domenica 22 ottobre 2017

L'Arcivescovo promette: "Dirò Messa a San Lorenzo in Carmignano. La chiesa foggiana attenta alle periferie"

Mons. Pelvi mentre conversa con il Presidente
del Comitato, Dario Iacovangelo
Che giornata memorabile quella di ieri, e che festa, per il Comitato "Salice Nuovo" e per gli abitanti del più periferico (e dimenticato) quartiere della città.
Recandosi per la prima volta all'ex Chiesa di San Lorenzo in Carmignano, luogo simbolico della città (fu sede della Masseria Regia di Federico II e di uno scriptorium dove potrebbero essere stati realizzati i preziosissimi Exultet di Troia) ma anche dell'incuria e dell'abbandono in cui versano i beni archeologici e culturali foggiani), l’Arcivescovo di Foggia, Mons. Vincenzo Pelvi ha annunciato la sua volontà di celebrare la Santa Messa nel sagrato della Chiesa, non appena da parte delle autorità competenti giungeranno i necessari permessi ed autorizzazioni.
“Con questo gesto, la Chiesa foggiana intende lanciare un forte messaggio di attenzione agli abitanti della periferia foggiana, e testimoniare la sua vicinanza a quanti si impegnano per risolverne i problemi, come fate voi”, ha aggiunto il Presule, che era stato invitato a San Lorenzo dal Comitato “Salice Nuovo” che da anni sta lavorando per il restauro e la riqualificazione del prezioso bene culturale.
“La testimonianza di attenzione e di vicinanza dell’Arcivescovo ci ha entusiasmato e commosso. Da oggi ci sentiamo veramente meno soli”, ha commentato ringraziando mons. Pelvi, il presidente del Comitato, Dario Iacovangelo, che negli scorsi giorni con altri volontari si era impegnato a ripulire l’area dalle sterpaglie e dalle erbacce che la ricoprivano per accogliere nel migliore dei modi l'Arcivescovo.
La Chiesa ripulita, con i doni consegnati
alla Caritas
Ad attenderlo, c’erano diverse decine di abitanti del Salice Nuovo che l'hanno ringraziato vivamente per la sensibilità che ha dimostrato e gli hanno consegnato alcuni doni, che mons. Pelvi ha chiesto venissero consegnati alla Caritas diocesana, cosa che è stata fatta.
La chiesa foggiana e la società civile hanno scritto una bella pagina di reciproca attenzione e di sensibilità, intraprendendo un cammino che potrà portare lontano.
Domani Iacovangelo avvierà l'iter burocratico per ottenere tutti i permessi e le autorizzazione necessarie (l'ex Chiesa è attualmente di proprietà del Comune di Foggia). E sarebbe veramente bello se anche la civica amministrazione diventasse protagonista di questa storia. Bella, partecipata, edificante.

sabato 21 ottobre 2017

Il Foggia fa impazzire il telecronista di Sky

Mazzeo festeggia il suo gol sotto la curva rossonera,
dopo una corsa di cento metri
"È stata una delle partite più belle che ho visto in questo campionato", Massimo Tecca esulta dopo aver raccontato e commentato per Sky, Cesena-Foggia. Giornalista di punta della redazione sportiva dell'emittente satellitare, parlando dei 4.100 tifosi foggiani (poco più di 3.000 quelli partiti da Foggia, il resto residente in Emilia Romagna) assiepati sulle tribune dello stadio Manuzzi, aeva parlato di "una partita da serie A", sottolineando come entrambe le tifoserie meritino la ribalta della massima divisione.
Purtroppo il Foggia ha buttato al vento la più ghiotta delle possibilità di vincere e di rilanciarsi in una classifica che continua a restare problematica e sicuramente inferiore rispetto alle potenzialità tecniche, tattiche ed agonistiche fatte vedere dalla squadra rossonera.
Due gol di vantaggio (propiziati dal micidiale 1-2 messo a segno da Coletti e Beretta al 48' e al 52', e quindi dalla splendida rete di Mazzeo che al 70' aveva fissato il risultato sull'1-3) non sono bastati a portare a casa l'intera posta.
Ancora una volta la fase difensiva è stata tutt'altro che irreprensibile. Il risultato finale sta stretto, strettissimo al Foggia che dalla sua parte ha anche un palo colpito dallo scatenato Mazzeo e l'incredibile errore, sulla successiva ribattuta, di Beretta, che ha mandato sopra la traversa il tiro a porta vuota, e a botta sicura.
E avrebbero meritato senz'altro di più i generosissimi tifosi rossoneri, che si sono spesi come sempre dal primo al novantesimo, senza lesinare energie, passione, tifo sincero e colorato.
Peccato, veramente.

venerdì 20 ottobre 2017

Trenitalia smantella Foggia: via l'Impianto Equipaggi

Sembra volgere al peggio la delicata trattativa che sta impegnando i sindacati con i vertici di Trenitalia, a proposito dell’Impianto Equipaggi di Foggia che era una volta uno dei più importanti del Mezzogiorno.
Sarà chiuso, e le sue competenze trasferite a Bari. La conferma è giunta nel corso dell’audizione dell’assessore regionale ai trasporti, Antonio Nunziante, nella II commissione consiliare regionale.
Qualche settimana fa, le organizzazioni sindacali avevano gettato acqua sul fuoco delle polemiche precisando che la “delicata trattativa è appena iniziata e non conclusa, né con un accordo né con una dichiarazione di chiusura dell’impianto. “
Intervenendo ai lavori della commissione consiliare regionale, l’assessore Nunziante ha però confermato i timori circa la chiusura dell’impianto. Il progetto riorganizzativo di Trenitalia sull’esercizio dei treni Frecciabianca e Intercity a lunga percorrenza prevederebbe il mantenimento di quello di Ancona, e la soppressione di quello foggiano.
“È l’ennesimo schiaffo e depauperamento per la Puglia e per il Mezzogiorno d’Italia, che avrebbe una pesante incidenza in termini occupazionali nel presente e soprattutto nell’immediato futuro”, ha tuonato il presidente del gruppo Alternativa Popolare, Giannicola De Leonardis, che per primo aveva sollevato la questione.
“Una scelta e una decisione presa – come ormai consuetudine – dal management aziendale in splendida solitudine, senza alcun confronto, senza alcun dialogo e comunicazione diretta con le istituzioni e le parti sociali interessate. Prima che dall’informalità si passi all’ufficialità, la politica ha quindi il dovere di intervenire a ogni livello, senza limitarsi al ruolo di semplice spettatrice e facendo sentire tutto il proprio sostegno e peso specifico ai lavoratori in questa nuova, delicata vertenza: per questo auspico l’intervento diretto dei parlamentari di ogni schieramento e dell’esecutivo regionale, in primis del Governatore Michele Emiliano e degli assessori al Lavoro e ai Trasporti, Leo e Nunziante, per scongiurare un epilogo disastroso, anche se annunciato”, conclude De Leonardis.
Nel corso della riunione della commissione consiliare, l’assessore Nunziante ha fatto tuttavia presente che la Regione non ha competenze dirette in materia, e che potrà tutt’al più svolgere un’azione di sostegno a fianco delle organizzazioni sindacali.
È l’ennesimo brutto capitolo della storia infinita della smantellamento del nodo ferroviario di Foggia.

Arriva l'Arcivescovo, e San Lorenzo in Carmignano si rifà il look

Quella di domani, sabato 21 ottobre 2017, sarà una data storica per San Lorenzo in Carmignano. L’Arcivescovo di Foggia, mons. Vincenzo Pelvi, si recherà nell’area archeologica, per un sopralluogo rivolto a definire le modalità di organizzazione e di celebrazione di una Santa Messa, vicino all’omonima chiesa.
Il presule ha infatti accolto l’invito che gli era stato rivolto dal Comitato “Salice Nuovo” che opera per la riqualificazione dell’area di Carmignano e del vicino quartiere Salice.
La notizia è stata comunicata al presidente del comitato, Dario Iacovangelo dallo stesso Arcivescovo, che lo ha ricevuto nella sede arcivescovile, manifestandogli apprezzamento per le iniziative promosse dal Comitato e vicinanza ai gravi problemi che angustiano la periferia foggiana.
Nell’occasione, mons. Pelvi ha accolto l’invito a celebrare la Messa nell’area della chiesa di San Lorenzo in Carmignano, che in passato è stata un centro cristiano di grande importanza. Essa stessa sede vescovile, ospitò uno scriptorium nel quale potrebbero essere stati realizzati i preziosissimi Exultet custoditi nel Museo del Tesoro della Cattedrale di Troia.
Da anni abbandonata e ridotta addirittura a stalla per il bestiame, la Chiesa è stata recentemente oggetto di lavori di restauro che sono stati interrotti per l’intervento della Soprintendenza, che li ha giudicati non conformi alle norme. Bloccato il cantiere, hanno ripreso a crescere le erbacce ed il sito è nuovamente precipitato nel degrado e nell'abbandono.
Nonostante la critica situazione, il Comitato “Salice Nuovo” ha continuato ad impegnarsi e a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di recuperare un bene così importante per la storia e per l’identità di Foggia. E i risultati finalmente cominciano ad arrivare.
La disponibilità manifestata dall’Arcivescovo Pelvi è stata accolta con entusiasmo dai componenti il comitato e dagli abitanti del Salice Nuovo.
“Adesso ci sentiamo meno soli - ha commentato il presidente, Dario Iacovangelo. - Sono sicuro che troveremo nell’archidiocesi e nella chiesa foggiana un aiuto fondamentale per coronare il sogno del restauro e della riqualificazione di San Lorenzo in Carmignano.”
Il sopralluogo fissato per domani è atteso con impazienza e affetto da Iacovangelo e dagli altri membri del Comitato che non sono rimasti con le mani in mano, si sono mobilitati per accogliere l’arcivescovo nel migliore dei modi, e hanno pulito, per quanto era possibile, l’ara adiacente alla Chiesa.
“Non ci andava di far trovare a Mons. Pelvi la Chiesa nello stato di abbandono di questi mesi, peggiorato dalle crescita di erba ed altri infestanti e così abbiamo provveduto ad una ripulitura,” commenta Iacovangelo.
L’operazione, testimoniata dalla sequenza di diapositive che potete vedere sotto, ha restituito un minimo di decoro e di dignità a San Lorenzo in Carmignano, dimostrando che se la chiesa e la società civile si danno la mano, possono andare veramente lontano.

