martedì 31 gennaio 2017

Perché è impossibile il dialogo tra Pd e Forza Italia

Ci sono giorni che scegliere la vignetta d'apertura, del rotolo quotidiano di Madetu, è compito non facile. Giustamente, Maurizio lascia alla redazione di Lettere Meridiane questa incombenza, perché tra la vignetta scelta per la copertina e il commento si stabilisca la necessaria alchimia.
Ma certi giorni è difficile. Come oggi. Perché tutte le vignette sono divertenti. Perché tutte hanno quel retrogusto di dolce ed amaro che è proprio della buona satira. Perché lo sguardo del nostro disegnatore, ora dolce ora amaro, è sempre accattivante o lungimirante o spiazzante, e rende ardua la scelta.
Facciamo così. Per una volta mettiamo in secondo piano gli argomenti, per così dire, locali (ma sono memorabili le vignette sullo sgombero (o sgombro?) ordinato dal sindaco Landella, sul "vaffa" del presidente dell'Ordine dei Medici, vessato da troppi furti e sul megasequestro di cibi avariati a San Giovanni Rotondo) per privilegiare la vignetta politica in cui Madetu riflette sulla possibilità di una collaborazione di governo tra Pd e Forza Italia concludendo che si tratta di un impossibile dialogo. Una vignetta tanto caustica quanto immediata. Guardatela e sorridete (a me, a dirla tutta, ha fatto ridere davvero tanto...). Ma non perdete il resto, qui sotto.

Cinemadessai | Se il sindaco s'innamora del vicesindaco...

Opera prima di Umberto CarteniDiverso da chi? è stata la commedia rivelazione del 2009. Ha il merito di affrontare con leggerezza ed una certa eleganza, tanto il tema dell’omosessualità, quanto quella della persistente ritualità che regola la vita politica italiana.
Una ritualità che Piero (Luca Argentero), politicamente impegnato a sinistra, gay felicemente fidanzato con Remo (Filippo Nigro) vorrebbe spezzare, candidandosi a sindaco della città del nord-est in cui abitato (il film è stato interamente girato a Trieste).
Il suo partito decide di affiancargli quale candidato vicesindaco Adele (Claudia Gerini), esponente dell’ala più tradizionalista e cattolica, conservatrice, tenacemente favorevole alla famiglia tradizionale. Sembra una difficile alchimia tra i due, che tuttavia, tra un battibecco e l’altro, s’innamorano, suscitando scalpore negli elettori, negli avversari politici e naturalmente in Remo, che diventa improvvisamente il terzo incomodo.
Il soggetto di Fabio Bonifacci (vincitore del Nastro d’Argento) funziona. La storia è gradevole e fila via leggera, grazie soprattutto ai protagonisti (notevole Argentero, Claudia Gerini Ciak d’oro quale migliore attrice protagonista 2009).
"La commedia di Umberto Carteni - ha scritto FilmTv - mette in scena i paradossi della politica italiana con leggerezza e riesce nell’impresa, intrecciando storia d’amore, impegno divertito e satira garbata. Argentero è una conferma: sguardo desiderante sul mondo intero, mai scomposto, mai una sbavatura."
Buono il riscontro di pubblico e di critica. Diverso da chi si aggiudicò il Globo d’oro quale migliore opera prima. Stasera, alle 21.15 su Nove (canale 9 del digitale terrestre).
DOMANI
Una storia intensa e potente, in cui il senso etico fa i conti con l’informazione e il diritto-dovere della denuncia. Con Insider - Dietro la verità, Michael Mann costruisce  un film perfetto, che conferma come la settima arte possa essere, nello stesso tempo, strumento di ricerca della verità ma anche denuncia e opportunità di riflessione profonda.

Foggia-Inter 3-2, la partita della leggenda

Il 31 gennaio del 1965, lo sport foggiano visse una pagina storica. Allo stadio Zaccheria, il Foggia guidato dal presidente don Mimì Rosa Rosa e allenato da Oronzo Pugliese, neopromosso il serie A, sconfisse per 3 a 2, la grande Inter di Moratti ed Herrera, campione d'Europa e del  Mondo, in una partita che sarebbe entrata nella leggenda.
Lettere Meridiane festeggia la ricorrenza con un filmato inedito, che utilizzando materiali d'archivio, tra cui le rare immagini delle cinque reti che caratterizzarono il match, i ritagli di stampa, e gli inni d'epoca della squadra rossonera, ricostruisce e racconta quella irripetibile ed indimenticabile giornata.
Guardate il video qui sotto. Amatelo. Condividetelo.


Allarme ambientale per il Celone: è ormai una discarica a cielo aperto

È allarme ecologico al Celone. Come documentano in modo ineccepibile le fotografie postate da Bruno Caravella sul gruppo Facebook degli Amici e lettori di Lettere Meridiane, il torrente foggiano versa in un pietoso stato di degrado, che, oltre ad essere molto preoccupante sotto il profilo ambientale, rappresenta un serio rischio per la stessa incolumità delle persone.
Nel letto del torrente sono stati gettati rifiuti di ogni tipo. Alcuni particolari delle immagini di Caravella fanno temere perfino la presenza di amianto. E poi pneumatici, secchi di plastica, rottami di vecchie elettrodomestici, materiali di risulta edilizia. Il tutto depositato abusivamente. Una discarica a cielo aperto che potrebbe innescare un disastro ambientale, perchè ha completamente ostruito l'alveo del corso d'acqua.
I rifiuti sono stati sversati irresponsabilmente nel letto del torrente, a secco perché le sue acque sono invasate nella diga di Capaccio, in località Torrebianca, tra Troia e Lucera. Ma cosa accadrebbe se piogge abbondanti dovessero indurre i tecnici del Consorzio di Bonifica che gestiscono l’invaso ad aprire le paratie per far scorrere l’acqua in eccesso, com’è accaduto qualche giorno fa per la diga di Occhito?
Per quanto riguarda la diga di Capaccio si tratta, per fortuna, di un’eventualità remota, ma non impossibile. L’invaso ha una capacità  utilizzabile di 16,80 milioni di metri cubi d’acqua (a fronte di una capacità massima di 25,82 milioni). Attualmente, risultano invasati 13 milioni e 872.500 metri cubi d’acqua. Ma un anno, fa, il 31 dicembre del 2016, nell’invaso si trovavano 17 milioni e 240.000 metri cubi.
Resta comunque l'allarme per la discarica abusiva, che potrebbe contenere anche sostanze tossiche e nocive, come appunto l'amianto.
Le foto sono state scattate in agro di Foggia, ad un chilometro circa dalla circonvallazione di Foggia, verso Lucera. Trovate qui sotto il montaggio video delle fotografie di Caravella. Se volete guardarle singolarmente, le trovate invece nella bacheca del gruppo Facebook degli Amici e Lettori di Lettere Meridiane.

lunedì 30 gennaio 2017

Vigiano: "Per rilanciare lo sviluppo, più impegno degli Ordini professionali"

Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo la riflessione che segue di Luigi Vigiano, consigliere comunale a Foggia, con delega alla valorizzazione del patrimonio immobiliare. È un intervento molto lucido e "dal di dentro", nel senso che Vigiano si occupa da molti anni di programmazione, e ha vissuto in prima persona molti dei processi che hanno portato all'attuale stato dell'arte.
Tre punti della nota di Vigiano mi sembrano particolarmente interessanti: la sottolineatura della necessità di "fare sintesi", l'invito ad un maggiore protagonismo da parte dei professionisti e dei loro ordini, e la proposta di istituire una sorta di Cnel provinciale, e comunque un organismo che chiami a raccolta i diversi attori, per una discussione meno episodica sul futuro del territorio. Ottima anche la ricognizione sul "parco progetti" di cui la Capitanata dispone, e che basterebbe forse da solo ad azionare positivi meccanismi di ripresa. Insomma un intervento che merita una lettura attenta ed approfondita. E risposte altrettante attente ed approfondite. Buona lettura (g.i.)
* * *
Sto seguendo con interesse il dibattito che si sta sviluppando sul blog di Lettere Meridiane.
Analizzando i primi articoli arrivati, trovo conferma al mio modo di vedere le cose e dopo un lavoro trentennale di programmazione territoriale.
Ho potuto constatare nell’arco dei decenni che la prima difficoltà che emerge in città e in provincia è lo scrivere: i più apprezzati professionisti hanno grandi difficoltà o pigrizia a scrivere, a tradurre le loro idee in scritti, a presentarli in forma fruibile e leggibile alla società civile.
Il secondo handicap deriva dalla propria autostima: si prova grande sforzo, una volta trasferite le idee in scritti, a confrontarsi con gli altri.

Vent'anni fa la scomparsa dell'indimenticabile Vincenzo Affatato

Vent’anni fa, il 24 gennaio del 1997, passava a miglior vita Vincenzo Affatato, decano dello sport e pioniere del pugilato foggiano, che per merito suo ha sfornato tanti campioni e ha vinto tanti allori.
Una vita esemplare la sua, dal punto di vista umano, professionale e sportivo.
Insignito dal Comitato Olimpico Nazionale della Stella d’argento al merito sportivo, nella sua carriera di atleta, di tecnico e di dirigente, Affatato ha vinto praticamente tutto, con partecipazioni olimpiche, titoli internazionali e tricolori.
Fondatore nel 1948 della Pugilistica Foggia, assieme al dottor Alfonso Taralli (la società avrebbe assunto il nome di Pugilistica Taralli dopo la morte del medico), Affatato guidò Paolo Curcetti alle Olimpiadi di Roma del 1960. Da dirigente del sodalizio foggiano, dopo aver forgiato gli insegnanti Lorenzo Delli Carri e Carmine Fracasso (che è stato anche responsabile del settore giovanile della Federazione pugilistica) ha vissuto le epiche vicende di Gaetano Curcetti, olimpionico a Monaco nel 1972, Luciano Bruno, vincitore della Coppa del Mondo a Roma e medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1984, e Salvatore Curcetti, campione d’Italia e campione d’Europa tra i professionisti.
Collaboratore del Coni di Foggia e per diversi anni delegato provinciale della Federboxe, Affatato è stato anche socio della sezione foggiana della Federazione dei Veterani dello sport.

