lunedì 30 novembre 2015

Prove tecniche di memoria condivisa

Ricordate il calendario di Michele Sepalone che Lettere Meridiane ha offerto in regalo ad amici e lettori alla fine dell'anno scorso? Ebbene, si replica, sperando di farvi cosa gradita.
Stiamo lavorando, io e Michele Sepalone, alla edizione 2016 del calendario foggiano che tanto interesse suscitò quando venne pubblicato. Rispetto alla edizione 2015, vorremmo si trattasse di un calendario più ragionato con l'inserimento di date particolarmente significative: feste religiose,  date tipiche nella storia cittadina, come, ad esempio i bombardamenti o i crolli che l'hanno funestato (ma anche eventi belli, tipo la prima promozione del Foggia).  Insomma, date che scandiscono la storia di Foggia. 

Ma perché non farlo tutti insieme, autori e lettori? Chi vuol contribuire con proposte di date o anche semplicemente con idee o suggerimenti può farlo,  commentando il post direttamente sul blog o sul social network. 
Forza, cari amici e lettori, componiamo insieme il calendario.

domenica 29 novembre 2015

Il ritorno di Riccardo Fiamma

Sapevo che prima o poi sarebbe successo. Fino a qualche tempo fa, mi sarei arrabbiato. Adesso sono perfino contento. 
Franco Bambacigno ha pubblicato (ma con la discrezione che lo distingue, si è limitato a farlo sul suo profilo Facebook) la foto che mi ritrae, giovanissimo, quando indossavo le vesti di Riccardo Fiamma, ciabattino troiano, marito di Lucinda del Gaudio, e protagonista del dramma storico Cinque serpi in cambio di un impero, scritto da suo padre, Vincenzo Bambacigno. 
Non si tratta di una foto di scena: venne scattata infatti nello studio di un fotografo troiano (perdonatemi, ma non ricordo chi) ad iniziativa dell’organizzatore dello spettacolo, che era il presidente della Pro Loco, Vincenzo De Santis.
La pro loco si fece carico della spese di produzione dello spettacolo, che andò in scena al Cineteatro Diana, davanti ad una platea gremita e calorosa. Manco a dirlo, tra i presenti non figurava l’autore, Vincenzo Bambacigno, personaggio schivo e scarsamente avvezzo ad essere oggetto di standing ovation, come quella che il pubblico gli tributò alla fine della messinscena.
I ripetuti appelli a far salire l’autore sul palcoscenico restarono purtroppo insoddisfatti. “Se vuoi ottenere qualcosa qui a Troia, devi lavorare senza dare nell’occhio, badando al concreto”, amava ripetermi, soprattutto quando si trattava di lavorare per il suo museo civico, che apri i battenti diversi anni dopo.
Sul sito web del periodico locale Aria di Troia è disponibile la versione digitale di Cinque serpi in cambio di un impero: potete scaricarla cliccando sul seguente collegamento: http://www.ariaditroia.it/news/62-maggio-2013/1025-vincenzo-bambacigno-e-il-suo-museo-il-video.html

Mi commuove sapere che Vincenzo ha custodito una copia della fotografia, e che l’abbia tramandata a suo figlio. Da allora è passato quasi mezzo secolo: quella rappresentazione teatrale, come ho avuto già modo di scrivere in un'altra lettera meridiana, costituì l'atto iniziale di un lungo e profondo rapporto con Troia, che dura ancora. 

Andrea Scarpa, un foggiano sul tetto del mondo

Erano anni che la boxe non mi regalava un’emozione così profonda. Un foggiano è tornato a salire sul tetto del mondo. Continua la favola di Andrea Scarpa, pugile che da tempo vive a Torino con la sua famiglia, ma che non ha mai dimenticato le sue origini foggiane.
Anche ieri sera, prima di salire sul quadrato del Palasport “Le Cupole” di Torino, per il match valevole per il titolo intercontinentale IBF dei superleggeri, Andrea sfoggiava la t-shirt che certifica il suo amore incondizionato per la città che gli ha dato i natali: “100 per 100 foggiano”. Una favola, appunto: perché Andrea - la cui bella storia ho raccontato in questa lettera meridiana - è andato via da Foggia vent’anni fa, quando era praticamente un bambino, e aveva solo sette anni.
Il combattimento è stato durissimo, uno dei più belli del 2015, come hanno sottolineato  i telecronisti di Radio Dee Jay, il canale che ha dato in diretta la sfida che vedeva Andrea, 28enne e campione italiano in carica dei superleggeri, opposto all’esperto francese Lyès Chaïbi, 32enne. 
Il match è stato molto equilibrato: Scarpa ha avuto la meglio perché è stato più continuo dell’avversario, che ha tuttavia disputato un eccellente incontro. Alla fine i giudici hanno emesso un verdetto unanime a favore di Scarpa che ha sopravanzato l’avversario soltanto di due punti.
Lo speaker ha scelto di dare l’annuncio della vittoria del campione italiano in un modo decisamente informale e inconsueto, che ha però rimarcato una volta di più la foggianità  di Andrea: “Il nuovo campione intercontinentale IBF dei pesi superleggeri è nato a Foggia, Andrea Scarpa ha vinto il titolo.”

