domenica 5 marzo 2017

Cinemadessai | Quando le donne sono anima della lotta e del sindacato

OGGI
Il 13 novembre del 1974 Karen Silkwood, operaia in uno stabilimento nucleare, parte per incontrare un reporter del New York Times. Ma non arriverà mai all’appuntamento.
Da questa storia (vera) trae lo spunto il film denuncia Silkwood di Mike Nichols, uscito nel 1983.
I panni della combattiva operaia sono indossati da una superba Meryl Streep, che mette anima e colore nella narrazione di un personaggio complesso e affascinante . Con un passato di alcol e droga alle spalle, Karen Silwwood cerca di riscattarsi realizzandosi nel lavoro. Resta però contaminata dall’esposizione alle radiazioni dell’uranio e del plutonio che vengono lavorati nello stabilimento. Allora inizia a documentarsi sul rischio che quelle attività comportano per la salute dei lavoratori. Si iscrive al sindacato ma ben presto si trova contro i suoi stessi colleghi, ignari degli effetti delle radiazioni, e timorosi di perdere il posto di lavoro. Karen rimane più volte contaminata e decide quindi di alzare il tono della sua battaglia. Ma dovrà fare i conti con forze oscure che non vogliono che la verità venga a galla.
L’interpretazione di Meryl Streep (Nomination come Miglior attrice protagonista agli Oscar) è splendida, così come quella di Cher (Nomination come Miglior attrice non protagonista agli Oscar, e Golden Globe come Miglior attrice protagonista), che dà vita ad un’amica della protagonista.
Quindici anni dopo Il laureato, e dopo una pausa di quasi dieci anni (l’ultimo film girato era stato  Due uomini e una dote, nel 1974) Mike Nichols torna al cinema di denuncia che aveva sperimentato con successo nel 1970 con Comma 22. La pellicola è convincente, il ritmo serrato, i temi trattati - il difficile equilibrio tra lavoro, ambiente e sicurezza - ancora oggi attualissimi (vedi l’Ilva a Taranto…). Insomma un film da vedere. Stasera, alle 21.10 su Rai Storia.
DOMANI
Si avvicina la festa della donna e La7D manda in onda, domani alle 21.30, un film di sapore femminista: We want sex di Negel Cole con Sally Hawkins, Miranda Richardson, Rosamund Pike, Andrea Riseborough, Jaime Winstone.

Ispirata a fatti realmente accaduti, la pellicola racconta la storia delle operaie addette alla produzione di macchine da cucire della Ford, nello stabilimento inglese di Dagenham. Guidate da Rita O'Grady, le lavoratrici dettero vita ad uno sciopero che richiamò l’attenzione del governo e della ministra Barbara Castle, che scese in campo a fianco delle operaie.
I fatti si svolgono nel 1968, quando i mutamenti epocali della stagione della contestazione erano ancora tutti da venire.
Ad aderire alla mobilitazione nell’industria inglese furono in 183: le operaie protestavano contro la discriminazione sessuale e per la parità di retribuzione. Pagate come operaie non qualificate, le lavoratrici attuarono uno sciopero che riuscì ad attirare l'attenzione dei sindacati e della collettività, segnando una tappa miliare nella storia del movimento operaio inglese. Un film da non perdere, anche per capire un’epoca che sembra ormai distante anni luce dalla nostra.



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