La vecchia Foggia, simbolo di tutti i Sud del mondo, nella poesia di Bruno Caravella

Musicista, cantautore, poeta, fotografo, Bruno Caravella è prima di tutto un intellettuale, un artista impegnato sul fronte civile, sociale e culturale. Che componga versi o scriva canzoni o scatti fotografie, il suo obiettivo è raccontare le cose come sono, ma anche indicare come potrebbero essere.
Tra le cose più belle che Bruno ha mai scritto c’è la poesia dialettale Na jurnate de sole cui Lettere Meridiane e il Laboratorio di linguaggio multimediale “L’immagine militante” dell’Auser dedicano la video-poesia che potete vedere qui sotto.
Caravella è bravissimo nell’esorcizzare il rischio e superare il limite in cui sovente incorre la poesia dialettale, ovvero la rappresentazione oleografica del posto in cui quel dialetto viene parlato. E lo dimostra cimentandosi con un tema della cultura meridionale - il sole, la solarità - tanto classico quanto rischioso.
Proprio partendo dal sole, possibile stereotipo, Bruno svela una immagine profondamente vera e profondamente amara del Mezzogiorno e delle periferie meridionali.
Solitamente la "giornata di sole" evoca immagini luminose, mediterranee. Qui invece no. C'è una consapevolezza amara del presente, c'è una inquietudine di futuro che rispecchia profondamente l'essere meridionale oggi.
La città vecchia di Foggia diventa in questa poesia ombelico di tutte le città vecchie e di tutte le periferie, di tutti i Sud del mondo.
La video-poesia è accompagnata dalle fotografie dello stesso Caravella e da una particolarissima, struggente versione de “La Carpinese”, eseguita dall’Australian Brandenburg Orchestra, con il canto del soprano Mina Kanaridis.
Leggetela, guardatela, amatela, condividetela.

giovedì 19 ottobre 2017

Con la regionalizzazione, verso il rilancio il polo bibliotecario-museale

La Costituzione italiana riconosce e promuove le autonomie locali. Lo si legge nell’articolo 5, e il ricorso alla parola “riconoscere” sta a dire che le autonomie locali sono qualcosa che preesiste alla costituzione stessa, e ci mancherebbe altro, visto che siamo in Italia, la patria dei Comuni.
La riforma delle Province - rimasta a metà dopo che gli italiani hanno detto no al referendum costituzionale - ha seguito il cammino inverso a quello previsto dalla Carta. I servizi culturali che gestiva una volta - la Biblioteca Provinciale, i Musei - anziché finire ai comuni così come sarebbe stato logico, sono stati assorbiti dalla Regione.
Va detto che nel caso delle Biblioteca si sarebbe trattato di un ritorno, in quanto la prestigiosa istituzione è nata proprio dal patrimonio dell’antica biblioteca comunale di Foggia.
Ma cosa fatta capo ha. L’amministrazione di Palazzo Dogana è stata la prima tra quelle pugliesi a sottoscrivere la convenzione con la Regione Puglia che prevede il trasferimento delle funzioni all’ente regionale, e va bene così.
L’intesa non riguarda soltanto la Biblioteca la Magna Capitana ma anche i tre musei facenti parte del polo museale provinciale una volta gestiti dalla società Diomede, ente strumentale voluto dalla provincia per la gestione del proprio patrimonio culturale. Si tratta del Museo interattivo e delle scienze, del Museo del territorio, del Museo di Scienze Naturali cui va aggiungersi anche la Galleria Moderna e Contemporanea di Palazzo Dogana, che la Provincia gestiva direttamente.
Si dovrà lavorare seriamente per rilanciare un patrimonio culturale che fatalmente risente di anni di precarietà e di abbandono, e in tal senso si è espressa l’assessore regionale alla cultura, Loredana Capone.
Basti pensare che la Biblioteca da tempo non ha più risorse per aggiornare il patrimonio librario e l’emeroteca, che una volta raccoglieva le più importanti riviste e giornali pubblicati in Italia. Se una Biblioteca non compra libri, riviste e giornali, che servizi offrirà ai propri fruitori?
La convenzione prevede che la Regione si faccia carico, oltre che della manutenzione delle strutture (che la Provincia cede a titolo di comodato gratuito, restandone quindi proprietaria), della gestione dei servizi, il che vuol dire non soltanto le spese del personale, ma anche quelle relative al funzionamento, tra cui l’aggiornamento del patrimonio. Libri, opere d'arte, reperti museali restano invece di proprietà provinciale.

L'omaggio di Luigi Paglia a Mario Luzi, ovvero arte e poesia tra artigianato e social

I librini d’artista di Luigi Paglia erano una chicca per collezionisti e appassionati di poesia e di arte, fino a quando non è arrivato il social.
L’idea di partenza è quanto mai intrigante: una tiratura limitatissima, una selezione di poesie attorno ad un tema, o ad un autore, accompagnate da una o due opere d’arte.
Un omaggio più o meno dichiarato a Walter Benjamin e a quanto il filosofo tedesco scrisse nel suo saggio più noto, L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica: arte e poesia che si incontrano, al di qua degli strumenti di comunicazione di massa, e in particolare di quella tecnica - la stampa - che Benjamin indicava come spartiacque tra la riproduzione manuale ed artigianale dell’arte e quella meccanica, industriale, e di massa.
E questi sono, nella loro forma concreta ed analogica, i librini d’artista editi da Luigi Paglia: un ritorno alla editoria come artigianato, ovvero all’ars recta ratio factibilium, cara a Tommaso d’Aquino.
L’informatica e la rete rendono però possibile un’altra sfida: dematerializzare il librino d’artista, digitalizzando le poesia e le opere d’arte, trasformandole in puri bit, ed offrendoli alla fruizione universale.
Luigi Paglia affida a Lettere Meridiane questo ultimo atto, e gliene sono infinitamente grato, tanto più che il librino d’artista che Paglia regala ad amici e lettori del blog mi è particolarmente caro: Poesie della prima luce che parlano e riflettono sull’ora del giorno più critica, quella tra la fine della notte e l’inizio dell’alba, in cui s’addensano timori, speranze…e dolori.
Realizzato in soli 33 esemplari con le Edizioni dell'Angelo di Palermo, Poesie della prima luce contiene due acqueforti di Vincenzo Piazza, una nota di Luigi Paglia, poesie di Mario Luzi, di Wislawa Szymborska, premio Nobel per la Letteratura, e di Luigi Paglia.
Sottotitolo del prezioso volumetto è “omaggio a Luzi”, un omaggio che, come spiega Paglia nella sua nota, “è centrato sul tema della luce (in lotta con la notte), privilegiata fonte di ispirazione del poeta, dispiegato nella sequenza di Alba, della mia interpretazione della poesia della Szymborska, premio Nobel 1996, e della mia composizione, entrambe aperte al senso del mistero e all’epifania della luce (e del mondo) in continuità tematica, appunto, con la poesia di Luzi.”
Leggetelo nella sua versione digitale, che potete scaricare cliccando qui.


mercoledì 18 ottobre 2017

Pio e Amedeo verso la Rai?

Dopo aver sfondato su Mediaset, Pio e Amedeo potrebbero approdare alla Rai. Per il momento si tratta solo di voci, ma sono molti gli indizi che fanno pensare che potrebbe andare a finire proprio così. Il rumor giunge dal sito Fanpage.It, solitamente bene informato sulle cose che riguardano il mondo dello spettacolo.
I due comici foggiani potrebbero essere  i nuovi conduttori maschili di Made in Sud, la popolare trasmissione di Rai Due, che la televisione di Stato ha deciso di confermare nel palinsesto della prossima primavera, nonostante gli indici d’ascolto non esaltanti totalizzati dall’ultima edizione, conclusasi nello scorso mese di luglio, quando la conduzione maschile era stata affidata a Gigi D’Alessio.
I vertici di Rai Due intendono rilanciare la trasmissione, riportandola ai fasti di una volta ma anche in qualche modo rompendo i soliti schemi. Quale scelta migliore di far affiancare le conduttrici femminili Fatima Trotta e Elisabetta Gregoraci dallo scatenato duo foggiano?
Pio e Amedeo sono attualmente impegnati nelle registrazioni della terza edizione di Emigratis che andrà in onda nella primavera 2018 e che però, per loro espressa dichiarazione, sarà l’ultima. E si tratta di una scelta intelligente. La trasmissione sarà messa in onda in prima serata e presumibilmente supererà gli ascolti record fatti registrare da Emigratis 2. Ma poi?
Pio e Amedeo si sono rivelati abilissimi, addirittura geniali, nel tenere le fila di un format affidato ad un pretesto narrativo quale lo scrocco, intrigante ma esile, che a lungo andare può stancare il pubblico.
Quella di Made in Sud potrebbe rappresentare per i due foggiani una interessante opportunità, una sfida.
Fanpage.It riferisce che un cauto sondaggio da parte della Rai sarebbe già stato effettuato e che i due attori foggiani vengono ritenuti, in viale Mazzini, la prima scelta. Staremo a vedere.

domenica 15 ottobre 2017

Quando Foggia era una piccola, grande città

Dimmi che corso hai, ti dirò che città sei. Ecco come si presentava il corso per eccellenza di Foggia, corso Vittorio Emanuele, in una delle prime cartoline che lo immortalavano.
Siamo all'altezza dell'incrocio con via Oberdan e corso Garibaldi. Sullo sfondo si intravede la sagoma della chiesa di Gesù e Maria.
All'epoca dovevano circolare ancora pochissime automobili sicché la sede stradale è preda di carrozze e biciclette. L'aspetto è quello di una città operosa, che vive intensamente la giornata: il corso è effettivamente pieno di gente che passeggia o cammina per sbrigare i propri affari. Tantissimi i negozi, svelati dalle tende parasole che proteggevano le vetrine. Addirittura più di quanti non ne siano oggi, a testimonianza di una città che viveva il centro.
Il versante sinistro è rimasto quasi identico a come si presenta oggi. Diversa invece la situazione per quello destro, non essendo ancora stato costruito il palazzo del Credito Italiano né quello che avrebbe ospitato la sede moderna dei magazzini Standa.
La colorizzazione, effettuata applicando alla fotografia originale in bianco nero algoritmi di intelligenza artificiale profonda, non intacca, anzi valorizza l'impressione di composta dignità che affiora dall'immagine.
Ricordo che a partire dagli scorsi mesi estivi, Lettere Meridiane ha regalato ad amici e lettori antiche foto in bianco e nero, cui vengono applicate le tecniche prima descritte.
Trovate le immagini "colorizzate" precedenti qui, con i relativi commenti. Per vedere invece l'album che le raggruppa tutte assieme, sulla piattaforma di condivisione fotografica Flickr, potete cliccare qui.
Qui sotto, invece, i collegamenti per scaricare le foto offerte oggi, in alta risoluzione.