mercoledì 25 novembre 2015

Dischi volanti o tracce del passato?

Lo sguardo sulla Capitanata di Alex De Muzio è uno dei più insoliti e stimolanti. Architetto con la passione della fotografia, De Muzio racconta la terra dauna svelando paesaggi che non t’aspetti, legati alla sua identità più remota: il suo essere Tavoliere, che ospita masserie (quasi tutte il disuso) e villaggi (quasi tutti sepolti sotto terra).
Emblematica dello sguardo di De Muzio ma anche delle enormi potenzialità (inespresse) del territorio che racconta, è la straordinaria fotografia che illustra questo post. È tratta da una delle pagine Facebook attraverso cui l’architetto foggiano condivide le sue opere con il mondo: la Daunia vista dall'alto offre paesaggi e suggestioni di bellezza indicibile.
Nella foto, le tracce del passato disegnano ineffabili ricami sui campi che riprendono colore dopo la mietitura. Vien fatto di chiedersi se non siano per caso le orme lasciate da dischi volanti venuti da chissà dove, atterrati e ripartiti senza che nessuno se ne accorgesse.

L’arcano viene svelato nella discussione che accompagna sul social network la pubblicazione della foto: quei segni sono in realtà tracce archeologiche, più precisamente cropmarks, ovvero quella particolare conformazione che assume la superficie  terrestre quando il sottosuolo presenta reperti archeologici. Il Tavoliere ne è ricchissimo, e queste preziose geometrie della preistoria vengono puntualmente investigate dall’Università di Foggia. A svelare il mistero è il partecipante ad una summer school che nel 2007 l'ateneo foggiano dedicò ai cropmarks dauni.
Un consiglio: cliccate mi piace sulla pagina facebook La Daunia dall'alto per non perdere neanche una delle immagini che De Muzio mette a disposizione dei fans.

domenica 22 novembre 2015

Lo sviluppo desertificato. Il masterplan ultima spiaggia.

Da qualche ora è on line Opencantieri, sito voluto dal ministro delle Infrastrutture Delrio per dare conto di quel che si muove sul suolo nazionale in termini di opere pubbliche. Daniela Eronia, giornalista foggiana particolarmente attenta ai tremi dell'economia e dello sviluppo, commenta sul Mattino di Foggia: "La provincia di Foggia non ha proprio nulla da mappare. Sembra sia stessa messa sulla cartina un’enorme “X”. È anche inutile accanirsi, cercando conforto nei titoli “corridoi strategici, nodi logistici, ambiti urbani, sistema idrici”. Nei corridoi strategici, gli assi portanti della mobilità sostenibile europea e il più importante investimento infrastrutturale in corso nel vecchio continente, la provincia di Foggia e’ saltata a pie’ pari."
Non si può non condividere la preoccupazione di Daniela. Anche se Opencantieri, ovviamente, fa il punto sui cantieri aperti, non esistono lavori già appaltati per quanto riguarda lee opere citate da Eronia come particolarmente indicative le opportunità di futuro della Capitanata (porto di Manfredonia, interporto di Cerignola, le dighe, il raddoppio della SS. 16). La mappa del ministro disegna, per la Capitanata, un desolante deserto. I lavori invocati ed evocati riguardano in qualche caso progetti in corso di appalto, in altri casi neanche quelli. La situazione è molto preoccupante, ma di questo la classe dirigente pare disinteressarsi.

