sabato 30 novembre 2013

Un anno fa moriva Vittorio Nocera. Il commosso ricordo della figlia Giusy

Un anno fa si spegneva Vittorio Cosimo Nocera, leggendario capitano del Foggia del presidente Rosa Rosa e di mister Pugliese, che per la prima volta approdò nella massima divisione.
Mi apprestavo a ripubblicare l'articolo che Lettere Meridiane gli dedicò in occasione della sua scomparsa, quando mi sono accorto che non molti giorni fa la figlia Giusy ha commentato quel post con parole molto belle, che danno il senso del legame profondo di Nocera (che era di origine campana) con Foggia. Le trascrivo di seguito.
Ringrazio per le commoventi parole dedicate a mio padre e sono felice che il suo nome rimane vivo nel cuore di tutti i foggiani e di tanti tifosi, questo articolo mi ha commosso in modo particolare e ringrazio ancora chi sta collaborando per far si che il nome di mio padre rimarrà sempre impresso nel cuore di una città che gli ha dato tanto. In questi giorni é stata protocollata al comune di Foggia, una richiesta da parte di alcune associazioni, per intitolare un settore dello stadio a mio padre. Sono felice per l'iniziativa proposta ma vi prego, se desiderate veramente incidere il nome di mio padre su un angolo della nostra città che sia all'interno dello Zaccheria perché il suo cuore e la sua anima sono sicuramente all'interno di quello stadio che gli ha dato tanta gioia e tanto dolore, anche se non riusciremo a incidere il suo nome sono certa che mio padre sta là , girando per lo stadio a gridare gioire e tifare sempre Forza Foggia ! Ringrazio tutti 
Giusy Nocera
A me piace pensare, assieme a Giusy Nocera, che suo padre abbia lasciato un po' del suo cuore indomito non soltanto in un angolo del prato verde dello Zaccheria, che tante volte lo vide protagonista, ma nell'anima stessa della città, di una Foggia prostrata da una crisi profonda, che ha bisogno di tornare a  fare gol così come faceva il suo grande capitano.
Un bel segno in questa direzione è la decisione del sindaco Gianni Mongelli e della Giunta Comunale che hanno accolto la richiesta congiunta della famiglia Nocera e dell’associazione Emmerreventi (citata dalla figlia nella lettera), deliberando l’intitolazione del settore di Tribuna Ovest al re dei bomber rossoneri.
Qui l'articolo pubblicato da Lettere Meridiane nel giorno della sua morte: http://letteremeridiane.blogspot.it/2012/11/vittorio-cosimo-nocera-eroe-del-calcio.html
Nella foto in alto, Nocera dopo il gol segnato con la maglia della nazionale al Galles, nella partita amichevole disputata a Firenze l'1 maggio del 1965. Sono riconoscibili Lodetti, allora in forza al Milan, e che qualche anno dopo sarebbe venuta al Foggia, e di spalle l'indimenticabile Bulgarelli, capitano del Bologna.

Foggia nel 1943: la più importante base aerea tedesca

Grazie a bel canale youtube di ScenAperta (di grande interesse culturale, storico e teatrale, e di cui vi parlerò un’altra volta più diffusamente) ho potuto guardare un bel servizio di RaiTre sui bombardamenti di Foggia (qui il link per quanti volessero vederlo).
Il servizio è importante perché riconosce (un dato che sta tornando alla luce in tutta la sua evidenza proprio in occasione del - e grazie al - settantesimo anniversario dei bombardamenti) l’importanza strategica di Foggia nello scacchiere della Seconda guerra mondiale, e che fu la causa essenziale della tragedia che si abbatté sulla città.
Come racconta nel servizio televisivo lo storico Giovanni Massimello, “Foggia nell’estate del 1943 rappresentava la più importante base aeroportuale tedesca nel Sud Italia. Lì arrivavano e venivano smistati gli aerei tedesco che  poi avrebbero rinforzato tutte le varie basi operative. Inoltre era un nodo ferroviario molto importante, perché da lì passava la linea adriatica che era l’unica alternativa alla linea tirrenica per far affluire dal Nord i rifornimenti verso il Sud per cui l’obiettivo era assolutamente militare. Poi, nel caso specifico, la città è stata colpita molto pesantemente.”
Il servizio, mandato in onda da Rai Tre nell’ambito della Rubrica Correva l’Anno, affronta anche la mai risolta questione del numero esatto delle vittime.
Sostiene in proposito lo storico Marco Gioannini: "Si è parlato addirittura di 20.000 morti nel giro di tre,  quattro bombardamenti il che equivarrebbe a un terzo dell'intera popolazione cittadina, che ne farebbe in assoluto la città di tutto il mondo nel corso della seconda guerra mondiale che percentualmente avrebbe sofferto il maggior numero di vittime. In realtà probabilmente le vittime sono molto meno e la spiegazione va ricercata anche nella oggettiva difficoltà in tempo di guerra di fare il conteggio delle vittime."
L’iniziativa di ScenAperta e il bellissimo canale youtube della compagnia teatrale foggiana guidata da Tonio Sereno sono un utile contributo alla conoscenza e al recupero di una pagina così importante della storia della Puglia e del Mezzogiorno.

mercoledì 27 novembre 2013

Foggia capitale? Basterebbe capoluogo

In alcuni recenti interventi su questo blog, Enrico Ciccarelli ha ricordato quella importante stagione della politica in cui si teorizzava l’idea e la necessità di una nuova dimensione dello sviluppo, quale relazione. Era una idea del Censis, e si inseriva in un contesto culturale e sociale parecchio stimolante, scandito sotto il profilo economico dalla cosiddetta stagione della concertazione e sotto quello politico dalla sperimentazione di una nuova, possibile rete di territori, che guardava oltre la Puglia. 
Era il sogno delle Quattro Province, perseguito da Antonio Pellegrino e dalla sua amministrazione, che guidava l'ente Provincia.
La competizione politica tra le due maggiori amministrazioni locali (guidate da giunte di diverso colore) era vivace, ma di altissimo profilo. Da un lato c’era Pellegrino, che da Palazzo Dogana additava all’intero centrosinistra (che non l’avrebbe capito) un modello di sviluppo nuovo, dall’altro c’era Paolo Agostinacchio, sindaco di Foggia, che percorreva con convinzione la via della riqualificazione funzionale ed estetica della sua città, per restituirle immagine e autostima.
Al di là delle polemiche che li videro spesso contrapposti, sia Pellegrino che Agostinacchio condividevano l’idea della necessità di un ruolo forte di Foggia, del capoluogo, come fattore trainante e propulsivo di ogni, possibile modello di sviluppo. Nacque così la metafora, o se preferite il sogno, di Foggia Capitale.

martedì 26 novembre 2013

Borrillo (Corriere del Mezzogiorno) sul Lisa: "La Regione fa la melina a scopi politici"

