joman – ma del (possibile) autore dirò meglio dopo. Il titolo, scarno e semplice, “un saluto a Foggia” ben delinea l’obiettivo dell’autore: rendere omaggio alla città così duramente colpita, esaltando però la sua identità, i suoi figli migliori, additando prospettive di riscatto e di rinascita, che restano ancora oggi di straordinaria attualità. L’incipit si collega all’occhiello, che recita: “Vent’anni da allora”, ed è veramente un attacco di rara intensità. Sir Joman usa i versi di Umberto Fraccracreta, per collocare nel tempo e nello spazio il suo omaggio al capoluogo dauno.
……« allora » : quando fu allora ?
Un pianto nella notte / scorre qual nero fiume, / sotto l'argentea / tempesta delle stelle;  / nenie di femmine, / grido di mamma / in una casa scura, / senza morto e senza lume.

venerdì 2 agosto 2013

I grillini dicono "stop alla puzza" (un esempio di politica utile)

A che serve la politica? La domanda è di quelle che fa tremare la vene ai polsi. Ma ben venga la politica se serve a combattere la puzza. Quella puzza che da anni infesta e ammorba le serate dei foggiani e dei lucerini (e parliamo dunque di una popolazione di oltre 200.000 abitanti), rispetto alla quale la politica era rimasta inerte. Almeno fino a qualche giorno fa.
Il merito di aver posto il problema sotto i riflettori è del M5S di Foggia anzi più precisamente degli “attivisti di Foggia che fanno riferimento alle pagine facebook Foggia 5 stelle (Movimento di Foggia), Movimento Cinque Stelle Foggia e Risveglio Civile a 5 Stelle “ che hanno lanciato una serie di banchetti per raccogliere le firme dei cittadini per chiedere alle istituzioni (Sindaco, ASL e ARPA) “di darci spiegazioni in merito alla puzza che sentiamo molte sere e che ci rovina il sonno.”

giovedì 1 agosto 2013

Michele Emiliano, Foggia e gli aeroporti: la discussione




Davvero non mi aspettavo che il post sulla dichiarazione del sindaco di Bari Michele Emiliano, sulla possibile unificazione dell’aeroporto militare di Bari con quello civile provocasse tante discussioni. O forse sì, a dirla tutta: ed è per questo che volutamente avevo “forzato” il titolo (“Allerta, vogliono soffiarci anche Amendola”), avvertendo però che si trattava di una boutade. L’obiettivo di Emiliano è evidentemente quello di rafforzare ulteriormente la funzione civile dell’aeroporto del capoluogo regionale, a scapito di quella militare. Amendola può dormire sonni tranquilli.
Mi premeva, tuttavia, stimolare una riflessione collettiva sulle molte beffe che il territorio dauno ha dovuto patire, in un settore nevralgico quale quello dei trasporti.
E la provocazione non è sfuggita agli amici del GADD (Gruppo Amici della Domenica) che hanno diffusamente commentato il post. Riporto di seguito i principali interventi.

L'appello-manifesto di Libera: "Foggia, non arrenderti. Reagisci"



In una terra – diciamo la verità – che da qualche anno è piuttosto avara di colpi d’ala e idee di futuro, il manifesto pubblicato da Libera apre un autentico squarcio di luce. È come quando il sole, sul finire d’una tempesta, comincia a far capolino sotto la spessa coltre di nudi, e si profila all’orizzonte un lembo di cielo sereno.
La bufera non è ancora passata, ma sappiamo che il peggio è alle spalle.
Qualche giorno fa, commentando l’arresto di pezzi importanti della mafia foggiana e il quasi contestuale verificarsi di gravi episodi di cronaca, riflettevo sulla metafora del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Libera non ha dubbi: quel bicchiere è mezzo pieno, ed anzi comincia sempre più a colmarsi.
Il Coordinamento Provinciale di “Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” di Foggia trae spunto proprio dagli eventi che ultimamente hanno visto la nostra città finire spesso sulle prime pagine della cronaca per alcune importanti riflessioni. "Sicuramente - si legge nel documento - la notizia più importante è quella che riguarda l'arresto da parte dei Carabinieri di 24 esponenti di spicco della criminalità locale: questa operazione certifica, per chi ancora non se ne fosse reso conto o per chi finge di non vedere, che a Foggia c'è la mafia, e che la società (nel documento la parola è scritta in maiuscolo, e si riferisce evidentemente all'organizzazione criminale, n.d.r.) continua ad inquinare pesantemente l'economia della Capitanata."
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