Avrei voluto amarti

Facciamo un gioco. La poesia su Foggia che pubblico di seguito mi piace molto. Moltissimo. Perché è assai ben scritta e, pur non essendo io un critico letterario, la trovo poeticamente molto efficace e pregnante. E poi perché svela e racconta uno stato d’animo assai diffuso , che sento anche molto vicino al mio modo di vedere Foggia, di viverla. Di amarla e di detestarla. 
Mi piace davvero molto il sottotitolo, che è al tempo stesso una dedica: "Ad una città senza Comunità". Il male più profondo di Foggia sta proprio in questo: nel suo essere una città (o più precisamente omile, per dirla con Danilo Dolci) che non riesce a divenire una comunità civile.
Non vi rivelo il nome dell’autore, e sta qui il gioco. Però lascio le note che accompagnano i versi e che in un certo senso ne tradiscono l’identità. 
Leggete questa bella poesia, amatela, condividetela e ditemi chi, secondo voi, ne è l’autore.  
* * *
E ora che son qui
speso agli anni
e che posso dirlo
dopo averti vista

sabato 21 novembre 2015

Musica e parole contro la violenza

L'opera di MIchele Sepalone
 Non era mai accaduto, in cent’anni e passa di storia della Camera del Lavoro di Foggia, che un pianoforte varcasse l’uscio di quelle stanze dedite alla lotta di  classe.
Ma c'è sempre una prima volta, e sarebbe sicuramente piaciuta a Giuseppe Di Vittorio la serata che ha dato il via al programma messo a punto da Auser e Coordinamento Donne Spi Cgil per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Musica e parole contro la violenza il tema dell’evento: un riuscito incontro tra musica, poesia ed arti visive.
L'esordio del pianoforte è stato reso possibile dall'applaudita esibizione del giovane e talentuoso pianista foggiano Davide Russo e dalla sensibilità della ditta Fabbrini, che ha sponsorizzato la serata. I volontari e le volontarie dell’Auser hanno recitato poesie e brani letterari, mentre Michele Sepalone ha dato vita ad una performance artistica, dipingendo in estemporanea le emozioni e le impressioni suscitate dai versi e dalle armonie.
Non ancora maggiorenne, ma avendo già all’attivo partecipazione e successi a concorsi pianistici nazionali e internazionali, Russo, che frequenta il Conservatorio musicale Giordano di oggi, ha scelto per il suo concerto gli autori classici del Romanticismo, che ha interpretato con notevole virtuosismo ma anche con passione e grande intensità emotiva. 

Pisa e Troia, i miei "altrove"

Ciascuno di noi ha un altrove. Un posto alternativo a quello in cui vive, in cui gli piace rifugiarsi quando può, perché lì ritrova ricordi di momenti belli che appartengono al passato. E ogni volta che ci torna sa che vivrà altri momenti belli, perché succede sempre così. 
I paragoni tra l'altrove e il luogo dove abitiamo sono frequenti ed impietosi, e si concludono con il desiderio di andare via, e trasferirci lì: così da far diventare quell’altrove più o meno remoto, un qui e adesso: possibilità che diventa realtà. 
Io ho diversi altrove. Pisa e Troia, tanto per dirne due. Posti che il corso dei miei giorni mi hanno portato spesso ad incrociare.
Di Pisa amo proprio gli aspetti che la rendono così diversa e lontana da Foggia. Un altrove in tutti i sensi. 
Per esempio quello specialissimo senso dell'abitare che trovi e respiri in una periferia che esprime vitalità e mai puro abitare. 
Per chi come me abita nella periferia dormitorio di Foggia, Pisanova mette tenerezza ed allegria: quanto mi piace camminare tra quei palazzi separati l'uno dall'altro da grandi spazi verdi, sovente attrezzati, mai lasciati a se stessi, anzi sempre vissuti. 
La prima volta mi hanno incuriosito sedie e sdraio, lasciate incustodite nel prato. Sono dei condomini che risiedono nei palazzi vicini. La sera, quando rinfresca, scendono e vanno a sedersi là, a conversare e socializzare.

lunedì 16 novembre 2015

Razzismo antifoggiano sulla pagina fb di quotidiano abruzzese

Due foggiani vengono fermati nella loro camera di albergo a Pescara in quanto trovati in possesso di merce rubata poco prima in un negozio di generi alimentari, e tanto basta a scatenare una caccia (mediatica) al foggiano. 
È accaduto sul social network, nella pagina facebook del quotidiano abruzzese Il Centro.
Il furto è ovviamente un episodio assai riprovevole, ma sono perlomeno incivili gli epiteti razzisti verso la cittadinanza foggiana con cui il fatto è stato commentato, nello spazio social del quotidiano pescarese.
"Questo è puro razzismo", commenta l’amico di Lettere Meridiane che mi ha segnalato l’accaduto e mi ha postato le schermate del suo cellulare (che illustrano questo post, per leggere i commenti cliccare sull'immagine). 
Non si può non convenire con lui. Dal classico Fuggi da Foggia al "peggio degli zingari", ce n’è davvero per tutti i gusti.

