domenica 29 settembre 2013

Flash mob contro la puzza e contro il disinteresse delle istituzioni

Non  tantissimi, però determinati, i partecipanti al flash mob contro la puzza, con cui si è cercato di sensibilizzare le istituzioni a darsi un po' da fare per venire a capo del problema. Un gesto simbolico, per sottolineare l'inquietante silenzio sulla vicenda delle istituzioni sulla vicenda: non ha avuto alcun seguito l'indagine dell'Arpa, che pure aveva inquadrato una serie di indizi, resta inerte l'Asl, il Comune di Foggia si comporta come se la cosa non lo riguardasse. 
Per chi non lo sapesse, la puzza in questione è quella che ha ammorbato le nottate dei foggiani per l'intera estate, senza che neanche si sia riusciti a capire, fino ad oggi, la precisa origine del maleodorante fenomeno.
Ma quel che maggiormente sconcerta, vale il caso di ripeterlo, è il disinteresse della politica (ad eccezione del M5S nessun'altra forza politica ha sollevato la questione) e l'impotenza ormai manifesta delle istituzioni.
Sembra quasi che il problema non esista. Invece, come ammonivano due cartelli che aprivano il corteo "i fatti non cessano di esistere solo perché li ignoriamo".

Dietro la scarsa partecipazione al flash mob vi è forse anche la sopraggiunta rassegnazione dei cittadini. Un ulteriore sintomo dello scadimento della vita civile, del degrado della città.

L'eredità di Secondino Lattorre: una pubblica amministrazione migliore è possibile

Secondino Lattorre è stato il miglior funzionario pubblico che ho conosciuto. Se tutti i dipendenti pubblici fossero com'è stato lui, l'Italia sarebbe sicuramente un paese migliore.
Siamo diventati amici fraterni quando, agli inizi degli anni Novanta, l'allora sindaco Domenico La Bella mi chiamò nella giunta comunale di Troia, quale assessore alla cultura e ai servizi sociali. Secondino era reduce da una malattia che avrebbe consigliato qualsiasi altra persona a lavorare meno, ad evitare stress, e al suo rientro venne destinato dal sindaco a dirigere il nascente servizio che avrebbe dovuto occuparsi delle politiche culturali.
Prima di allora aveva ricoperto in seno all'amministrazione tutti gli incarichi più importanti per un funzionario comunale. Si era occupato dei servizi demografici, quindi di quelli elettorali. Era insomma il più esperto. C'era il rischio che potesse percepire il suo nuovo incarico come una diminutio, all'interno dei complicati meccanismi che regolano le gerarchie burocratiche. Ma non fu così. E l'intuizione di La Bella si rivelò vincente.
Il servizio culturale era per lui un impegno nuovo, ed anche per me: erano i primi anni in cui gli enti locali sperimentavano politiche culturali dirette, come l'organizzazione dei cartelloni estivi. C'era insomma tutto da inventare e da costruire. Erano anche i primi anni in cui si cercava di introdurre il personal computer nelle attività amministrative e nella complessa macchina organizzativa degli interventi comunali.

Auguri, fratello arcivescovo: i novant'anni di Giuseppe Casale

Ha compiuto ieri novant'anni mons. Giuseppe Casale, arcivescovo emerito di Foggia. E mentre la ricorrenza è passata praticamente inosservata nella diocesi pugliese che lo ha visto per tanti anni pastore, Vallo della Lucania - il paese in cui intraprese per la prima volta la sua missione episcopale - ha festeggiato con un evento di cui Casale è stato magna pars, e che conferma la straordinaria levatura religiosa e culturale del personaggio: l'inaugurazione di una biblioteca dedicata ad Edith Stein, eretta agli onori degli altari come Santa Teresa Benedetta della Croce,  patrona d’Europa e martire della ferocia nazista.
L'intitolazione non è casuale, ma indica la missione di una istituzione che non vuol essere un semplice deposito di libri, ma punto d’incontro per approfondire e dibattere le tematiche riguardanti una cultura che contribuisca a costruire un’Europa libera e solidale nello spirito del Vangelo. Edith Stein, “è stata appassionata ricercatrice dell’uomo e del mistero di Dio, che parte dall’ebraismo e si compie nel cristianesimo”, come spiega mons. Giuseppe Casale che ha dato un sostanziale contributo alla realizzazione dell'iniziativa. La festa per i novant'anni dell'arcivescovo emerito di Foggia è stata completata, questa mattina, da una solenne celebrazione eucaristica, sempre a Vallo della Lucania.

venerdì 27 settembre 2013

Domani il flash mob contro la puzza. Io ci sarò

I fatti non cessano di esistere se noi li ignoriamo. È una verità terra terra, quella che Francesco Paolo Gentile prende in prestito per lanciare il flash mob contro la puzza che da qualche mese appesta le nottate di foggiani, lucerini e troiani, senza che si sia fino ad oggi riusciti ad accertarne la precisa origine (ma c'è un'analisi precisa dell'Arpa che individua precisi indizi) né tantomeno a farne cessare la causa.
Il tutto nel disinteresse pressoché totale della politica (con la sola eccezione del M5S) e delle istituzioni preposte.
Parteciperò al flash mob proprio per questo. Non tanto o comunque non solo per la puzza. Ma per il disinteresse, il silenzio, la codardia di una politica sempre in tutt'altre faccende affaccendata, così tanto da dimenticare i fatti. Che non cessano d'esistere anche quando li ignoriamo, come sagacemente ricordo il promotore del flash mob, che è una iniziativa politica ma, come Gentile ha più volte precisato, non  una iniziativa di partito. Del resto,
L'appuntamento è per le 18 di sabato 28 settembre in piazza XX settembre. Il flash mob si concluderà un quarto d'ora più tardi, davanti al municipio.
Non sono tantissimi quelli che hanno assicurato la partecipazione all'evento, un dato che svela il fianco debole del social network. Tutti d'accordo quando si tratta di sottoscrivere una petizione, molti di meno quando si tratta di metterci la faccia ed il cuore, partecipando a un evento reale. Una ragione in più per esserci.

