giovedì 3 agosto 2017

Foggia che non c'è più: le fosse granarie (a colori)

La parte di Foggia compresa tra via Arpi, via Sant'Eligio, via della Repubblica e via San Lazzaro è quella che ha subito i maggiori rimaneggiamenti nel corso dell'ultimo secolo. La privatizzazione delle aree in precedenza occupate dal tratturo, l'innovazione tecnologica che rese obsolete le fosse per conservare il grano, ma anche bombardamenti, moti popolari, crolli, terremoti hanno letteralmente stravolto - e purtroppo non sempre in meglio - quello che era una volta il biglietto da visita della città.
Agli inizi del secolo, il paesaggio urbano in quella parte della città era dominato dalle fosse granarie attorno alle quali ruotava una parte importante dell'economia cittadina. Quel paesaggio suggestionò profondamente il poeta Giuseppe Ungaretti, che lo descrisse in pagine molto belle, durante un viaggio in Capitanata. Non a caso, e grazie all'impegno di un raffinato intellettuale come Luigi Paglia, che a quelle prose ungarettiane ha dedicato un approfondito studio, il piazzale verde che sorge vicino all'Epitaffio è stato intitolato proprio al grande poeta.
L'immagine colorizzata di oggi, tratta da una fotografia originariamente in bianco e nero, scattata dal foggiano Rodolfo Longo, mostra proprio il Piano delle Fosse, com'era attorno al 1920. Gli edifici sono praticamente irriconoscibili. Per orientare gli amici e i lettori di Lettere Meridiane, vale la pena di sottolineare che la chiesetta che si nota sulla sinistra è La Maddalena, distrutta dai bombardamenti, che sorgeva nel sito dell'attuale, omonimo parcheggio su via delle Repubblica. Il palazzo sulla destra è invece sopravvissuto, ed è quello che sorge all'angolo tra via della Repubblica e vicolo al Piano.
La procedura è stata effettuata utilizzando la tecnica di Satoshi Iizuka, Edgar Simo-Serra e Hiroshi Ishikawa (Let there be Color!: Joint End-to-end Learning of Global and Local Image Priors for Automatic Image Colorization with Simultaneous Classification).
Ricordo che tutti i giorni, o quasi, durante il periodo estivo, Lettere Meridiane regala ad amici e lettori antiche foto in bianco e nero, cui vengono applicate le tecniche prima descritte.
Trovate le immagini "colorizzate" precedenti qui.
Qui sotto, invece, i collegamenti per scaricare le foto offerte oggi.

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