Cinemadessai | Stasera C'era una volta il West, il capolavoro western di Sergio Leone

OGGI
La dimensione epica del cinema di Sergio Leone raggiunge l’apice, in C’era una volta il West, e così pure il western all’italiana, che con questa pellicola celebra la fine di un epoca, ed anche di un’epopea.
Leone non aveva mai girato negli States: i film della trilogia del dollaro erano stati infatti realizzati prevalentemente in Almeria, in Spagna.
La memorabile sequenza dell’arrivo di Jill (Claudia Cardinale) a Flagstone sul carretto guidato da Sam (Paolo Stoppa), con l’alternanza di campi lunghi e lunghissimi fino alle maestose montagne della Monument Valley, accompagnata dalla celebre colonna sonora di Ennio Morricone, è la celebrazione suprema di un west - e di un’America - che di lì a poco a poco non esisterà più. Ed anche una delle sequenze più belle e magiche di tutta la storia del cinema.
Il progresso che sancisce la fine di un'epoca ha le sembianze del treno, che per viaggiare ha bisogno non solo di binari, ma anche di acqua. Per ottenerla Morton (Gabriele Ferzetti) va per le spicce. Incarica il suo sicario Frank (Henry Fonda) di intimidire il proprietario della terra, ma il malvivente compie una strage ed organizza le cose in modo da farne ricadere la responsabilità su Cheyenne (Jason Robards), un bandito.
Jill è la nuova moglie del proprietario del terreno ucciso, ed è con lei che dovranno fare i conti Morton e Frank.
Cheyenne si schiererà dalla parte di Jill. Ma a scompigliare le carte sarà l’arrivo di un misterioso pistolero, Armonica (Charles Bronson, mitico), che ha un conto in sospeso con Frank.
Dopo la trilogia del dollaro, Sergio Leone non aveva intenzione di girare altri western. Ma la Paramount gli offrì un budget importante e soprattutto la possibilità di avere nel cast il suo attore preferito: Henry Fonda.
Alla sceneggiatura collaborarono inizialmente Bernardo Bertolucci e un giovanissimo Dario Argento, che faceva allora il critico cinematografico a Paese Sera, e non era approdato ancora al cinema. I due si ritirarono ad un certo punto e lasciarono nei guai Leone, che richiamò il suo vecchio sceneggiatore, Sergio Donati. La splendida fotografia è invece curata da Tonino Delli Colli. Straordinaria la colonna sonora di Ennio Morricone.
Il successo di C’era una volta il West fu vastissimo, e internazionale.
Autori del calibro di Quentin Tarantino, Martin Scorsese, George Lucas, John Carpenter e John Boorman hanno parlato dell'influenza che il film ha avuto su di loro. C’era una volta il West è ormai considerato uno dei migliori film mai realizzati e alcuni critici lo considerano il miglior western di sempre e la più bella realizzazione di Sergio Leone come regista (per quel che mi riguarda, io penso che sia comunque C'era una volta in America... e voi?)
Imperdibile. Da rivedere ogni volta che si può, come si addice ai classici. Stasera, alle 21.20, su RaiMovie.
DOMANI
Opera prima di Umberto Carteni, Diverso da chi è stata la commedia rivelazione del 2009. Ha il merito di affrontare con leggerezza ed una certa eleganza, tanto il tema dell’omosessualità, quanto quella della persistente ritualità che regola la vita politica italiana.

domenica 29 gennaio 2017

Buche a Foggia. Come uscirne? Il consiglio di Madetu

Le buche a Foggia stanno diventando un problema sempre più pressante. Che non riguarda soltanto le strade che non vengono sottoposte a manutenzione da tanti anni, e che ricordano il formaggio svizzero. Anche strade che sono state da poco asfaltate, con le piogge di queste settimane, si stanno già rovinando, con tanto di buche e di pericoli per l'incolumità di automobilisti e di pedoni.
Che fare, si chiede il nostro Madetu? Come uscirne? Nella vignetta sopra trovate la risposta.
Per il resto, lo sguardo che graffia e che sorride del disegnatore satirico di Lettere Quotidiane si posa oggi su eventi di carattere nazionale e regionale. Non poteva mancare l'ennesima disavventura giudiziaria di Berlusconi, rinviato a giudizio per il caso delle Olgettine, quindi la depenalizzazione delle violenze domestiche voluta da Putin, il caso dei dipendenti dell'azienda di trasporto pubblico barese sorpresi a fare sesso in un mezzo della loro azienda, il solito Grillo, l'Unione Europea e i suoi valori sempre meno... scontati. Buona visione e buon divertimento. 

Emiliano da Annunziata: "Il congresso subito. Renzi sta dilapidando il patrimonio del Pd"

"Mi candiderò se sarà necessario. Credo che la priorità sia quella di trovare un unico candidato alternativo a Renzi alla guida del Pd. Se sarò io va bene, se sarà un altro lo sosterrò senza problemi, farò la campagna elettorale per lui andando ad attaccare anche i manifesti, se questo sarà utile."
Intervistato da Lucia Annunziata nella trasmissione In 1/2 ore, in onda su Rai3, Michele Emiliano spara ad alzo zero su Matteo Renzi e rilancia la richiesta del congresso, annunciando che se questa non sarà soddisfatta di potrebber arrivare perfino alla "carta bollata" e che nei prossimi giorni partirà una raccolta di firme per sollecitare il segretario ad aprire la fase congressuale.
Il programma si apre con le immagini della manidestazione di protesta inscenata dai precari della ricerca che operano nell'Istat, davanti alla sede del Partito Democratico.
La  prima domanda posta da Annunziata ad Emiliano riguarda l'assenza del governatore pugliese dalle due manifestazioni, quella di Renzi a Rimini e quella di D'Alema a Roma, che ieri hanno vivacizzato il confronto interno al Pd.
Perché non è andato né all'una né all'altra delle manifestazioni?
"Forse perché ho avuto la stessa intuizione che avete avuto voi con il vostro servizio. Esiste un'Italia di cui nessuno parla, che è l'obiettivo del Pd, e spesso in queste riunioni che sono molto ben organizzate con un copione prefissato e un finale altrettanto prefissato, di questa Italia non si parla o ,se se ne parla, lo si fa in maniera collaterale, non come se fossero il centro della nostra preoccupazione.

Cinemadessai | Daniel Day-Lewis, boxer pacifista

OGGI
Peccato per l’orario non proprio abbordabile (stasera, in seconda serata alle 23.50, su Rete 4), ma The boxer, girato da Jim Sheridan nel 1997 è un film che merita di essere visto. Racconta di Danny (Daniel Day-Lewis) e Maggie (Emily Watson), un ragazzo e una ragazza irlandesi cresciuti insieme in una Belfast insanguinata dalla guerra civile. Danny è un militante dell’Ira, il gruppo terroristico irlandese che combatte gli inglesi. Finisce in carcere per molti anni e quando torna in libertà, trova Maggie che si è rifatta una vita sposando il suo migliore amico.
Un po’ per sfogare le sue frustrazioni, un po’ per offrire una chance di futuro ai ragazzi di Belfast, Danny  apre una palestra di boxe. E scopre che lui e Maggie non hanno mai smesso di amarsi.
Film intenso, interessante, godibile. Ha scritto sulla pellicola Film Tv: "È onesto, pacifista, scabro e dubbioso come solo può essere oggi un film sull'Irlanda (come sulla ex Yugoslavia, sull'Algeria, sulle mille guerre di religione, razza, cultura che assediano il mondo). "The Boxer" non è sull'Ira buona e gli inglesi cattivi, e nemmeno sull'Ira buona e quella cattiva, ma sullo sfinimento di una guerra ormai "infinita". Jim Sheridan, alla sua terza collaborazione con Daniel Day-Lewis (che è davvero molto bravo in una parte proletaria, in sottotono e neppure tanto fascinosa), mette giustamente la sordina a questa storia di persone che tentano di ricominciare a vivere, appunto, in sordina."
DOMANI
La dimensione epica del cinema di Sergio Leone raggiunge l’apice, in C’era una volta il West, e così pure il western all’italiana, che con questa pellicola celebra la fine di un epoca, ed anche di un’epopea.
Leone non aveva mai girato negli States: i film della trilogia del dollaro erano stati infatti realizzati prevalentemente in Almeria, in Spagna.

Shoah, la videopoesia di Bruno Caravella per la Giornata della Memoria

Autore sensibile e raffinato, sia quando compone canzoni, che quando scrive poesie. Il fatto bello è che Bruno Caravella fa l'una cosa e l'altra non soltanto con la testa, ma anche e soprattutto con il cuore.
In occasione della Giornata della Memoria, Bruno ha composto una poesia particolarmente intensa intitolata Shoah. Parla di fiori, "piccole stelle gialle" che spuntano, tenaci e caparbi, anche dietro il filo spinato dei campi di sterminio. Ma non c'è spazio per la speranza. Perché il freddo e il gelo cancelleranno anche quelle sparute tracce di colore.
Qui sotto la videopoesia tratta dai versi di Bruno, che potete comunque leggere più avanti. Guardatela, amatela, condividetela.



sabato 28 gennaio 2017

Il mercato del Foggia? Una generazione di... Figliomeni

Maurizio De Tullio per una volta mette un attimo da parte il suo sguardo che graffia, e regala quello che sorride al mercato rossonero, con una beneaugurale vignetta sul neo acquisto Giuseppe Figliomeni. Speriamo porti bene ai satanelli.
Le altre vignette sono riservate al fenomeno del vandalismo, purtroppo sempre più diffuso a Foggia, e al Colosseo... eterno cantiere, come Eterna è la città in cui sorge. Buona visione, e buon divertimento.