La società civile di Manfredonia dice no ai parchi eolici off-shore

La società civile di Manfredonia dice no ai parchi eolici off-shore che il Ministero per l'Ambiente sta per autorizzare al largo della città sipontina. Mentre il dibattito è in corso (qui l'interessante confronto su Lettere Meridiane) scendono in campo le associazioni, che hanno convocato per stasera un summit per studiare, come si legge in uno scarno comunicato stampa, "le iniziative da intraprendere a tutela del Territorio, con particolare riferimento al progetto eolico off-shore nel Golfo di Manfredonia e alle sue ricadute."
Folto il cartello delle organizzazioni che hanno promosso l'incontro, che si svolge presso la sala della Lega Navale: c'è dentro praticamente tutta la società civile: Associazione Nazionale Partigiani Italiani, Centro Cultura Mare A.P.S., Comitato per la Tutela del Mare del Gargano, Commissione Nazionale Ambiente A.I.C.S., Lavoro & Welfare, Legambiente Manfredonia, Lega Navale Italiana Sez. di Manfredonia, Mare Nostrum, Nuovo Centro Documentazione Storica di Manfredonia, Rotary Club Manfredonia.
Le associazioni promotrici hanno dato vita a un coordinamento provvisorio, estendendo l’invito alla partecipazione e alla mobilitazioni ai rappresentanti legali di tutte le Associazioni Culturali e Ambientaliste di Manfredonia e di Capitanata.
Lettere Meridiane riferirà degli sviluppi dell'iniziativa.

Gargamelle love d’Araprì, ecco lo sviluppo possibile della Capitanata

A volte, nelle pieghe della rete,  s'annidano germi di speranza, luci che squarciano le tenebre della crisi, e indicano possibili sentieri di futuro. Tale è la nota pubblicata da Teresa Maria Rauzino, e i relativi commenti, su un evento che si terrà domani sera presso la Dimora Ottocentesca del Palazzo d’Araprì (nel cuore del centro storico di San Severo, in via Zannotti 30).
Sulle prime mi era sembrato un appuntamento come tanti, forse fin troppo di classe. Ma è bastato un semplice clic sul link che permette di aprire insieme nota e commenti, per trovarmi di fronte ad un universo inaspettato.
Ma procediamo per ordine: l' evento come tale consiste degustazione per i gourmet più raffinati. Ma a far notizia e indurre intriganti riflessioni su quel potrebbe diventare la nostra terra, se solo fossimo più tenaci promotori della sua infinite risorse, è l'abbinamento proposto durante la serata, tra il preziosissimo granchio molle del Gargano (il costo si aggira intorno a 70,00 € al Kg.!)  e i pregiati vini d’Araprì, plurivincitori di diversi premi enologici.
Si sposano, insomma, due eccellenze del territorio. Ma anche due storie. Due buone prassi che vanno fatte conoscere, nella speranza che vengano imitate, che diventino finalmente modello per quello sviluppo possibile sempre vagheggiato, ma mai seriamente perseguito.
(E Dio solo sa di quanto ne abbia bisogno oggi, la Capitanata che vede completamente messo in discussione l'intero suo assetto produttivo e industriale, come testimonia l'irreversibile crisi del contratto d'area di Manfredonia).

mercoledì 25 settembre 2013

Turismo o industria? L'eterno dilemma della Capitanata

Ci sono giorni - come oggi - che Lettere Meridiane m'inorgoglisce, e mi appaga. Non per merito mio, ma degli amici che raccolgono i sassi che il blog cerca di gettare nello stagno di un confronto sul futuro di questa terra che sta diventando sempre più rarefatto.
C'è chi non si arrende, per fortuna. Come Marcello Sciagura e Girolamo Arciuolo, che a partire dalla vexata quaestio dei parchi eolici off-shore che stanno per venire autorizzati nelle acque del Gargano danno vita ad uno scambio intenso e approfondito prima di tutto sul senso dello sviluppo e quindi sulla particolare congiuntura che la nostra terra sta vivendo, di fronte al bivio tra la sua vocazione turistica e la necessità di governare l'ambiente e il paesaggio in modo che questa vocazione venga in qualche modo tutelata.
Il futuro non è un dogma. Non va subito, ma piuttosto costruito con consapevolezza. Non esistono scelte di futuro del tutto buone o del tutto cattive. Il peggio che può capitare a un territorio (e mi pare sia questo il frangente drammatico che la Capitanata sta vivendo) è la stagnazione, ovvero un presente impaludato in cui ogni slancio viene mortificato. E poi il futuro va sognato, per essere costruito. E la nostra è una terra sempre più incapace di sognare.
È bello davvero che ci sia ancora qualcuno capace di osare il sogno, e di sostenere le sue idee con ragionamenti problematici, non precostituiti, aperti ad ulteriori possibili suggerimenti.
Il dibattito è aperto. Ecco, di seguito, gli interventi di Marcello Sciagura e Girolamo Arciuolo.

Riccardi: a Bari non vogliono farci diventare competitivi

Questa volta il sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, non si è limitato a esternare la sua insoddisfazione per le politiche della Regione Puglia verso la Capitanata sulle piazze virtuali. Ha scelto una tribuna ed una platea ad alta valenza politica: quelle del congresso  dell'Udcap che si è svolto a San Menano.
Nonostante il clima dichiaratamente concertativo dell'assise (Riccardi ha sottoscritto assieme agli altri sindaci della Pentapoli un'intesa che formalizza il sistema Capitanata), il primo cittadino della città sipontina è tornato a tuonare contro la Regione, come già fece all'indomani della conferenza stampa We Love Foggia tenuta dal governatore Vendola.
"La Capitanata - ha detto con rabbia Riccardi - deve essere trattata al pari delle altre province pugliesi, dobbiamo essere messi nelle stesse condizioni degli altri territori. Fino a quando non recupereremo l'arretratezza di questi anni, con responsabilità anche di noi politici, non saremo mai competitivi. Ho l'impressione che a Bari non vogliono farci diventare competitivi, e questa è una triste realtà. Un esempio? Prendiamo l'aeroporto di Foggia: renderlo funzionale, sminuirebbe l'importanza di quello di Palese". Riccardi ha anche manifestato la sua preoccupazione per quanto potrebbe succede alla Capitanata con la soppressione delle Province. Il rischio, più volte sottolineato in questo blog, è che venga a mancare ogni punto di riferimento nella governance del territorio: "Sopprimere le province è stato un reato. Dovevano chiudere le regioni". 