Non è certamente uno che le mandi a dire, Michelangelo Borrillo, editorialista del Corriere del Mezzogiorno. Ma il suo articolo, sull’affaire del Gino Lisa e sull’inatteso blocco della gara d’appalto dei lavori di riqualificazione decreto da Adp, è un capolavoro di chiarezza e di onestà intellettuale.
Borrillo si pone la stessa domanda che, a cominciare da Lettere Meridiane, sta circolando con insistenza in questi giorni, senza che dalla Regione o da Adp siano giunte precise risposte: perché la società aeroportuale pugliese ha sospeso l’iter del procedimento, dal momento che il capitolato di gara prevedeva espressamente che, nel caso in cui fossero sorti intoppi sul fronte di una possibile procedura d’infrazione europea, nulla sarebbe stato dovuto all’impresa appaltatrice anche qualora questa si fosse aggiudicata la gara? Non c'era alcun rischio a proseguire il procedimento, tanto più che mancavano solo pochi giorni alla scadenza per l'invio delle offerte.
Come si sa, la determinazione assunta dal direttore generale di Adp motiva la decisione con l’opportunità di mandare preventivamente le carte a Bruxelles, per chiedere lumi sulla compatibilità del progetto che riguarda l’aeroporto foggiano con le norme che disciplinano gli aiuti di stato.
“Non volendo ipotizzare - scrive Michelangelo Borrillo - che gli uffici regionali - così solerti nel chiedere a Bruxelles di verificare l'ipotesi degli aiuti di stato (unico caso al mondo in cui non è l'autorità di controllo a chiedere lumi, ma il controllato) - non abbiano letto il bando di Adp, l'unica spiegazione plausibile è un rinvio politico della decisione.”
La nota della Regione Puglia ad Adp, che ha indotto i vertici della società a sospendere la procedura, è firmata da due alti burocrati regionali. Ma l’editorialista del Corriere del Mezzogiorno è convinto che dietro la vicenda ci sia un movente assolutamente politico: “La Regione non vuole sviluppare traffico negli aeroporti di Foggia e Grottaglie (forse perché potrebbe andare a discapito di Bari e Brindisi) e per non prendere una decisione così impopolare in quei territori, soprattutto adesso che si avvicinano diverse tornate elettorali, fa melina, per utilizzare un termine calcistico. “

lunedì 25 novembre 2013

Sciagura, presidente del Comitato Vola Gino Lisa: "Ecco le nostre buone ragioni per l'aeroporto"

L’appello a far valere le buone ragioni dell’aeroporto Lisa, superando le ragioni strillate e le contrapposizioni ideologiche e sforzandosi di produrre opinione pubblica, sta suscitando, nella casella postale del mio account Facebook, un dibattito quanto mai interessante e stimolante, di cui darò conto nei prossimi giorni, forse anche con la pubblicazione di un e-book.
Nello spazio riservato ai commenti del blog, interviene direttamente il presidente del Comitato Vola Gino Lisa, Marcello Sciagura, con una lettera molto pacata nei toni, ma assai densa di fatti e dati, che merita da parte di tutti un’attenta ponderazione. 
Eccone il testo.
* * *

Caro Geppe , come sai sono un attento lettore delle tue Lettere Meridiane
Nell'ultima, tratti l'argomento della partecipazione e dell'impegno civile della collettività, nei riguardi di problematiche che toccano argomenti di fondamentale importanza per lo sviluppo del nostro territorio. In quest'ultima, dicevo, ho potuto notare, ma forse sbaglio, un tuo invito a non voler imporre le proprie ragioni, né urlando, né sbattendo i pugni sul tavolo ,ma operando ascolto e valutando le diverse opinioni dalle nostre. 
Questa tua esortazione ha diritto ad una risposta, da parte mia come presidente del comitato Vola Gino Lisa, altrettanto pacata e serena. 

Abbracciamo il castello di Lucera: la bella iniziativa del Club Unesco

Il club Unesco di Lucera festeggia il suo decimo compleanno con una iniziativa di grande valore simbolico.
L’associazione chiama a raccolta la cittadinanza lucerina e in modo particolare i giovani, per “abbracciare” il castello fatto erigere da Federico II di Svevia, nel tentativo di entrare nel  Guinnes dei Primati. Abbracciare un bene culturale di straordinario interesse storico qual è la fortezza sveva è in realtà anche un modo di riflettere sul passato.
Sulle pagine virtuali di Lettere Meridiane abbiamo spesso riflettuto sul rapporto tra beni culturali e identità: abbracciare il castello potrà anche non servire a ritrovare le proprie radici, probabilmente più legate alla civiltà contadina che non al medioevo, ma certamente contribuirà a vivere con maggior consapevolezza il proprio presente, ad essere più orgogliosi custodi del grande patrimonio storico ed artistico di Lucera.
L’iniziativa del Club Unesco di Lucera si prefigge comunque non soltanto di sensibilizzare la cittadinanza ma anche di ottenere un risultato per così dire politico: "Abbracciamo il Castello intende infatti  “sollecitare interventi efficaci per conservare, tutelare e valorizzare il nostro Castello (come lo hanno da sempre chiamato i nostri padri), parte importante della nostra storia, eredità significativa del nostro passato, ricchezza culturale da trasmettere alle nuove generazioni.”

domenica 24 novembre 2013

La mobilitazione per il Lisa: un cantiere di impegno civile, un laboratorio di opinione pubblica

Il concetto di opinione pubblica è relativamente recente nella storia dell’umanità. Come ha mirabilmente scritto Habermas, è indissolubilmente connesso all’idea della sfera pubblica e alle sue trasformazioni, pesantemente influenzate dalla evoluzione dei mass media, ma oggi rilanciate dall'avvento del social network.
Ogni volta che la cittadinanza diventa attore pubblico, ovvero prende parte in modo attivo alle dinamiche pubbliche e politiche, produce opinione pubblica.
Se le cose stanno così, al di là dei toni a volte esasperati e dei livelli talvolta eccessivamente polemici del confronto, mi pare che il dibattito sul Gino Lisa rappresenti un caso importante di produzione di opinione pubblica in un contesto, quale quello foggiano, in cui è spesso è stata proprio la scarsa partecipazione il vulnus che ha prodotto scelte politiche inadeguate, se non proprio infelici.
Una tensione così elevata è stata raggiunta di rado nella storia recente della Capitanata, e sempre a proposito di grandi scelte che hanno poi influenzato lo sviluppo, sia in modo positivo che negativo. Ricordo, negli anni Sessanta, quella che è passata alla storia come la marcia per il metano, poi la mobilitazione per l’Università, negli anni Ottanta. E ancora, in tempi più recenti la lotta - purtroppo frustrata - per ottenere l’istituzione a Foggia dell'agenzia nazionale per la sicurezza alimentare e infine quella contro le trivellazioni petrolifere alle Tremiti.

sabato 23 novembre 2013

Mondo Gino Lisa boccia il parere del NNVIP sull'aeroporto Lisa: "una decisione ideologica"

Mondo Gino Lisa è tra le associazioni che seguono con la maggiore cognizione tecnica la causa dell'aeroporto di Foggia. Tanto per dirne una, è stata proprio l'associazione a sostenere la tesi della necessità dell'allungamento dell'attuale pista, convincendo - con una serie di molto fondate motivazioni tecniche - quanti invece propugnavano l'ipotesi della realizzazione di una nuova pista, ortogonale rispetto a quella attuale (avrebbe avuto minor favore di vento, problema non secondario vista la predilezione del buon Eolo per la piana del Tavoliere).
Nel confronto sempre piuttosto acceso che si registra ogni volta che si parla dell'aeroporto, quelli di Mondo Gino Lisa si sono sempre contraddistinti per la pacatezza dei toni, ma anche per la capacità di affrontare i problemi prima di tutto sotto il versante tecnico.
Giustamente, così come ha rilevato anche Lettere Meridiane, l'associazione coglie tra i rischi che stanno perturbando l'orizzonte di rilancio del Lisa, non solo la questione della possibilità che il ricorso al finanziamento comunitario possa infrangere le norme sugli aiuti di Stato, ma anche la bocciatura del progetto decretata dal NNVIP (Nucleo di Valutazione degli Investimenti Pubblici), organismo indipendente della Regione il cui parere non è vincolante, ma la cui decisione negativa non è certamente un buon viatico per la realizzazione del progetto.
Mondo Gino Lisa scende dunque un campo con una presa di posizione molto articolo, pubblicata ieri sul sito dell'associazione. Eccone il testo.