Cinemadessai | Le paludi della morte, ovvero la voce e il volto delle donne ammazzate

Figlia d’arte, alla sua seconda opera, Ami Caan Mann (figlia del celebre Michael Mann, qui nelle vesti di produttore) si allontana e si emancipa definitivamente dall’eredità artistica paterna, per realizzare un giallo intenso e al tempo stesso delicato.
Uscito nel 2011, Le paludi della morte è stato molto apprezzato dalla critica, che ha sottolineato l'approccio delicato al racconto di fatti brutali da parte della regista.
Ispirato a eventi reali, questo thriller intenso e inquietante racconta la storia del detective Mike Souder (Sam Worthington), agente della Omicidi in una cittadina texana, e del suo partner, Heigh (Jeffrey Dean Morgan), un poliziotto appena arrivato da New York, alle prese con un serial killer che getta i corpi delle sue vittime in un'area paludosa chiamata ‘Killing Fields".

Mercato: Lecce al top, Foggia così così

Matteo Rubin, nella "top 11" con Sarno
Sempre molto attento ai fatti della Lega Pro, il giornalista leccese di Blasting News, Antonio Murrone, si  è preso la briga di calcolare il valore delle rose delle squadre che disputano il girone C mentre mancano ormai poche ore alla chiusura del mercato.
L’edizione autunnale ha modificato sensibilmente lo stato delle cose. A fare il botto è stato il Lecce, con l’acquisto di Costa Ferreira, il cui valore è stimato in 700.000 euro.
Utilizzando i dati del sito specializzato, transfermrkt.it, Murrone ha calcolato il valore (comunque provvisorio, visto che manca ancora qualche giorno allo stop alle trattative) delle diverse rose.
La rosa più pesante risulta essere quella del Lecce, che proprio grazie all’acquisto della mezzala prelevata dall’Entella, ha sorpassato il Catania.
La graduatoria vede così al comando il Lecce (con un valore complessivo della rosa di 6,23 milioni), seguito da Catania (5,63) e Matera (5,48). Solo al quarto posto il Foggia (4,68), seguito da Juve Stabia (4,13) e Cosenza (4,05).
Sempre utilizzando i dati di transfermrkt.it, Murrone ha anche individuato la formazione ideale del girone C, sulla base del valore di ciascun giocatore.
Le formazioni più rappresentate sono ancora una volta il Lecce e il Catania, con tre uomini a testa. Il Foggia è presente con due giocatori, il terzino Rubin, e l’attaccante Sarno.
La top 11 vede tra i pali il portiere del Catania Passeri, in una difesa a quattro, sulla sinistra il foggiano Rubin, a destra il materano Di Lorenzo, centrali i catanesi Marchese e Drausio.
A centrocampo, figurano Matute della Juve Stabia e Bangu (Reggina). Il modulo utilizzato da Murrone prevede un 4-2-3-1 sicché avremmo sulla linea dei trequartisti il foggiano Sarno (a destra), e i salentini Torromino e Costa Ferreira, rispettivamente a sinistra e al centro. Attaccante, il leccese Cuturano.

L'alcolismo si sconfigge con l'ecologia sociale

Oggi a Foggia convergono le Famiglie dei Club Alcologici Territoriali della Puglia che si incontrano per il loro secondo Congresso, in occasione dei 30 anni dalla fondazione della loro Associazione Regionale, “l’ARCAT Puglia”.
La manifestazione si svolgerà per tutta la giornata presso la sala del Tribunale della Dogana, in piazza XX Settembre (inizio dei lavori alle ore 10,00 per agevolare l’arrivo delle famiglie dalle province della Terra di Bari e del Salento).
“Dai Club degli Alcolisti in Trattamento all’Ecologia Sociale” è il tema del congresso, che vedrà esperti e famiglie discutere del percorso associativo, ma anche del cambiamento avvenuto nella metodologia (la Metodologia Hudolin) che ispira l’intero movimento dei CAT.
Un percorso che ha visto, nel corso dei ultimi 30 anni, migliaia di famiglie pugliesi transitare dalle riunioni settimanali dei club e risolvere i loro problemi legati al consumo di bevande alcoliche  (quello che un tempo veniva definito come alcolismo).
A discutere di tali problematiche oltre alle famiglie vi saranno i rappresentati del movimento a loro vicino degli Alcolisti Anonimi (gli ispiratori del Self Help tanto noto negli Stati Uniti e nel mondo anglosassone) nonché autorevoli rappresentanti del mondo dei servizi pubblici e del volontariato sociale della Puglia e delle Regioni vicine (Basilicata, Campania, Molise, Abruzzo).
Tutti assieme determinati e desiderosi di migliorare ogni possibile collaborazione, allo scopo di mettere a disposizione delle famiglie in difficoltà ogni potenziale risorsa del territorio pur di migliorare la vita delle persone e delle famiglie con problemi alcolcorrelati e complessi. L'approccio ecologico-sociale messo a punto da Hudolin si fonda del resto proprio sull'inserimento delle problematiche correlate al consumo di bevande alcoliche in un contesto più ampio, che chiama in causa non soltanto il soggetto interessato e la sua famiglia, ma la comunità nel suo complesso. Ed è un problema che sta diventando, purtroppo, sempre più attuale.

venerdì 27 gennaio 2017

Madetu per la Giornata della Memoria: tre vignette per non dimenticare

Lo sguardo che graffia e che sorride di Maurizio De Tullio si posa oggi sulla Giornata della Memoria. Tre vignette che ci invitano a non dimenticare. Perché la memoria è una risorsa di futuro. E perché un'epidemia di Alzheimer, come scherzosamente il nostro disegnatore ipotizza nella vignetta che apre il "rotolo" di oggi, potrebbe ricacciare l'umanità nell'orrore e nella tragedia della Shoah.
Buona visione. E per oggi niente auspicio di buon divertimento, ma piuttosto: buona riflessione.

Cinemadessai | Meglio ricercati che ricercatori, in prima tv la commedia rivelazione di Sydney Sibilia

Stasera su RaiTre (ore 21.15) c'è una delle commedia italiane più scoppiettanti e divertenti degli ultimi anni, Smetto quando voglio, opera prima di Sydney Sibilia, con un cast di tutto rispetto che comprende Edoardo Leo, Valeria Solarino, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, con la partecipazione straordinaria di Neri Marcorè, in forma radiosa.
Al centro della storia, c'è Pietro Zinni, che ha trentasette anni, fa il ricercatore ed è un genio. Ma questo non è sufficiente. Arrivano i tagli all'università e viene licenziato. Cosa può fare per sopravvivere un nerd che nella vita ha sempre e solo studiato?
L'idea è drammaticamente semplice: mettere insieme una banda criminale come non se ne sono mai viste. Recluta i migliori tra i suoi ex colleghi, che nonostante le competenze vivono ormai tutti ai margini della società, facendo chi il benzinaio, chi il lavapiatti, chi il giocatore di poker. Macroeconomia, Neurobiologia, Antropologia, Lettere Classiche e Archeologia si riveleranno perfette per scalare la piramide malavitosa. Il successo è immediato e deflagrante, arrivano finalmente i soldi, il potere, le donne e il successo. Il problema sarà gestirli...
Scrive Sydey Sibilia nelle sue note di regia: “Smetto Quando Voglio è una commedia acida, parodistica e ultra citazionista, in cui il dramma sociale viene ripreso solo ed esclusivamente come espediente comico. Siamo partiti dalla realtà come si faceva nella commedia all'italiana, e ci siamo lasciati contaminare dal cinema americano contemporaneo, mettendo nel film tutto quello che ci piace. Quello che Tarantino fa con i film italiani noi abbiamo provato a farlo con i prodotti americani.”
Il risultato è veramente esilarante. Un film che rilancia la commedia italiana, aprendole nuove prospettive. Da guardare assolutamente.
DOMANI
Figlia d’arte, alla sua seconda opera, Ami Caan Mann (figlia del celebre Michael Mann, qui nelle vesti di produttore) si allontana e si emancipa definitivamente dall’eredità artistica paterna, per realizzare un giallo intenso e al tempo stesso delicato.
Uscito nel 2011, Le paludi della morte è stato molto apprezzato dalla critica, che ha sottolineato l'approccio delicato al racconto di fatti brutali da parte della regista.
Ispirato a eventi reali, questo thriller intenso e inquietante racconta la storia del detective Mike Souder (Sam Worthington), agente della Omicidi in una cittadina texana, e del suo partner, Heigh (Jeffrey Dean Morgan), un poliziotto appena arrivato da New York, alle prese con un serial killer che getta i corpi delle sue vittime in un'area paludosa chiamata ‘Killing Fields".
Nonostante la scena del crimine sia fuori dalla loro giurisdizione il detective Heigh si sente in dovere di indagare su questi terribili omicidi. L'assassino intanto cambia le ‘regole del gioco", stuzzicando i due detective e lasciando una serie di indizi sulla scena del crimine. Quando scompare una ragazzina del posto. Anne (Chloe Grace Moretz) i due detective iniziano una lotta contro il tempo per trovare l'assassino e salvarle la vita.
Il resto del cast è composta  da Jessica Chastain (The Tree of Life, The Help). Jason Clarke (Nemico pubblico, Chicago Code) e Stephen Graham (Pirati dei Caraibi: oltre i confini del mare, Boardwalk Empire).
Commentando il film, Ami Mann ha ricordato come durante le ricerche preliminari abbia avuto modo di visionare la mappa delle vittime (ne furono contate una sessantina) pubblicata da un giornale locale. “Inserite sulla mappa rappresentavano un insieme di fantasmi bellissimi, mentre i loro occhi ti attraversavano e chiedevano di essere ascoltati. Credo che sia stato proprio questo a spingermi, assieme al cast e alla troupe, a cercare di raccontare questa storia cosi brutale nel modo più delicato possibile. Come potevamo descrivere questa vicenda? Come restituire una voce a persone che se la sono vista portar via?”
La risposta - importante e sorprendente - sta nel film, che merita veramente di essere visto.
Domani sera alle 21.15, su Rai4.