martedì 24 settembre 2013

Pro e contro i parchi off-shore: lo sviluppo non è mai neutrale

Con un commento come sempre puntuale e fuori dagli schemi, Girolamo Arciuolo invita  ad essere più  cauti sulla questione dei parchi eolici off-shore, che con ogni probabilità faranno  la loro comparsa nello specchio di Adriatico che bagna la provincia di Foggia, da Chieuti a Manfredonia.
“Parlavo con un pescatore di questa questione – scrive Girolamo -  e mi diceva che le superfici con le pale eoliche diventano aree di ripopolamento ittico. Se poi consideriamo come si vedono le Tremiti dalla riva del Gargano, possiamo immaginare come si potrebbero vedere (o non vedere) le pale eoliche dipinte di azzurro, ad esempio. Da Monte S. Angelo si vedono le chiatte che riparano nel golfo quando il mare è agitato. ma sono navi gigantesche.”
“Insomma, a mio avviso andrebbe approfondita la questione”, conclude l’amico Arciuolo, e la sua tesi mi trova assolutamente d’accordo.
 Il problema è proprio questo: che quando si parla di sviluppo dell’economia, le questioni non vengono mai abbastanza approfondite, né tanto meno viene fatta un’adeguata e corretta ponderazione dei benefici e degli svantaggi che un certo insediamento comporta.

Il ritorno della balena bianca

La balena bianca è tornata. Politicamente parlando, sono successe più cose durante i pochi giorni  del congresso organizzativo dell’Udcap di San Menaio che non nei tanti mesi che l’hanno preceduto, e nei quali la politica – almeno quella convenzionale – si era distinta per il suo assordante silenzio. Prima la firma dell’intesa tra i cinque sindaci della Pentapoli (per chi non lo sapesse si tratta delle città di Foggia, Manfredonia, Cerignola, San Severo e Lucera), poi l’esternazione del sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, che di fronte a una platea attenta e politicamente impegnato ha ribadito quanto a più riprese aveva già scritto sulle piazze virtuali e su Lettere Meridiane, criticando aspramente la Regione Puglia e piangendo lacrime amare sull’imminente soppressione della Provincia (ne riferirò più dettagliatamente in un altro post).
Che questa ripresa di iniziativa politica giunga dalla sponda centrista non deve far meraviglia, e lo dice uno che non è mai stato democristiano, né lo sarà mai. Ma Franco Di Giuseppe, che fu delfino di Vincenzo Russo, è l’ultimo esponente di una cultura politica che riusciva a  contemperare gli interessi di bottega con quelli del territorio. Con intelligenza, ha approfittato dell’impasse dei due poli – entrambi più o meno chiamati ad una difficile stagione congressuale – per tornare a far politica.

lunedì 23 settembre 2013

Quelle (sterili) polemiche sul monumento alle vittime del 1943

Salvatore Valerio evoca addirittura una questione antropologica a proposito della polemiche puntualmente esplose sulla questione del monumento alle vittime del 1943, e francamente, non mi sento di dargli torto. "Un Comitato di cittadini decide di ricordare degnamente i morti dei bombardamenti del 1943 con un monumento - scrive Valerio -. Per tali ragioni si raccolgono fondi. Paradossi foggiani! Per un Monumento che si dovrebbe erigere contro la guerra , si scatena una "guerra" mediatica. Siamo fatti così. Molto probabilmente nella nostra popolazione  vi è un problema di natura antropologica…"
La guerra mediatica cui Valerio si riferisce è quella partita contro il Comitato che si sta adoperando per reperire i fondi necessari per la realizzazione del monumento, presieduto da Alberto Mangano, e che ha scelto il progetto di Salvatore Lovaglio, docente dell'Accademia di Belle Arti di Foggia ed esimio scultore, autore, tra l'altro, della splendida colonna monumentale che si trova nel piazzale della stazione di Lucera, commissionata dall'amministrazione comunale della cittadina aveva, in occasione del terzo millennio (nella foto).

domenica 22 settembre 2013

Manfredonia, Tremiti, Marina di Lesina: un assedio di pale eoliche

La vista simulata del golfo di Manfredonia con i parchi off-shore
In un documentato e interessante post sul blog garganico di Domenico Sergio Antonacci, Amara Terra Mia, viene ricostruito lo stato dell'arte delle diverse richieste di autorizzazione per l'installazione di parchi eolici off-shore (cioè in mare) nelle acque della provincia di Foggia, giungendo ad una inquietante conclusione: sarà un mare di pale, da Manfredonia e Chieuti. Il Ministero va infatti verso il sì definitivo ai parchi eolici off-shore.
In particolare, Antonacci dà notizia che il Parco Eolico del Golfo di Manfredonia (al quale la Regione disse no) ha ottenuto il parere positivo del Ministero, seppure con talune prescrizioni, del Ministero dell'Ambiente, che doveva pronunciarsi in materia di impatto ambientale.
La stessa sorte dovrebbe toccare al Parco di Termoli, che riguarda pesantemente anche la costa dauna, in quanto l'impianto sorgerà praticamente a Chieuti, con impatto ambientale consistente anche a Marina di Lesina e alle stesse Isole Tremiti.
Per rendersi conto della ricaduta paesaggistica provocata dai parchi off short è sufficiente consultare le stesse documentazione Via dove sono pubblicate viste simulate del paesaggio, una volta che verranno installate le pale eoliche.

sabato 21 settembre 2013

Chi ha paura di Lettere Meridiane?