Tommaso Palermo ritrova un'antica collezione di foto dei bombardamenti. Che raccontano tante cose.

Il bello delle celebrazioni del settantesimo anniversario dei bombardamenti è che piano piano stanno portando alla luce nuovi documenti, nuove testimonianze sui fatti e si misfatti di quella tragica estate. Buona parte di queste nuove conoscenze si deve ad internet, che consente di mettere in rete e condividere archivi, diffondendo conoscenza in un modo che fino a qualche anno fa era semplicemente impensabile.
Il che sta a dimostrare che: primo, non tutto è stato ancora conosciuto e scritto a proposito di questa pagina fondamentale della storia pugliese e italiana; secondo, a partire dalla valorizzazione della memoria dei bombardamenti (ma anche, se non soprattutto, della successiva ricostruzione, che ha scritto pagine indelebili di storia civile e di solidarietà) è possibile e necessario cercare di scrivere una public history del capoluogo dauno.
Non è una prospettiva facile e neanche qualcosa che possa essere interamente delegata alle istituzioni scientifiche ed accademiche, che pure sono una essenziale parte in causa: una public history serve, prima di tutto, a riconoscersi in quella storia. Postula partecipazione. L’ingrediente base è la memoria condivisa. E l’altra faccia della medaglia (il brutto delle celebrazioni del settantesimo anniversario) sta nelle polemiche mai sopite, nei distinguo, in nuove ferite che probabilmente rimandano a piaghe antiche, mai del tutto rimarginate.
Ma abbiamo il dovere di provarci.
Così come, tenacemente, meravigliosamente, sta cercando di fare Tommaso Palermo, instancabile cercatore - come tanti altri - di tracce disperse, di fili da riannodare.

venerdì 22 novembre 2013

Dal consiglio comunale monotematico più dubbi che certezze sul futuro del Lisa

La lettera della Regione ad Adp
La seduta monotematica allargata del consiglio comunale sull’allungamento della pista dell’aeroporto Lisa lascia più dubbi che non certezze.
Il bando potrebbe essere riaperto. E comunque l’ipotesi che l’allungamento della pista del Lisa violi le norme che disciplinano gli aiuti di stato, sembra del tutto  remota. Ma resta il rischio che a causa dell’allungamento dei tempi provocato dallo stop al bando il finanziamento possa andare perduto.
Dal consiglio comunale che si è svolto questa mattina a Palazzo di Città, allargato a parlamentari,  assessori e consiglieri regionali, sindaci degli altri comuni dauni e organizzazioni sindacali, sono giunte diverse rassicurazioni, impegni politici, ma nessuna certezza.
Tutti i riflettori puntati sull’assessore regionale al bilancio Leo Di Gioia che, pur essendo per ovvie ragioni bersaglio di tutti i malumori nei confronti della Regione, ha cercato comunque di chiarire lo stato dell’arte davanti a una foltissima platea, che assieme ai rappresentanti istituzionali vedeva compattamente presente tutta quella parte della società civile e dell’opinione pubblica che segue con partecipazione e attenzione le  vicende dell’aeroporto: dal Comitato Gino Lisa ai componenti di Mondo Gino Lisa, a rappresentanti dei tanti gruppi che su Facebook si battono perché il sogno di un aeroporto funzionale possa diventare finalmente realtà.
Di Gioia ha lasciato intendere che la procedura potrebbe essere riaperta e che comunque da parte della Regione Puglia c’è tutta la volontà politica a portare avanti il progetto.

giovedì 21 novembre 2013

Aeroporto Lisa: Foggia indignata, ma discute

Fa discutere la riflessione di Enrico Ciccarelli sul Gino Lisa e sulle sue sue prospettive, divenute più problematiche dopo lo stop alla gara d’appalto per l’allungamento della pista e la bocciatura del Nucleo di valutazione sugli investimenti pubblici della Regione.
Attacca Maurizio Antonio Gargiulo (che comunque Ciccarelli aveva elogiato per aver pubblicato la documentazione regionale, consentendo che si avviasse un confronto sui fatti e non sulle illazioni): “Non condivido il punto attinente ai costi/benefici. Credo che la nota del NVVIP sia priva proprio di tutte quelle osservazioni sostenute dal giornalista, dott. Enrico Ciccarelli. I tecnici devono fare i tecnici. Giusto. hanno il dovere dunque di presentarci dati più oggettivi e non mere osservazioni o richiami ad indagini poi non riportate. Se qualcuno le ha lette o interpretate da quella nota è un mago. Io non lo sono, pertanto ogni ulteriore osservazione la rimando solo al mittente (Regione Puglia). [C’è da dire, in proposito, che in NVVIP non richiama espressamente studi o note di Adp, e il punto è proprio questo: l’assenza o l’incoerenza dai dati che riguardano  il rapporto costi benefici, n.d.r.]

mercoledì 20 novembre 2013

Quant'è bello Il Gargano Nuovo, il periodico di Rodi Garganico

D’accordo. Non è la stessa cosa che sfogliare l’edizione su carta, aspirare la fragranza dell’inchiostro. Ma aspetto ogni mese con impazienza l’uscita de Il Gargano Nuovo, sempre tempestivamente annunciata nella mia bacheca fb da Teresa Maria Rauzino. Clicco subito sul collegamento e scorro l’edizione digitale in pdf, restando ogni volta sorpreso ed affascinato dalla varietà degli articoli, dalla compostezza delle tesi che vi vengono sostenute, dalla qualità della scrittura che generalmente la carta stampata declina meglio che le sue altre versioni televisive o digitali che siano. 
Confesso: mi commuove il bianco e nero delle pagine. Anche se suppongo che la rinuncia al colore sia dovuta più a fattori economici che non a una scelta grafica o estetica, si tratta comunque di una linea coerente con una scrittura che si rivolge più alla testa, al pensiero, che non all’occhio.
Certe volte scopro con piacere che vi vengono pubblicati articoli miei, estratti da Lettere Meridiane (che non per caso offre ai lettori una licenza Creative Commons): mi sento di far parte di una squadra culturale vera, e ne sono orgoglioso.
In edicola ormai dalla bellezza di trentanove anni, il periodico diretto da Francesco Mastropaolo
 è un giornale locale come s’usava una volta, quando l’informazione non serviva a produrre immagine, ma piuttosto a formulare temi ed opinioni, e a discuterne. 
La copertina del numero di novembre (che potete leggere qui) ne è un’efficace testimonianza. L’editoriale di Giuseppe Bruno è dedicato al tema dei (tanti, troppi) porti turistici che sono spuntati negli ultimi anni sulle coste della Montagna del Sole.