Oltre il filo le stelle, Carchia racconta la Shoah

"Auschwitz. Nell’aria una spessa impalpabile coltre di anime, in rassegnata attesa. Inusuale silenzio, e ancora silenzio. Ascolta il silenzio delle voci, e non giocare in nome del tuo Io, o del tuo Dio."
Si conclude con queste memorabili e struggenti parole il bel cortometraggio “Oltre il filo…le stelle” scritto e diretto da Luigi Carchia, validamente interpretato e narrato da Guido Di Paolo (nella foto che illustra il post).
Utilizzando riprese effettuate ad Auschwitz, Birkenau, Dachau e Terezin, il filmato racconta l’orrore dei campi di concentramento e di sterminio, attraverso un testo particolarmente intenso e toccante, ed immagini crude e fortemente espressive.
Un lavoro semplice ma riuscito ed efficace, quello di Carchia, ottimamente coadiuvato da Vincenzo Siesto, direttore della fotografia, e prodotto da CinemAzione e ArtEmozioni. Le musiche sono di Alexandr Spiewok, aiuto regista Gianluca Latino. Tutti molto bravi.
Oltre il filo…le stelle è stato pubblicato sul canale YouTube della Biblioteca Provinciale di Foggia, La Magna Capitana, in occasione della Giornata della Memoria 2017.
Guardatelo qui sotto. Amatelo. Condividetelo. Perché simili orrori vengano consegnati alla Storia e non abbiano più a ripetersi.

giovedì 26 gennaio 2017

A Bari il treno veloce, a Foggia... la locomotiva

La cronaca e l'attualità offrono tanti spunti alla penna di Madetu, e alle vignette satiriche. Tanto per stare alle cose di casa nostra, la querelle sul treno veloce Bari-Roma propugnato dal sindaco di Bari e la singolare situazione che vede Foggia ancora in difficoltà, nonostante le recenti parole di elogio pronunciate dal sidaco Landella, di onorare degnamente la memoria di uno dei suoi più illustri politici del passato, quel Vincenzo Russo che fu anche ministro.
Assai bella anche la vignetta sul "rito del maiale", dal punto di vista della povera bestia avviata al macello.
Nel mirino di Maurizio De Tullio finisce simpaticamente ancora una volta il consigliere comunale Giuseppe Mainiero, mentre per quanto riguarda la cronaca nazionale il suo sguardo che graffia e che sorride si posa su Matteo Renzi,  l'immancabile Beppe Grillo, Fabrizio Corona, Luigi Di Maio, e il brutto episodio verificatosi a Venezia.
Buona visione e buon divertimento.

Il cinema della memoria | Anche nei lager fiorisce la bellezza

Nutrita la programmazione cinematografica in televisione, riservata alla Giornata della Memoria. Da segnalare, su tutto, la prima che sarà messa in onda questa sera da Rai Tre alle 23.15 de "Il maestro", docufilm di Alexandre Valenti, dedicato al musicista di Barletta Francesco Lotoro, che da anni si dedica al recupero della musica concentrazionaria, ovvero la musica composta nei lager da musicisti che vi erano deportati.
Con l'aiuto di Grazia, la moglie, e accompagnato dalla sua Orchestra di Musica Concentrazionaria, Francesco fa rivivere le note scritte dai musicisti deportati nei
campi di concentramento della Seconda Guerra Mondiale, da cui i più non hanno
fatto ritorno.
Sono oltre 4.000 gli spartiti che il musicista pugliese ha recuperato nel corso della sua ventennale ricerca, riportando in vita melodie composte come atto creativo per cantare la vita in quelle fabbriche di morte: spartiti scritti da prigionieri di ogni credo e provenienza tra il 1933 e il 1945, in uno dei periodi più bui della storia dell’umanità. Un archivio musicale unico al mondo, che il maestro pazientemente raccoglie per dar vita alla prima enciclopedia di musica concentrazionaria.

Cinemadessai | Beverly Hills Cop, il miglior Eddie Murphy di sempre

Il suo estro si è forse affievolito con il passare negli anni. Ma in Beverly Hills Cop, Un piedipiatti a Beverly Hills, che uscì nel 1984, Eddie Murphy è al top della forma. Una interpretazione smagliante, incalzante, indimenticabile, in un film che fa ridere e che ti tiene avvinto alla poltrona, dal primo all’ultimo minuto.
L’AFI's 100 Years... 100 Laughs lo ha inserito al 63º posto tra i 100 migliori film commedia statunitensi.
Martin Brest riesce a tirare fuori a Murphy il meglio.
Esuberante, insofferente alle regole ma eccellente poliziotto, Alex è vittima di un’aggressione nel corso della quale viene ucciso il suo migliore amico, un giovane ladruncolo.
I superiori affidano le indagini ad un altro agente, e Alex decide di indagare per proprio conto, mettendosi in ferie a finendo a Beverly Hills, dove troverà il modo di mettersi nei guai anche con la polizia locale. Ma alla fine la verità verrà fuori.
Per il ruolo di Alex, la produzione aveva pensato in un primo momento a Mickey Rourke, quindi a Sylvester Stallone. Alla fine la scelta cadde su Eddie Murphy, all'epoca star del Saturday Night Live e agli inizi della sua carriera cinematografica. Per il giovane attore di colore fu la consacrazione.
In onda su Mediaset Italia 2, domani sera alle 21.10.
DOMANI
In onda domani sera, su RaiTre (ore 21.15) una delle commedia italiane più scoppiettanti e divertenti degli ultimi anni, Smetto quando voglio, opera prima di Sydney Sibilia, con un cast di tutto rispetto che comprende Edoardo Leo, Valeria Solarino, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, con la partecipazione straordinaria di Neri Marcorè, in forma radiosa.

Maltrattamenti e abusi su minori, se ne discute a Foggia

I maltrattamenti e gli abusi sui minori stanno diventando un fenomeno sempre più diffuso. Come comportarsi di fronte a casi di questo tipo? Come ascoltare i minori coinvolti? E che atteggiamento mantenere verso i responsabili di episodi di abuso o maltrattamento?
A questi interrogativi risponderà un convegno promosso dall’Ordine Psicologi della Regione Puglia che si svolgerà a Foggia, oggi 26 gennaio, presso l’Hotel Cicolella.
“Maltrattamento e abuso: l'ascolto del minore e il trattamento dell'offender” è il tema dell’iniziativa, dedicata ad Emma Francavilla, psicologa pugliese recentemente scomparsa, che aveva dedicato a questi temi molta parte del suo impegno professionale.
I lavori avranno inizio alle 9.00 con i saluti del dott. Antonio Di Gioia, presidente dell’Ordine Psicologi della Regione Puglia, del prof. Maurizio Ricci, rettore dell’Università degli Studi di Foggia, dell’avv. Stefano Pio Foglia, presidente dell’Ordine Avvocati del Foro di Foggia e del dott. Fulvio Giardina, presidente dell’Ordine Nazionale Psicologi.
La prima sessione dei lavori sarà dedicata al tema “L'ascolto del minore in sede civile e penale”, con la partecipazione di qualificati magistrati ed esperti di diritto, e con il presidente dell’Ordine Nazionale degli Psicologi nel ruolo di “discussant”.

Che fine hanno fatto le "palle" della Fontana del Sele?

Che fine hanno fatto le sfere che, per breve tempo, hanno adornato la Fontana del Sele, in piazza Cavour? Se lo domanda, non senza una buona dose di ironia, Giovanni Passiante, che in un post sulla pagina Facebook di Lettere Meridiane scrive: “Le uniche "palle" che ho visto a Foggia negli ultimi 10 anni sono quelle della fontana a piazza Cavour. Anche quelle sono sparite.”
E voi, le ricordate, cari amici e lettori, di Lettere Meridiane
Furono installate dopo il restauro della monumentale fontana più o meno nel 2008. Le vedete nella foto che illustra il post. Furono però smontate di lì a poco. Come si vede chiaramente dall’immagine, erano pericolose per la circolazione in quanto erano state collocate proprio sulla sede stradale. (E poi, a dirla tutta, non erano particolarmente belle…)
Ma dove sono finite? Stimolato dalla domanda dell’amico Passiante, ho fatto qualche ricerca. In qualche vecchio forum, c’è chi sostiene che vennero rimosse da piazza Cavour per essere collocate nella contigua piazza Giordano, che stava per essere restituita alla città, dopo un’operazione di restauro altrettanto discussa.
Come si vede dalla foto sotto, scattata con Google Street View, una somiglianza c’è.
E voi, amici e lettori, che ne dite?




mercoledì 25 gennaio 2017

Grazie al Gps... coito in flagrante

È la cronaca a catturare oggi lo sguardo che graffia e che sorride di Madetu. Cronaca piccola, come la coppietta che dopo aver rubato un'auto a Foggia si è appartata, ed è stata "coita in flagrante" dai tutori dell'ordine... e cronaca grande come il muro che il presidente Trump si appresta a far innalzare tra gli Stati Uniti e il Messico. E poi la separazione di Belen, la presa di posizione del presidente del consiglio comunale, Luigi Miranda, contro il treno no stop Bari-Roma che sta facendo tanto discutere (e incazzare) i foggiani, una vignetta più amara che satirica sul triste primato che il nostro Paese sta accumulando, in materia di corruzione.
Buon divertimento, buona visione, buona lettura.