Lo spessore civile di una città si misura anche dal modo con cui la città si esprime (svelandosi) sulle reti sociali, sui gruppi facebook, sui forum. L'amara sensazione che percepisco è che anche su questo Foggia accusi un profondo malessere, che si coglie non soltanto nei contenuti dei gruppi, in certe interminabili e sterili polemiche, ma anche nel modo con cui questi vengono governati.
I lettori e gli amici di Lettere Meridiane sanno che si tratta di un blog indipendente, che viene realizzato esclusivamente attraverso il lavoro volontario dell'autore e dei contributi intellettuali di quanti lo arricchiscono con i loro interventi o commenti. Il tutto per esclusiva passione civile e culturale, senza altri fini.
L'obiettivo sostanziale e dichiarato di Lettere Meridiane è sostenere la circolazione delle idee in un territorio in cui le idee, ahimè, stanno diventando merce sempre più rara e la loro circolazione sempre più asfittica.
Talvolta Lettere Meridiane si occupa di politica, e posso capire che questo possa dare fastidio a qualcuno. Cerco di farlo sempre con la maggiore obiettività possibile, nell'idea che non può esservi progresso se non cresce la "polis", e che l'inverecondo spettacolo offerto in questi anni dalla cattiva politica non dev'essere un alibi per il qualunquismo e per l'antipolitica: proprio perciò è più che mai necessario sforzarsi di costruire la buona politica.

Quanti voti servono per essere eletti a Foggia

Raccolgo volentieri una provocazione (intelligente) di Alberto Mangano che sul suo stato facebook scrive: "I candidati sindaci sostenuti da liste civiche spiegassero bene a tutti i candidati quanti voti deve raccogliere la lista affinché uno di loro possa sedersi in consiglio, tutto prima che qualcuno possa illudersi. Sappiate che il lavoro di tutti potrebbe al massimo servire al candidato sindaco."
Mangano ha ragione: la possibilità di essere eletto, per un candidato solo al consiglio comunale (e che non sia anche candidato sindaco) dipende da una serie di fattori, il più importante dei quali è rappresentato dal fatto che la lista ottenga il premio di maggioranza, cioè che faccia parte della coalizione del sindaco eletto.
Di conseguenza, la possibilità di essere eletti si riduce considerevolmente nel caso in cui la lista non faccia parte di una coalizione (e in questo caso, perché scatti un seggio è necessario superare la soglia di sbarramento, fissata nel 3%).

giovedì 19 settembre 2013

Òccupati, per cercare più facilmente lavoro

Non sono solito sollecitare gli amici a cliccare sui “mi piace” delle pagine di facebook. Ma questa volta è il caso di fare un’eccezione. La pagina di cui vi parlo (e che vi sollecito a visitare e, se lo ritenete, a seguire facendo clic sul fatidico pulsante “mi piace”) è Òccupati. A dire il vero, si tratta più di un esperimento, di un laboratorio, che non ancora di una pagina vera e proprio.
È il tentativo di migliorare l’incrocio tra la domanda e l’offerta di lavoro, nonché il rapporto tra i Centri per l’Impiego della Provincia di Foggia e quanti  cercano un’occupazione, perché l’hanno perduta o perché si sono appena affacciati sul mercato del lavoro.
Sotto ogni latitudine, lo sviluppo economico di una terra è promosso da due attori: l’impresa e il lavoro. Meglio questi soggetti si incontrano e si conoscono, più produttive saranno le prospettive che riusciranno ad aprire. È assolutamente vero che il dramma più grande della Capitanata è determinato dalla mancanza di lavoro. Ma è che vero  che il mercato del lavoro è caratterizzato da un certo dinamismo. Sono tanti, tantissimi quelli che restano senza lavoro, ma c’è anche un discreto numero di offerte da parte delle aziende.

Cineporto di Foggia: una sfida difficile, ma non impossibile

La provincia di Foggia ha recitato sempre un ruolo di primo piano nella cinematografia pugliese. Ha ospitato il primo set della storia: quello di Maria viene a Marcello, film muto girato nel 1923 a Lucera da tale Jovine, probabilmente un regista dilettante, prodotto dalla Garganica Film, che ad onta del nome aveva sede nella cittadina sveva.
Quattro anni dopo, la stessa casa produttrice girò sul Gargano L'intrusa, per la regia di C. Louis Martini. Non si sa molto delle due opere, perché purtroppo mai nessuna copia è stata rinvenuta. L'Intrusa ha però un sottotitolo, Una straniera a San Menaio, che, come ha scritto Vittorio Martinelli, lascerebbe pensare ad un film di chiara impronta turistica, a un pionieristico tentativo di accendere i riflettori sul Gargano, all'epoca praticamente sconosciuto dal punto di vista turistico.
Fin dai primi vagiti della settima arte in Puglia, il rapporto tra autori, produttori e territorio è stato dunque molto stretto, ed è stata profonda la consapevolezza che il cinema è un formidabile strumento di promozione e di marketing del territorio. A cominciare dalla provincia di Foggia, da una città d'arte come Lucera e da uno scrigno di tesori ambientali come il Gargano.
Vale la pena ricordare che, se i due primi film in assoluto (entrambi muti) furono girati in provincia di Foggia da una casa di produzione lucerina, la prima pellicola sonora (e quarto film girato in Puglia) reca la firma di un autore dauno, che avrebbe scritto una pagina fondamentale della storia del cinema italiano: Francesco De Robertis, che con La Nave Bianca, parzialmente girato al porto di Taranto (si dice con la supervisione  o collaborazione di Roberto Rossellini), fu il precursore della grande stagione del neorealismo.

mercoledì 18 settembre 2013

A Foggia il terzo cineporto pugliese

Il mondo culturale e cinematografico della Capitanata può stappare lo champagne. Il cineporto di Foggia è ormai una realtà. Una realtà tutta da consolidare, e da riempire di contenuti. Ma la sinergia messa assieme da Promodaunia, dall'Apulia Film Commission e dall'Università di Foggia ha già raggiunto un importante traguardo (dimostrando tra l'altro, una volta di più, l'importanza che le istituzioni riescano a ritrovarsi attorno a progetti condivisi, ma di alto profilo).
Rinvio ad un post successivo l'analisi delle opportunità che questa sfida apre per l'intero territorio e per il movimento di operatori della settima arte che in questi anni si è sviluppato, grazie anche al ruolo propulsivo della Provincia e del Festival del Cinema Indipendente.
Qui è il caso di riflettere su quanto sia importante la posta in palio, così come emerge nitidamente dalle dichiarazioni dei rappresentanti istituzionali.
“Un importante presidio per un territorio, come quello foggiano, che esprime la vocazione dei luoghi e dei saperi cinematografici” lo definisce la presidente della fondazione regionale, Antonella Gaeta. “I tre Cineporti – aggiunge- si configurano come centri propulsivi dell’industria della creatività, capaci di generare nuove visioni e possibilità per i giovani”.

martedì 17 settembre 2013

Aeroporto, forse è la volta buona. Ma occorre serietà.