La storia di Walimohammad Atai, profugo afgano, garganico d'adozione

Walimohammad Atai

Gli sbarchi, l'accoglienza, l'integrazione tra chi arriva in un posto e chi vi è nato, non sono soltanto una questione politica, o sociologica, come siamo abituati ormai a ritenere. 

Dietro ogni volto c'è una persona. E dietro ogni persona c'è una storia da raccontare e da ascoltare, perché arricchisce il nostro patrimonio di conoscenze, la nostra esperienza del mondo.
Quattro anni fa, quando ne aveva appena 17, Walimohammad Atai scappò dall'Afghanistan dov'era nato. Sul suo capo pendeva una condanna a morte dei talebani.
È riuscito ad arrivare avventurosamente in Italia, e attualmente vive in Puglia, nella provincia di Foggia, a Rodi Garganico. Lavora in un centro SPRAR per i minori non accompagnati, e regala agli Amici e ai lettori di Lettere Meridiane la sua storia, di cui gli sono molto graton.
Ricordate La Vita è bella di Benigni? Cosa sarà accaduto a Giosuè, il bambino che ne è protagonista, dopo essere scampato al campo di concentramento? La storia di Walimohammad Atai riprende dove si interrompeva quella del film: è in un certo senso quella di Giosuè che cresce, si rende conto di quanto ha vissuto, e affida alla narrazione la sua vita, in cui si intrecciano speranza e intolleranza, pace e violenza.
Come ha già fatto a Crotone, incontrando gli studenti di una scuola media e parlando loro della sua vita, Walimohammad vorrebbe raccontare la sua esperienza agli studenti delle scuole della provincia di Foggia. I dirigenti scolastici o i docenti che fossero interessati possono contattare Lettere Meridiane. Potete leggere qui gli interessanti elaborati scritti dagli studenti calabresi, dopo l'incontro con Atai.
Le foto che illustrano il racconto mostrano l'autore con gli ospiti del centro presso cui lavora, e le sue belle sculture realizzate. Buona lettura.
* * *
Sono Walimohammad Atai, ho 21 anni e vengo dall'Afghanistan.
Vivo in Italia dal 2013 e dopo aver ottenuto la protezione come rifugiato, lavoro come interprete e mediatore linguistico-culturale.
Sono figlio di un medico, mio padre si chiamava Dott. Atta Mohammad e fu ucciso dalla gente del mio villaggio. Ero così piccolo che non l’ho mai conosciuto.
Crescendo mi è nata la curiosità verso le foto ed i libri presenti in casa nostra, così chiesi alla mia mamma di chi fossero le foto ed i libri. La mamma rispose che le foto ed i libri appartenevano a mio padre, e mi raccontò che mio padre era stato ucciso da un Imam con l'aiuto della gente del posto.
Mio padre sempre consigliò alla gente del villaggio di non uccidersi per i vantaggi dei paesi stranieri e di mandare i loro figli e le loro figlie a scuola invece di farsi saltare in aria per andare in “paradiso”.
Da piccolo il mio sogno era di diventare uno psicologo come mio padre: di mattina frequentavo la scuola ed il pomeriggio andavo a fare i corsi di matematica, biologia, fisica, chimica e di scienza. La gente parlava sempre male di me e cercava di ostacolarmi, ma nonostante tutto questo non mi sono fermato ed ho continuato a frequentare la scuola.

sabato 14 ottobre 2017

Don Tonino Intiso: "Osare più solidarietà è possibile, ma dobbiamo tornare a prenderci cura"

Don Tonino Intiso
Tirato in causa da don Fausto Parisi che su l’Attacco lo ha definito “a suo tempo campione dell’assistenza a nomadi ed extracomunitari”, don Tonino Intiso dice la sua sulla pacifica occupazione della Cattedrale ad opera di alcune decine di lavoratori immigrati che chiedevano il ripristino dell’erogazione dell’acqua nel Grand Ghetto del Tavoliere, sottoposto mesi fa a sequestro penale, e sgombrato per ragioni di ordine pubblico e per il fondato sospetto di infiltrazioni della criminalità organizzata.
Nonostante lo sgombero e il sequestro, un gruppo di immigrati è tornato a insediarsi nel Grand Ghetto, dove però manca l’acqua. I lavoratori hanno chiesto la mediazione della Chiesa foggiana e dell’Arcivescovo, mons. Vincenzo Pelvi, che li ha accolti ed ha interessato il Prefetto, che a sua volta ha sensibilizzato l'Acquedotto Pugliese, suscitando le ire del governatore regionale pugliese, Michele Emiliano. Il ripristino dell’erogazione idrica sarebbe illegale, non essendo venute meno né le ragioni del sequestro, né quelle dello sgombero.
L’Arcivescovo è stato accusato da qualche parte di ingenuità, c’è chi si è meravigliato per l’intervento della Chiesa. Che ne pensa don Tonino Intiso alla luce della sua esperienza, quando era direttore della Caritas Diocesana?

“Nessuna meraviglia. La Chiesa deve sempre aprire le sue porte. Il parroco della Cattedrale ha fatto bene ad accoglierli come abbiamo fatto noi tanti anni fa, nella prima stagione dell’accoglienza. A San Giuseppe Artigiano. E poi ad Arpinova. Dando loro qualcosa di più dell’acqua: un letto per dormire, servizi igienici per lavarsi e un pasto per ristorarsi.

Stroppa capolavoro, Vacca stellare

I satanelli festeggiano la vittoria con i tifosi
Il Foggia sfata uno dei due tabù che si porta appresso dall’inizio del campionato, “espugnando” lo Zaccheria, dove fino a ieri aveva soltanto pareggiato, ma non ancora vinto. La formazione di Stroppa non riesce invece a liberarsi dall’altro record negativo, ed anche questa volta incassa un gol e non riesce a mantenere inviolata la propria porta. Ma è proprio dalla difesa che giungono le note più positive della serata che ha visto i satanelli sconfiggere per 2-1 il Perugia.
Mister Stroppa rischia, rivoluzionando il quintetto difensivo, e i fatti gli danno ampiamente ragione. Per avere l’esatta dimensione del valore della vittoria foggiana, c’è da dire che il Perugia è apparso una delle migliori formazione ammirate allo Zaccheria, e la partita è stata una delle più belle che si siano viste a Foggia negli ultimi anni. Due squadre che non si sono risparmiate, giocando soprattutto il primo tempo ad un ritmo vertiginoso, e facendo vedere un calcio d’alta scuola.
Ma le partite si vincono anche con il cuore, e il cuore che il Foggia ha messo in campo è stato totale, commovente, così come quello del pubblico: un tifo smisurato, come ormai accade puntualmente non soltanto a Foggia, ma in tutte le città dove i satanelli scendono in campo. Ha avuto ragione Stroppa, che si è affidato al cuore per ricucire le maglie di una difesa che certe volte è parsa un colabrodo, ridisegnando completamente il pacchetto arretrato, e premiando i “senatori”.
Fuori Rubin e Martinelli, dentro Gerbo e Coletti, a tener compagnia a Camporese e Loiacono. La mossa si rivela subito vincente, perché è proprio il centrocampista prestato alla difesa a segnare la prima rete, dopo una veloce e ubriacante discesa sulla destra.
Colletti se li gioca tutti i palloni, uno sull’altro, e vince la maggior parte dei contrasti. Peccato abbocchi alla furbata di Han che procura agli ospiti il rigore, che permette agli umbri di accorciare le distanze. L’impressione è che l’arbitro abbia fischiato il penalty con leggerezza. Vero che il difensore rossonero non tira indietro la gamba, ma è l’attaccante che cerca il contatto. Detto con onestà, senza VAR e moviola è però difficile accorgersene.
L’altra chiave dell’incontro è sicuramente Vacca, uomo partita Sky, e protagonista di una prestazione stellare. Ha giocato un enorme numero di palloni, coprendo e contrattaccando. Suo il magico assist che ha permesso a Mazzeo di raddoppiare, con un delizioso sombrero ai danni di Rosati.
Nella ripresa il Foggia è naturalmente costretto a difendersi. Gli umbri, candidati alla promozione in A, ce la mettono tutta. Ma salvo una traversa, non raccolgono granché. Merito della quadratura difensiva rossonera, che chiude con intelligenza tutti gli spazi, permettendo a Guarna di non rischiare più del dovuto. Speriamo che duri.
Vittoria meritata che sta strettina al Foggia, che avrebbe potuto tranquillamente segnare ancora, ma ha sprecato diverse ripartenze che hanno portato gli attaccanti rossoneri a tu per tu con il portiere.
Le statistiche fotografano fedelmente l’andamento di una gara maschia, spettacolare, avvincente che ha reso onore al gioco del calcio. Diversamente dal solito, il possesso palla è stato in perfetto parità: 50%. A favore del Foggia il bilancio dei tiri in porta (6 a 4), degli umbri quelli dei tiri complessivi (12 a 9).
Il Perugia primeggia anche per quanto riguarda le palle perse (21, contro le 28 rossonere), le palle recuperate (20-16) e i corner (5-4).  13 i falli subiti dai padroni di casa, 19 quelli fischiati a favore degli ospiti. 6 a 2 le ammonizioni.