Viscardo di Manfredonia. La terza puntata.

Lettere Meridiane pubblica, a puntate, il romanzo di Francesco Prudenzano, Viscardo di Manfredonia. Di seguito, la terza puntata, che corrisponde al terzo capitolo. Per non perdere neanche una puntata e restare sempre aggiornati sull'intrigante storia, trovate in questa pagina, l’elenco dei personaggi, i collegamenti ai diversi capitoli, il riassunto delle puntate precedenti. Buona lettura.
* * *
CAPITOLO III.
La mensa è imbandita in una delle stanze che guardano da lontano l’Adriatico. Le pareti son ornate di paesaggi e marinelle di Salvator Rosa, giovane di buon tempo che allora saliva in gran fama come poeta e come pittore, per le sue satire c per le sue tele rappresentanti paesi e battaglie. Due grandi balconi davano su d’un giardino pensile, pieno ne’ viali di fiori variopinti e odorosissimi. Molte casse di agrumi erano qua e là disposte in bel disordine, e l'aria pregna di quelle fragranze accresceva a’commensali il diletto e la gioia. Due gabbioni alle due ali del giardino, accosto al folto delle piante accoglieano uccelli canori, e soavi alla vista pel vario e lucente colorito delle loro penne. Nel mezzo sorgeva una fontana di bianchi marmi dalla quale scaturivano le fresche acque a limpidi zampilli da una specie di scabro monticello ricamato di fiori, che s'alzava dentro una gran vasca, ove nuotavano de’ pesci scambienti [cangianti] al guizzo e al moto che facean nell'acqua. La brigata avvertita dallo scalco [servitore] entrò nell’ampia stanza, prendendo ognuno i suoi posti. Una gran tavola per centoventi convitati, di figura ovale, era situata in mezzo dessa, coverta di finissime tovaglie di filo di Germania a pressioni, con frange e lavori di ricamo all’orlo. Piatti e zuppiere di porcellana riccamente dorata e con miniature rappresentanti tornei e paesaggi, di fabbrica napoletana; e cristalli tagliati di Boemia, con sottobicchieri, acetiere e saliere d’argento cesellate da Benvenuto Cellini. Un sontuoso vaso di fiori sorgeva iammezzo alla tavola a guisa di trofeo. Le sedie disposte in bell’ordine, erano secondo l'uso a bracciuoli con molti fogliami nelle spalliere, smaltati d’oro lucentissimo, e cuscini di damasco fiorato. In un angolo v’era una credenza carica di vasellami, di salse, di vassoi con frutti canditi e lavori di zucchero a varie fogge e specie, come quadrupedi, pesci, uccelli, gruppi di pastori e caseggiati; e quindi una fila di bottiglie di vini nostri e forestieri.

Augelli: "Per scongiurare il bypass necessaria la seconda stazione"

Luigi Augelli, presidente del comitato "Un baffo ferroviario per Foggia" sostiene da tempo l'opportunità di una seconda stazione nel capoluogo dauno, per evitare il bypass della città sulla linea ad alta capacità Bari-Napoli. Il rischio del bypass sta diventando ormai incombente, dopo la richiesta formulata dal sindaco di Bari che sollecita l'istituzione di una corsa no stop tra Bari e Roma, utilizzando la bretella di Cervaro (già da tempo in esercizio) su cui potrebbe sorgere la seconda stazione. 
Ecco le considerazioni di Augelli, come sempre lucide e razionali, sulla iniziativa del primo cittadino del capoluogo regionale.
Qui potete invece trovare i numerosi articoli che Lettere Meridiane ha dedicato al tema della seconda stazione.
* * *
Non basta rispondere al Sindaco di Bari, vietandogli di chiedere a RFI un treno no stop Bari-Roma, poiché la valutazione di quella richiesta sarà fatta da una S.p.A., RFI, la quale baserà la sua decisione su una questione semplicemente di mercato, costo-benefici, e se dovesse risultare economicamente vantaggiosa per la Società, così come risulterà e non si saprà mai se forzata politicamente, la effettuerà.
Era sotto gli occhi di tutti, che la costruzione del baffo ferroviario, attivato il 5 luglio 2015, sarebbe servito anche al traffico passeggeri, nonostante l’assicurazione dell’allora AD di RFI, Ing. Elia, che nel febbraio 2015 (si veda a tal proposito il sito: unbaffoaffoggia.altervista.org) fece alla delegazione di parlamentari foggiani unitamente all’attuale Sindaco di Foggia, che il baffo sarebbe servito soltanto al transito dei treni merci. 

Cinemadessai | Anche nella tragedia si può incontrare la bellezza

Un film tenero, pastoso, con una morale accattivante: si può trovare la bellezza anche nelle situazioni più tragiche ed orrende.
Storia di una ladra di libri (in onda stasera su Canale 5 alle 21.10) è tratto dal bestseller La bambina che salvava i libri dello scrittore australiano Markus Zusak (otto milioni di copie in tutto il mondo, tradotto in oltre trenta lingue).
Diretto dal pluripremiato regista Brian Percival (Downton Abbey), il film
racconta una storia commovente e ricca di emozioni ambientata nella Germania
della Seconda Guerra Mondiale. Protagonista è Liesel (Sophie Nélisse), una vivace e coraggiosa ragazzina affidata dalla madre incapace di mantenerla, ad Hans Hubermann (Geoffrey Rush), un uomo buono e gentile, e alla sua irritabile moglie Rosa (Emily Watson). Scossa dalla tragica morte del fratellino, avvenuta solo pochi giorni prima, e intimidita dai “genitori” appena conosciuti, Liesel fatica ad adattarsi sia a casa che a scuola, dove viene derisa dai compagni di classe perché non sa leggere. Con grande determinazione, è tuttavia decisa a cambiare la situazione e trova un valido alleato nel suo papà adottivo che, nel corso di lunghe notti insonni, le insegna a leggere il suo primo libro, Il manuale del becchino, rubato al funerale del fratello.
L’amore di Liesel per la lettura e il crescente attaccamento verso la sua nuova famiglia si rafforzano grazie all’amicizia con un ebreo di nome Max (Ben Schnetzer) che i suoi genitori nascondono nello scantinato e che condivide con lei la passione per i libri incoraggiandola ad approfondire le sue capacità di osservazione. Altrettanto importante diventa l’amicizia con un giovane vicino di casa, Rudy (Nico Liersch), che prende in giro Liesel per la sua mania di rubare i libri ma intanto si innamora di lei. Film di buoni sentimenti. Da vedere.
DOMANI
Il suo estro si è forse affievolito con il passare negli anni. Ma in Beverly Hills Cop, Un piedipiatti a Beverly Hills, che uscì nel 1984, Eddie Murphy è al top della forma. Una interpretazione smagliante, incalzante, indimenticabile, in un film che fa ridere e che ti tiene avvinto alla poltrona, dal primo all’ultimo minuto.
L’AFI's 100 Years... 100 Laughs lo ha inserito al 63º posto tra i 100 migliori film commedia statunitensi.

martedì 24 gennaio 2017

Basta con gli schiaffi alla Capitanata. Passiamo ai calci in c...

Madetu da record, oggi, con ben dieci vignette dieci a deliziare gli amici e i lettori di Lettere Meridiane. Ce n'è davvero per tutti i gusti.
In copertina, due vicende di cui ci siamo ripetutamente occupati in questi giorni. Le reazioni del territorio all'iniziativa del sindaco di Bari che ha chiesto l'istituzione di una corsa ferroviaria no stop tra Bari e Roma, utilizzando la bretella di Cervaro e di conseguenza bypassando la stazione di Foggia.
L'ennesimo schiaffo alla Capitanata ha provocato la ferma presa di posizione di Rosario Cusmai, il consigliere provinciale  maggiormente suffragato alle elezioni di qualche giorno fa. Maurizio risponde con la consueta ironia, e non senza un pizzico di amarezza.
In copertina anche l'iniziativa assunta da Foggia Sovrana, che ha cominciato a ripulire il monumento a San Pio che sorge nell'omonima piazza, oggetto di pesanti atti vandalici. Anche in questo caso, lo sguardo che graffia e che sorride del nostro disegnatore si posa sulla vicenda con disincanto
A seguire il resto: una interpretazione della "stretta" che il Governo vorrebbe dare agli arrivi degli immigrati, una divertente interpretazione delle ripetute prese di posizione del consigliere comunale Giuseppe Mainiero contro i dirigenti comunali (avvertenze per l'uso: Pier Delle Vigne fu un apprezzato consigliere di Federico II che soggiornò a lungo nel palazzo regale foggiano), la polemica esplosa a Milano sui biglietti gratis allo stadio (come si comportano in merito i politici foggiani?), i vigili urbani di Foggia e il loro bilancio, l'immancabile Beppe Grillo, la tragedia dell'albergo abruzzese, Sanremo, il grave fatto di sangue di Brescia. Buona visione.