Capitanata e aeroporti. Un rapporto spesso all’insegna della criticità, che potrebbe tuttavia nelle prossime settimane imboccare una direzione nuova, aprire una prospettiva diversa. Stanno infatti arrivando al pettine alcuni nodi cruciali. In primis, c’è sempre la riqualificazione del  Lisa, quell’allungamento della pista il cui iter burocratico dovrebbe ormai essere veramente in dirittura d’arrivo.  Il comune di Foggia ha completato gli adempimenti di sua competenza. Aeroporti di Puglia ha fatto sapere di aver predisposto il bando di gara per l’appalto dei lavori. Si attende soltanto il parere favorevole della commissione ministeriale per la valutazione d’impatto ambientale.
Intanto sembra prender corpo anche l’ipotesi (non alternativa al Lisa – è il caso di ribadirlo – ma piuttosto integrativa) di una limitata utilizzazione a fini civili dell’aeroporto militare di Amendola. Lo studio di fattibilità sollecitato dal ministro della difesa, Mario Mauro, sarà pronto entro la fine di settembre, e stando ad alcune indiscrezioni trapelate, sembra che diversamente da quanto è accaduto in passato, da parte delle autorità militari stia per giungere un parere positivo.
È anche il caso di ribadire che, seppur dovesse andare in porto l’ipotesi di Amendola (atterraggio e decollo di voli charter turistici nei week end estivi) resterebbe del tutto irrisolta l’altra, rilevante questione dei voli di linea, attualmente bloccati.

lunedì 16 settembre 2013

Un'estate da ricordare

Si, è stata proprio un'estate da ricordare quella che si sta spegnendo nei giorni di un settembre dalle temperature ormai quasi autunnali. Dai timori indotti da una stagione turistica che non è sembrata all'altezza di quelle precedenti, al vivace dibattito suscitato dalla conferenza stampa We love Foggia del Governatore Vendola; da alcune interessanti iniziative culturali che hanno vivacizzato il capoluogo, orfano dei fuochi alla festa patronale, alle polemiche sul cattivo odore che ha purtroppo funestato le notti dei foggiani, e non solo.
A questi temi è dedicata la newsletter di Lettere Meridiane, che torna dopo la pausa estiva. Ricordo che per riceverla gratuitamente ci si può iscrivere compilando questa scheda. Il numero è comunque disponibile on line cliccando qui.

Scivoli per la mente disponibile su YouTube

Ho già parlato, in un precedente post, di Scivoli per la Mente, il bel mediometraggio di Luigi Starace, che documenta l'esperienza del progetto Stigma Mente, finanziato dall'Ares Puglia e presentato nella scorsa edizione del Festival del Cinema Indipendente di Foggia.
L'opera di Starace, animatore culturale e cinematografico di Manfredonia, racconta discussioni, confronti e riflessioni sul tema dello stigma, ovvero il pregiudizio nei confronti dei disagiati psichici e più in generale dei diversi, che grazie al progetto si sono svolti in 70 scuole pugliesi distribuite su trenta comuni, a partire dalla visione di alcuni film e dalla lettura di alcuni testi sul tema del disagio.
Una significativa esperienza sia culturale che sociale e cinematografica, che è adesso disponibile alla visione del pubblico anche su You Tube: cliccare qui per andare al film.

domenica 15 settembre 2013

Il Gargano più vero nel racconto di Gianfranco Pazienza


Quel che è il Gargano, ma pochi lo sanno. Quel che il Gargano è stato, ma che oggi si fa fatica a ritrovare e a riconoscere. Quel che il Gargano avrebbe potuto essere, e potrebbe ancora essere, se soltanto fossimo tutti convinti che l'identità non è un reperto archeologico e neanche un album di ricordi, ma una risorsa di futuro.
Se volete scoprire tutto questo, vi consiglio di leggervi il racconto breve Le donne del Sud non sono solo Sole (sottotitolo: Fatte a mano) con cui Gianfranco Pazienza ha partecipato alla edizione 2013 del concorso letterario “Il rovo” svoltosi a Cagnano Varano.
Il racconto è dedicato a Rosetta Pirro e a tutte le altre persone incontrate sul Gargano, che amano e lavorano con passione per questo “terroir”; tutt’altro da chi, con la presunzione di possederlo, lo trascura.
Pazienza è uno storico esponente della cultura ambientalista del Gargano. La sua potrebbe essere definita come letteratura militante: perché, svelando e mostrando, indica anche quelle che avrebbero dovuto essere (che potrebbero ancora essere) le direttrici di sviluppo della Montagna Sacra.
La narrazione di Pazienza sembra la sceneggiatura di un documentario che voglia svelare il cuore più profondo e più nascosto della Montagna del Sole. E in un certo senso si tratta proprio di un travel logue.

Andare oltre i "mi piace"

Cesare Rizzi riflette con una nota sul suo profilo fb sul fenomeno della raccolta di firme e delle petizioni on line. "Banchetti per strada, petizioni on line stanno diventando una moda... una specie di omologazione della "protesta" - scrive Cesare. I social network, (Facebook nello specifico), riescono grazie al possente tam tam ad amplificare (spesso a distorcere) i contenuti ed a diffonderli in rete, e sulle bacheche dei gruppi…"
Ciò che suscita le maggiori perplessità in Rizzi è che "questa "mania" di raccogliere le firme, sembra appiattire il significato delle iniziative... insomma, sono tutte uguali... ed il significato della "protesta" è, a mio parere, sminuito, vacuo... impercettibile. Può essere mai che ci abituiamo a soddisfare la nostra indignazione con una raccolta di autografi ? e la SPERANZA che fine farà la speranza?"
Come sempre, le tesi di Cesare Rizzi sono particolarmente interessanti.