venerdì 13 ottobre 2017

On line, riunite tutte insieme in un album, le foto "colorizzate" di Lettere Meridiane

Come abbiamo scritto qualche giorno, fa dando notizia della pubblicazione delle singole foto utilizzate per il video sulla Foggia Imperiale, da qualche giorno Lettere Meridiane si è dotata anche di un canale Flickr, com'è logico, visto che si tratta della più grande piattaforma per la condivisione di immagini, dedicato alle fotografie che vengono pubblicate nel blog o vengono utilizzate per le videostorie.
Oltre a trovarle raggruppate in appositi album o raccolte, gli amici e i lettori del blog hanno a disposizione un'ampia gamma di risoluzioni se intendono scaricarsi le immagini (per selezionare la risoluzione desiderata è necessario cliccare sull'icona con la freccia, in basso a destra).
Pubblicheremo un po' alla volta l'intero archivio fotografico di Lettere Meridiane, per cui seguite il blog, perché daremo notizia della pubblicazione di ciascun nuovo album con un post ad hoc.
Dopo le foto tratte dal libro di Benedetto Biagi, tocca adesso alle foto "colorizzate" che hanno tenuto compagnia i lettori del blog per tutta l'estate, riscuotendo molti consensi.
Abbiamo raccolto nell'album che potete trovare qui tutte le immagini cui è stato applicato l'algoritmo di intelligenza artificiale profonda che utilizziamo per la colorizzazione. Ce n'è davvero per tutti i gusti: immagini del capoluogo, ma anche delle più suggestive località del Gargano, dei Monti Dauni.
Pubblichiamo anche, per la prima volta in alta risoluzione, la splendida immagine che illustra il post, tratta da una cartolina d'epoca.

Il tempo ingiusto, tra alta velocità e liste d'attesa

Gianni Forte è uno che ne ha viste proprie tante, nella sua vita di sindacalista. Ha fatto questo lavoro fin da ragazzo restando, come titola la sua bella autobiografia, “Sempre dalla stessa parte”. Quella dei lavoratori. Dei più deboli. Degli oppressi. E da qualche mese degli anziani, essendo andato a dirigere lo Spi  pugliese, il sindacato di categoria dei pensionati della Cgil.
Sarà per questo che è poco aduso alla retorica. Parla breve, ma parla chiaro. Un comunicatore moderno che twitta facendo leva sulla saggezza antica imparata nelle piazze, ai cancelli delle fabbriche, nei campi dove i braccianti si spezzano la schiena.
Mi hanno colpito profondamente e fatto pensare i suoi commenti alle recenti mosse del governo regionale in materia di aeroporti e di trasporto aereo. “Cosa conta di più, avere l'aeroporto sotto casa e risparmiare 1/2 ora per un viaggio o abbattere di 1 mese le liste di attesa della sanità? La Regione Puglia ha scelto la prima.” E poi: “La Regione impegna 7 milioni di euro da dare alle compagnie aeree che faranno arrivare voli a Grottaglie e Foggia. Con quelli che si danno a Ryanair (che sfrutta i lavoratori) sono 19 milioni . Ma non sarebbe meglio utilizzare quelle risorse per rafforzare i servizi socio-sanitari sul territorio?”
Le considerazioni di Gianni Forte fanno riflettere sul diverso valore del tempo, o se preferite su come il tempo - il modo di usarlo, di accorciarlo, di dilatarlo, di sprecarlo - sia divenuto il parametro di nuove diseguaglianze.
La velocità, la rapidità sono diventate il nuovo status symbol. Non tutti se le possono permettere. E perciò tutti vi anelano. Si spendono fior di risorse (pubbliche) nell’alta velocità ferroviaria per fare in modo che il treno sia competitivo rispetto all’aereo. E nello stesso tempo si investono altre risorse (pubbliche) per sostenere il trasporto aereo. E nella sanità, nella salute si disinveste.
Da un lato il tempo che si accorcia, in una parossistica corsa all’accelerazione. Dall’altro il tempo che si allunga, che si dilata. Come quello dell’attesa di chi deve sottoporsi ad un accertamento diagnostico, dal quale può dipendere la sua salute, oppure ad una visita specialistica, o, peggio, ad un’operazione chirurgica. Attese lunghe, estenuanti, che sottraggono tempo alla vita, come quello dei lavoratori pendolari che vanno da Foggia e Bari e viceversa, i cui (tanti) treni perdono ad ogni viaggio cinque minuti all’andata e cinque al ritorno a causa della bretella costruita ad Incoronata per far guadagnare cinque minuti ai viaggiatori del solo treno no stop Bari-Roma che attualmente vi transita.
Il tempo è ingiusto. Corre rapido per i giovani e per i ricchi. Scorre lento per gli anziani, i poveri, i deboli.
Fa bene Forte a ricordarlo, dall’alto della sua saggezza antica. Chapeau, Gianni.

giovedì 12 ottobre 2017

La prima foto aerea di Foggia, colorizzata

La foto colorizzata di oggi propone una rara immagine aerea di Foggia, ripresa dall’alto di via IV novembre. Vi si vede una Foggia in piena ricostruzione, che risana le ferite e ripara gli ingenti danni della seconda guerra mondiale, quando l’80 degli immobili venne danneggiato dalle bombe alleate, e migliaia di cittadini perirono lacerati dalle esplosioni o sepolti dalle macerie.
Deve trattarsi di una delle prime fotografie aeree scattate sulla città a scopi civili e, in questo caso, turistici, visto che si tratta di una cartoline. Prima di allora, l’abitato cittadino era stato oggetto di migliaia di fotografie aeree, ma per bel altre finalità: erano state scattate dagli aviatori alleati a scopo ricognitorio.
Pur se ripresa da una prospettiva discutibile (l’obiettivo del fotografo è perpendicolare al pronao della Villa Comunale, e il Palazzo dell’ex Tribunale è ripreso di lato, trascurando così le bellezze architettoniche più significative della piazza), l’immagine descrive veramente un’epoca.
La cartolina originale, stampata da Rotalfoto di Milano, reca gli estremi dell’autorizzazione ministeriale alla foto aerea, ma non la data. Dalla presenza di una vecchia “circolare” davanti alla Villa, si può ipotizzare che risalga agli anni '50.
Guardando bene, si nota che sono in fase di costruzione o ricostruzione i due “palazzetti” di via Galliani e di via Scillitani, mentre non è ancora stata avviata la costruzione del Palazzo Inali, in via Scillitani, a fianco al Palazzo dell’Acquedotto.
In alto sulla destra si notano dei cantieri edili in piena e febbrile attività: la zona raffigurata dalla cartoline, compresa tra la Stazione, viale  XXIV maggio e la villa comunale, era stata la più danneggiata dalle bombe alleate.
La fotografia mostra anche com'era piazza Cavour prima che la ricostruzione edilizia si trasformasse in una (discutibile) frenesia di sostituzione edilizia, che di lì a poco avrebbe portato la Fontana del Sele ad essere assediata dagli anonimi palazzoni di oggi.
La colorizzazione è stata effettuata utilizzando la tecnica di intelligenza artificiale “profonda” di Satoshi Iizuka, Edgar Simo-Serra e Hiroshi Ishikawa (Let there be Color!: Joint End-to-end Learning of Global and Local Image Priors for Automatic Image Colorization with Simultaneous Classification).
Trovate qui le altre foto colorizzate di Lettere Meridiane.
Per scaricare le foto ad alta risoluzione, utilizzare i collegamenti qui sotto:



mercoledì 11 ottobre 2017

Treno tram, addio? Un'idea per rilanciare il progetto

Treno tram addio? Forse sì, forse no, stando agli umori emersi durante la tavola rotonda sulla seconda stazione di Foggia, organizzata da Sinistra Italiana, e svoltasi qualche settimana fa. Anche se formalmente la questione non era all’ordine del giorno, è stato inevitabile parlarne, all'interno della più ampia discussione sviluppatasi sulle prospettive del trasporto ferroviario in provincia di Foggia.
Progetto trainante di Capitanata 2020, il treno tram rappresentava l’idea forza della pianificazione strategica dell'area vasta Foggia-Tavoliere- Gargano nel penultimo settennio  comunitario.
Tanto tempo è passato, ma poco è stato fatto. La sola opera finanziata e completata è la Stazione  Ovest di Manfredonia (nella foto che illustra il post), che però è ancora chiusa né è stata inaugurata. Nel frattempo Trenitalia ha deciso di chiudere la tratta Manfredonia - Foggia durante la stagione invernale, quando il servizio viene svolto  con autobus sostitutivi.
Nella vision originaria di Capitanata 2020, il treno tram doveva integrare tra di loro le ferrovie, già esistenti, che collegano Foggia con  Lucera, Manfredonia, San Severo e il Gargano, trasformandosi in una sorta di "metropolitana di superficie" nei centri abitati di Foggia e di Manfredonia.
Il percorso attuativo del progetto del treno tram ha però rivelato tutti i limiti della pianificazione territoriale in Capitanata.
La stazione Ovest di Manfredonia è stata costruita e completata su una tratta che per una parte dell'anno non viene utilizzata. Di converso, l'hub intermodale della stazione di Foggia attende ancora che vengano realizzati gli interventi (non costosissimi) necessari per integrarlo con maggior efficacia alla linea da e per Lucera, i cui utenti scenderebbero e salirebbero direttamente nell’hub.
“Ci mancano sempre le opere dell’ultimo miglio”, ha commentato durante il convegno di Sinistra Italiana il segretario generale della Filt Cgil di Foggia Bat, Ruggero Di Noia, auspicando questo, ed altri interventi (come quelli che servirebbero a ripristinare i tempi di percorrenza sulla tratta Foggia-Bari, penalizzati dall’entrata in esercizio della bretella di Incoronata) che non appartengono alla filosofia della “grandi opere” ma che, se rivendicati e realizzati, potrebbero concretamente migliorare i servizi.
A questa filosofia si ispira la proposta che lo stesso Di Noia ha avanzato per salvare il progetto del treno tram, su cui sembra calato il sipario, dal punto di vista dei finanziamenti.
Se la metropolitana di superficie appare francamente irrealizzabile, per i costi vertiginosi e per l’impatto urbanistico che avrebbe sul capoluogo, potrebbe essere recuperata però l'idea di fondo del progetto: mettere in rete le linee Foggia-Lucera, Foggia-San Severo-Gargano e Foggia-Manfredonia,  eventualmente limitando le nuove opere soltanto alle stazioni che dovrebbero essere posizionate sulle tratte già esistenti, come quella di Foggia-Cervaro.
Con quali attori, visto il passo indietro di Trenitalia sulla Foggia-Manfredonia e lo scarso interesse che Rfi ha sempre manifestato verso il treno tram? L’idea di Di Noia è ragionare con i vettori che risultano già titolari di concessioni sulle linee interessate, più attenti alla dimensione sociale, e non solo finanziaria dei progetti.

Tornano da oggi in Biblioteca Provinciale le "Conversazioni di Storia Locale"

Le Conversazioni di Storia Locale promosse dalla Biblioteca Provinciale "Magna Capitanata" sono tra gli appuntamenti culturali più interessanti, perché dimostrano come si possa produrre eventi di buon livello a costo zero, e che è possibile un'offerta culturale "popolare", non rivolta soltanto al pubblico degli addetti ai lavori e degli eruditi.
Parte oggi il nuovo ciclo di Conversazioni, con la stessa azzeccata formula che ha caratterizzato le tre edizioni precedenti, ma con un programma completamente rinnovato. L'intento è approfondire temi, personaggi, eventi storici del territorio, in un clima colloquiale e informale.
Il primo degli appuntamenti in cartellone si svolgerà oggi, mercoledì 11 ottobre 2017, alle ore 17.30, presso la sezione Fondi Speciali (al piano terra della Biblioteca di viale Michelangelo 1). Romeo Brescia e Raffaele de Seneen, appassionati di storia locale, autori del bel sito di cose foggiane Foggia Racconta, coinvolgeranno il pubblico parlando del tema Foggia, si va per masserie, con il supporto di alcuni video.
Il comune interesse per la storia minore, infatti, ha spinto i due studiosi a cercare documenti e aneddoti su aspetti poco conosciuti della vita cittadina: sono circa 250 i materiali raccolti nei fondi archivistici, oppure con interviste dirette e sopralluoghi, fotografie e cortometraggi.
In particolare, nel primo appuntamento delle Conversazioni di storia locale, si parlerà dell’intera stagione del grano, dalla preparazione dei campi per la semina alla bruciatura delle stoppie, fino alla ricerca, in agro di Foggia, delle grosse masserie di campo e di pecore, che tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento segnarono il passaggio dall’economia basata sulla pastorizia a quella agricola, fino ad arrivare alle cosiddette “case sparse”, unità produttive di 30 ettari scarsi.
Le Conversazioni proseguiranno sino ad aprile 2018 con gli interventi di Michele Campanaro, che, in collaborazione con Maurizio De Tullio, parlerà della storia delle prime radio private a Foggia; Gianni Ruggiero, che intratterrà il pubblico sulla poesia dialettale foggiana; Marcello Ariano, che si soffermerà sulla bonifica delle paludi sipontine; Giuseppe d’Arcangelo, che discuterà della salubrità della città di Foggia nel tempo; Marialuigia Troiano che ripercorrerà la storia degli antichi Dauni e, per concludere, Mario Freda che ricostruirà sotto il profilo storico le vicende del Santuario e del bosco dell’Incoronata.
Ingresso libero.

Da oggi tornano in Biblioteca Provinciale le Conversazioni di Storia Locale

Le Conversazioni di Storia Locale promosse dalla Biblioteca Provinciale "Magna Capitanata" sono tra gli appuntamenti culturali più interessanti, perché dimostrano come si possa produrre eventi di buon livello a costo zero, e che è possibile un'offerta culturale "popolare", non rivolta soltanto al pubblico degli addetti ai lavori e degli eruditi.
Parte oggi il nuovo ciclo di Conversazioni, con la stessa azzeccata formula che ha caratterizzato le tre edizioni precedenti, ma con un programma completamente rinnovato. L'intento è approfondire temi, personaggi, eventi storici del territorio, in un clima colloquiale e informale.
Il primo degli appuntamenti in cartellone si svolgerà oggi, mercoledì 11 ottobre 2017, alle ore 17.30, presso la sezione Fondi Speciali (al piano terra della Biblioteca di viale Michelangelo 1). Romeo Brescia e Raffaele de Seneen, appassionati di storia locale, autori del bel sito di cose foggiane Foggia Racconta, coinvolgeranno il pubblico parlando del tema Foggia, si va per masserie, con il supporto di alcuni video.
Il comune interesse per la storia minore, infatti, ha spinto i due studiosi a cercare documenti e aneddoti su aspetti poco conosciuti della vita cittadina: sono circa 250 i materiali raccolti nei fondi archivistici, oppure con interviste dirette e sopralluoghi, fotografie e cortometraggi.
In particolare, nel primo appuntamento delle Conversazioni di storia locale, si parlerà dell’intera stagione del grano, dalla preparazione dei campi per la semina alla bruciatura delle stoppie, fino alla ricerca, in agro di Foggia, delle grosse masserie di campo e di pecore, che tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento segnarono il passaggio dall’economia basata sulla pastorizia a quella agricola, fino ad arrivare alle cosiddette “case sparse”, unità produttive di 30 ettari scarsi.
Le Conversazioni proseguiranno sino ad aprile 2018 con gli interventi di Michele Campanaro, che, in collaborazione con Maurizio De Tullio, parlerà della storia delle prime radio private a Foggia; Gianni Ruggiero, che intratterrà il pubblico sulla poesia dialettale foggiana; Marcello Ariano, che si soffermerà sulla bonifica delle paludi sipontine; Giuseppe d’Arcangelo, che discuterà della salubrità della città di Foggia nel tempo; Marialuigia Troiano che ripercorrerà la storia degli antichi Dauni e, per concludere, Mario Freda che ricostruirà sotto il profilo storico le vicende del Santuario e del bosco dell’Incoronata.
Ingresso libero.

martedì 10 ottobre 2017

Delusione Foggia, e mercato sotto accusa. Ma i dati dicono che...

Nel campionato di serie B più strano e più corto degli ultimi anni (dalla prima all’ultima ci sono appena 7 punti), il Foggia arranca, c’è poco da dire.
Come sempre accade in questi casi, sul banco degli imputati è finito dritto dritto il mercato estivo.
Poteva essere condotto meglio? Poteva la società investire di più? Cerchiamo di dare una risposta a questi interrogativi mettendo da parte le analisi tecniche (che non competono a chi deve soprattutto raccontare i fatti) e facendo parlare i numeri.
Che il mercato non debba essere andato come forse lo stesso Stroppa  avrebbe desiderato, è confermato dall’analisi delle scelte operate dal mister per quanto riguarda la formazioni. Guardate che ne viene fuori.
Nelle otto gare disputate fino ad oggi, l’allenatore ha schierato 20 giocatori: non pochissimi, il che sta a dire che il tecnico ha offerto una chanches un po’ a tutti.
L’impiego non è stato tuttavia omogeneo. I giocatori che hanno giocato sempre, dal primo al novantesimo minuto di tutte le partite finora disputate sono due: il portiere Enrico Guarna e il difensore Matteo Rubin, che totalizzano la bellezza di 720’ giocati a testa. Insegue il bomber Fabio Mazzeo, anche lui a quota 8 per quanto riguarda le partite giocate, ma con 691’: non ha fatto il "pieno" di minuti come Guarna e Rubin, per alcune sostituzioni. Quindi con 7 partite e 630’ (sul dato hanno gravato le squalifiche) il centrocampista Antonio Vacca e il centrale Luca Martinelli. Subito dopo figurano Davide Agazzi, anche lui centrocampista, con 622’ e l’attaccante Cosimo Chiricò, con 505’.
Alla luce di questi numeri, Guarna, Rubin, Martinelli, Mazzeo, Vacca, Agazzi e Chiricò possono essere ritenuti i fedelissimi di Stroppa, e sono tutti giocatori che vengono dalla passata stagione e dalla Lega Pro. In buona sostanza, per 7/11 la formazione fino ad oggi fatta scendere in campo dal mister è la stessa dello scorso anno. E il resto? Un po' nuovi e un po' vecchi...

Palazzo Dogana ancora più ricco. Di simboli e di memoria.

