giovedì 2 marzo 2017

Cinemadessai | Il coraggio e la tenacia delle donne

OGGI
Ci sono almeno un paio di buone ragioni per ritenere La bicicletta verde (in onda stasera, su Iris, a mezzanotte in punto) un film storico: è stato il primo film girato interamente in Arabia Saudita ed è stato il primo ad essere diretto da una donna (Haifaa Al-Mansour, che fu costretta a girare dal retro di un camioncino, dirigendo gli attori con un walkie talkie, per evitare di incorrere in guai con l’autorità).
Interpretata da Waad Al-Masanif, Abdullrahman Algohani, Reem Abdullah, Sultan Al Assaf e Ahd Kamel la pellicola racconta una storia di coraggio e di tenacia, tutta al femminile.
Wadjda è una bambina molto sveglia, spigliata e talvolta irriverente nei confronti del conformismo religioso. Ama divertirsi usando di nascosto la bicicletta del suo amico Abdullah. I due decidono di sfidarsi tra loro, ma ci sono due problemi: Wadjda non ha una bicicletta e la religiosa musulmana vieta alle donne di guidare.
Un giorno sulla strada per la scuola la ragazza vede una bicicletta verde, nuova, ancora avvolta nel cellophane, trasportata sul tetto di una macchina. La segue fino ad arrivare nei pressi di un emporio in cui sarà messa in vendita; è allora che si pone l'obiettivo di comprarla. Chiede al proprietario, donandogli una compilation di canzoni su musicassetta a suggello della richiesta, di tenergliela da parte finché non avrà raccolto il danaro necessario per acquistarla.
Dopo molti colpi di scena Wadjda è a un passo dall’ottenere il danaro necessario, ma dovrà sottomettersi alla chiusa mentalità del suo Paese… Il finale è però intriso di speranza, ed è un grande riconoscimento al coraggio delle donne.
FilmTv ha definito La bicicletta verde “una piccola grande opera di dolce e penetrante realismo.” Da non perdere.
DOMANI
La Ciociara, in onda domani sera su TV 2000 alle 21.05, è una delle migliori interpretazioni di Sofia Loren.  Su L'Unità del 24 dicembre 1960, Ugo Casiraghi ebbe a scrivere: "La ciociara è il film di Sophia. Dove il dramma si fa sostanza, e carne e sangue come il positivo personaggio moraviano, è appunto nella ciociara e nella raffigurazione che ne dà la Loren: pur a volte composita nella sua bellezza, essa rende d'impeto la malizia, la semplicità, l'attaccamento da orsa alla sparuta figlioletta e soprattutto l'acre, spietata disperazione di una contadina, che la guerra ha maturato e insieme distrutto".

Tratto dal romanzo omonimo di Alberto Moravia (ma secondo Antonello Trombadori che esalta il film come un capolavoro del neorealismo, “il racconto moraviano è stato mondato, mediante alcuni potenti colpi d'ascia, prima, e poi con un minuto e incisivo lavoro di pomice, di tutte le ramificazioni più o meno contorte e frastagliate che lo popolano"), sceneggiato da Cesare Zavattini, il film è stato girato da Vittorio De Sica.
La storia è forte, a tinte drammatiche. Per sfuggire alla guerra la giovane vedova Cesira (Sofia Loren) e sua figlia Rosetta (Eleonora Brown) si rifugiano nel paese nativo della donna, in Ciociaria. Qui Cesira conosce il giovane intellettuale antifascista Michele (Jean-Paul Belmondo) che s’innamora di lei, venendone ricambiato. Anche Rosetta gli si affeziona, ma improvvisamente Michele viene preso da un gruppo di tedeschi che hanno bisogno del suo aiuto come guida.
Cesira decide di far ritorno a Roma. Durante il viaggio lei e la ragazza vengono violentate da un gruppo di Goumier, soldati marocchini dell'esercito francese. La vicenda sembra ormai scivolare verso il dramma…
Per la straordinaria interpretazione dell’impegnativo ruolo drammatico, la ventiseienne Loren, che negli anni cinquanta si era affermata nel genere della commedia, fu consacrata a stella del cinema con la vittoria dei maggiori premi italiani (il David di Donatello e il Nastro d'argento) e internazionali, tra cui il primo Oscar assegnato ad un'attrice per un film non in lingua inglese e il premio per la migliore interpretazione femminile al Festival di Cannes.
Un film che ha fatto la storia del neorealismo e del cinema italiano. Da non perdere.

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