venerdì 13 settembre 2013

Un flash mob contro la puzza. Per non essere come gli struzzi

Non conosco personalmente Francesco Paolo Gentile: gli sono amico su facebook, e spesso condivido le sue opinioni, anche se non ho votato per il M5S, né intendo farlo in futuro. Delle iniziative promosse dai grillini foggiani ho apprezzato, parlandone diffusamente su Lettere Meridiane, quella legata alla puzza che ammorba l'aria del capoluogo dall'inizio dell'estate per due ragioni in particolare: perché nessun'altra forza politica aveva ritenuto di dover intervenire sulla questione (a conferma di quanto distante siano i partiti dalla vita quotidiana delle persone); perché sono convinto che la politica possa rigenerarsi soltanto se riuscirà a cambiare punto di vista: passando da quello del palazzo, a quello delle persone reali.
La questione della puzza continua ad essere un bel laboratorio di (possibile) buona politica, e questa nuova iniziativa di Gentile lo conferma. In breve, Francesco Paolo ha creato un gruppo su facebook, con l'intento di organizzare un flash mob sul problema del cattivi odore, per sensibilizzare le istituzioni a intervenire una volta per tutte. (Per quanti non lo sapessero, Wikipedia alla mano, per flash mob si intende un assembramento improvviso di un gruppo di persone in uno spazio pubblico, che si dissolve nel giro di poco tempo, con la finalità comune di mettere in pratica un'azione insolita).

domenica 8 settembre 2013

Il cordoglio per la scomparsa di Leonardo De Luca


Un applauso di cuore, per dirgli quanto ci mancherà. Così amici e compagni hanno tributato l'estremo saluto a Leonardo De Luca, accompagnandolo, dopo il rito funebre che si è svolto nella Chiesa Matrice di S. Maria Assunta a Panni, fino al piccolo cimitero che custodirà le sue spoglie mortali.
Il cordoglio per l'improvvisa scomparsa dello scrittore ed uomo politico (è stato assessore provinciale nelle amministrazioni presiedute da Protano e sindaco di Panni dal 1998 al 2007) è stato unanime e profondo. Alla cerimonia ed al corteo funebre hanno partecipato, tra gli altri, il gonfalone municipale e il sindaco di Panni, Pasquale Ciruolo.
Numerosi i commenti al post con cui Lettere Meridiane lo ha ricordato.
Il sito Santagatesi nel Mondo sottolinea un particolare episodio di cui De Luca fu protagonista quando indossava la fascia tricolore, e la comunità protestava vibratamente contro la realizzazione della discarica a Savignano Irpino. Si sono tenuti questa mattina i funerali di Leonardo De Luca, nella Chiesa di Santa Maria Assunta di Panni: piccolo centro del Subappennino in cui era nato 84 anni fa e di cui è stato sindaco.
Il sito diretto da Samantha Berardino, dopo aver sottolineato che la vita di De Luca è stata "spesa per far conoscere e difendere il Subappennino" ricorda "l'ultima battaglia, capeggiata contro la discarica di Savignano Irpino, ai confini con Monteleone e Panni. Era il 2004, dicembre del 2004, quando Leonardo, nonostante avesse 75 anni, vestito di fascia tricolore, decise di guidare la manifestazione di oltre 300 persone contro la discarica dei rifiuti. La polizia caricò la folla con i manganelli: trascinato per la fascia tricolore nel fango per oltre 50 metri, rimase gravemente ferito ma, non per questo, smise la sua lotta a difesa del suo territorio.  La storia umana e politica di Leonardo De Luca travalica, però, le colline dei Monti Dauni."

Il turismo in Puglia secondo Google Trend: svetta Gallipoli, quindi Otranto, Ostuni e Vieste

Gallipoli

L'amico Gaetano Berthoud è da anni impegnato sul fronte della promozione turistica del Gargano: è infatti l'editore della bella e preziosa guida Tutto Gargano (storicamente, la prima nel suo genere) nonché del portale tuttogargano.com, che offre informazioni veramente molto dettagliate sia sul territorio della Montagna del Sole, che sull'offerta turistica.
Gaetano ha commentato il post di Lettere Meridiane in cui mettevo a confronto su Google Trend Gargano e Salento, invitandomi a considerare quale termine di ricerca non i toponimi dei territori aggregati, ma piuttosto i nomi delle città. "Vieste - questa la tesi sostenuta da Berthoud - è più conosciuta di "gargano". Vieste, intesa come keyword, da sola le brucia tutte le mete salentine."
L'opinione di Gaetano è senza dubbio accattivante, ma è vera solo in parte. Per verificarla ho infatti effettuato altre due query su Google Trend: la prima per capire il posizionamento di Vieste in riferimento al Gargano ed alle altre località turistiche del promontorio, la seconda mettendo a confronto Vieste con altre località turistiche pugliesi, in particolar modo salentine.

sabato 7 settembre 2013

Gargano-Salento, ecco tutti i dati di Google

La notizia dell'exploit salentino nella classifica google delle immagini più cercate in Italia nell'estate 2013 (la Puglia meridionale occupa il secondo gradino del podio, tra la Corsica e la Croazia) ha suscitato più d'una perplessità circa l'attendibilità della notizia, anche perché, sempre in riferimento a google, negli anni passati il Gargano aveva evidenziato performance interessanti.
Come ha giustamente sottolineato Domenico Sergio Antonacci, è assurdo mettere in discussione i dati del motore di ricerca. Può essere semmai contestata la mia interpretazione, e cioè che alla crescita d'immagine del Salento corrisponda una certa stagnazione del Gargano.
Mi sembra comunque che sia fondata la sensazione di una certa sofferenza dell'immagine Gargano, di una crescnete difficoltà di imporsi alla ribalta dell'attenzione pubblica. Con possibili conseguenze, in prospettiva, anche sull'economia turistica. Che il Salento sia più ricercato del Gargano nel motore di ricerca non comporta, ovviamente, che caleranno gli arrivi e le presenze turistiche. Ma denota qualcosa, in termini di immagine, di brand, d'identità.
Per cercare di capire di più, è possibile utilizzare uno strumento analitico messo a disposizione proprio dal più popolare motore di ricerca del mondo, Google Trends, che consente di mettere a paragone anche in un certo arco temporale, due o più termini di ricerca.