Il Salone del Tribunale, gremito di pubblico
I nomi sono la conseguenza delle cose, dicevano gli antichi. Se è vero, Palazzo Dogana, il settecentesco palazzo che per secoli ha ospitato il Tribunale e le attività amministrative della Dogana delle Pecore, si è oggi arricchito. Di nuovi nomi e nuovi significati che lo rendono ancora più storico, ancora più scrigno di memoria.
Si è svolta in mattinata la cerimonia di intitolazione di alcune sale del più antico e più rappresentativo dei palazzi foggiani, a don Luigi Sturzo e agli ex presidente della Provincia, Antonio Pellegrino e Gabriele Consiglio, legati dalla comune passione per la politica con la “p” maiuscola, intesa come missione e scelta di vita, e praticata con l’esclusiva finalità di concorrere alla crescita delle persone e della comunità.
L’intensa manifestazione è stata seguita con grande attenzione e senso di partecipazione da centinaia di studenti della scuola media superiore. Un interesse sincero che smentisce il luogo comune che vuole i giovani lontani ed estranei rispetto alla politica.
Il presidente Miglio consegna all'on.
Castagnetti la targa ricordo della Provincia
A parlare di Sturzo è stato Pierluigi Castagnetti, già segretario del Partito Popolare Italiano e vicepresidente della Camera dei Deputati, mentre le figure di Antonio Pellegrino e Gabriele Consiglio sono state tratteggiate dal presidente della Provincia, Francesco Miglio, dal consigliere provinciale delegato alla cultura, Gaetano Cusenza e da Micky De Finis, del Centro Studi Sturziani “Impegno Popolare.” 
Dopo aver definito Sturzo. “la personalità politica più importante del secolo scorso”, Castagnetti ha illustrato le ragioni che ne fanno una personalità di così elevata statura.

lunedì 9 ottobre 2017

Reazioni scettiche al "colpo di teatro" di Emiliano sul Gino Lisa

Il giorno dopo il "colpo di teatro" messo in scena dal governatore regionale Michele Emiliano sul Gino Lisa, e dopo gli iniziali entusiasmi, le reazioni sono prudenti. Le perplessità riguardano, soprattutto, la concreta praticabilità della strada indicata dal governatore pugliese nella conferenza stampa di qualche giorno fa.
Come ricorderete, il presidente della giunta regionale ha detto che la Regione si farà carico dell’intero finanziamento necessario per l’allungamento della pista. Il rischio di possibili infrazioni alle normativa comunitaria sugli aiuti di Stato risulterebbe esorcizzato dalla scelta (comunque politicamente significativa) operata dalla giunta regionale di ubicare a Foggia la Protezione Civile Regionale.
Nei giorni precedenti la conferenza stampa in cui è stato dato l’annuncio, l’assessore regionale al bilancio, il foggiano Raffaele Piemontese, aveva parlato di intese raggiunte in tal senso con Bruxelles. Ma basta tutto questo a garantire che la procedura non colliderà con la (stringente) normativa europea sugli aiuti di Stato?
In effetti, quando si parla del Lisa, la prudenza non è mai troppa.
E va ricordato che il provvedimento adottato dalla giunta è un “atto di indirizzo”, ovvero una dichiarazione d’intenti “politica” che spetterà alla tecnostruttura regionale tradurre in atti amministrativi coerenti e compatibili con le norme nazionali e comunitarie. A partire dalla nuova gara che con ogni probabilità dovrà essere indetta.
Non risparmia critiche l’europarlamentare Elena Gentile, finita nel vortice delle polemiche per l’interrogazione di qualche mese fa, da qualcuno giudicata come uno sgambetto. In realtà, come Lettere Meridiane ha più volte rimarcato, è vero il contrario: è stata proprio la risposta della commissione che ha permesso di fare chiarezza sull’appalto e sul regime degli aiuti di Stato.
Se la procedura dovesse essere attuata secondo le norme comunitarie, il finanziamento pubblico non potrebbe andare oltre il 75%. Il resto dovrebbero farlo i privati, e non sono proprio bruscolini.
La Gentile, ex assessora regionale, non crede alla svolta annunciata da Emiliano e ricorre all’ironia, in un commento postato sulla bacheca di Lettere Meridiane:
Ecco quanto scrive: "Il gioco delle tre carte: questa vince e questa perde alla sagra del GINO LISA. Un'altra sceneggiata. Volgare, se mi consentite la lettura dei fatti. Il politico del territorio (che sarei io) fa saltare la trattativa.
Ma pensa che Le Istituzioni  europee sia come il Comune di Bari? Lui interpreta scorrettamente le regole europee correndo il rischio di far saltare tutti l'iter ed io avrei fatto "saltare il banco", svegliando il can che dorme.
Ma dove siamo, su Scherzi a parte? Lui cerca di aggirare le regole ed io sarei la sabotatrice dell'aeroporto Gino Lisa."

Storia di ordinaria periferia foggiana: la devastazione del parco giochi di Rione Biccari

Un altro pezzo della periferia di Foggia che giorno dopo giorno perde pezzi e perde bellezza, che si abbrutisce malinconicamente.
Siamo nella zona 167 di Rione Biccari: la pista ciclabile con il contiguo parco giochi è stata la prima opera pubblica portata a compimento nella zona: un autentico gioiello, un fiore all’occhiello per una periferia, come quella del capoluogo dauno, che non brilla per qualità degli arredi urbani. Era dotata, tra l’altro, di attrezzature moderne e all’avanguardia, tra cui un hot spot wifi per la fruizione gratuita della rete internet.
Sorgendo proprio nel cuore della zona, a ridosso delle villette, si sperava che sarebbe stata protetta dalle gesta dei vandali che quotidianamente fanno a pezzi la città, infierendo con particolare accanimento nelle zone periferiche.
E per i primi anni, le cose sono andate più o meno così. L’utilizzazione costante dei giochi e degli spazi da parte dei residenti ha permesso di presidiare il parco.
Poi è cominciato, inesorabile, il degrado: l’hot spot ha funzionato pochissimo, la piccola  manutenzione non è stata mai effettuata, di vigilanza neanche a parlarne, sicché giorno dopo giorno l’area ha cominciato ad essere sempre più esposta, a perdere pezzi.
E i vandali hanno fatto il resto, come dimostra il breve filmato, che potete vedere qui sotto. Si potrebbe ancora recuperare, sottraendo il parco al destino di degrado che sembra incombere. Basterebbe sistemare i giochi rotti, ripristinare il collegamento e la centralina wifi. Ma chi pensa, di questi tempi, alla periferia?



domenica 8 ottobre 2017

Foggia, allarme rosso: impressionante la pochezza difensiva

Anche ad Empoli grande dimostrazione di sportività
e di attaccamento alla squadra dei tifosi rossoneri
La trasferta di Empoli interrompe la striscia positiva del Foggia, con una secca sconfitta (3-1) maturata più per colpa dell’impressionante pochezza difensiva della squadra rossonera, che non per quello che le due squadre hanno fatto vedere durante i novanta minuti.
Da salvare non c’è molto: prima di tutto la grande, ennesima prova di attaccamento e di fedeltà dei tifosi rossoneri che, presenti in più di mille sugli spalti dello stadio Castellani, hanno sostenuto i loro beniamini dal primo all’ultimo minuto, anche quando la sconfitta è divenuta inevitabile.
E poi grande reazione nell’ultimo quarto d’ora.
Ma è difficile sperare di vincere, di fare risultato, quando si prendono venti gol in otto gare. E il peggio è che il Foggia non prende gol per disequilibrio tattico. Fino ad oggi, tutto le partite o quasi hanno fatto registrare un maggior possesso palla dei rossoneri, il che vuol dire che il centrocampo copre con una certa efficacia il reparto arretrato).
Il problema è di prendere gol per distrazione, per errori individuali, per assetto sbagliato, com’è accaduto in occasione della rete che ha dato il via alla goleada dei toscani: i difensori foggiani erano numericamente in vantaggio, ma si sono disposti male sulla ripartenza avversaria, stringendosi troppo sul portatore di palla, e lasciando sguarnita la fascia dove si è infilato Donnarumma, che ha servito l’assist vincente a Caputo senza venire praticamente contrastato.
Fino a quel momento. la partita era stata equilibrata e i satanelli avevano creato anche diverse occasioni per portarsi in vantaggio, denotando comunque una certa imprecisione ed una preoccupante evanescenza quando si trattava di concretizzare.

sabato 7 ottobre 2017

Gino Lisa: finalmente alla Capitanata viene dato, e non solo tolto

La Regione Puglia finanzierà per intero l’allungamento della pista dell’aeroporto Gino Lisa, avendo deciso di finalizzare l’opera non più, soltanto, ai voli civili. Lo scalo foggiano è stato individuato quale sede operativa della Protezione Civile regionale, e dovrà pertanto consentire il decollo e l’atterraggio dei due Canadair di proprietà regionale.
C’è poco da dire. La decisione del governo regionale pugliese è un concreto segnale di attenzione verso i problemi di Foggia e della Capitanata, e segna una decisa inversione di tendenza tanto più che è accompagnata da un’altra importante novità: la Regione sta per pubblicare un bando per 7 milioni di euro per incentivare i voli civili dagli aeroporti di Grottaglie e Foggia.
"Finalmente finanzieremo la pista del Gino Lisa, finalmente potremo pubblicare il bando per gli aiuti alle compagnie che vorranno volare partendo dal Gino Lisa, finalmente elimineremo per sempre l’idea di una Capitanata trascurata per definizione e che subisce un pregiudizio rispetto al sistema trasportistico dell’intera regione", ha commentato il governatore regionale Michele Emiliano, e sarà difficile dargli torto, se agli annunci seguiranno i fatti.

venerdì 6 ottobre 2017

Cari robot di Facebook, mi arrendo...