Cinemadessai | Fargo, ovvero la macchina perfetta del cinema dei fratelli Cohen

Amo i fratelli Cohen perché sono la quintessenza del cinema. Per le loro sapienti e spesso sconvolgenti alchimie tra realtà e funzione. Fargo - in onda domani sera alle 23.20 su RaiMovie - è in questo senso un film particolarmente rappresentativo del modo con cui i due fratelli vedono ed intendono la settima arte. All’inizio del film si legge : "Quella che vedrete è una storia vera - I fatti esposti nel film sono accaduti nel 1987 nel Minnesota. Su richiesta dei superstiti, sono stati usati dei nomi fittizi. Per rispettare le vittime tutto il resto è stato fedelmente riportato."
In realtà la trama è totalmente inventata, come viene chiarito nei titoli di coda: “Le persone e gli eventi rappresentati in questa produzione sono fittizi. Nessuna somiglianza con persone reali, vive o decedute, è intenzionale o dovrebbe essere desunta.”
Secondo Joel Coen “se il pubblico crede che una cosa sia basata su un evento reale, questo ti dà il permesso di fare cose che altrimenti la gente non potrebbe accettare.”
Ed è questo assioma che sta dietro la macchina perfetta della storia raccontata in Fargo. Venditore di auto in crisi finanziaria, Jerry Lundegaard (William H. Macy) decide di inscenare un finto rapimento della moglie, allo scopo di chiedere il riscatto al ricco e facoltà suocero. Allo scopo, ingaggia due sicari (Steve Buscemi e Peter Stormare), che effettivamente rapiscono la donna. Le cose prenderanno però una piega del tutto inaspettata, soprattutto quando nella vicenda farà il suo ingresso Marge Gunderson (Frances McDormand), capo della polizia locale al settimo mese di gravidanza.
Scritto da Joel ed Ethan Coen, e diretto da Joel CoenFargo è il noir perfetto. Il ritmo è incalzante, tutto fila alla perfezione. La violenza di cui la pellicola è disseminata non è mai gratuita, ma risponde alla logica della storia.
Secondo Morandini, "uno dei migliori film dei fratelli Coen, il più classico almeno nella forma, pur essendo impregnato di quell'umorismo macabro che è il loro marchio di fabbrica."
Premio per la miglior regia a Cannes, ha anche vinto due Premi Oscar, per la Miglior sceneggiatura originale e per la Miglior attrice protagonista, Frances McDormand.
Nel 2006 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.
DOMANI
Un film tenero, pastoso, con una morale accattivante: si può trovare la bellezza anche nelle situazioni più tragiche ed prende.
Storia di una ladra di libri (in onda domani sera su Canale 5 alle 21.10) è tratto dal bestseller La bambina che salvava i libri dello scrittore australiano Markus Zusak (otto milioni di copie in tutto il mondo, tradotto in oltre trenta lingue).

Il "no" pesante di Leo Di Gioia a Decaro: "Foggia non può essere penalizzata"

Ecco un “no” pesante alla sortita del sindaco di Bari, Antonio Decaro, che ha chiesto l’istituzione di una corsa no stop tra Bari e Roma (che penalizzerebbe inevitabilmente la stazione di Foggia).
A pronunciarlo è l’assessore regionale all’agricoltura, il foggiano Leo Di Gioia.
Pesante perché Di Gioia è il primo amministratore regionale a pronunciarsi sull’iniziativa del primo cittadino del capoluogo regionale, ed è un pronunciamento che potrebbe riaprire i giochi a via Capruzzi.
Secondo Di Gioia, “è impensabile escludere i territori, dauno ma anche quello leccese, se si vuole fare un vero gioco di squadra sui trasporti pugliesi.”
L’assessore regionale lo ha detto in una intervista rilasciata a il Mattino di Foggia, aggiungendo che il capoluogo dauno “paga già un enorme deficit di mobilità con l’aeroporto fermo; ingiustificabile pensare poi, addirittura, ad un collegamento Bari-Roma che aggiri la città utilizzando lo snodo ferroviario di “Cervaro” per cui la Regione Puglia, insieme alla comunità istituzionale foggiana, diede il proprio consenso a Trenitalia solo perché servisse il traffico merci.”
La presa di posizione di Leonardo Di Gioia potrebbe scompigliare le carte anche a Bari, perché se è vero che ufficialmente la Regione è ferma alla posizione che venne assunta dall’allora assessore regionale ai trasporti, il compianto Guglielmo Minervini, che minacciò clamorose iniziative di protesta qualora sulla bretella fosse transitato anche il traffico passeggeri, la Gazzetta del Mezzogiorno ha anticipato che in realtà negli ambienti regionali si starebbe lavorando proprio in direzione della corsa no stop chiesta da Bari.
Allargando intelligentemente il fronte del malessere anche al Salento, Di Gioia mette il dito nella piaga sottolineando che “non si può e non si deve sacrificare alla comodità, per quanto desiderabile, del capoluogo regionale l’agibilità di altri territori pugliesi che, come Foggia e Lecce, hanno aspettative maggiormente pressanti verso un sistema di trasporto che la Regione Puglia intende rendere assolutamente ottimale per consentire a tutte le popolazioni pari opportunità di accesso alla mobilità interregionale.”
Se qualcuno negli uffici della Regione pensava di poter beffare Foggia senza colpo ferire, è servito...

lunedì 23 gennaio 2017

Quando anche Foggia aveva il suo De Caro

Maurizio De Tullio commenta da par suo, con la sua satira dolce ed amara, ed il suo sguardo che graffia e che sorride, la querelle che sta opponendo il sindaco di Bari, Antonio Decaro, ai foggiani, per quel treno no stop Bari-Roma che bypasserebbe la stazione di Foggia.
"Anche Foggia aveva un De Caro, ma l'ha perso". Il riferimento (detto a beneficio soprattutto dei più giovani) è a Paolo De Caro, fine intellettuale, segretario cittadino del Pci negli anni ruggenti, e deputato del Partito Comunista dal 1976 al 1983.
Figlio d'arte (suo padre Gerardo, noto insegnante di filosofia al Liceo Lanza, fu deputato dell'Assemblea Costituente e nella prima legislatura nelle file della Dc), viene ricordato per il suo impegno politico rigoroso a vantaggio del territorio e della città di Foggia. Docente di lettere negli istituti medio superiore, si è progressivamente distaccato dalla politica attiva, per dedicarsi agli studi letterari. È uno dei maggiori studiosi viventi di Montale. Del tutto legittima, dunque, la nostalgia che trasuda dalla vignetta di De Tullio.
Negli altri pezzi del "rotolo" quotidiano, una gustosa interpretazione dei "maggiori poteri" che il Governo si appresterebbe a dare alla protezione civile, le polemiche sull'apertura di Grillo a Trump e Putin, l'immancabile Salvini e un commento a una notizia di cronaca che ha riguardato un noto supermercato cittadino. Come sempre potete guardare tutte le vignette qui sotto.

Cinemadessai | Il buono, il brutto, il cattivo gioiello western di Sergio Leone

Dopo il successo di Per un pugno di dollari e Per qualche Dollaro in più, per Sergio Leone era difficilissimo ripetersi. E invece ci riesce, che meglio non si potrebbe, nell’ultimo capitolo della trilogia del dollaro: Il buono, il brutto e il cattivo. Secondo Quentin Tarantino, si tratta di una delle pellicole più belle di tutti i tempi. Di certo, il celeberrimo “triello” finale che oppone i tre protagonisti è materia di studio nelle scuole di cinema, per la perfezione formale delle inquadrature, per la maggior parte giocate su primi e primissimi piani, e per il montaggio.
Ancora una volta Leone sfida le convenzioni del cinema western, e le riscrive. Demistifica la violenza gratuita e fine a se stessa che anima i tre protagonisti, denuncia la brutalità della guerra di secessione, mettendo in discussione i capisaldi stessi del sogno americano (critica che vedrà le sue massime espressioni in C’era una volta il West e C’era una volta in America)
Un film indimenticabile, in cui i protagonisti danno il meglio di sè. Clint Eastwood (il Buono) è un biondo cacciatore di taglie, che cattura ripetutamente Tuco, (il Brutto, Eli Wallach) un bandito, per rimetterlo in libertà e poter incassare nuovamente la taglia. Il giochino non sfugge a Sentenza (Lee Van Cleef, il Cattivo), sergente dell’esercito unionista che a sua volta dà la caccia a un certo Jackson, soldato confederato scomparso con la cassa del reggimento, contenente 200.000 dollari.
La caccia al tesoro costituisce il leit motiv del film, e vedrà i tre protagonisti rincorrersi continuamente, fino al già ricordato, famosissimo triello finale, la cui drammaticità è esaltata dalla musica di Ennio Morricone.
Molta bella ed efficace, anche per la carica pacifista che lo sorregge, la parte dedicata alla guerra, con il capitano nordista (magistralmente interpretato da Aldo Giuffrè) che stufo della violenza e della morte che lo circonda, vorrebbe far saltare il ponte, al centro di una lunga e cruenta battaglia tra i due eserciti, per salvare la vita ai suoi uomini. Verrà accontentato dal Biondo e da Tuco.
Alla sua uscita, il film divise la critica (che si è successivamente ricreduta), ma il pubblicò decretò uno straordinario successo.
In una intervista Leone disse che all’interno di ciascuno dei tre personaggi c’è qualcosa di autobiografico: "Nel mio mondo, sono gli anarchici i personaggi più veri. Li conosco meglio perché le mie idee sono più vicine alle loro. Io sono fatto di tutti e tre. Sentenza non ha anima, è un professionista nel più banale senso del termine. Come un robot. Non è questo il caso degli altri due personaggi. Considerando il lato metodico e cauto del mio carattere, sono simile al Biondo: ma la mia profonda simpatia andrà sempre dalla parte di Tuco... sa essere toccante con tutta quella tenerezza e umanità ferita. Ma Tuco è anche una creatura tutto istinto, un bastardo, un vagabondo.”
Stasera, su RaiMovie, alle 21.20. Come per ogni film di Sergio Leone, un imperdibile gioiello.
DOMANI
Amo i fratelli Cohen perché sono la quintessenza del cinema. Per le loro sapienti e spesso sconvolgenti alchimie tra realtà e funzione. Fargo - in onda domani sera alle 23.20 su RaiMovie - è in questo senso un film particolarmente rappresentativo del modo con cui i due fratelli vedono ed intendono la settima arte. All’inizio del film si legge : "Quella che vedrete è una storia vera - I fatti esposti nel film sono accaduti nel 1987 nel Minnesota. Su richiesta dei superstiti, sono stati usati dei nomi fittizi. Per rispettare le vittime tutto il resto è stato fedelmente riportato."