Ciò che colpisce è che la maggior parte dei commenti non si occupano minimamente del fatto di cronaca come tale, ma lo usano come pretesto per un’antifoggianità viscerale e dolorosa.  
C'è poco da dire: la mamma degli imbecilli è sempre incinta.
P.S.: Per le stesse ragioni messe in evidenza sopra, rimuoverò immediatamente commenti irriguardosi nei confronti del popolo abruzzese e pescarese.

domenica 15 novembre 2015

Gli exultet di Troia sottratti alla loro antica funzione di comunicazione culturale

C’è un aspetto particolarmente amaro della vicenda che ha visto i preziosi exultet di Troia esclusi dai materiali promo-pubblicitari del Progetto di eccellenza turistica  dei Monti Dauni. A destare perplessità e stupore non è solo l’opportunità di promozione sfumata, ma la perdita di senso dei preziosi rotoli, nati come strumento di comunicazione, ma adesso sottratti alla comunicazione.
Aspetto che viene sagacemente messo in luce in un commento alla lettera meridiana di ieri da Giovanni Rinaldi che scrive: “strano destino per dei documenti che sono nati proprio 'per comunicare', con le immagini e le figurazioni simboliche, rivolte appunto verso la platea dei fedeli. Perdono una grande occasione."
Questa funzione degli exultet viene messa in luce dagli stessi autori di questi preziossimi rotoli. Nella immagine che illustra questo  post, tratta dal terzo exultet di Troia, vediamo raffigurato la proclamazione della Pasqua, l'esortazione alla gioia, dall'ambone di fronte alla comunità riunita.
Una funzione adesso negata, come afferma anche Francesca Capacchione: “Cecità! Privati della loro originaria funzione, è così che si inizia a perdere il valore culturale di questi manufatti.”
Parecchio stimolante è anche il commento di Santa Picazio, responsabile dell’Archeoclub di Foggia: “Eccesso di tutela o desidero di esclusività? Non è giusto privare coloro che non avranno mai l'opportunità di andare a Troia di poterli ammirare almeno virtualmente. Ci dimentichiamo spesso degli andicappati, degli anziani e di coloro che, forse, economicamente non potranno mai permetterselo.” 
Bella l’idea dei beniculturali come “bene comune” che affiora anche dalle considerazioni di Antonio del Vecchio, giornalista, già responsabile del Centro Servizi Culturali di Foggia: “Quando si dice che la crisi siamo noi, è vero e di più. Non sappiamo, né vogliamo valorizzare i nostri beni culturali. Tanto vale anche per i personaggi, a conferma dell'antico motto latino: "Nemo propheta in patria!" Sono sempre gli estranei a scoprirli e a tenerli su. Ieri il caso Padre Pio, il Paleolitico di Paglicci, ecc. Oggi sono gli "Exultet" di Troia. Domani chissà…”
Una bella notizia giunge invece dal responsabile dell’Archivio di Stato di Foggia, Viviano Iazzetti: "A breve sarà consultabile online - annuncia Iazzetti - la preziosa cartografia storica dell'Archivio di Stato di Foggia (oltre 4000 documenti). È un modo diverso, al passo con tempi, di interpretare la funzione pubblica e culturale del documento antico."
Sono assolutamente d'accordo con Iazzetti, peccato che a Troia non la pensino come lui.