La scomparsa di Leonardo De Luca

Leonardo De Luca è stato per me un fratello maggiore, un caro amico, un fraterno compagno. È doveroso ricordarlo come un uomo e un socialista tutto d'un pezzo, un abile ed efficiente amministratore che ha mostrato come un piccolo comune come Panni possa diventare grande, ed offrire a quanti vi abitano una qualità della vita superiore a quella delle aree metropolitane.
Ha dedicato tutta la sua vita al riscatto dei Monti Dauni o più precisamente a dare senso e spessore politico all'idea che questa parte della Puglia è una formidabile risorsa da investire per il futuro dell'intera regione, un laboratorio per sperimentare una prospettiva concreta di sviluppo sostenibile.
Oggi questa idea si è fatta strada nella coscienza collettiva, come certifica anche il progetto del turismo d'eccellenza che la Regione ha localizzato proprio in queste plaghe. Ma quarant'anni fa non era così.
In questo senso, Leonardo De Luca è stato un autentico pioniere.
Da amministratore provinciale (è stato assessore ai lavori pubblici e successivamente assessore alla cultura) si spese molto per la realizzazione di un'opera nevralgica per il futuro dell'Appennino Dauno: la strada Pedesubappenninica, la cui progettazione era stata finanziata dalla giunta di sinistra presieduta da Francesco Kuntze. Era una stagione politica in cui la politica non era quella tela di Penelope che è diventata oggi, e vigeva il principio della continuità amministrativa: le buone idee non venivano buttate alle ortiche solo perché ad averle avute era stata una maggioranza di diverso colore politico.

venerdì 6 settembre 2013

Cannarozzi: il Gargano batte il Salento perché....

Matteo Cannarozzi è uno dei politici più sinceramente attento ai problemi e alle dinamiche della cultura che ho mai incontrato. Come sindaco di Vico Garganico, assessore provinciale e amministratore della Comunità Montana del Gargano si è sempre sforzato di operare nella direzione di un'offerta turistica, da parte del Gargano, non limitata soltanto all'aspetto marino, ma focalizzata anche sul versante culturale, sulla riscoperta dell'identità profonda del Gargano.
Per tutto questo, trovo molto interessante e denso di spunti di riflessione quanto ha scritto come commento al post sull'exploit del Salento nel motore di ricerca Google e sull'eventuale declino del Gargano nella leadership turistica regionale. Ecco le considerazioni di Matteo Cannarozzi
Salento: 2 milioni di cittadini "elettori". Gargano: 150.000 abitanti. Salento: 3 province, Gargano: parte di una provincia! Salento: 2 mari e molti Km di costa, Gargano: pochi km di costa! Salento: oltre 100 comuni e tre capoluoghi di provincia, Gargano: 13 piccoli comuni! Salento: l'aeroporto, Gargano: la Garganica! Salento: sede periferica Rai e Telenorba, Gargano: la lodevolissima Ondaradio!

Gargano e Salento: la volata per il primato nel turismo pugliese

Il mio post sull'exploit del Salento su Google (seconda meta turistica più ricercata, tra le immagini) e il commento che mentre il Salento vola, il Gargano annaspa hanno suscitato un putiferio di commenti e di reazioni. Grosso modo, è possibile suddividerli in tre tipi: a) tanta soddisfazione e tanta condivisone (da parte salentina, per lo più); b) scetticismo sulla attendibilità del dato di Google; c) analisi più o meno approfondite sul possibile "declino" del Gargano.
Come spesso accade in questi casi, c'è un fondo di verità in tutti gli interventi, ed è quindi il caso di cercare di capire e di approfondire. 
La tesi che mi sento maggiormente di condividere è quella sostenuta da Daunia da vivere, combattiva start up foggiana che sta promuovendo un'idea diversa di turismo (molto legata anche all'aspetto del marketing territoriale). Daunia da vivere non contesta l'esattezza del dato, ma lo interpreta con intelligenza, motivando le ragioni del boom salentino: "Effetti di una politica di coesione e rispetto verso ciò che hanno! Nel Salento non esistono attività concorrenti ma Colleghi che fanno la stessa attività! Lavora come squadra oggi, lavora come squadra domani e questi sono i risultati: eccellenza!"
Salvatore Severo mi fa invece rilevare che "eppure nel 2012, sempre secondo Google, il Gargano era al 2° posto (al 1° le cinque terre). Il Salento al 5°." Vero: qui, per chi vuol approfondire, i dati di Zeitgeist 2012, che è l'annuale classifica del motore di ricerca più popolare del mondo.
Va precisato che il dato pubblicato dal blog di Google si riferisce alla sola stagione estiva, e alle immagini (non alla ricerca di termini, come nel caso di Zeitgeist. Troppo poco per ipotizzare eventuali sorpassi del Salento a spese del Gargano, ammesso che una competizione del genere abbia comunque senso.

Ruscillo: Valorizzare il genius loci e i talenti locali

Il maestro Agostino Ruscillo, promotore del progetto dell'Apulia Symphonic Orchestra di cui ho parlato ieri, risponde al post con una mail su fb ricca di spunti di riflessione, in quanto affronta argomenti (come la capacità di coniugare assieme promozione culturale e marketing territoriale) spesso trattati su Lettere Meridiane. Ecco quanto scrive Ruscillo:
Grazie mille Geppe! Sono certo che il tuo gradimento dello spettacolo e l'apprezzamento dell'idea sono sinceri e schietti. Per noi Foggia è stato un banco di prova, era una piazza importante dal punto di vista culturale, e la risposta positivissima che abbiamo riscontrato è stata per noi tutti, dopo i notevoli sforzi, come manna scesa dal cielo, come adrenalina che si sprigiona per darti quella "verve" per andare avanti e guardare a nuovi traguardi. Ma per raggiungerli abbiamo bisogno delle nostre Amministrazioni, non tanto per acquisire il progetto nei loro cartelloni, quanto piuttosto per cercare di veicolarli verso le istituzioni che "contano", non abbandonando i propri talenti a loro stessi! 

giovedì 5 settembre 2013

Foggia Teatro Festival e Classic in Pop: quando vince la creatività

Per sprigionarsi, la creatività non ha bisogno di contenitori. Anzi, forse, meno è costretta da spazi, limiti, posti più o meno deputati, più si libera. Sgargiante. Ineffabile.
Non è dunque un paradosso se, in un momento di crisi senza precedenti dei contenitori culturali foggiani e della spesa culturale pubblica, il capoluogo dauno abbia vissuto in questi giorni un piccolo grande miracolo.
Le piazze sono tornate ad essere agorà nel senso classico della parola: spazi di incontro, di ricreazione, si socializzazione.
Tutto questo grazie all’ingegno creativo di chi ha promosso ed animato iniziative come il Foggia Teatro Festival e il concerto Classic in pop che dal 29 agosto al 2 settembre hanno letteralmente illuminato le notti dei foggiani, in un riuscito concentrato di artisti da strada, reading letterari, parate di giocolieri, equilibristi, poeti, danze urbane, teatranti e musica.