Nel fantascientifico universo robotico di Isaac Asimov, i rapporti tra gli esseri umani e gli automi sono disciplinati da leggi trasparenti, espresse, conosciute e reciprocamente condivise.
Nell’universo dominato dal capitalismo finanziario in cui viviamo, i robot obbediscono alle leggi della borsa e del profitto, applicando unilateralmente regole (inespresse e sconosciute agli umani) e violando sistematicamente la prima delle tre leggi della robotica enunciate da Asimov: “Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.”
Altro che i webeti stigmatizzati da Umberto Eco: questi, almeno, sono umani e puoi ignorarli, mandarli a quel paese, cancellarli dalla lista degli amici e se proprio ti scappa la pazienza riempirli di male parole. Con gli ineffabili robot di Facebook che governano i permessi e i privilegi di quella che è (purtroppo) la rete social per eccellenza, non puoi farci niente.
Per farla breve, cari amici e lettori di Lettere Meridiane, Facebook mi ha nuovamente impedito di pubblicare post nei gruppi, che costituiscono una parte importante della distribuzione del blog.
Mi sono lambiccato per giorni il cervello sulle ragioni che possano avere indotto gli algoritmi che presiedono il funzionamento della piattaforma a ritenere “spam” alcun post di Lettere Meridiane. Probabilmente, per la serie che al danno si aggiunge la beffa, il motivo sta in un malfunzionamento della stessa piattaforma, che di tanto in tanto, quando si pubblica un post, ripete (autonomamente) l’operazione dopo qualche attimo, esponendo il post stesso al sospetto di spam.
Ho provato a segnalare il "baco" all’assistenza del sito social: ma, si sa, gli automi non vedono, non sentono, non parlano.

giovedì 5 ottobre 2017

Aeroporto: è l'ora della verità?

Doverosa premessa: non c’è alcun motivo per dubitare della reale volontà di risolvere i problemi dell’aeroporto del Lisa, da parte degli attori di questa vicenda.
Nè mi pare che tra i governatore regionale pugliese, Michele Emiliano, l’eurodeputata Elena Gentile, e gli assessori regionali Raffaele Piemontese e Leonardo Di Gioia vi siano sostanziali divergenze sulle strategie da mettere il campo per affrontare l’annosa questione. 
Tutti concordano sulla necessità di adottare provvedimenti formalmente ineccepibili, coerenti con la normativa nazionale e comunitaria, che non si incaglino - com’è spesso accaduto nella tragicommedia dell’aeroporto di Foggia - al primo esame da parte di Bruxelles.
Però sulla vicenda hanno ingaggiato una baruffa che domani potrebbe rientrare. O accendersi nuovamente.
Ricapitoliamo, brevemente, i fatti.

Esposta a Bovino la stele che stava per essere svenduta (di Luigi Paglia)

Dal 24 settembre, giorno dell’inaugurazione della mostra, fino al 24 ottobre è esposta a Bovino, nel Museo civico, una preziosa stele daunia del VII-VI secolo A.C.
Bellissima è la storia di questo antico monumento funerario, fatta di viaggi e di ritorni, di impegno e di immaginazione, di generosità e di intelligenza collettiva.
Lo scorso inverno, infatti, in una casa d'aste di Londra sarebbe stato battuto questo insolito pezzo, con una base di poco più di 2000 sterline. Finire nella collezione privata di qualche appassionato d'arte era il suo destino, dove solo a pochi intimi sarebbe stato consentito di goderne, lontanissima dal suo luogo d'origine e senza nessun vantaggio per la ricerca storica e archeologica.
Invece, due giovani foggiani hanno l'idea di fare una colletta, e con il tam tam di facebook e dei giornali in poco tempo si raggranella una bella sommetta che, con l'aiuto della Fondazione Apulia Felix, presieduta da Giuliano Volpe, diventa la base per aggiudicarsi la stele e riportarla a Foggia.
Una bella prova di partecipazione, di entusiasmo civico, di senso dei beni comuni e di fiducia fra le istituzioni e le persone. È importante raccontarla di nuovo adesso, dopo i tristi fatti di Faragola, per continuare ancora a credere che insieme si può sempre costruire, si può sempre uscire dal buio con la bellezza e con la generosità.
Alla giornata inaugurale della mostra, organizzata dall’Archeoclub d’Italia, sezione di Bovino, sotto l’egida della Soprintendenza archeologica foggiana e col patrocinio del Comune di Bovino, hanno partecipato il sindaco Michele Dedda e la presidente dell’Archeoclub di Bovino, Nunzia Roccotelli che hanno porto, rispettivamente, i saluti del Comune e del Museo, Simonetta Bonomi, Soprintendente all’archeologia, belle arti e paesaggio BAT e Foggia Marisa Corrente, archeologa della Soprintendenza, Valentino Romano, archeologo dell’Università di Foggia Anna Maria Tunzi, direttore archeologa della Soprintendenza BAT FG, Giuliano Volpe, Presidente del Consiglio superiore dei beni culturali, e molti cittadini, non solo di Bovino.
È stata anche presentata la Guida archeologica di Bovino, pubblicata da Claudio Grenzi e realizzata grazie a un progetto del MIUR che ha visto lavorare insieme l’Archeoclub di Bovino e l’Istituto Adriano Olivetti di Orta Nova, ed, inoltre, è stato lumeggiato il lavoro di ricognizione del territorio che anche quest’anno gli archeologi e le archeologhe dell’Università di Foggia condurranno nel territorio di Bovino, dove hanno già lavorato nella vasta area di scavo di Casalene, sede di una villa romana e tardoantica, non ancora del tutto portata alla luce.

On line l'antica "veduta a volo d'uccello " delle Tremiti di Mortier e Blaeu

Oggi con Google Earth è un gioco da ragazzi, grazie all’occhio del satellite e all'intelligenza artificiale. Ma nel 1600, disegnare una mappa “a volo d’uccello” era molto più difficile: un esercizio artistico, e non solo geografico.
Lo dimostra la stupenda mappa delle Isole Tremiti che regaliamo oggi agli amici e ai lettori di Lettere Meridiane: la disegnò Pierre Mortier, editore ed illustratore olandese specializzato nella riproduzione di mappe panoramiche, appunto, a volo d’uccello.
L’opera venne pubblicata nel 1704 nell’atlante “Novum Italiae Theatrum”, che rappresentava una ristampa dell’opera di Joan Blau, cartografo e navigatore.
Stupisce sia l’accuratezza dei dettaglia sia la qualità artistica della carta.
Per curiosità, potete vedere qui sotto le Isole Tremiti come le vede, oggi, Google Earth, lo spettacolare software di Google che software che genera immagini virtuali della Terra utilizzando immagini satellitari e fotografie aeree.
Per scaricare la carta di Mortier-Blaeu ad alta risoluzione cliccare qui.

mercoledì 4 ottobre 2017

Su Flickr l'album delle foto di "Foggia Imperiale" di Benedetto Biagi

La videostoria “Tutta la bellezza che abbiamo smarrito”, in cui abbiamo presentato con un suggestivo accompagnamento musicale le immagini del libro “Foggia Imperiale” di Benedetto Biagi, ha riscontrato particolare attenzione negli amici e nei lettori di Lettere Meridiane. [Se l'avete persa, potete guardarla qui].
Spero dunque di fare cosa gradita pubblicando le singole foto, che nella videostoria scorrono nel filmato, sia nella versione colorizzata, sia in quella originale, in bianco e nero, digitalmente restaurata.
Nell’occasione, prende anche il via una nuova iniziativa di Lettere Meridiane: un sito su Flickr, la più popolare piattaforma di pubblicazione e di condivisone delle fotografie, che ospiterà i materiali fotografici più importanti pubblicati dal blog.
Trovate l’album con le 42 immagini a questo collegamento:

https://www.flickr.com/photos/155615368@N03/albums/72157661142784998

Per scaricarle alla definizione che preferite, seguite questa procedura: cliccate sulla foto che vi interessa, quindi fate clic, in basso a destra sulla icona che raffigura la freccia in basso (che vedete qui a fianco).
Si aprirà un menù a tendina, che vi consentirà di scegliere la risoluzione preferita per scaricare la fotografia.
Buona visione, e buon divertimento.

Seconda stazione, il governo ha già deciso. Ma il territorio?

La nuova stazione ferroviaria di Foggia sulla linea ad alta capacità ferroviaria Napoli-Bari si farà, ed anche rapidamente: “perché basta fare un binario, non è molto complicato”.
Parola di Umberto Del Basso De Caro, sottosegretario alle infrastrutture, che in una intervista rilasciata a Teleradioerre ha così illustrato l’orientamento del Governo in merito alla seconda stazione del capoluogo dauno.
Parole che non hanno mancato di suscitare perplessità: può il progetto di una nuova stazione ridursi alla realizzazione di un solo binario? E dove sorgerà?
Non si è fatta attendere la reazione di Luigi Augelli, presidente del Comitato Un Baffo Ferroviario per Foggia che sul suo profilo Facebook ha postato un commento al vetriolo:
È ridicolo e nel contempo assurdo ascoltare le affermazioni del sottosegretario Del Basso De Caro. Mentre ancora discutiamo su stazione sì, stazione no, vedi il dibattito svoltosi in occasione della festa provinciale di Sinistra Italiana di qualche giorno fa, questi hanno già deciso. La politica, l'associazione industriali, i sindacati e gli altri attori istituzionali e sociali di questa provincia, sono a conoscenza della dichiarazione del sottosegretario? o tutto viene attuato senza che alcuno sia stato informato? non valeva la pena informarci tanto per quello che contiamo? Ma in che territorio viviamo? si può conoscere su quale sito verrà costruita la seconda stazione? E qual è l'importo dell'investimento? quale il progetto che verrà realizzato? A voi cittadini della Capitanata rimetto questi quesiti affinché possiate avere una risposta da chi è tenuto a fornirla ovvero gli eletti da questa provincia in tutti i consessi istituzionali. 
Ai microfoni di Teleradioerre, il viceministro ha riferito anche che è stata avviata la conferenza dei servizi relativamente al terzo e al quarto lotto, che riguarda la tratta Apice-Orsara di Puglia, che è anche il più costoso e il più difficile. La relativa gara dovrebbe partire entro una novantina di giorni.

martedì 3 ottobre 2017

Foggia-Novara pari anche nelle statistiche, ma quelle sviste arbitrali...