Ciccarelli sull'aeroporto: piangere non serve a niente

Gli articoli di Lettere Meridiane sulla determinazione con cui il direttore generale di Aeroporti di Puglia ha bloccato la gara di appalto per l’allungamento della pista e sulla dolorosa bocciatura del progetto ad opera del NVVIP della Regione hanno suscitato una buriana di commenti e di prese di posizione, molte delle quali accomunate dalla positiva volontà di ragione sulle sorti dell’aeroporto di Foggia sulla base dei fatti, delle prospettive concrete, e non dei desideri.
Merita particolare attenzione la lunga e stimolante riflessione di Enrico Ciccarelli, che pubblico di seguito.
* * *
Caro Geppe, meriti (insieme a Maurizio Antonio Gargiulo) un elogio per avere, dopo tante dichiarazioni improvvisate, lasciato parlare i fatti. Temo però che anche nel tuo pezzo ci sia il virus del campanilismo, di un riflesso pavloviano che ti fa vedere nel parere del Nucleo di Valutazione uno "schiaffo al territorio". Io penso che, per non buttarla sempre in caciara, dovremmo cercare di ragionare sui fatti; non discuto della veridicità dei dati riportati, secondo i quali AdP sarebbe piena di debiti; ma non capisco perché questo dovrebbe cambiare il parere del Nucleo, che non si esprime su superiori e generali strategie, ma sulla compatibilità economico-finanziaria della singola opera.

martedì 19 novembre 2013

Tutta la verità sul Lisa/ 2 - La bocciatura senza appello del Nucleo di Valutazione sugli Investimenti Pubblici

Nella lettera della Regione Puglia che ha di fatto bloccato la gara per l’allungamento della pista del Lisa, il parere negativo sull’opera rilasciato dal NVVIP (Nucleo di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici della Regione Puglia) viene citato en passant (ma con l’invito ad Aeroporti di Puglia a tenerne conto). Il parere non è vincolante, ma atteso che viene comunque emanato da un’authority regionale, pesa come un macigno sul destino dell’aeroporto e del progetto – l’allungamento della pista – che avrebbe dovuto garantirgli una maggiore funzionalità e competitività.
Il parere è abbastanza recente, ma in pochi se n’erano accorti (a ulteriore conferma della necessità di una cabina di regia, sul Lisa come sulle altre infrastrutture nevralgiche per la Capitanata). Il Nucleo lo ha emesso poco più di un mese fa (quando dunque era già in corso la gara d’appalto indetta da Aeroporti di Puglia). È il n.285 del 14 ottobre scorso.
Per la cronaca, anche il NVVIP adombra la possibilità che la realizzazione dell’opera (finanziata con la Delibera CIPE 62/2011) possa non essere conforme alla  normativa sugli aiuti di stato e alla giurisprudenza comunitaria. È strano, però, che della questione non si faccia alcun cenno a proposito dell’adeguamento infrastrutturale dell’aeroporto di Brindisi, su cui il Nucleo si è pronunciato il 17 giugno scorso, in questo caso con parere positivo.

Tutta la verità sul Lisa: il no del NVVIP, i dubbi della Regione, la fretta di ADP

Non è facile arrivarci al provvedimento con cui Adp ha sospeso la gara per l’allungamento della pista dell’aeroporto Lisa, ma a smanettarci un po’ sul sito della società aeroportuale pugliese ci si arriva. Così come ha fatto Maurizio Antonio Gargiulo, che offre agli aderenti al gruppo Basta chiacchiere aeroporto un documento dalla cui lettura si ricavano tante, sorprendenti verità.
Ecco una lettura ragionata del documento, che pone fine a tante mezze verità e disegna un  futuro piuttosto fosco per l'aeroporto di Foggia.
A congelare la gara è stata, di fatto, la Regione. Non si comprende ancora se per volontà politica o se per iniziativa, così come ha adombrato il presidente della commissione politiche comunitarie della Camera, nonché parlamentare foggiano, Michele Bordo, di qualche burocrate di via Capruzzi. Sta di fatto che la questione è assai più intricata di quanto non sembrasse, e di mezzo c’è anche il parere negativo, fino a oggi sconosciuto del  NVVIP , il Nucleo di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici della Regione Puglia.

Il Gadd chiama, il Parlamento Europeo risponde

Tutto puoi dire a proposito dell’Unione Europea, ma non che non si sforzi al massimo per far funzionare gli istituti della democrazia. Detto per inciso, è una virtù che nel nostro Paese - intento a tagliare tutto il possibile - è da tempo in crisi. Una sforbiciata alle Camere, un’altra alle Province, passando per le circoscrizioni... e poco importa se poi a comandare sono sempre meno persone…
Ma torniamo a noi. Anzi all’Unione Europea. Ricordate la bella petizione promossa dagli Amici della Domenica, il gruppo foggiano di facebook che promuove la cittadinanza attivaall’indomani della tragedia di Lampedusa?
Bene, con ogni probabilità sarà discussa dal Parlamento Europeo. L’Ufficio del Segretario Generale del Parlamento Europeo ha infatti risposto a Cesare Rizzi, che aveva inoltrato a Bruxelles le firme raccolte, facendo sapere che la sua petizione è stata iscritta al ruolo generale e quindi inoltrata alla commissione per le petizioni “che si pronuncerà innanzitutto sulla sua ricevibilità, vale a dire sul fatto che la petizione rientra nel campo di attività dell’Unione Europea. Solo in questo caso, infatti, la sua petizione sarà esaminata nel merito.”

lunedì 18 novembre 2013

De Tullio sull'estate 1943 / Quella morte che venne da terra...

La dimenticata "guerra degli sciacalli" foggiani
Tra le tante facce tragiche che hanno caratterizzato la sanguinosa estate foggiana del 1943, ve ne è una mai troppo ricordata. Per pudore, per timore o per vergogna.
Mi riferisco alla terza delle tre guerre che furono scatenate ai danni della popolazione foggiana.
La prima è fin troppo ovvia e nota per essere ricordata, anche se certamente la più drammatica: i bombardamenti degli alleati. La seconda è quella che i tedeschi in ritirata attuarono contro quelli che considerarono ormai degli ex alleati, attraverso saccheggi, minando il territorio, uccidendo e usando violenze gratuite.
La terza è, invece, la meno nota ed è quella scatenata senza ritegno, senza paura, rimasta senza colpevoli o con pochi barbari che le scarse autorità presenti poterono all'epoca assicurare alla Giustizia: la "guerra degli sciacalli". Una guerra che si svolse tra luglio’43 e aprile’44, periodo nel quale Foggia rimase alla mercé di chi voleva profittarsene. E così fece.
Persone senza scrupolo alcuno, quasi sicure dell'impunità, che non esitarono - a volte anche sotto i bombardamenti - a spoliare cadaveri, moribondi e feriti. Erano foggiani che sottraevano ai propri fratelli di sventura denaro, oggetti di valore, documenti, oltre a mobilio e altri beni.
Molti erano foggiani che vivevano in città ed erano riusciti a sottrarsi fortunosamente alle bombe degli americani, altri provenivano da fuori città e al mattino facevano ritorno alle proprie case, risparmiate dalla violenza alleata, per riprendere la squallida attività predatoria con il calare delle alleate ombre serali.

domenica 17 novembre 2013

Gino Lisa, l'intollerabile silenzio di Adp e Regione, la bufala dell'infrazione Ue sbugiardata da Michele Bordo