Il Salento sbanca adesso anche su Google

Il Salento sbanca adesso anche su Google. A darne notizia è il blog italiano del più popolare motore di ricerca (http://googleitalia.blogspot.it/) che ha redatto la classifica dei termini e delle immagini più cercati nell’estate che va volgendo al termine. Attenzione: non si tratta di una graduatoria accademica o puramente statistica, perché autorevolissime ricerche confermano che gli indicatori di Google (più precisamente la frequenza con cui  viene cercata una parola o un’immagine) certificano tendenze reali, che si traducono in economia di mercato.
Il Salento si classifica così al secondo posto  tra le spiagge maggiormente visualizzate, ed è la sola località italiana che si piazza sul podio di Google: al primo posto c’è la Corsica, al terzo, dopo la Puglia meridionale figura la Croazia.
Il Salento dice la sua anche nella sezione riservata ai look emergenti: il taglio di capelli maggiormente visualizzato è associato infatti ad un personaggio salentino doc: la cantante Emma Marrone, che sta spopolando in rete con il suo look.

mercoledì 4 settembre 2013

CineFortFestival: piccolo è/e bello

San Giorgio la Molara è un paese d'incanto, avvinghiato alla montagna di San Giorgio e affacciato sulla valle del Fortore, nel cuore dell'Appennino Sannita. Dice la leggenda che qui si stanziarono i Pentri, ovvero la parte più tosta di quei Sanniti che misero in crisi Roma.
Per chi, come me, ha un pizzico di sangue sannita nelle vene, venire a San Giorgio la Molara è quasi un tornare. Scoprire è piuttosto un ritrovare. Avverto un senso di deja vu che mi commuove.
Poi l'incanto cede il passo allo stupore quando qui, in questo pezzo di cuore dell'Italia migliore e nascosta, scopro CineFortFestival, uno dei festival di cinema più intelligenti e geniali del Mezzogiorno. Ci vuole il cuore, il coraggio, la tenacia dei Sanniti Pentri per fare una cosa così bella in un posto che sembra all'apparenza di periferia ma che - come vi racconterò - è centro di un'altra idea di mondo, e di sviluppo.
Mi hanno chiamato a presiedere la giuria dei cortissimi, e non lo merito, visto il calibro degli altri componenti. La colpa è di Umberto Rinaldi, caro vecchio amico del Festival del Cinema Indipendente di Foggia. E capisco perché sono qui ancora prima che Umberto mi presenti all'entourage di CineFortFestival: c'è sotto la comune idea di un cinema che ha senso se si radica nel territorio, se riesce a coniugare assieme alla fruizione l'aspetto della creazione, della produzione. Il consumare cinema che diventa occasione per fare cinema.

De Tullio: Due o tre cose su "un'altra" informazione

Ringrazio Geppe Inserra per l'ospitalità, la disponibilità al confronto col collega della "GdM" e le belle parole su "Diomede", ma vorrei precisare alcune cose [qui il link all'articolo cui  si riferisce De Tullio]:
1. Anna Langone è un'ottima collega e confermo la bontà del suo articolo sul 70° dei bombardamenti e la stima che ho nei suoi confronti. E' stata lei (tra le tante cose buone di cui è capace) ad avviare da anni la battaglia contro i parcheggiatori abusivi, mettendoci sempre la faccia. Anch'io penso si sia trattato di un disguido causato dai tempi stretti e penso pure che non sia stata lei a scegliere quelle quattro foto.
Questi ripetuti "incidenti", però, la dicono lunga su come si gestisce una redazione oggi: l'arrivo di computer, programmi di impaginazione, scansione, telefonini ha da un lato abbattuto eccezionalmente i costi e i tempi di produzione (eliminando di colpo la vecchia filiera di redazione: fotografi, compositori, impaginatori, grafici, archivisti, correttori di bozze) ma ha impoverito la qualità finale del prodotto.

martedì 3 settembre 2013

La sinistra che vota Grillo

La sinistra che vota Grillo è la storia di una campagna elettorale. Quella conclusasi il 22 febbraio 2013, alla vigilia di un voto che ha consegnato alla storia il fenomenale exploit elettorale del M5S. L'autore, Domenico De Santis, l'ha scritta di getto, appena concluso lo scrutinio che ha segnato uno dei più amari risultati per il Pd. Ha scritto per capire, e per far capire.
Edito da Caratterimobili di Bari, il libro - che presenta una molto stimolante e intelligente prefazione di Peppino Caldarola - si è rivelato un insospettabile successo editoriale: decine di migliaia di copie vendute, e fino ad oggi la bellezza di 83 presentazioni su e giù, per tutta l’Italia. Segno che a voler capire quel che è successo non è soltanto De Santis, ma un po' tutta la sinistra: quella che non ha votato per Grillo e che è rimasta annichilita dal risultato elettorale, ma anche quella che l'ha votato, e che forse oggi si chiede perché, e soprattutto dove si va.
Molte delle risposte arrivano proprio dal libro, la cui maggiore originalità sta nella forma. De Santis lo ha scritto sotto forma di colloqui, quelli che, come militante militante del Pd, ha tenuto con decine di elettori nel tentativo, rimasto spesso frustrato, di convincerli a votare per Bersani e la sua coalizione. Il dialogo è un'antica forma di scrittura filosofica. Si dice fosse quella preferita da Socrate (che non ha lasciato scritti, però) per l'esercizio della sua arte maieutica. Il filosofo, interrogando e interrogandosi, tirava fuori dalla conversazione con l'altro, spunti di verità.
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