Questa volta la dea bendata ha punito il Foggia, ed anche la dea Eupalla è stata poco benigna nei confronti dei rossoneri.
Hanno influito non poco sul risultato finale i tre infortuni che hanno privato mister Stroppa della possibilità di fare delle sostituzioni tattiche e il molto discutibile arbitraggio del signor Serra di Torino (come abbiamo documentato ieri, e come mostra la foto che illustra il post, la prima rete degli ospiti era viziata da un gigantesco fallo e c’era il rigore all’ultimo minuto su Chiricò, che il direttore di gara ha invece giudicato una simulazione, inesistente e - per la serie che al danno si aggiunge la beffa - punita dal giudice sportivo con l'ammonizione e un'ammenda di 1.500 euro, comminata all'attaccante rossonero  "per avere simulato di essere stato sottoposta ad un intervento falloso in area di rigore avversaria." Sic.
Questa volta, però, il Foggia è stato meno brillante di come era successo nelle ultime giornate. Diversamente dal solito, anche le statistiche della gara sono piuttosto avare.
Tra i numeri che continuano a preoccupare maggiormente c’è il rendimento della difesa, che anche domenica scorsa non è riuscita a concludere la partita senza prendere gol, impresa che i satanelli non sono mai riusciti a portare a compimento, in questo campionato.
Un record negativo che il Foggia condivide con l’Avellino. Gli irpini hanno però incassato “soltanto” 12 gol, mentre il Foggia ne ha presi ben 5 di più: 17 reti al passivo, che fanno di quella rossonera la difesa più perforata del campionato, ed appesantiscono la differenza reti a svantaggio del Foggia: -6, peggio ha fatto soltanto il Cesena, con -11.
Il Foggia non ha particolarmente brillato domenica scorsa proprio in quella che è la sua arma migliore, il possesso palla: solo 38' 02", contro i 34' 02" degli avversari (99’ il tempo effettivo di gioco). Tradotto in termini percentuale fa 53 a 47.
Il bilancio dei tiri è leggermente a favore dei padroni di casa, con 18 palloni indirizzati verso la rete avversaria (6 quelli finiti nello specchio della porta). 9 i tiri del Novara, di cui 6 in porta.
Il Foggia è in leggero vantaggio anche per quanto riguarda gli assist (3-1) e le palle recuperate (29 contro 25) mentre cede di una sola lunghezza agli avversari il dato statistico che riguarda le palle perse: 23 quelle del Foggia, 22 quelle degli ospiti. Bilancio quasi pari anche per quanto riguarda i corner (7-5), i falli subiti (14-13) e le ammonizioni (2-2).
I numeri descrivono un match che si è snodato sul filo dell’equilibrio: il pareggio fotografa fedelmente l’andamento della gara.
Come detto all’inizio, le attenuanti ci sono: le sviste arbitrali e gli infortuni, il primo dei quali verificatosi addirittura al primo minuto, hanno contribuito a far sì che l’equilibrio non si spezzasse.
Ma il Foggia può e deve fare di più.

lunedì 2 ottobre 2017

Le furberie e le mezze verità di Rfi sulla stazione di Foggia

L’interessante tavola rotonda sulla seconda stazione di Foggia, promossa qualche giorno fa da Sinistra Italiana, ha offerto anche la possibilità di fare il punto sulle tante, furberie e mezze verità con cui Rete Ferroviaria Italiana ha portato avanti il confronto sul “baffo”.
Il capo della redazione di Foggia della Gazzetta del Mezzogiorno, Filippo Santigliano, ha definito una “barzelletta” la motivazione addotta da Rfi al ripristino della bretella di Incoronata, che ha reso possibile il bypass della stazione di Foggia.
Formalmente, l'opera è stata giustificata con la necessità di applicare la cosiddetta direttiva Viareggio, emanata dopo il grave incidente che si verificò nella stazione della cittadina toscana.
La norma prevede che i treni merci non debbano più transitare nelle stazioni ubicate nei centri abitati. È stata fatta valere solo a Foggia. Ma la cosa più amara e paradossale, è che i convogli che trasportano merci continuano a passare ancora per Foggia.
“Se un giorno l’Energas dovesse aprire i battenti a Manfredonia, i convogli che trasportano metano dovrebbero inevitabilmente transitare per Foggia”, ha osservato Santigliano.
Il segretario generale della Filt Cgil di Foggia-Bat, Ruggiero Di Noia, ha invece introdotto nella discussione un argomento di cui fino ad oggi si sapeva poco, se non nulla.
A causa di una serie di questioni tecniche, comprensibili solo agli addetti ai lavori, per ripristinare la bretella di Incoronata sono stati installate delle apparecchiature che hanno rallentato l’ingresso e l’uscita dei treni che passano normalmente per la stazione di Foggia, impegnando la tratta su cui insiste il “baffo”.
Come a dire che al danno si è aggiunta la beffa. Per far risparmiare qualche minuto ai treni dell’alta capacità ferroviaria Bari-Napoli, si sono rallentati i treni normali, compresi quelli che vengono utilizzati dai pendolari e dagli studenti per raggiungere il posto di lavoro, la scuola, l’università.
Di quanto? Secondo il sindacalista Di Noia, di almeno 4-5 minuti. L’alta velocità non è poi un grande affare, se, per far risparmiare tempo a qualcuno, lo si toglie a (tanti) altri. Non vi pare?
Dulcis in fundo, l’ormai tramontata “centralità” della stazione ferroviaria di Foggia. A parlarne è stato il presidente del Comitato, Un baffo ferroviario per Foggia, Luigi Augelli. Sono in corso i lavori che la porteranno ad essere “telecomandata” da Bari. Verranno smontati tutti gli scambi che una volta venivano manovrati a mano, e che negli ultimi decenni venivano azionati elettronicamente dai capistazione di Foggia.

Irregolare il primo gol del Novara. E il rigore su Chiricò c'era. Anzi due.

Il dispiacere di Chiricò per l'ingiusta ammonizione
Il Foggia rinvia ancora una volta l’appuntamento con la vittoria allo Zaccheria, a conferma del fatto che il cantiere di Stroppa è ancora aperto. Ma sul pareggio col Novara gravano almeno un paio di pesanti errori arbitrali: il primo gol degli ospiti era viziato da un fallo macroscopico, ignorato dal direttore di gara; il contatto in area tra Chiricò e Chiosa c'è, e l'ammonizione per simulazione è assurda.
Marco Serra di Torino è un arbitro che lascia giocare e che fischia poco. Ma nel caso di partite particolarmente maschie, com’è stata Foggia-Novara, a lasciare giocare troppo, il rischio di sbagliare alcune valutazioni che possono influire sul risultato finale aumenta. Com'è puntualmente avvenuto. Ai danni dei satanelli.
Il primo gravissimo errore Serra lo commette nell’azione che ha portato al vantaggio degli ospiti, che avrebbe dovuto essere fermata per un gigantesco fallo di Di Mariano su Fedato.

domenica 1 ottobre 2017

La seconda stazione a Foggia: l'opportunità e i rischi

La politica torna a ragionare di futuro e di sviluppo, grazie alla prima Festa Provinciale di Sinistra Italiana, che ieri sera in largo Civitella si è cimentata con un tema nevralgico: "La seconda stazione ferroviaria, quali opportunità economiche e rischi per la Capitanata?".
Vivace ed appassionato il dibattito che ha in fondo confermato i termini della questione, così come erano stati posti dagli organizzatori: la seconda stazione, utile a scongiurare che Foggia venga bypassata dall'alta capacità ferroviaria Bari-Napoli, può essere un'opportunità per il territorio, ma presenta rischi.
La conclusione è che non vi è fino ad oggi convergenza tra i diversi punti di vista, né per quanto riguarda l'opportunità della seconda stazione (comunque ormai espressamente annunciata da Rfi), né sulla sua localizzazione.
A ripercorrere la storia del progetto è stato il capo della redazione foggiana della Gazzetta del Mezzogiorno, Filippo Santigliano, che ha introdotto e moderato i lavori. Il progetto dell'alta capacità Bari-Napoli ha sempre previsto il bypass dell'attuale stazione di Foggia, per ridurre i tempi di percorrenza tra Bari e Roma. Inizialmente il baffo era stato collocato all'altezza di Borgo Cervaro, quindi è stato spostato in una zona molto più vicina all'abitato di Foggia, con il ripristino della cosiddetta bretella di Incoronata. L'opera era stata prevista in attuazione della Direttiva Viareggio, che dopo il disastro ferroviario occorso nella cittadina toscana, ha previsto che i treni merci non possano più transitare per le stazioni che si trovano nei centri abitati. "Peccato - ha commentato Santigliano - che la norma sia stata  applicata solo a Foggia, una barzelletta, tenuto conto che se si facesse l'Energas a Manfredonia i convogli col metano passerebbero per Foggia."
Gli accordi a suo tempo sottoscritti prevedevano che il raccordo sarebbe stato utilizzato "prevalentemente" per il traffico merci. Ed è stato proprio l'avverbio ad aprire la strada all'uso della bretella anche per le Frecce Argento, come sta accadendo da qualche mese con il treno no stop Lecce-Bari-Roma, il cui bilancio è però insoddisfacente: 900 posti da riempire sono tanti - ha sottolineato il giornalista - sembra che l'indice riempimento sia di appena il 23 per cento, troppo poco per pensare che Trenitalia non riveda i suoi piani.
Santigliano ha però invitato a guardare ai problemi della stazione di Foggia in un'ottica più ampia. La Regione Basilicata ha fatto ingenti investimenti sulla linea Potenza-Foggia; la Regione Molise ha potenziato la Campobasso-Roma, rendendo nuovamente attuale la vecchia idea della Lucera-Campobasso.
Le ragioni della seconda stazione sono state illustrate e difese da Luigi Augelli, coordinatore del comitato "Un baffo ferroviario per Foggia", che si sta battendo da anni per questa opera. I treni no stop sono un diritto per Bari e Lecce ma lo sono anche per Foggia. Non è più pensabile di utilizzare a questo fine l'attuale stazione di Foggia perché dappertutto la filosofia dell'alta velocità prevede  il superamento delle stazioni di testa. 
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