C’è una cosa francamente intollerabile nella storia dello stop alla gara d’appalto per l’allungamento della pista del Lisa: il silenzio “ufficiale” in primis di Aeroporti di Puglia, che ha bloccato l’iter del procedimento, e quindi della Regione Puglia, che è socio di maggioranza della società aeroportuale pugliese.
Perché consentire che prendesse corpo una ridda di voci, di ipotesi, di rumor, quando la cosa più ovvia e più trasparente da fare sarebbe stata quella di dire subito come stanno veramente le cose?
Tanto più che si è rivelata una bufala bell'e buona la notizia dell’apertura di un procedimento di infrazione della Comunità Europea che sempre stando ai si dice avrebbe motivato il brusco stop alla gara. Niente di che. Neanche il rischio che da parte dell'Ue vi siano iniziative in tal senso.
Come ha fatto sapere Michele Bordo, deputato del Pd e presidente della Commissione Politiche UE, “l’Unione Europea non ha mai aperto una procedura d'infrazione nei confronti dello Stato italiano" per gli interventi infrastrutturali negli aeroporti di Bari, Brindisi e Foggia; quindi "non c'è nessun ostacolo all'espletamento della gara per l'allungamento della pista dello scalo foggiano, e Aeroporti di Puglia farebbe bene a riaprire il bando e procedere con la realizzazione di un'opera strategica per l'economia territoriale e pugliese".

sabato 16 novembre 2013

Raccontare la confusione

Mi ha colpito molto il commento di un amico al post di Lettere Meridiane in cui riflettevo sullo stop alla gara d’appalto per l’allungamento della pista del Lisa. Il lettore, Antonio Bruno, mi accusa in buona sostanza di aver creato confusione sulla vicenda.
Il cronista racconta i fatti, e i fatti che riguardano la storia amara dell’aeroporto di Foggia sono, purtroppo, oggettivamente confusi. Se non si vuol rinunciare all’oggettività del racconto, alla cruda realtà dei fatti, non si può fare a meno di raccontare la confusione.
Senonché la frecciata di Bruno ha un suo senso. Chi di noi non vorrebbe una realtà meno complessa, più decifrabile, e così più governabile?
Racconto di queste terra - delle sue speranze, della sue disperazioni - che sono ormai quarant’anni. E m’accorgo che sempre più spesso sono costretto a narrarne la confusione. Che l’esercizio dell’oggettività, la ricerca del racconto che rifiuta il partito preso, si traducono sempre più spesso in un affannoso mettere insieme tessere che alla fine non compongono l’atteso mosaico, con buona pace di chi scrive e di chi legge. E m’accorgo anche che la confusione, il caos nascono dall’affastellarsi disordinato e inestricabile di contraddizioni: tra quello che è e quel che potrebbe essere, tra quel che poteva essere, e non è stato.
È la contraddizione - soprattutto quando diventa una costante della vita civile, del modo d’essere di vivere di una comunità - che genera confusione.

Ciccarelli e Foggia: costruire il futuro senza mitizzare il passato

Qualche tempo fa, all’inizio di ottobre, ho pubblicato su Lettere Meridiane un post su via Arpi, in cui sottolineavo la contraddizione tra il sogno di farne la strada della cultura e della conoscenza e l’amara attualità, fatta di frequenti atti vandalici e teppistici. 
L’articolo suscitò diversi commenti, che pubblicai in un post successivo, ad eccezione di quello, come al solito particolarmente lucido, profondo ed articolato, di Enrico Ciccarelli, che oltre ad approfondire la questione con molta intelligenza, chiamava direttamente in causa il mio modo di leggere e interpretare la città, o più precisamente alcuni cambiamenti che sarebbero intervenuti nel mio modo di comprendere e di raccontare la città. Enrico mi tacciava di misoneismo (tendenza a rifiutare tutto ciò che è nuovo e generale sopravvalutazione del passato), e confesso che la sua (comunque affettuosa) accusa mi ha dato da pensare e da riflettere, per cercare una risposta.
Credo di averla trovata. Ne parlo nel prossimo post, a proposito di una vicenda che almeno in apparenza ha poco da spartire con quella di via Arpi. Per il momento, eccovi quanto ha scritto Enrico. Un bel pezzo su Foggia, le sue contraddizioni, il rapporto tra centro e periferia.
* * *
Caro Geppe, 
come in molti dei tuoi scritti più recenti avverto un fastidioso stridore fra l'abituale lucidità dei tuoi ragionamenti e delle tue riflessioni e il sottile veleno del misoneismo. La nostra è ormai un'età in cui ci si ritrova facilmente laudatores temporis acti, ma penso che una persona della tua intelligenza e cultura possa facilmente trovare gli anticorpi al morbo. 

De Seneen, Brescia e Lupo raccontano Incoronata di una volta

Instancabili cercatori di tracce della memoria, Raffaele De Seneen e Romeo Brescia pubblicano sul loro bel sito Foggia Racconta uno straordinario documento: la testimonianza di Peppino Lupo sul Santuario dell’Incoronata di una volta, con un ricco corredo fotografico. 
Si tratta di un racconto in presa diretta in quanto Lupo è il nipote di Giovanni Santoro, custode del Tempio nella prima metà del secolo scorso. Negli anni Trenta suo padre, milite della Croce Rossa, fu destinato all’Incoronata per la lotta alla malaria e nel suo ambulatorio nei pressi del Santuario conobbe Incoronatella Santoro, che sarebbe diventata sua moglie e mamma di Peppino.
Poco prima che scoppiasse la guerra, a famiglia si trasferì a Trinitapoli, ma ogni estate Peppino e i suoi trascorrevano le vacanze all’Incoronata.
La testimonianza di Peppino Lupo dipana i ricordi di quell’epoca diversa, vissuta da uomini diversi e con valori diversi. Particolarmente toccante il racconto della tragica estate del 1943: “Io avevo cinque anni e ricordo che una notte dal Santuario si vedevano continui bagliori come se su Foggia ci fosse un temporale, ci rifugiammo nella chiesa  sotto la protezione della Madonna che protesse noi  ma non Foggia.”

venerdì 15 novembre 2013

Il sogno di Guglielmo Minervini per fare della Capitanata un avamposto di integrazione

La pagina facebook di Guglielmo Minervini è una bella ed efficace dimostrazione di come il social network possa diventare veramente uno strumento di democrazia, di aggregazione, di costruzione del futuro. Anche perché l’assessore regionale alle politiche giovanili, trasparenza e legalità è un politico assai diverso dagli schemi consueti. Ai proclami, agli slogan, preferisce il dialogo, l’incontro. Alla vetrina, alle luci della ribalta, preferisce quella politica che - nella più nobile accezione della parola - costruisce la polis, il futuro.
E poi, Minervini è un politico che sa sognare, com’è giusto si debba fare quando in gioco sta appunto il futuro, e si vuole un avvenire diverso e migliore.
Sulla sua pagina, l'assessore ha raccontato un sogno grande e bello che riguarda la Capitanata. Un grande sogno che, se realizzato, può fare della provincia di Foggia un avamposto di civiltà e di solidarietà in Puglia e nel Mezzogiorno, un laboratorio di integrazione di altissimo profilo: la realizzazione di un eco-villaggio per gli immigrati, che lavoreranno terreni messi a disposizione dalla Regione.