sabato 14 novembre 2015

Le liste d'attesa sono tornate ad essere chilometriche

Dopo la prima sperimentazione per abbatterle, le liste d’attesa sono tornate chilometriche e penalizzano soprattutto le donne e gli anziani. La denuncia forte  chiara è stata lanciata dal Coordinamento donne dello Spi Cgil di Foggia durante l’assemblea provinciale che si è svolta nella Sala Rosa del Palazzetto dell’Arte. 
Gli interventi delle delegate e delle responsabili territoriali del coordinamento hanno messo in evidenza un arretramento nella reale fruibilità dei diritti delle donne, soprattutto per per quanto riguarda la salute, in tutte le principali città della Capitanata, dal capoluogo a Cerignola, Lucera, San Severo e Manfredonia. “Dobbiamo rilanciare le questioni che attengono non solo alla Sanità in generale, ma anche alla Sanità di genere”, ha detto Tina Pizzolo, responsabile del Coordinamento Donne Spi Foggia, “più attenta alle esigenze specifiche delle donne, di quelle giovani e delle anziane che molto spesso restano sole e vedono peggiorare drammaticamente la qualità della vita man mano che passano gli anni”.  
Una problematica messa in grande evidenza anche dall’intervento di Filomena Trizio, segretaria generale Cgil Foggia, che ha spiegato come le politiche del governo stiano costringendo moltissime persone “a rinunciare preventivamente alle cure, ai controlli fondamentali per la prevenzione”. 
Una situazione drammatica che necessita di essere oggetto di una nuova stagione di lotte. Ed è proprio su questo aspetto che si è soffermato Franco Persiano nel suo intervento: “Dobbiamo rilanciare con forza le rivendicazioni su questi temi. Ecco perché è fondamentale che le donne abbiano sempre più spazio e possibilità di esprimersi all’interno del sindacato e nella contrattazione sociale”. 

Exultet di Troia assenti nel Progetto di Eccellenza Turistica dei Monti Dauni

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Era già successo diversi anni fa, quando in occasione di una mostra internazionale che si tenne a Montecassino, all’ultimo momento i preziosissimi exultet custoditi nel Tesoro della Cattedrale di Troia non vennero più inviati alla esposizione. E Troia subì un duro colpo d'immagine, perché gli organizzatori non smontarono la teca che avrebbe dovuto  contenere il prezioso rotolo troiano: la tennero vuota, al posto dell'exultet un ironico cartello di ringraziamento alla chiesa troiana per la sensibilità manifestata,
Questa volta è perfino peggio, perché non c’è neanche la scusa del possibile deterioramento di questi straordinari reperti medievali, che venne accampata per motivare il diniego alla mostra di Montecassino..
I responsabili del Museo del Tesoro non hanno concesso il permesso a riprendere gli exultet, che di conseguenza non compaiono nei materiali promo pubblicitari realizzati da Pugliapromozione e da Promodaunia, nell’ambito del progetto di eccellenza turistica del Monti Dauni.
L’amara sorpresa nel corso della bella serata di presentazione dei filmati promozionali realizzati dalla Wildrat Film di Niki dell’Anno, con la collaborazione di Luigi Casoria.
A Troia è stato dedicato ovviamente tantissimo spazio nei materiali, con particolare riferimento ai beni religiosi materiali ed immateriali: il rosone asimmetrico, la cattedrale, l'antichissima chiesa di san Basilio, i riti della settimana santa.
Tutto fuorché gli straordinari exultet. Le autorità ecclesiastiche che si occupano del Museo del Tesoro della Cattedrale dove sono custoditi gli exultet  non hanno concesso il permesso, spiegano i responsabili del progetto, nonostante l’impegno profuso dall’assessore alla cultura, Fausto Aquilino, e dalla presidente di Promodaunia, Billa Consiglio.

lunedì 9 novembre 2015

Donne pensionate a congresso, per rilanciare la partecipazione

Le donne pensionate di Foggia e provincia rilanciano il tema della partecipazione, come strumento per contare di più e per avviare con le istituzioni locali un confronto sui temi della salute, della qualità della vita.
A lanciare la sfida è lo Spi Cgil, attraverso il Coordinamento Donne che domani si riunisce in un'assemblea provinciale, che potrebbe avviare una fase nuova nell'iniziativa sindacale in provincia di Foggia. 
Con quasi 10.000 iscritte in Capitanata, di cui circa 1.500 a Foggia, lo Spi Cgil è l’organizzazione che aggrega il maggior numero di donne in provincia e nel capoluogo, dove le donne sono addirittura in numero maggiore rispetto ai maschi. 
Dati particolarmente significativi che, unitamente all’attenzione che da sempre il sindacato dei pensionati della Cgil riserva alle politiche di genere, rendono particolarmente importante ed attesa l’assemblea provinciale del Coordinamento donne dello Spi, che si svolgerà domani 10 novembre, con inizio alle ore 16, nella Sala Rosa del Palazzetto dell’Arte a Foggia. 
L’incontro, che è stato preceduto da assemblee che si sono svolte in diversi comuni, tra cui San Severo, Sannicandro Garganico e Lucera, ha per  tema “Donne e pensionate, partecipare per contare”. 
Dopo l’introduzione che sarà svolta da Tina Pizzolo, responsabile del Coordinamento donne dello Spi della provincia di Foggia, interverranno il segretario generale dello Spi, Franco Persiano, la segretaria generale della Cgil di Foggia, Filomena Trizio, e la responsabile del coordinamento donne Spi Puglia, Fernanda Cosi.
“In un momento di generale difficoltà per la società, che non risparmia neanche il sindacato - afferma Tina Pizzolo- , pensiamo che il rilancio della partecipazione delle donne, della loro capacità di analisi, di proposta e di lotta possa rappresentare un elemento di novità importante per affrontare con maggior energia ed efficacia le insidiose sfide che attendono i territorio. I pensionati vogliono fare la loro parte, le donne pensionate vogliono svolgere in questo processo un ruolo propulsivo.”
Durante l’assemblea si farà il punto sui problemi delle pensionate nel territorio provinciale, e verranno avanzate proposte da inserire nella piattaforma rivendicativa che il sindacato pensionati della Cgil porterà avanti nei prossimi mesi, in particolare per quanto riguarda il potenziamento della medicina di genere e della medicina territoriale, l'avvio delle case della salute, la richiesta ai comuni di redigere i bilanci di genere, in modo da rendere trasparente la ricaduta delle spese comunali sulla condizione femminile.