Il "no" del sindaco di Foggia al treno no stop Bari-Roma chiesto dal sindaco di Bari

Non si è fatta attendere la risposta del sindaco di Foggia, Franco Landella, al suo collega barese, Antonio Decaro, che qualche giorno fa ha formalmente avanzato alle Ferrovie dello Stato la proposta di un treno diretto no stop Bari-Roma, che bypasserebbe la stazione di Foggia utilizzando la bretella di Cervaro, prevista esclusivamente per il traffico merci. Landella ha affidato la sua reazione ad un post sulla sua pagina facebook. Eccone il testo.
* * *
La proposta di un collegamento diretto ad alta velocità Bari-Roma senza fermate intermedie, avanzata dal sindaco di Bari, Antonio Decaro, è stata formulata con ogni evidenza in modo superficiale e disattento. Lo dico con il rispetto che nutro nei confronti di un collega che stimo e senza alcuna volontà di polemica pretestuosa.
Avanzare questa richiesta, peraltro in modo formale, vuole dire non avere chiaro quale sia il sistema dei trasporti su ferro in Puglia, quali siano le realtà che uno scenario del genere penalizzerebbe e, soprattutto, muoversi nella direzione di un’idea della mobilità regionale ‘a due velocità’. L’esatto contrario di una visione integrata.
Prenderò volentieri anche io la patente di ‘campanilista’ associandomi alle parole di coloro i quali hanno censurato l’iniziativa del primo cittadino di Bari, ricordandogli che il bacino di utenza di Foggia e della sua provincia vive già una condizione di difficoltà sul fronte della mobilità; che pur essendo la nostra provincia quella che detiene il maggior numero di strutture ricettive della regione ed una vocazione turistica straordinaria, la Capitanata non può ancora contare su un aeroporto pienamente operativo, solo per fare qualche esempio che supponevo fosse sufficientemente noto anche a chi amministra la città di Bari. Tutti elementi che dovrebbero suggerire una migliore armonizzazione dei trasporti pugliesi e non l’allargamento del divario tra province.

domenica 22 gennaio 2017

Lo sguardo che graffia e che sorride di Madetu / 11

Lo sguardo che graffia e che sorride di Maurizio De Tullio non poteva non posarsi sull'argomento del giorno, che sta tanto facendo appassionare (ed incazzare) i foggiani. La sortita del sindaco di Bari, Antonio Decaro, che ha chiesto di poter utilizzare la bretella di Foggia ex Cervaro, destinata solo al traffico merci, anche per i passeggeri, per una corsa no stop Bari - Roma, che escluderebbe Foggia dalle fermate. Ecco come Madetu commenta l'iniziativa. 
E poi l'insediamento del neopresidente americano, Donald Trump, il tragico incidente d'auto verificatosi nei pressi di Verona, le manie antieuropeiste di Salvini, e, dulcis in fundo, il pietoso stato in cui sono ridotte le strade foggiane. Potete guardare tutto qui sotto. Buona visione.

Cinemadessai | Pulp fiction, e niente fu come prima

STASERA
Niente fu come prima, dopo Pulp FictionQuentin Tarantino riscrisse tempi e metriche del film d’azione. Irruppe sula scena di Hollywood con un fragore e una potenza rivoluzionaria e visionaria, che raramente s’erano viste prime.
E si ebbe subito l’impressione che era nato un classico, uno di quei film da vedere e rivedere, e che ogni volta si lascia vedere come se fosse la prima.
Pulp Fiction intreccia diverse storie, applicando alla vicenda la tecnica della cronologia frammentata, che rappresenta uno dei "marchi di fabbrica" di Tarantino.
Il plot parte e si sviluppa da situazioni classiche: un pugile che deve perdere un incontro truccato ma lo vince e lo scagnozzo del boss che deve portare a cena la moglie del boss senza "toccarla”: da qui si generano una serie di errori che porteranno a situazioni estreme.
“Una delle cose che preferisco nel raccontare storie come faccio io - dirà Tarantino a proposito di Pulp Fiction -, è dare forti emozioni: lasciare che il pubblico si rilassi, si diverta e poi all'improvviso… boom!, voglio trasportarli improvvisamente in un altro film.”
Il cast è stellare, ed assorbì buona parte del budget a disposizione: John Travolta (le cui quotazioni erano in ribasso, e che venne rilanciato dal film), Samuel L. JacksonUma Thurman (che venne consacrata dalla splendida interpretazione, che le fruttò anche una nomination all’Oscar), Bruce Willis e Tim Roth.
 Samuel L. Jackson definì il lavoro con Quentin Tarantino come “qualcosa di assolutamente straordinario” e disse di  considerare il regista come “un'enciclopedia del cinema vivente”.
Il film si aggiudicò la Palma d'oro al festival di Cannes del 1994 e permise a Tarantino e Roger Avary di ottenere il premio per la miglior sceneggiatura originale agli Oscar del 1995. Assolutamente imperdibile. Stasera, alle 21.15, su TvCielo.
DOMANI
Dopo il successo di Per un pugno di dollari e Per qualche Dollaro in più, per Sergio Leone era difficilissimo ripetersi. E invece ci riesce, che meglio non si potrebbe, nell’ultimo capitolo della trilogia del dollaro: Il buono, il brutto e il cattivo. Secondo Quentin Tarantino, si tratta di una delle pellicole più belle di tutti i tempi. Di certo, il celeberrimo “triello” finale che oppone i tre protagonisti è materia di studio nelle scuole di cinema, per la perfezione formale delle inquadrature, per la maggior parte giocate su primi e primissimi piani, e per il montaggio.

Il dietro front della Regione: sì al treno no stop Bari-Roma

La "bretella" di Cervaro, vista dal ponte di via Bari
La Regione fa dietro front, circa l’eventuale utilizzazione del baffo di Cervaro anche per il traffico passeggeri. Aveva sempre detto no. Adesso dice sì. O almeno così pare. Perché di ufficiale non c'è niente, ma di ufficioso invece tanto. Lo si apprende in un interessante e approfondito servizio che La Gazzetta del Mezzogiorno, dedica oggi alla questione, sulle pagine nazionali. Il dato è importante, perché per la prima volta trovano spazio nelle cronache nazionali le proteste foggiane sulla ipotesi lanciata dal sindaco di Bari, Antonio Decaro, che ha chiesto un collegamento ferroviario no stop tra Bari e Roma, utilizzando, appunto la bretella di Cervaro e tagliando così fuori la stazione di Foggia.
Il quotidiano regionale sponsorizza ovviamente l’iniziativa del sindaco di Bari, e non potrebbe essere diversamente, visto che il giornale ha un antico radicamento barese. L’articolo è interessante perché svela alcuni aspetti, ufficiosi ma sostanziali, della trattativa con Fsi che pare molto avanti e tra i cui soggetti - è questo il dato nuovo - ci sarebbe anche la Regione.
Si apprende, per esempio, di una telefonata tra il sindaco Decaro e l’ad di Fsi, Renato Mazzoncini, mentre questi si trovava in Grecia. Proprio nel corso della telefonata, il primo cittadino del capoluogo regionale (che è anche il presidente nazionale dell'Anci, e in quanto tale dovrebbe forse essere più attento alle istanze degli altri comuni) avrebbe formalizzato la proposta della corsa no stop.
La Gazzetta non lo dice espressamente, ma pare di capire che l’ipotesi della corsa no stop trovi d’accordo l’ente ferroviario.

sabato 21 gennaio 2017

Lo sguardo che graffia e che sorride di Madetu / 10

Ogni giorno, su Lettere Meridiane, le vignette satiriche di Maurizio De Tullio. 

L'assessore D'Emilio: "Rfi disponibile al confronto; nessuna penalizzazione per Foggia"

Francesco D’Emilio, assessore al comune di Foggia con delega all’urbanistica e alla pianificazione e programmazione del territorio, interviene sulla proposta lanciata dal sindaco di Bari, Decaro, che  vorrebbe una corsa ferroviaria no stop tra il capoluogo regionale e Roma, dunque senza la fermata intermedia a Foggia, ed utilizzando la bretella dell’ex bivio Cervaro, per bypassare la stazione di Foggia.
“Messa in questi termini, si tratterebbe di una inaccettabile penalizzazione della stazione di Foggia e della città nel suo complesso. Per cui assieme alle altre istituzioni, alle forze politiche, ai sindacati, non siamo assolutamente d’accordo. E ribadiamo che i documenti ufficiali e le intese istituzionali a suo tempo raggiunte prevedono che la bretella venga utilizzata prevalentemente per il traffico merci”.
L’ultima parola spetta però a Rfi e a Trenitalia. Per i suoi compiti istituzionali, è lei ad intrattenere rapporti con le autorità ferroviarie… Come sono questi rapporti, e quali sono gli orientamenti di Rfi?
Francesco D'Emilio
“I rapporti sono positivi. Approfitto per precisare alcune cose rispetto a quanto sostenuto ieri, su Lettere Meridiane, dal consigliere comunale Augusto Marasco. Le varianti urbanistiche chieste da Rfi sono state approvate dal Consiglio Comunale e successivamente perfezionate. Questo consentirà a Rfi un investimento importante per tutta la città: la costruzione del cavalcaferrovia e di due rotatorie in zona Salice, che consentirà di superare l’attuale strozzatura nella zona. Per il resto, Rfi, così come la Regione Puglia e gli altri soggetti interessati, ha dichiarato la sua disponibilità a sedersi al tavolo ministeriale sollecitato proprio dal Comune di Foggia. Insomma le cose si stanno muovendo, e credo che mai come in questo caso come classe politica e dirigente foggiana dobbiamo esprimere il massimo di unità.”
Qualche mese fa, lei ha sostenuto l’idea della seconda stazione, che dovrebbe sorgere proprio lungo la bretella…
“Un momento. Ho sempre detto che la seconda stazione è una ipotesi, un’opportunità, che può essere presa in esame soltanto nella eventualità di corse aggiuntive, che possano ottimizzare le opportunità offerte dall’alta capacità ferroviaria.  Per il modo con cui è stata presentata, temo che la proposta del sindaco di Bari non vada nella direzione di corse aggiuntive, ma piuttosto di una modifica sostanziale all’attuale regime degli orari, che potrebbe penalizzare l’utenza e la cittadinanza foggiana…”
E allora?
“Allora dobbiamo fare fronte comune, ed avviare con Rfi e con Trenitalia un confronto a trecentosessanta gradi, per raggiungere un risultato che non mortifichi ma anzi rilanci il nodo ferroviario di Foggia.”
G.I.