giovedì 14 novembre 2013

L'ennesimo stop del Lisa. È mancata una cabina di regia

Sono poche le certezze, nell’ennesimo, amaro capitolo della telenovela dell’aeroporto di Foggia. Il solo dato di fatto dal quale partire è lo stop imposto da Aeroporti di Puglia alla gara d’appalto per l’allungamento della pista. Il resto appartiene ai si dice, ai timori, alle impressioni.
La sensazione è che a determinare la frenata  da parte della società aeroportuale pugliese siano state cause diverse, e non soltanto la paura dell’avvio di una possibile procedura d’infrazione dall’Unione Europea nei confronti della Regione Puglia, per il sospetto di possibili (ed indebiti) aiuti di Stato. Dev’esserci stato dell’altro, per indurre l’ente appaltante a congelare la procedura, soltanto qualche giorno prima della scadenza, fissata al 20 novembre.
Riflettiamo. Adp avrebbe potuto benissimo attendere la scadenza del bando, e successivamente frenare sulla procedura di aggiudicazione. La prudenza della società di gestione degli aeroporti pugliesi dev’essere dunque dovuta anche ad altri fattori. A mezza voce si sente parlare di vizi, che non sarebbero soltanto di forma, ma anche di sostanza. Si accennano criticità legate anche alle prescrizioni imposte dalla Regione Puglia al Comune di Foggia (l’adeguamento del Piano dei Tratturi e delle infrastrutture che sorgono a ridosso dello scalo), che sarebbero assai meno banali di quanto non fosse sembrato in un primo momento.

mercoledì 13 novembre 2013

Ciccarelli: La verità -vi prego- sul giornalismo (e il parapioggia di Noé)

Non ci sono discussioni così accese e partecipate, sul social network, di quelle che riguardano i giornalisti, tanto più quando parlano di se stessi. Il dibattito innescato da Gianni Cicolella e dal successivo post di Lettere Meridiane ( A.A.A. editori cercansi: la crisi del giornalismo in provincia di Foggia) prosegue, con tantissimi interventi, di addetti ai lavori e non.
Darò conto nei prossimi giorni dei diversi interventi.
Sulle questioni sollevate da Cicolella e da Lettere Meridiane ha scritto una lucidissima nota Enrico Ciccarelli, che ha il grande merito di sfuggire al rischio dell’autoreferenzialità che si corre quando un professionista riflette e discute sui ferri del mestiere.
Ecco quanto ha scritto Ciccarelli. La sua nota ha come titolo La verità -vi prego- sul giornalismo (e il parapioggia di Noé), ed è stata pubblicata dall’autore nella propria bacheca di Facebook l’11 novembre 2013, alle ore 22.35

* * *
Questa nota raccoglie alcune considerazioni svolte sulla bacheca del gruppo "Giornalisti di Capitanata" dove i colleghi Maurizio Tardio, Gianni Cicolella e Geppe Inserra hanno da vari punti di vista proposto riflessioni sulla crisi della professione giornalistica, nella quale sono intervenuti diversi altri. Il tema proposto in prevalenza mi è sembrato quello della discussione sulla "crisi del settore", specie in campo occupazionale, con vari spunti di contestazione nei riguardi dell'attuale assetto dell'Ordine dei GIornalisti e della divisione nelle categorie dei Professionisti e dei Pubblicisti. Non è mancato il riferimento, in ambito locale, alla categoria degli "editori puri". A mio parere ciascuno di questi argomenti è portatore di elementi di senso; ma a me pare simile ad una discussione su quale tipo di parapioggia sia più utile a difendersi dal diluvio universale.

"Se i quadri parlassero foggiano" sbanca facebook

Seimilaseicento fan in soli tre giorni sono un record assoluto. Un successo virale. Roba da rockstar. Sono tanti i “mi piace” totalizzati dalla pagina Facebook Se i quadri parlassero foggiano. Quando si tratta di irridere, di sorridere e di non prendersi troppo sul serio, i foggiani su Facebook ci sanno fare, eccome.
La mission della pagina è tanto chiara quanto improbabile: “Diamo una voce ai quadri di quei personaggi antichi che magari venivano da Foggia! E allora abbiamo pensato ma se i quadri parlassero foggiano?”
Nella pagina vengono pubblicate riproduzioni di quadri famosissimi, con la didascalia in rigoroso dialetto foggiano: il divertimento è anche assicurato. La pagina si sta in realtà rivelando un ottimo strumento per divulgare l’arte tra quanti in vita loro non hanno mai visitato un museo.
“L’arte vi ha sempre annoiato? No problem! Ci siamo noi - racconta l’anonimo autore della pagina - che rendiamo DIVERTENTE qualcosa che all'apparenza sembrerebbe noioso "foggianizzandolo". Mi scrivono studenti dicendo che a scuola non si parla di altro! Tutto questo ci rende felicissimi E se vi dicessi che tra i fan della pagina c'è anche la mia prof di arte delle superiori?”

martedì 12 novembre 2013

Politica e antipolitica, il dibattito su Civitas Troiana e non solo

Come spesso accade quando Lettere Meridiane si occupa di certi argomenti, il dibattito più vivace sul post Contro l’antipolitica, c’è bisognodi buona politica, va in scena sulla bacheca di Civitas Troiana, tra i gruppi di facebook che denotano la più attenta e consapevole partecipazione.
Ad aprire le danze è Liberato Bonghi che posta un commento tanto laconico quanto acuto: “spesso, l'antipolitica assomiglia alla vecchia politica. Altrettanto lucide e stimolanti, le riflessioni del fondatore di Civitas Troiana, Ninì Russo, che scrive: “caro Geppe, quando la politica ci appariva buona (non voglio avventurarmi eccessivamente sulla bontà di quella politica) per lo meno c'era un tentativo di farsi riconoscere: con il linguaggio, con i comportamenti, con programmi e strategie. Oggi degli emeriti quaquaraquà si proclamano di destra o di sinistra a prescindere.”
Sintetico ma efficace anche Giovanni Velluto: “a causa dei numerosi quaquaraquà di dx e sx nascono i furbi ansiolitici grillini, ritengo che dobbiamo attrezzarci meglio nella somministrazione, poiché vedo il dilagare di tale patologia.”
Sulla bacheca di Foggiani in Movimento interviene invece Rossella Maccolini: “Non si può fare buona politica finché ci sono QUESTI politici.”

Torna sull’argomento, con un commento direttamente su Lettere Meridiane, anche Davide Leccese che aveva innescato la discussione proprio ponendo in relazione l’attuale congiuntura politica con quella della prima repubblica. La riflessione di Leccese è invece orientata, questa volta, sul bilancio e sulla prospettiva di quell’esperimento o laboratorio che si prefiggeva di essere il Partito Democratico: “ Sto da molto tempo riflettendo - come "studio" politico serio - sulla avvenuta fusione, nel pd, tra l'area politico-sociale cattolica e quella, sempre politico-sociale, del mondo ex comunista. Ho molti dubbi da sciogliere ancora, non ho alcuna certezza a favore.”