mercoledì 4 novembre 2015

Nell'anniversario della morte di Giuseppe Di Vittorio ecco il film di Matteo Carella e Lello Saracino

Non poteva essere che Matteo Carella a ricordare ad amici e lettori di Lettere Meridiane, postando un messaggio sulla bacheca della pagina fb, che ieri ricorreva l'anniversario - il sessantaduesimo - della morte di Giuseppe Di Vittorio, padre del movimento sindacale italiano e della Cgil.
Memoria storica e visiva del movimento operaio in provincia di Foggia, Matteo Carella ha realizzato assieme a Lello Saracino, qualche mese fa, un bel documentario sulla figlia di Di Vittorio, Baldina, anch'essa originaria di Cerignola, recentemente scomparsa.
Baldina Di Vittorio spese la sua vita impegnandosi come suo padre nella tutela dei lavoratori (è stata senatrice per il Pci, eletta in provincia di Foggia) e per mantenere viva la memoria della straordinaria lezione politica e morale di Giuseppe Di Vittorio.
Il filmato realizzato da Matteo Carella documenta alcune manifestazioni svoltesi a Foggia e a Cerignola con la partecipazione di Baldina Di Vittorio, che parla di suo padre e ne illustra la perdurante attualità del pensiero e dell'opera.
Proiettato nel Teatro "Mercadante" di Cerignola l'11 marzo 2015 alla presenza della segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, il film è adesso disponibile anche su You Tube. La riprese e il montaggio sono di Matteo Carella. La musiche sono tratte dall'album Non toglietevi il cappello di Ignazio Pepicelli. La colonna sonora composta ed eseguita al pianoforte è di  Gaia Carella.
Ecco il video. Guardatelo, amatelo, condividetelo.

domenica 1 novembre 2015

Il padre di Fiorello La Guardia era foggiano. Ed ecco perché.

Fiorello La Guardia mentre giocava a baseball.
di Maurizio De Tullio
Ringrazio i tanti che, attraverso i commenti lasciati sulla pagina di FB di ‘Lettere Meridiane’, hanno favorevolmente accolto il mio articolo sulla nascita a Foggia del baseball “made in Italy” e sul ruolo giocato dall’oriundo foggiano Fiorello La Guardia, che per ben 12 anni fu sindaco della più importante città del mondo, New York.
Sulle origini paterne (la mamma era triestina e di fede ebraica) da decenni si gareggia sulla rivalità tra Cerignola e Foggia. Chi navigasse sui principali siti, dal celebrato ma non sempre attendibile Wikipedia a mille altri, si imbatterebbe nella maggior parte dei casi nella città di Cerignola quale città di origine di Achille Luigi Carlo La Guardia, il musicista e padre di Fiorello.
Fra i tanti devo ringraziare anche Enzo del Vecchio – ottimo giornalista della sede RAI di Bari, che conosco e stimo da sempre – il quale, però, nell’apprezzare l’articolo dissente con me proprio sulla data e il luogo di nascita del papà di Fiorello La Guardia. Anche lui propende (citando Gigi Speroni, compianto giornalista e scrittore, autore di una bella biografia del sindaco di New York) per la nascita cerignolana di Achille Luigi Carlo La Guardia.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...