Cinemadessai | Un insolito Michele Placido alla francese, ma fa centro comunque

Michele Placido
Dopo Romanzo Criminale e Vallanzasca, Michele Placido si è accreditato come uno tra i migliori registi di gangster movie in circolazione, e non solo in Europa. La conferma giunge dal film italo-franco-belga Il cecchino, girato nel 2012. Il capitano Mattei (Daniel Auteuil) sta per arrestare una famigerata gang di rapinatori di banche, quando un cecchino appostato sul tetto di un edificio (Mathieu Kassovitz) spara contro i poliziotti, per permettere ai suoi complici di fuggire.
In seguito al grave ferimento di uno di loro, i rapinatori si trovano costretti a cambiare i propri piani, rifugiandosi presso lo studio di un medico corrotto (Olivier Gourmet).
Mentre il capitano Mattei organizza una feroce caccia all’uomo per catturare i criminali, emergono progressivamente dei particolari che connettono strettamente i destini dei tre protagonisti e dei coprotagonisti - tra cui, Anna (Violante Placido) e Nico (Luca Argentero)…
Ha detto del film Placido: “Il cecchino  è il mio Romanzo criminale francese. La genesi del film si deve al produttore Fabio Conversi, che ne ha acquistato i diritti. I due sceneggiatori (Cedric Melon e Denis Brusseaux) volevano che facessi il film perché erano rimasti colpiti, appunto, da Romanzo criminale. Considero un onore che sia stata data la possibilità a un regista italiano di girare un polar, un poliziesco di stampo francese”. Il risultato è notevole. Da vedere (o registrare, visto l’orario impossibile)… Sabato notte, alle 3.40 su RaiDue.
DOMANI
Niente fu come prima, dopo Pulp Fiction. Quentin Tarantino riscrisse tempi e metriche del film d’azione. Irruppe sula scena di Hollywood con un fragore e una potenza rivoluzionaria e visionaria, che raramente s’erano viste prime.
E si ebbe subito l’impressione che era nato un classico, uno di quei film da vedere e rivedere, e che ogni volta si lascia vedere come se fosse la prima.
Pulp Fiction intreccia diverse storie, applicando alla vicenda la tecnica della cronologia frammentata, che rappresenta uno dei "marchi di fabbrica" di Tarantino.

venerdì 20 gennaio 2017

Lo sguardo che graffia e che sorride di Madetu / 9

Letteralmente scatenato, oggi, il nostro Madetu. Lo sguardo che graffia e che sorride svaria più che mai, posandosi prima sulla tragica ondata di maltempo che ha colpito il paese, per passare alla querelle italo-tedesca (con una memorabile vignetta...), i migranti, l'insediamento di Trump. Mai come oggi una striscia - anzi un rotolo - da godersi, vignetta dopo vignetta.
Eccovele qui sotto, una dopo l'altra. E come sempre, buona lettura e buon divertimento. 

Cinemadessai | La tenerezza dei bambini più forte della ferocia della guerra

Giorgio Diritti è uno dei più rigorosi e forbiti autori del cinema indipendente italiano. Qualche anno fa, con Il vento fa il suo giro, si affermò al Festival del Cinema Indipendente di Foggia. Particolarmente attento alle piccole comunità, è rimarchevole la cura antropologica che ripone nel raccontarle. In questo è stato paragonato ad Olmi. Ma il suo stile è più asciutto. Meno arcadico. È un realismo che muove dalle minoranze. Se poesia c’è, è quella che trasuda dalla vita.
L’uomo che verrà - in onda stasera su Rai Movie alle 23.00 - racconta, dal punto di vista di un bambina muta di 8 anni,  la vita d’una piccola famiglia contadina alle pendici di Monte Sole, nell’Appennino tosco-emiliano.
La bimba è rimasta muta dopo la morte del fratellino, di pochi giorni. La mamma resta nuovamente incinta mentre sulla vita della piccola comunità s’allunga l’ombra della guerra.
Il bimbo vedrà la luce a settembre del 1944, poco prima che la zona venga sottoposta allo spietato rastrellamento delle SS, per quella che passerà alla storia come la strage di Marzabotto.
Film rigoroso, senza concessioni né alla retorica, né alla morale.
Un film molto bello, da non perdere, che dimostra la vitalità del cinema indipendente italiano. Marc'Aurelio d'Oro (assegnato dal pubblico) e Gran Premio della giuria Marc'Aurelio d'Oro.
DOMANI
Dopo Romanzo Criminale e Vallanzasca, Michele Placido si è accreditato come uno tra i migliori registi di gangster movie in circolazione, e non solo in Europa. La conferma giunge dal film italo-franco-belga Il cecchino, girato nel 2012. Il capitano Mattei (Daniel Auteuil) sta per arrestare una famigerata gang di rapinatori di banche, quando un cecchino appostato sul tetto di un edificio (Mathieu Kassovitz) spara contro i poliziotti, per permettere ai suoi complici di fuggire.

Marasco: "Il bypass della stazione, una truffa ai danni di Foggia"

La bretella iniziale progetta da Rfi e, in rosso,
quella riattivata ed attualmente in esercizio, che
il sindaco di Bari vorrebbe utilizzare per il Bari-Roma no stop
Non ci sta, Augusto Marasco, alla idea del treno no stop Bari-Roma lanciata dal sindaco di Bari Decaro, né tantomeno alla possibile utilizzazione della bretella ex Cervaro anche per il traffico passeggeri. Del resto, il noto architetto foggiano, prima da assessore alla qualità urbana della giunta di centrosinistra guidata da Gianni Mongelli, quindi da consigliere comunale di minoranza, si è sempre tenacemente battuto contro ogni ipotesi di by pass della stazione ferroviaria di Foggia. Anzi, a dirla tutta, è la memoria storica della città su un argomento di nevralgica importanza per il futuro dell’intera Capitanata.
Sulla sortita del primo cittadino del capoluogo regionale, non ha dubbi e in una intervista a Lettere Meridiane abbassa la saracinesca: “Se passasse anche un solo treno passeggeri su questa bretella ci troveremmo in presenza di una truffa alle istituzioni e alla cittadinanza foggiana.”
D’altra parte, Marasco aveva sollecitato un confronto a trecentosessanta gradi con gli organismi ferroviari già prima della sortita del sindaco di Bari.
“Soltanto il 6 dicembre scorso ho chiesto e ottenuto in consiglio comunale il rinvio di alcune varianti urbanistiche che interessano Rfi, subordinando ogni concessione all’ente ferroviario all’attivazione di un tavolo di confronto ministeriale, che esamini complessivamente ed organicamente tutte le questioni del trasporto ferroviario in Capitanata. In passato Rfi ha assunto impegni verso il territorio foggiano, che non ha mai onorato. Basta col gioco delle tre carte.”
Marasco aveva richiamato sulla questione l’attenzione delle istituzioni locali e dell’opinione pubblica già alla vigilia della riattivazione delle bretella, parlando espressamente di una possibile truffa ai danni del territorio.
"Sì, chiesi che che il sindaco di Foggia, il presidente della Provincia e l’assessore regionale alle Infrastrutture strategiche e Mobilità convocassero subito un tavolo di confronto sull’allora imminente entrata in esercizio della bretella ferroviaria. Non se ne fece niente, e oggi i miei timori di allora si confermano fondati, visto che c'è chi pensa di poter stravolgere il fine per cui la bretella venne realizzata e per il quale il Comune di Foggia rilasciò i permessi."
Vogliamo ricostruire la storia di questa benedetta bretella?
"Volentieri. Quella bretella deve servire solo al passaggio delle merci perché, così, circa tre anni fa il Comune di Foggia l’approvò.
Augusto Marasco
Nel 2012 il prefetto ci sollecitò ad attuare la normativa di sicurezza approvata dopo la tragedia di Viareggio, in modo da non far circolare più le merci nella stazione di Foggia. Cogliemmo al volo l'occasione, per provare a trovare una soluzione a un problema aperto dal 2006, ovvero il by-pass che RFI voleva costruire più a sud, all’altezza di Cervaro. Ci riuscimmo, facendo cadere sulla ex bretella militare che passa vicino al Quartiere fieristico la scelta dell'alta capacità-alta velocità ferroviaria." 
Marasco consegna a Lettere Meridiane l’immagine che illustra il post, che vedete in alto, e che chiarisce i termini della vicenda: la linea tratteggiata nera riguarda il vecchio progetto RFI, lontano dalla stazione di Foggia, mentre la linea tratteggiata rossa mette in evidenza il “baffo” da poco tornato in esercizio, e che il sindaco di Bari vorrebbe utilizzare per la linea no stop Bari-Roma.
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