lunedì 11 novembre 2013

A.A.A. editori cercansi: la crisi del giornalismo in provincia di Foggia

Nella bacheca del gruppo facebook Giornalisti di Capitanata, Gianni Cicolella ha postato un' interessante riflessione sulle crescenti difficoltà che i giornalisti professionisti incontrano nel trovare lavoro in provincia di Foggia. Gianni pone l’accento sul paradosso rappresentato dal doppio albo.
Per i non addetti ai lavori, va detto che l’ordine professionale suddivide i giornalisti in un due elenchi, professionisti e pubblicisti. I primi hanno l’obbligo dell’esclusività, i secondi possono essere iscritti anche ad altri ordini, ovvero fare altre professioni.
Secondo Cicolella, “il pubblicista è una figura che non può più essere tollerata. O si fa il giornalista o si fa un'altra professione. Non è più tollerabile che ci sia chi mangia in due piatti e chi invece resta digiuno. Ci sono troppi professionisti disoccupati e troppi pubblicisti con il doppio lavoro.”
La questione sollevata da Gianni è concreta e condivisibile: in un periodo di forte crisi come quello che viviamo, i disoccupati - qualsiasi sia la professione che esercitano - vanno tutelati e garantiti.
Mi pare però che tanto nelle riflessioni di Cicolella, quanto nell’animatissimo dibattito che esse hanno suscitato sia stato affrontato solo marginalmente il vero nocciolo del problema: perché i giornalisti possano lavorare occorrono, prima di tutto, gli editori.
I posti di lavoro mancano perché non ci sono più editori “puri”, ovvero imprenditori che (senza essere giornalisti) scelgono di investire nel settore editoriale con la finalità (sacrosanta) di ricavarne profitti, di creare un’impresa di successo.

domenica 10 novembre 2013

Contro l'antipolitica, c'è bisogno di buona politica

Nonostante lo spettacolo inverecondo che la politica stia offrendo in questo lungo sonno puntellato da incubi ricorrenti, nonostante tutti i regali che la politica ufficiale stia facendo a Grillo e ai furbi ansiolitici come lui. percepisco un bisogno diffuso e forte di politica. Quella vera, che ragiona di fatti e di cose e di persone. La politica che è amore per la polis e non solo per poltrone, incarichi e prebende.
Confermano questa mia sensazione due commenti che ho ricevuto in questi giorni.
Il primo è di Michele Lauriola, promotore della rete Pro Capitanata, dopo essere stato per molti anni alla guida dell’Ufficio Tecnico del Comune, quando ancora Foggia poteva permettersi di sognare in grande.
Michele affida ad una mail su Facebook una lucidissima e stimolante riflessione su alcuni fatti politici di questi giorni.
Ecco quanto scrive.
Oggi, ancora una volta sulla Gazzetta del Mezzogiorno, si leggono nelle pagine della Capitanata due importanti articoli per il futuro politico della Capitanata. Il primo ,“Colpo di scena nel PD, slitta l’elezione del Presidente”, posto in evidenza. Il secondo, “Idee in movimento”, è un semplice trafiletto. Due sistemi politici a confronto. Il primo articolo evidenzia la incapacità del PD, il maggior partito dell’Area di CS, di uscire dagli schemi convenzionali dei partiti. La politica,

sabato 9 novembre 2013

Arriva la "Garanzia per i giovani": gli interventi previsti, le azioni finanziabili

Qualcosa comincia finalmente a muoversi per dare corpo alla “Garanzia per i giovani” voluta dall’Unione Europea per affrontare il problema della disoccupazione giovanile, particolarmente drammatico in Italia e negli altri paesi in recessione più acuta, ma diffuso anche nel resto della comunità.
Per il Mezzogiorno e per la Puglia, si tratta di una sfida da non perdere, perché l’Ue ha previsto anche un sostanzioso finanziamento nelle Regioni dove la disoccupazione giovanile risulta superiore al 25%.
La Struttura di Missione istituita presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha licenziato qualche giorno fa il Documento Preparatorio (cliccare qui per scaricarlo integralmente) che disegna le caratteristiche generali del Piano nazionale della “Garanzia per i giovani” e ne fissa gli obiettivi prioritari, che sono quattro: 
1. offrire a giovani destinatari della garanzia l’opportunità di un colloquio specializzato, preparato da percorsi di costruzione del cv e di autovalutazione, che prepari i giovani alle scelte del ciclo di vita ed all’ingresso nel mercato del lavoro; 
2. rendere sistematiche le attività di orientamento al mondo del lavoro nel sistema educativo (istituti scolastici, istruzione e formazione professionale ed università), sia attraverso gli operatori sia con interventi sostenuti da supporti informatici ad alto valore aggiunto; 

Congresso Pd, un rigurgito della prima repubblica

Per capire fino in fondo il congresso del Pd di Capitanata occorrono una certa età e una certa memoria storica. Quella del militanti di sinistra che hanno vissuto i tempi del centralismo democratico non basta. Bisogna avere l’età giusta e i ricordi dell’era della balena bianca, di quei congressi democristiani fissati per una certa data, continuamente rinviati e poi celebrati all’improvviso, quando i signori delle tessere si erano finalmente messi d’accordo. La balena bianca democristiana aveva però altre maniere di tenere i piedi nella realtà, diversamente non avrebbe guidato il Paese per vent’anni. Il Pd queste maniere le sta ancora cercando, e se sono queste le premesse non c’è di che rallegrarsi.
Un fine osservatore politico che di balena bianca se ne intende come Davide Leccese, commenta così il post di Lettere Meridiane sull’abbandono del Pd da parte di Nino Abate: “Ho fatto politica attiva tantissimi anni fa, con incarichi prestigiosi e con ampie prospettive di "carriera". La mia adesione a quella che, a suo tempo, veniva definita la "balena bianca", mi ha messo di fronte al gioco delle correnti e a trucchetti che turbavano le poche coscienze non del tutto unte dalla lotta per vincere, ad ogni costo. Ebbene, credevo che quell'epoca fosse morta e sepolta, persino inimitabile. Non è così.

venerdì 8 novembre 2013

Come la moda avvelena pizzica e tarantella

Cosa resta di veramente popolare nelle pizziche e nelle tarantelle danzate, suonate e cantate nei riti turistici estivi in Puglia e non solo? Se lo domanda il blog Tarantelle Avvelenate (segnalato con il consueto occhio di lince da Domenico Sergio Antonacci, in un recente post sul suo blog Amara terra mia).
Politically incorrect, irriverente, a tratti dissacrante, Tarantelle Avvelenate punta a demistificare la dimensione primomaggista e modaiola dell’exploit della musica popolare pugliese, una tigna che sono ormai in troppi a cavalcare, con la conseguenza di un progressivo snaturamento della sua dimensione più autenticamente popolare, più autenticamente folk.
Il furore dissacratorio degli autori di Tarantelle Avvelenate non risparmia neanche la Notte della Taranta: si punta l’indice contro “contaminazioni musicali a tutto spiano (alcune validissime, come quelle proposte nel passato da Ludovico Einaudi) diventate poi matrimoni forzati”. A farne le spese è l’esibizione (effettivamente parecchio discutibile) di Emma Marrone.
Molto divertenti le recensioni a diversi video pescati su You Tube. Come si legge nella pagina about, “il  blog – sinceramente irriverente e appassionatamente velenoso – che recensisce -in maniera ironica- spettacoli di danza popolare scelti arbitrariamente tra le vostre prodigiose segnalazioni su quello che meno vi piace. Il  tentativo è di offrire uno spazio dove parlare chiaro, prendersi poco sul serio e mettere tutto un pò in discussione. Siccome non è mica cosa da poco, le segnalazioni sono rigorosissimamente anonime.”

