martedì 18 aprile 2017

Cinemadessai | Dietro i candelabri, tra genio artistico, amore omosessuale e kitsch

OGGI
Prima di Elvis, di Elton John, di Madonna, Bowie e Lady Gaga, c’è stato Liberace: pianista virtuoso, intrattenitore stravagante e figura appariscente sia sul palcoscenico che in televisione. Primo vero performer famoso in tutto il mondo, con il suo stile ha affascinato un pubblico sterminato per tutti i 40 anni di carriera.
Wladziu Valentino Liberace (il nome all’anagrafe del musicista nato in America da padre italiano e madre polacca) ha rappresentato, in scena come nella vita privata, tutto l’eccesso, il glamour e il kitsch che solo un entertainer totale come lui poteva permettersi negli anni Cinquanta e Sessanta.
Nell’estate del 1977 Liberace conosce il giovane e affascinante Scott Thorson e, nonostante la differenza di età e l’appartenenza a mondi decisamente lontani, i due saranno amanti per 5 anni. Tratto dall’autobiografia scritta da Thorson, Dietro i candelabri è la storia di questa stupefacente relazione amorosa, dal primo incontro in un teatro di Las Vegas all’amara separazione finale.
L’idea di girare un film sulla figura del grande uomo di spettacolo è del regista Steven Soderbergh, che sul set del film Traffic, rimase colpito e stupito dalle imitazioni di Liberace, improvvisate tra un ciak e l’altro da Michael Douglas, che lo interpreta nel film biografico. A restare stupito e affascinato dall’incredibile somiglianza con cui Douglas aveva interpretato il famoso pianista anche il produttore Greg Jacobs, che mi mise subito a cercare cercare notizie sulla vita di Liberace, assieme a Soderbergh. Durante queste ricerche si sono imbattuti nel libro Dietro i candelabri scritto da Scott Thorson scoprendo così la loro grande storia d’amore.
Dopo aver mostrato il testo a Weintraub, hanno subito contattato Matt Damon per proporgli il ruolo di Scott Thorson mentre la sceneggiatura è stata affidata Richard LaGravenese, già candidato all’Oscar per La leggenda del re pescatore. 
Dietro i candelabri verrà trasmesso stasera, alle 23.00 da Rai Movie.  “L’ennesimo ‘ultimo’ film di Soderbergh - ha scritto FilmTv - è la nuova prova di un sublime coreografo di corpi attoriali, in cui Damon e Douglas si spogliano dei rispettivi status per abbandonarsi a isterie e tenerezze, trasfigurati dalla bravura prima che dal make up.”
DOMANI
Harry ti presento Sally è uno dei miei film terapeutici. Non mi stancherei mai di vederlo e rivederlo, e ogni volta mi mette allegria. Anche se puoi indovinare fin dalle prime battute come andrà a finire la storia (ma forse la forza del film sta forse proprio in questo) i continui colpi di scena intrigano ed avvincono, grazie ad una sceneggiatura intensa e brillante.

Harry Burns (Billy Crystal) e Sally Albright (Meg Ryan) si conoscono per caso quando, finita l’università, vanno a New York per intraprendere le rispettiva carriere lavorative e condividono il lungo viaggio, grazie alla spinta di Amanda, la ragazza di Harry. Durante il viaggio diventano amici, anche se Harry ritiene che l’aspirazione di ogni uomo che incontri una donna sia quella di portarsela a letto, e perciò non potrà mai esistere un’autentica amicizia tra un uomo e una donna.
Ma l’amicizia che nascerà tra i due sarà vera, cementata da un perdersi e ritrovarsi che da quel viaggio in poi accomunerà le loro vite, tra inevitabili litigi, risate, avvicinamenti ed allontanamenti.
Commedia elegante e sofisticata, Harry ti presento Sally riesce sempre a divertire. Bizzarra la traduzione italiana del titolo originale che in inglese è When Harry met Sally... ("Quando Harry incontrò Sally...") .
La storia rispecchia in qualche modo quella del regista Rob Reiner e della sceneggiatrice Nora Ephron, che firmò anche il soggetto. Reiner era stato appena lasciato da sua moglie e si trovava alla prese con una crisi depressiva, mentre Nora era allegra, solare, “perfettina” come Sally.
La pellicola ottenne tantissime nomination, ma pochi premi. Il più prestigioso fo il Bafta attribuito alla sceneggiatura (che rappresenta effettivamente una delle migliori di sempre). Nel 2000 l'American Film Institute lo ha inserito al ventitreesimo posto nella classifica delle migliori cento commedie americane di tutti i tempi. Insomma, da non perdere: domani alle 14.05 su RaiMovie.

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