martedì 5 novembre 2013

Congresso Pd, il festival dell'autoreferenzialità

Nino Abate è una bella persona, oltre che un mio fraterno amico. Cattolico, fine intellettuale e poeta, di cultura umanista e socialista. Siamo uniti dalla stessa visione della vita, terrena e non, e dalla consapevolezza dell’importanza fondamentale della cultura, come strumento di promozione sociale ed economica. Ci unisce anche la comune simpatia per il Pd, ma nel dibattito interno abbiamo assunto spesso posizioni divergenti, com’è successo alle ultime primarie: lui con Bersani, io con Renzi.
Vedere che all’inizio della stagione congressuale del Pd si è schierato con Michelangelo Lombardi, renziano della prima ora, è stata per me una piacevole sorpresa, tanto più che l’ultima cosa che si possa dire di Nino Abate è che sia uno aduso a saltare sul carro del vincitore. Più spesso gli è semmai accaduto il contrario: si è trovato in posizioni di minoranza, e da questa posizione ha sempre combattuto le sue battaglie con onestà e con coerenza.
Sapete tutti com’è andato a finire il congresso provinciale del Pd: è stata un’altra occasione perduta per dare senso, anima e prospettiva al più grande partito del centrosinistra, al di là del risultato che dà ragione all’avversario di Lombardi, Raffaele Piemontese, ma di strettissima misura e, soprattutto, con un inquietante e amaro codazzo di veleni e di polemiche.
Con la lucidità di sempre, Nino Abate ha depositato sul social network, nel bel mezzo del solito includente confronto tra le due opposte fazioni un amarissimo annuncio, che però fotografa con nitidezza quanto sta accadendo in seno al Pd: “Sono stufo, mi sento un pesce fuor d'acqua. Salvo solo Michelangelo Lombardi. Ma non c'è futuro per questo PD. Peccato. Ci avevo creduto. Good bye.”

Ancora una volta, sono d’accordo con Nino: mi sento anche io un pesce fuor d’acqua, tanto più che quanto accade in questa provincia dell’impero che è Foggia, si ripete pari pari al centro: Renzi-Cuperlo guerra dei voti, titola l’Unità. Ci si accalora sui dati, come se bastasse l’aritmetica a governare il paese, è il Pd sembra prigioniero più che mai di quel male sottile che l’ha avvelenato fin dall’inizio: l’autoreferenzialità, l’incapacità di accorgersi che - oltre le tessere, oltre i circoli, oltre i riti congressuali - c’è un mondo fuori, che vorrebbe si tornasse a ragionare di politica, al centro come in periferia. 
Un mondo di pesci che boccheggiano perché non sanno nuotare nelle acque stagnanti e melmose di questa politica.

lunedì 4 novembre 2013

Sentinelle d'innovazione: la Capitanata assente o quasi

La fotografia come strumento di documentazione e di narrazione delle piccole e grandi storie di imprese pugliesi innovative. L’intrigante idea è dell’ARTI, Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione che ha lanciato la sfida a  fotografi e fotoamatori pugliesi affinché diventino Sentinelle d’Innovazione. Con questa iniziativa, l’ARTI si prefigge di realizzare una mappatura fotografica della Puglia che innova nel lavoro.
L’appello dell’Agenzia è stato raccolto da numerosi soggetti: si sono avvicinati al progetto non soltanto i fotografi, i fotoamatori pugliesi e i media locali e nazionali, ma anche le piccole realtà innovative locali, che stanno piano piano tessendo e documentando una rete di eccellenza della Puglia che innova nel lavoro.
Una rete, però, che si sta disegnando a macchia di leopardo. Come si legge nel sito dell’ARTI, “65 sono i fotografi che ad oggi si sono candidati a diventare le Sentinelle dell’Innovazione pugliese e 80 le storie proposte in tutta la Puglia.”

Per salvare Kalena una supplica a Papa Francesco

Teresa Maria Rauzino mi segnala un brano che andrebbe adottato nelle scuole o – fate voi – introdotto nelle antologie di letteratura come magnifico esempio di come si possa scrivere col cuore, mettendo l’anima dentro le parole. Non conosco personalmente l’autore, un peschiciano di 64 anni che si chiama Vincenzo Roncone e che si definisce “un umile pellegrino, in cammino sulla via Francigena”.
Andrebbe aperta una parentesi sul numero sempre maggiore di abitanti della Montagna Sacra, a sua volta tappa fondamentale della Strada Francesca che si stanno mettendo in viaggio percorrendo quell’itinerario che si fa camminando con i piedi ma anche con l’anima. Nelle scorse settimane, gli amici di fb di Gaetano Berthoud hanno potuto leggere e vedere i diversi momenti del suo viaggio a Santiago di Compostela, condividerne le emozioni e la preghiera. E se questo accade nella montagna di San Michele Arcangelo e di San Pio, una ragione dev’esserci…

Tra atti vandalici e aziende che chiudono, c'è anche una Foggia che non s'arrende



Non esistono coincidenze casuali: dietro i fatti che si verificano in un luogo, in un certo momento, c’è la storia di quel posto, il suo essere (o malessere) profondo. La home page di stamattina del sito di Teleradioerre è emblematica. Si apre con l’ennesimo atto vandalico che ha colpito una scuola foggiana – la Zingarelli-Vittorino da Feltre al quartiere Cep, si continua con la chiusura del Ristorante Cicolella in Fiera (oggetto di un grave attentato, verosimilmente a scopo estorsivo, qualche mese fa), si chiude con  Giovanni Panunzio, l’imprenditore ucciso a Foggia per aver denunciato i suoi estorsori, che verrà ricordato domani, in occasione del ventunesimo anniversario della sua morte (6 novembre del ’92).
C’è tutto il profondo disagio che avvelena il futuro di Foggia, in questa non casuale concomitanza di fatti e di eventi. Ha un valore simbolico la scelta – forse neanche consapevole – di una scuola quale bersaglio dei vandali e del teppisti che approfittando del ponte di Ognissanti hanno fatto irruzione nottetempo nella scuola, sfregiandone i muri con scritte oscene, rompendo vetri e rubando computer. La scuola è la principale agenzia di formazione del senso civico: l’esatto contrario del vandalismo.

venerdì 1 novembre 2013

La Rai dimentica Fellini: vergogna

Il 25 dicembre del 1970 la Rai Radiotelevisione ospitò nel suo palinsesto un evento epocale. La prima rete trasmise, in prima serata, Il Clown di Federico Fellini, film che la stessa Rai aveva contribuito a produrre. Era una televisione pubblica che produceva cinema e cultura, e che – giustamente – mandava in onda nella fascia oraria di maggior audience i suoi film.
Ieri sera, nel ventesimo anniversario della morte del genio di Rimini, del regista più citato ed imitato della storia del cinema, RaiUno ha trasmesso in prima serata la terza puntata della fiction Una Grande Famiglia 2, RaiDue ha mandato in onda la sesta puntata del game show condotto da Nicola Savino, Un Minuto per Vincere, RaiTre un telefilm.
Delle reti pubbliche, quelle per le quali gli italiani pagano il canone, la sola a non dimenticare l’anniversario è stata, per fortuna, RaiMovie che ha dedicato tutta la programmazione al regista. Con tutto il rispetto per la rete Rai specializzata in cinema, è troppo poco, per una ricorrenza così importante, praticamente ignorata dalle reti storiche della televisione pubblica.
La Rai che promuove cultura è un ricordo di altri tempi. La Rai che dimentica Federico Fellini è semplicemente una vergogna. Ma molto in linea con quella televisione rozza, ignorante e volgare che il Maestro di Rimini immortalò nel suo indimenticabile Ginger e Fred.

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